Wednesday, February 14, 2007

"C'è un omicidio in questo film?"

La visione del nuovo film di David Lynch mi porta forzatamente a riflettere sul perché mi piace il cinema. Il cinema non è soltanto una forma d'arte ma più che altro un'amalgama di tutte le forma d'arte: pittura, scultura, fotografia, musica, scrittura, tutto converge nel plasmare quella che è "arte cinematografica". Come qualsiasi manifestazione artistica, anche quella filmica è soggetta ad intuizioni, ispirazioni e sensazioni talmente personali che è impossibile trasmetterle al proprio pubblico se non nella forma pura e semplice generata dala mente dell'artista. Non è un caso che Lynch nasca in principio come pittore e successivamente, mosso dall' esigenza di imprimere il movimento alle sue opere, si sia dedicato alla regia. La filmografia del regista americano è fin dagli esordi la prova di quanto scritto sopra: Lynch compone le sue opere seguendo le sue personali ispirazioni, spesso e volentieri in maniera criptica, pretendendo dal suo pubblico una partecipazione piena, invitandoli a non chiedere e/o a non cercare a tutti i costi una soluzione, ma lasciare che sia il film a guidarci e che la mente sia pronta a percepire emozioni e suggestioni sequenza per sequenza. Un po' come trovarsi di fronte ad un quadro astratto e rimanere colpiti da i segni sulla tela o da come due colori si intrecciano. Insomma un cinema personale, viscerale, che cerca un pubblico capace di accoglierlo alla stessa maniera. Conscio di ciò, mi sono preparato ad accogliere INLAND EMPIRE nella giusta maniera, tenendo il più possibile a bada sia le alte aspettative (che piano, piano sono cresciute nel tempo intercorso dal suo ultimo Mulholland Drive), che l'emozione di poter assistere al cinema (per la prima volta) ad un film di Lynch. A voler raccontare la storia rischierei di pasticciare un po': non basta una visione ad avere un quadro completo anche perché Lynch, al "normale" storytelling (inizio - svolgimento - fine), predilige una narrazione più articolata, tendente al riavvolgersi su se stessa per poi ricominciare da capo (o dalla fine?). Tutto comincia con il titolo del film che riempie lo schermo, una donna piange (sembra spaventata) e guarda un televisore. Dall'immagine disturbata dello schermo emergono delle immagini, una inquietante sit-com (ma si può definire così?) con protagonisti una famiglia di uomini-coniglio, due uomini che si scambiano frasi in polacco e poi, in una soleggiata mattina, facciamo la conoscenza di Nikki, attrice in lizza per un ruolo in un film importantissimo, remake di una pellicola mai terminata a causa della morte degli attori protagonisti. Nikki ottiene la parte e durante le riprese, finzione scenica e realtà diventeranno un tutt'uno. Continuare a scrivere sullo svolgimento mi sarebbe impossibile e non renderebbe giustizia ad un film che va visto, non di certo raccontato. Prima di continuare, voglio segnalare l'unico piccolissimo neo del film: la durata. Tre ore sono tante e seppur motivato, ne sono uscito leggermente sfiancato (di sicuro Lynch ha voluto dare, per una volta, un motivo ai suoi detrattori per sparlare un po'). Nonostante questo, il film è per tutto il suo lungo minutaggio Lynch a 360°, pregno della sua visione cinematografica al 100%: c'è Strade Perdute (i concetti di spazio e tempo annullati, così come l' identità del protagonisti, incerta, mutevole e i corridoi bui che ingoiano le persone e rigurgitano orrori), Mulholland Drive (sogno e realtà si confondono e si scambiano, come le vite delle due attrici), c'è la sua Los Angeles, la visione da incubo (e forse un tantino critica) del mondo di Hollywood, ci sono le tende rosse, i suoi Rabbits e la sua adorata Laura Dern (suprema!!!). La novità sostanziale risiede nell'utilizzo unicamente di camere digitali per le riprese: questo permette a Lynch di portarci direttamente dentro il film, a stretto contatto con i suoi attori e i loro volti che riempiono la scena. Con il digitale Lynch sfrutta il contrasto tra esterni assolati, costantemente sovraesposti, e gli interni che diventano sempre più scuri e inquietanti...peccato non aver potuto assistere ad una proiezione digitale che in dettaglio avrebbe sicuramente guadagnato. Vorrei rivederlo per provare a trovare il bandolo di questa intricata matassa o semplicemente per perdermi nuovamente nei suoi meandri. Non credo mi sarà possibile farlo al cinema perciò aspetterò paziente la sua uscita in DVD. Nel frattempo, se potete, fatevi un favore e guardatelo.

P.S.: non ho neanche voluto provare a dare una qualche interpretazione (anche se una qualche idea me la sono fatta). Se è quella che cercate, il web ne è pieno.

6 comments:

Orson said...

ed ovviamente pure io ho espresso la mia opinione sul film.
personalmente (altra opinione!) credo tornerò al cinema o mi affiderò al magico mondo del p2p.

Weltall said...

Ti ringrazio per la gentile visita che ricambierò prontamente.
Per quanto riguarda il film, in settimana non credo che riuscirò a vederlo e sinceramente non credo che sarà in programmaziona la prossima. Per quanto riguarda il p2p ho qualche riserva: riprodotto in una sala "normale", la natura stessa del film (digitale), dava qualche problema di dettaglio nelle scene buie. Immagino perciò che la compressione mpg4 le renda ancora più confuse. Aspetterò pertanto l'uscita in dvd, nella speranza che sia fatto come si deve.

dreca said...

ieri sono riuscita a vedere questo film...hai fatto bene a non raccontare la storia, perchè ho avuto l'impressione che fosse più intricata di quello che sembra (e già sempre complicata).
cmq credo che sia un'esperienza da fare...con cui provarsi. una sfida insomma

Weltall said...

Ho scritto questo post il giorno dopo aver visto il film a neanche 24 ore...ero ancora in preda alle visioni di Lynch e ho buttato giù con la tastiera i pensieri razionali che mi venivano alla mente (e cioè i collegamenti con la precedente filmografia di questo geniale regista)! Grazie per aver avuto la pazienza di leggere questo post. Magari ne scriverò un'altro più concreto quando lo rivedrò ^_________^

filippo said...

Cinedelia:
Blog di approfondimento sul magico mondo del cinema

http://www.cinedelia.blogspot.com/

Weltall said...

@filippo: grazie per la segnalazione! ci faccio un salto sicuramente ^___^