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Thursday, May 22, 2008

Far East Film Festival 10 - In Pictures - Parte 2 di 2

Ecco il post tanto atteso! La seconda parte delle foto fatte al Far East, il post che si sarebbe povuto chiamare semplicemente "Facce da FEFF" ma che ho preferito dividere in piccoli "capitoli" tematici come il precedente. Prima di cominciare, un breve riepilogo:


PREVIOUSLY ON WELTALL'S WOR(L)D...

Una foto che riassume un po' il post precedente... Dite di no? Bè, la verità è che mi piaceva e non sapevo dove cavolo metterla ^__^

GENTE IMPEGNATA...

...c'è chi prende appunti...

...chi fotografa...

...chi parla con l'altra parte del mondo...

...e chi recupera preziosissimi autografi

PEOPLE WE MET

Thanh Van Ngo e Johnnie Nguyen protagonisti di The Rebel

Un primissimo piano della bella Thanh Van Ngo ad opera del buon Deiv

Il cast artistico/tecnico di Mad Detective sul palco. Da sinistra: Lam Suet, Kelly Lin, Lau Ching Wan, Wai Ka Fai e Johnnie To

Rosuen e Deiv si sono intrufolati in sala stampa per fargli qualche altra foto!


Un altro primo piano di Deiv. Questa volta il soggetto (e che soggetto!!!) è Kelly Lin

Ed ecco il grandissimo Lam Suet

WE TOOK PICTURES WITH

Miki Satoshi (o come lo ha ribattezzato Para "l' uomo con la camicia più bella del mondo" ^__*)

Il giovane regista vincitore Norihiro Koizumi (foto fatta in tempi non sospetti ^__*)

Johnnie To!!! Foto memorabile!!!

Altra foto memorabile con Lam Suet e Lau Ching Wan!

QUANDO I BLOGGER SI INCONTRANO

Torakiki di Altrocinema (in tre scatti altamente artistici)




Rob di The Critic (durante una delle innumerevoli file fatte)


Para e Chimy di Cineroom (a Festival terminato)


IT'S TIME TO LEAVE

Ultimo scatto prima della partenza. Quale foto migliore per chiudere questo ultimo post fotografico e ultimo post dedicato alla decima edizione del FEFF. Ringraziando tutti per l'ennesima volta, vi lascio un paio di scatti bonus e con il Far East ci rivediamo...l'anno prossimo? Chissà!

BONUS

IN LOCATION

Queste due foto ritraggono le location di quale film? E di quale regista? So che qualcuno di voi è avvantaggiato nella risposta, ma vediamo chi arriva per primo ^__*


Monday, May 19, 2008

Far East Film Festival 10 - Day 9 - FINAL DAY

PEEPING TOM
Regia di Fukagawa Yoshihiro

Un aspirante scrittore, in attesa di veder pubblicati i suoi lavori, viene assunto da una rivista per scrivere racconti erotici. L'ispirazione gli arriva dopo che, con l'appartamento messo a soqquadro dai ladri, scopre dei buchi nelle pareti che gli permettono di "spiare" le abitudini, specie quelle sessuali, dei suoi vicini. I suoi racconti riscontrano subito il favore dei lettori ma con il passare del tempo per il giovane scrittore realtà e finzione cominciano a diventare indistinguibili. Il film di Fukagawa Yoshihiro è volutamente criptico, questo è un dato di fatto. Impossibile infatti, distinguere gli eventi reali da quelli immaginati dal protagonista per i suoi racconti. La bramosia voyeur è solo una fonte d'ispirazione o è la via di fuga dall' isolamento per un uomo tristemente solo? Peeping Tom è il racconto di un guardone dalla fervida immaginazione o è una ghost story? Queste sono solo alcune delle domande le cui risposte sono nascoste tra le immagini, tra le infinite pieghe della trama, risposte di cui alla fine del film non ci importa neanche tanto sapere.
2/5

TACTICAL UNIT - THE CODE
Regia di Law Wing-cheong

Da quel gran capolavoro che è PTU, sotto l'attenta produzione di Johnnie To (e quindi della Milkyway), nasce Tactical Unit - The Code, serie tv in cinque episodi, il primo dei quali è stato presentato in anteprima mondiale al Far East. Protagonisti indiscussi di questa serie (girata come se si trattasse di veri e propri film) sono gli agenti della squadra tattica della polizia di Hong Kong e le loro operazioni sempre al limite della legalità. Nonostante i nomi coinvolti (Simon Yam, Lam Suet e Maggie Cheung) Tactical unit è ben lontano da quel che è PTU (la Hong Kong notturna di Johnnie to e inarrivabile) e onestamente non sarebbe potuto essere altrimenti. Rimane comunque un prodotto tv di altissimo livello, di quelli che qui da noi non vedremo mai.
3/5

SPARROW
Regia di Johnnie To

Leggero e delicato come il volo di passerotto, Johnnie To ci conduce, con il suo ultimo film, nella vita di quattro abilissimi e simpatici borseggiatori. Le loro giornate trascorrono tra furti e colazioni al ristorante fin quando nelle loro vite non entra Chung Chun-lei, la cui affascinante bellezza mette nei guai Kei e la sua banda. Ma l'agire misterioso della ragazza nasconde una disperata richiesta d'aiuto. In novantuno perfettissimi minuti (non uno di più, non uno di meno), Johnnie To omaggia la sua bella Hong Kong dove i personaggi si muovono guidati dalla musica. Infatti, oltre ai soliti nomi noti (Simon Yam, Kelly Lin, Lam Suet ecc.), la musica "recita" un ruolo primario se non fondamentale: le note dettano il tempo agli attori e alla regia di To che "danza" tra splendidi piano sequenza e deliziose coreografie (il balletto degli ombrelli sotto la pioggia). Un esempio di grande cinema, in cui ogni sua parte concorre a dare vita a uno dei più bei film visti al Far East, se non il più bello.
5/5

Friday, May 16, 2008

Far East Film Festival 10 - Day 8

AN EMPRESS AND THE WARRIORS
Regia di Tony Ching Siu-tung

La principessa Yan Feier si ritrova improvvisamente al trono dopo la morte del padre in battaglia, durante la guerra contro l'esercito di Zhao. La novella imperatrice si applica nell' addestramento militare per poter condurre l'esercito sul campo, ma dopo la sua prima battaglia resta gravemente ferita in un agguato e viene fortunatamente salvata dal dottore/eremita Duan Lan-quan. Nel frattempo una fazione contraria alla sua incoronazione, decide di darla per disertrice e prendere così il potere. E' chiaro fin da subito che il film di Tony Ching Siu-tung non punta alla ricostruzione storica ne ad un film incentrato esclusivamente sulle battaglie. Preferisce concentrarsi invece sul contrasto tra i sanguinosi campi di battaglia e la visione paradisiaca di un mondo senza guerre e morte (la foresta dove il dottore ex guerriero si è rifugiato). Purtroppo le belle sequenze di guerra (nulla da dire sulle coreografie) fanno decisamente "a pugni" con la visione romantica, tutta uccellini svolazzanti e canzoncina finale. Questi aspetti rendono il film un tantino indigesto, almeno per i miei gusti personali.
2/5

GACHY BOY - WRESTLING WITH A MEMORY
Regia Koizumi Norihiro

Mettere insieme Memento di Nolan con il wrestling...solo i giapponesi potevano pensarci. Il film del giovane regista Koizumi Norihiro, vede protagonista Igarashi Ryoichi, intelligentissimo laureando in giurisprudenza, unitosi al club di wrestling per diventare lottatore. Nonostante i giornalieri allenamenti i suoi progressi sono quasi nulli e non ci vorrà molto prima che i suoi compagni scoprano il motivo del suo scarso apprendimento: a seguito di un incidente Ryoichi non è più in grado di accumulare ricordi recenti. Quando si addormenta la sua mente si "resetta" fino al giorno dell' incidente. Simpatica e triste la storia di questo wrestler smemorato nella sua lotta disperata per avere una vita normale e felice attraverso la lotta, vista l'impossibilità di ottenere una qualsivoglia realizzazione personale con la laurea. Si ride e ci si commuove ma si rimane anche un po' disturbati da un eccessivo carico drammatico, già abbastanza evidenziato durante il film, che culmina in un incontro finale di wrestling dove la finzione, non si sa bene per quale motivo, va a farsi benedire: si combatte sul serio insomma, tutti piangono fiumi di lacrime con un finale che fa tanto Rocky. Esagerato, esagerato, esagerato!!!
3/5

MAD DETECTIVE
Regia di Johnnie To & Wai Ka Fai

Ritorna la coppia d'oro del cinema di Hong Kong: Johnnie To e Wai Ka Fai. Un ritorno segnato dalla follia, quella dell' ispettore Bun e dei suoi straordinari quanto eccentrici metodi investigativi basati più sulle emozioni che sulle consuete indagini. Tra l'altro, il detective Bun possiede la capacità di "vedere" la personalità innata delle persone. Il detective Ho, suo ex collega, vuole sfruttarne le abilità per risolvere il caso di un agente scomparso durante un appostamento. Mad Detective è un allucinato viaggio nella mente di un uomo in abito da poliziesco teso e coinvolgente. Lo spettatore è costretto ad osservare con gli occhi di Bun, a decifrare e distinguere cosa è reale e cosa invece è frutto di una mente malata, mentre le certezze vanno in frantumi come gli specchi della bellissima sequenza finale. Film sicuramente da rivedere più volte ma che conferma già alla prima visione il fortunato sodalizio tra To e Ka Fai.
4/5

Wednesday, May 14, 2008

Far East Film Festival 10 - Day 7

MAGIC BOY
Regia di Adam Wong

Leggo è un aspirante mago illusionista che lavora come fattorino per un ristorante. Non ha intenzione di diventare un professionista ma preferisce usare i suoi trucchi per far sorridere la gente e fare colpo sulle ragazze, in particolar modo sulla commessa di un negozio di borse della quale si è innamorato. Il problema è che la ragazza pare essersi invaghita di Hei, amico di Leggo e suo maestro illusionista. Simpatica commedia sentimentale, divertente, colorata, che riesce a stupire più di una volta con alcune azzeccate soluzioni visive. Peccato che cada nei classici luoghi comuni del genere (il triangolo amoroso non manca così come l'incursione nel melò). Un film che non tradisce le aspettative del pubblico al quale si rivolge (principalmente adolescenti), che farà sorridere o sbadigliare tutti gli altri. Ma di questo non si può certo fargliene una colpa.
3/5

YOUR FRIENDS
Regia di Hiroki Ryuichi

Amicizia, sentimento che unisce due o più persone, alcune volte per anni, altre solo per pochi importanti minuti, grazie ad una parola o ad un gesto. Fotografia, finestra sul passato che unisce tante piccole storie a quella di una giovane ragazza costretta da un incidente a dover camminare per il resto della sua vita aiutandosi con una stampella. Questo è in poche righe la base su cui poggia il dramma giapponese Your Friend di Hiroki Ryuichi, un delicato e commovente viaggio nei ricordi, concreto come un' istantanea e leggero come una nuvola. Si potrebbe accusare il film (ed il suo genere in senso più largo) di cercare sempre la "lacrima facile" con l'immancabile tragedia, o ancora per un minutaggio decisamente sfiancante, ma non si può non tener presente la qualità registica di Hiroki (lunghi piani sequenza per l' 80% della pellicola) o la sua capacità di raccontare con sincerità generazioni più giovani della sua (cosa assai rara).
4/5

THE OTHER HALF
Regia di Lin Linsheng

Appurato che "female relationship drama" non significa "film con donne che fanno le cosacce" (capito Deiv?!? ^__*) andiamo ad esaminare questo film. Storia di tre donne (madre vedova e le sue due figlie) alla ricerca della loro completezza, della loro metà mancante (da qui il titolo), raccontata nella Pechino di oggi e ripresa con videocamera digitale e lenti grandangolari. Una vedova che vuole risposarsi, la figlia maggiore che vuole vivere da mantenuta e la figlia più piccola che pensa solo alla carriera e ad intrattenere una relazione con il suo capo, sono le protagoniste di questo film fatto di dialoghi taglienti e toni da commedia. Ma anche con tutte le buone intenzioni, il film non convince nel complesso, sia per alcune scelte tecniche, sia per dei dialoghi francamente insostenibili per lunghezza e quantità (ma questo difetto potrebbe essere direttamente riconducibile ai sottotitoli o alla mia stanchezza).
2/5

THE REBEL
Regia di Charlie Nguyen

Vietnamiti e calci in faccia. Questa la formula dell' action a sfondo storico The Rebel di Charlie Nguyen, che vede protagonista un agente della polizia vietnamita al soldo degli occupatori francesi, passare dalla parte dei ribelli a seguito di una crisi di coscienza per aver ucciso un ragazzo durante un attentato. Considerato il numero esiguo di film prodotti dall' "industria" cinematografica vietnamita (due all' anno pare sia la media) si può cercare di non essere troppo severi con un film francamente un po' deboluccio. Un adeguato contesto storico e una certa ricercatezza nella fotografia, non salvano il film dalla piattezza, sia nel racconto che nella caratterizzazione dei personaggi. Belle le scene di lotta (si è andati a vederlo soprattutto per quelle), anche se eccessivamente ripetitive [il calcio volante/rotante era una costante (ho fatto anche la rima)], merito delle straordinarie doti atletiche dell' attore/stuntman/sceneggiatore protagonista Johnnie Nguyen.
2/5

CROWS - EPISODE 0
Regia di Takashi Miike

Miike torna al Far East e anche se non di persona, ha realizzato un filmato per tutti gli spettatori del festival, introducendoci così alla visione del suo ultimo film. Crows - Episode 0 è incentrato sulla lotta fra studenti per la conquista della loro scuola. Genji, appena trasferitosi, vuole "detronizzare" Serizawa (attuale leader della coalizione studentesca dominante) e dimostrare al padre di essere in grado di succedergli alla guida del clan yakuza del quale è il boss. Film riuscito solo a metà purtroppo: la prima parte è in puro "Miike style" (i titoli di testa, la sequenza del "bowling"). La seconda cede il passo alla natura commerciale del progetto (la canzoncina e il balletto sono decisamente irritanti) dando fin troppo spazio alle facce bellocce dei protagonisti (si sente la mancanza dei suoi attori feticcio!). Sinceramente una mezz'ora in meno di risse a "calci e pugni tra ragazzi in divisa scolastica con pettinature assurde" avrebbe giovato e non poco al film, facendoci uscire dalla sala meno stanchi e un po' più soddisfatti.
3/5

Monday, May 12, 2008

Far East Film Festival 10 - Day 6 - HORROR DAY

KAIDAN
Regia di Hideo Nakata

Spetta al grande Hideo Nakata aprire con il suo nuovo film, la giornata dedicata all' horror. L'autore di The Ring racconta questa volta una storia di fantasmi ambientata nel Giappone medievale. Un esattore pretende la restituzione di un prestito da un samurai che, infastidito dalla richiesta, lo uccide senza pietà. L'uomo, in punto di morte, maledice il samurai e tutta la sua famiglia, maledizione che si ripercuoterà sui primogeniti di entrambi, destinati ad incontrarsi e ad innamorarsi. Nakata prende le distanze dal J-Horror, genere che lui portò alla ribalta ma stra-abusato negli ultimi anni, non rinunciando però agli elementi classici del suo cinema (l' acqua come tramite con il mondo dei morti). Gli spaventi sono contenuti ma sono utilizzati in maniera funzionale al racconto, aiutando ad aumentare l'oppressiva sensazione di destino ineluttabile che imprigiona l'inconsapevole protagonista. Kaidan è sicuramente un horror atipico ma di valore (bella la fotografia e la ricostruzione storica, scenografica e i costumi) su cui pesa forse un finale un po' troppo diluito.
4/5

THE SCREEN AT KAMCHANOD
Regia di Song-sak Mongkolthong

Un dottore con un team di supporto al seguito, cerca di svelare il mistero dietro la scomparsa di un gruppo di spettatori al termine della proiezione di un misterioso film nella foresta di Kamchanod. Il dottore vorrebbe ricreare le stesse condizioni della precedente proiezione, ma per farlo deve trovare l' unico dei due proiezionisti sopravvissuto che dovrebbe aver conservato la pellicola originale. Un evento che si ripete legato ad una pellicola maledetta, fantasmi infuriati che tormentano i vivi, sono gli elementi che potevano rendere questo film un piacevole diversivo se non avesse dimostrato quasi subito un' imbarazzante carenza sceneggiativa. Non si spiegano altrimenti dieci minuti ininterrotti di apparizioni (comprese pentole che cadono o persone che ti arrivano alle spalle per chiamarti in piena notte), e un finale attaccato a sputo. Ma poi non si capisce: era il film ad essere maledetto o la foresta dove è stato proiettato? Chi lo sa! La cosa sicura è che questo film poteva durare benissimo mezz'ora invece di diventare un minestrone di cose già viste (a parte la sequenza della proiezione a Kamchanod che mi è piaciuta).
1/5

THE GUARD POST
Regia di Kong Su-chang

La brochure del festival ci avvisava: "Attenti spettatori: questo film è sanguinosissimo", o qualcosa del genere. E allora che si fa? Non si va a vedere un film con un po' di sano gore? Sulla carta tutto era promettente: l'horror si incontra con la realtà militare coreana. L'azione di questo film si svolge infatti all' interno di uno degli avamposti di guardia (il 506 per essere precisi) al confine tra la Corea del Nord e quella del Sud. Al suo interno tutti i soldati assegnati sono stati barbaramente uccisi da uno di loro e il nuovo plotone mandato ad investigare non si troverà a fare i conti con un pazzo assassino ma con una pericolosissima e misteriosa infezione. Non ci si aspettava originalità da questo film e infatti non c'è stata: l'ambientazione claustrofobica della base militare, l'infezione sconosciuta che fa uccidere gli uni con gli altri, sono elementi già visti e rivisti ma ci si poteva pure stare. Quello che ci aspettavamo però, era lo splatter tanto pubblicizzato che alla fine non c'è stato. Un uomo senza un braccio me lo chiamate splatter? E un soldato che si tira via un' unghia invece? Dov'era la decomposizione? Dov'erano le cervella? Dov'erano le automutilazioni? Chi può saperlo. Di sicuro non in questo film.
2/5

SICK NURSES
Regia di Thospol Sirivivat & Piraphan Layont

Era scritto nel destino. Dovevamo aspettare l'ultimo film dell' Horror Day per avere una qualche bella emozione anche se non proprio quelle che una pellicola del genere dovrebbe trasmettere. La storia in breve: un affascinante dottore e sei infermiere contrabbandano cadaveri per il mercato nero degli organi. Una delle infermiere decide di spifferare tutto e viene uccisa. A sette giorni dalla morte, il suo spirito torna per vendicarsi. Diciamolo subito: Sick Nurses è un film con la diga. Anzi, sei belle dighe per essere precisi. Ma oltre alla diga, che comunque offre un' attrattiva tale da tenerti sveglio anche a tarda notte, c'è una componente horror...del tutto superflua, perché: a) la base operativa del dottore e le infermiere è un fantomatico "ospedale dimenticato" b) non fa paura c) è tutto scopiazzato in maniera approssimativa da Ju-on (tutto ma proprio tutto!!!). Certo, il fantasma vendicativo qui ha decisamente più stile e si manifesta, invece che avvolta in una busta di plastica come la controparte giapponese, in un elegante gonna-pareo e sandali. Le sue particolari "vendette" poi, sono così ridicole da suscitare il più sincero degli applausi. La storia (?!?) riserva anche qualche sorpresa e i titoli di coda lo elevano a cult assoluto...e poi c'è la diga non dimentichiamolo! [Per un maggiore comprensione del testo, sostituire la lettera "d" con la lettera "f" nella parola "diga"]
5/5

Friday, May 09, 2008

Far East Film Festival 10 - In Pictures - Parte 1 di 2

Cioè, secondo voi tornavo dal FEFF e non facevo neanche uno dei miei soliti ed amatissimi (almeno spero ^___*) post fotografici? Impossibile!!!
Ed infatti ecco il primo di due post nei quali pubblicherò un' accurata selezione di scatti i cui principali autori sono Rosuen, il buon Deiv e anche io in rarissime occasioni.
Si comincia:

WELTALL (IO) e ROSUEN



NICK

Quello straccio consunto di fianco sono io che comincio ad accusare la stanchezza del viaggio


DEIV



TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE - OUTSIDE

Un teatro con le "palle", non c'è che dire ^___*




TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE - INSIDE






IL BANCO DELLE MERAVIGLIE

All' interno una cosa meravigliosa di cui nessuno mi aveva parlato: un banco dedicato ai dvd d' importazione. Non so veramente cosa mi abbia trattenuto da lasciarci un patrimonio!!!



Eccoci come bambini davanti alla vetrina del negozio di giocattoli...

Perso...completamente perso ^__^


IN SALA





La prima parte delle foto è pubblicata. Serie di scatti piuttosto "tranquilli" devo ammetterlo, ma non perdete ASSOLUTAMENTE il prossimo post fotografico perché li non si scherza. Vi ho avvisati ^___*