Thursday, April 17, 2014

CINE20 - 139^ PUNTATA


Ancora incantati dalla visione, vi proponiamo la recensione di Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, mentre in sala il buon Kusa ci consiglia di recarci al cinema per il weekend pasquale giusto per Gigolò per Caso e Transcendence.
Molto più ricca l' offerta nei negozi che vede arrivare sugli scaffali "Capitan Harlock", "Giovane e Bella" e "Venere in Pelliccia".
Siamo online quindi leggeteci qui.

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Wednesday, April 16, 2014

HOMEVIDEO su I-FILMSONLINE - Aprile 2014


L' appuntamento di aprile con la rubrica home video de I-FILMSonline, si apre con la recensione del bluray di Rush per proseguire con le uscite mensili, tra le quali Venere in Pelliccia, Giovane e Bella e Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug.

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Monday, April 14, 2014

Patrioti e Soldati d' Inverno

Nonostante un indiscutibile successo di pubblico, la Marvel sembra non voler riposare sugli allori riducendosi a schematizzare i suoi cinecomics, indirizzandoli ad un pubblico vasto (lettori di fumetti e non) in un connubio di azione e comicità. Proprio questo ultimo aspetto, apprezzabile a piccole dosi, finiva per diventare un difetto evidente soprattutto nei due film dedicati a Thor. Il trailer del prossimo I Guardiani della Galassia non fa presagire un definitivo cambio di rotta ma il nuovo film dedicato a Captain America è un segnale di una maggiore consapevolezza nel dare la giusta maturità, quando serve, ad un prodotto ad uso prettamente commerciale. Liberamente ispirato allo splendido ciclo di storie ideato da Ed Brubacker, dal quale si prende praticamente solo ed esclusivamente la figura del Soldato d' Inverno, il film dei fratelli Russo pone il nostro Steve Rogers difronte al dilemma morale generato dalle missioni che è costretto ad eseguire per lo Shield: è giusto garantire la libertà con la paura? E di chi fidarsi quando ti ritrovi contro perfino la Nazione che hai giurato di difendere? E' così che, in un connubio tra lo spy movie e il cinecomics, nasce questo Captain America - The Winter Soldier un film dove, a parte Cap, i buoni non sono poi così buoni e altrettanto vale per i cattivi. Un' ambiguità che si ritrova in una sceneggiatura ricca di plot twist, alcuni prevedibili altri meno, e perfettamente dosata tra dialoghi e momenti d' azione. Quest' ultima, immancabile come in ogni altro blockbuster Marvel che si rispetti, garantisce lo spettacolo e l' intrattenimento che ci si aspetta, tra eroi e villain che si menano e cose che precipitano ed esplodono. I fratelli Russo si dimostrano di certo non perfetti ma di sicuro all'altezza del compito tanto che basta la prima sequenza nella nave a cancellare tutto quello fatto dal mediocre mestierante, noto come Joe Johnston, nel primo film dedicato all'eroe a stelle e strisce. Ed è anche in virtù di questo riscoperto equilibrio, una vera manna di questi tempi, che si può definire questo nuovo capitolo cinematografico di Cap uno dei migliori film Marvel, forse secondo solo a The Avengers.

Recensione già pubblicata su CINE20.


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Sunday, April 13, 2014

Lyrics of the Week + Video / THE CONNELS - NEW BOY



Sometimes I get the feeling things won't fall apart.
Sometimes I think it's gone too far.
Sometimes I get the feeling things seem pretty nice.
Then again sometimes I'd like to leave you twice.

Once we decide upon it
We won't fall apart.
This time I think it's gone too far.

And you get where you can't decide--
Don't ask any other.
And you get where you can't decide.

Didn't I say "sorry."
Didn't I say "dear."
Didn't I consider.
Didn't I stand clear.
Didn't you say "New boy get down on your knees."
Didn't I say "trying, I'm trying, I'm trying."

Didn't I say "sorry."
Didn't I say "dear."
Didn't I consider.
Didn't I stand clear.
Didn't you say "New boy get down on your knees."
Didn't I say "trying, I'm trying, I'm trying."

Didn't I say "sorry."
Didn't I say "no."
Didn't you consider.
Didn't I let go.
Didn't you say "New boy get down on the floor."
Didn't I say "maybe I'm trying, I'm trying."

Didn't I say "sorry."
Didn't I say "slow."
Didn't you consider.
Didn't you say no.
Didn't you say "something that something I said."
Didn't I say "trying, I'm trying, I'm trying."

Didn't I say "sorry."
Didn't I say "yes."
Didn't you consider.
Didn't I confess.
Didn't you say "New boy get down on your knees."
Didn't I say "maybe I'm trying, I'm trying."

Sometimes I get the feeling things won't fall apart.
Then again, sometimes I think it's gone too far.

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Thursday, April 10, 2014

CINE20 - 138^ PUNTATA


La campagna pubblicitaria può essere più riuscita del film? Il volume 1 di Nymphomaniac di Von Trier sembra spingerci a rispondere positivamente a questo interrogativo.
Tra le uscite in sala, io con il socio Kusa abbiamo pareri divergenti su Grand Budapest Hotel e Mister Morgan, ma siamo sicuramente d' accordo nell'attendere il live action di Space Battleship Yamato.
In home video arriva la versione cinematografica di Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug.
Leggeteci qui.

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Sunday, April 06, 2014

Lyrics of the Week + Video / ARCADE FIRE - SUPERSYMMETRY



I know you're living in my mind
It's not the same as being alive
I know you're living in my mind
It's not the same as being alive

Supersymmetry
Supersymmetry

If telling the truth is not polite
Then I guess you'll have to fight
If telling the truth is not polite
Then I guess we'll have to fight

Supersymmetry
Supersymmetry
Supersymmetry
Supersymmetry

I lived for a year, in the bed by the window
Reading books, better than memories
Wanna feel the seasons passing
Wanna feel the spring

Of supersymmetry
Supersymmetry
Supersymmetry
Supersymmetry

It's been a while since I've been to see you
I don't know where, but you're not with me
Heard a voice, like an echo
But it came from you

Supersymmetry
Supersymmetry (supersymmetry)
Supersymmetry (supersymmetry)
Supersymmetry (supersymmetry)

Ah, lalala lala
Ah, lalala lala
Ah, lalala lala
Ah, lalala lala

Supersymmetry
Supersymmetry

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Thursday, April 03, 2014

CINE20 - 137^ PUNTATA


Non abbiamo gradito Storia di una Ladra di Libri ma il nuovo Captain America, invece, ci è piaciuto un botto e non ci vergognamo minimamente a farvelo sapere.
Superato l' entusiasmo da Marvel fan, il buon Kusa ci propone le uscite della settimana che vedono in testa Father and Son di Hirokasu Koreeda e Nymphomaniac vol. 1 di Lars von Trier.
Da più di una settimana è già disponibile in home video Thor The Dark World che noi recuperiamo adesso.
Ci potete leggere seguendo il solito link qui.

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Wednesday, April 02, 2014

"I've never loved anyone the way I loved you."

Theodore scrive lettere d'amore per gli altri. E' il suo lavoro e lo fa anche piuttosto bene. La sua abilità nel tradurre in parole i sentimenti delle altre persone si scontra però con la sua incapacità di riemergere dal fallimento di un matrimonio collassato su se stesso. La possibilità di riaprirsi ad un sentimento sincero arriva con Samantha, un sistema operativo senziente con il quale instaura una profonda relazione sentimentale. Non è certo una novità vedere come il cinema provi a raccontare la deriva tecnologica della nostra società, sempre più votata al virtuale piuttosto che al reale, che si isola sempre più cullata nell' illusione creata dai network "sociali". Spike Jonze racconta, nel suo ultimo film, un futuro non così distante, anzi, talmente prossimo da risultare incredibilmente inquietante: occhi fissi sugli schermi di computer o dispositivi portatili piuttosto che disposti ad incrociare gli sguardi delle persone che ci stanno vicino, alla ricerca di un rassicurante rifugio tecnologico piuttosto che il terrificante spettro dei rapporti umani. Il regista americano, che qui è anche autore della sceneggiatura premiata con l' Oscar, pone sul piatto riflessioni attuali ed importanti in maniera anche esplicita e diretta tanto da risultare, alla lunga, perfino ridondanti. Dove invece si dimostra un narratore molto più attento e profondo, come già ampiamente dimostrato nel precedente Where The Wild Things Are, è nel raccontare il suo protagonista (un sempre bravissimo Joaquin Phoenix), attraverso una storia d'amore atipica eppure dalle dinamiche consuete, alla scoperta della vera natura di un sentimento complesso ma fin troppo idealizzato, la cui totalità è composta da tante sfumature diverse così come qualsiasi altro tipo di relazione che prevede un minimo di contatto umano vergine da qualsiasi surrogato dell' era moderna. Un sentimento che, per sua stessa natura quindi, si culla nella sua imperfezione, proprio come questo film.

Recensione già pubblicata su CINE20.


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Sunday, March 30, 2014

Lyrics of the Week + Video / OCEAN COLOUR SCENE - HUNDRED MILE HIGH CITY



So I said I'm on the roam so I need a car 
And I know that I'm getting alive 
And I say I got faith and a season 
And I say that's where I'm going to

I get a need and I'm wanting to please it 
I got a face and I'm wanting to feel it 
The more I feel is the more that I need it 
The more I need is the less I believe it

Well I want a good love by my side 
Keep on getting out of love and my pride 
And I know I keep hurting my love yeah 
But I know it ain't killing

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Thursday, March 27, 2014

CINE20 - 136^ PUNTATA


Il cuore nerd della redazione di CINE20 si rianima dal torpore per l' uscita nelle sale di Captain America - The Winter Soldier.
Ma non è certo tutto qui visto che il buon Kusa recensisce per voi il sorprendente L' Impostore di Bart Layton.
Nei negozi arriva invece l' ultimo apprezzatissimo Allen, Blue Jasmine in DVD e Bluray.
Siamo sempre qui, per chi volesse leggerci.

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Wednesday, March 26, 2014

HOMEVIDEO su I-FILMSONLINE - Marzo 2014


Marzo è il mese delle uscite per tutti i gusti: Rush, La Vita di Adele e Blue Jasmine. Ma anche Thor, The Grandmaster e Moebius.
In più la recensione dell' ottimo Bluray di Gravity.
Tutto questo nella rubrica home video di Marzo su I-FILMSonline.


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Sunday, March 23, 2014

Lyrics of the Week + Video / EDITORS - SUGAR



Don't leave, don't leave,
I want you to realize when I'm gone.
My my, my my,
You are the only thing I want to own.

There's sugar on your soul,
You're like no one I know, 
You're the life of another world.

You swallow me whole,
With just a mumbled hello,
And it breaks my heart to love you, it breaks my heart to love you.

Don't leave, don't leave,
When you're lost in the moment, I am home.
I tried, I tried 
To make you realize when I'm gone, gone, gone.

There's sugar on your soul,
You're like no one I know, 
You're the life of another world.

You swallow me whole,
With just a mumbled hello,
And it breaks my heart to love you, it breaks my heart to love you.

It breaks my heart to love you.

There's sugar on your soul,
There's sugar on your soul.

There's sugar on your soul,
You're like no one I know, 
You're the life of another world.

You swallow me whole,
With just a mumbled hello,
And it breaks my heart to love you, it breaks my heart to love you.

Don't leave, don't leave,
I want you to realize when I'm gone.

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Friday, March 21, 2014

CINE20 - 135^ PUNTATA


Doppia recensione questa settimana con Lei e Veronica Mars.
Il buon Kusa ci illustra poi una settimana piuttosto piatta a livello di uscite cinematografiche mentre nella sezione home video si segnalano La Vita di Adele e The Grandmaster.
Leggeteci qui.

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Tuesday, March 18, 2014

"We move forward"

C'è un treno che non si ferma mai in un giro intorno ad un mondo precipitato improvvisamente in una nuova era glaciale nel maldestro tentativo, compiuto dall' uomo, di risolvere il problema del riscaldamento globale. All' interno dei suoi vagoni, come una biblica Arca trasportata per i continenti in un moto perpetuo, c'è quel che resta della razza umana, dove i ricchi occupano la testa del treno e i poveri la coda. Ed è qui che, tra soprusi e privazioni, si alimenta il focolaio di una rivolta. Alla guida, cinematografica, di questo treno c'è uno dei più importanti cineasti del cinema odierno, il coreano Bong Joon-ho. Diversamente da altri suoi connazionali e colleghi (Park Chan-wook, Kim Ki-duk e Kim Jee-woon) i film di Bong non hanno mai trovato distribuzione nel nostro Paese se non, con estremo ritardo, direttamente in home video. Eppure il suo è uno di quei rari casi in cui, pur muovendosi con agilità tra generi e registri diversi, è sempre riuscito a legare i suoi film con un comune denominatore rappresentato da riflessioni e critica alla società e alla politica, tanto del suo Paese quanto, come nel caso di Snowpiercer, in senso molto più allargato: il sistema chiuso che si autoconserva all' infinito all' interno dei vagoni del treno è una metafora (certamente facile ma non per questo meno potente) dell' incapacità dell' uomo di costruire e far funzionare un sistema sociale che non si basi sul bene di pochi a sfavore di tutti gli altri. Ma Bong non è un autore che si ferma ai concetti e ai sottotesti, soprattutto quando c'è la possibilità di regalare al pubblico cinema di intrattenimento di qualità: la conferma arriva nel momento in cui si capisce come le scenografie costrittive non rappresentano un limite per il regista ma anzi ne valorizzano la fine tecnica nel saper sfruttare gli spazi ristretti  anche nelle concitate scene d' azione che compongono la sanguinosa avanzata della rivoluzione, vagone dopo vagone. Seppur avvertibile in alcuni frangenti la mano di una produzione "allargata", Bong mantiene il pieno controllo della sua creatura compiendo alcune scelte, soprattutto di sceneggiatura, in netto contrasto con la tendenza accomodante e consolatoria di tanto, troppo, cinema occidentale, identificando Snowpiercer come pellicola di sicuro respiro internazionale (soprattutto per il cast che, oltre il grande Song Kang-ho, vanta nomi come Chris Evans, Tilda Swinton, John Hurt e Ed Harris) ma dall'anima personale e riconoscibile.

Recensione già pubblicata su CINE20.
  

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Sunday, March 16, 2014

Lyrics of the Week + Video / LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA - I DESTINI GENERALI



Luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria, arriva arriva la deriva economica
luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria, arriva arriva la deriva economica

le stelle cadendo cercano il tuo volto
cadendo ventimila leghe sotto il mare Adriatico
cadendo dopo gli ultimi anni di scioperi senza nessun risultato
(è solo un momento)
di crisi di passaggio
che io e il mondo stiamo attraversando
è solo un momento
di crisi di passaggio
che io e il mondo stiamo superando

La luna sui sentieri, sui destini generali
sui ragazzi che giocano a calcio nei penitenziari
le stelle sui viali, sulle offerte speciali
sulle ragazze che cantano nella notte verso i militari

E le parole di quel giorno mentre ti spogliavi in mezzo ai campi
saranno argomenti più memorabili dei nostri lunghi abbracci
nella calma che hanno a notte fonda i viali di Bologna

Luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria, evviva evviva la deriva economica
luminosa natura morta con ragazza al computer
poverissima patria, evviva evviva la deriva economica

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Thursday, March 13, 2014

CINE20 - 134^ PUNTATA


In questa puntata le recensioni latitano ma in sala ci aspetta, con parere condiviso del sottoscritto e Kusa, l' ultimo film di Spike Jonze, Lei.
In home video arriva l' onesto horror You're Next ma, soprattutto, Moebius di Kim Ki-duk.
Online qui.

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Tuesday, March 11, 2014

"Before I came to you I was a free man."

Nato libero in un America ancora oppressa dalla schiavitù, Solomon Northup, talentuoso violinista, marito e padre di famiglia, viene rapito e venduto come schiavo nelle piantagioni nel sud degli Stati Uniti. Qui comincia la sua Odissea, lunga dodici anni, nella quale vivrà sulla propria pelle uno degli orrori più grandi di cui si è reso colpevole l' uomo. Steve McQueen, giunto alla sua terza regia dopo gli ottimi Hunger e Shame, si dimostra ancora una volta straordinario narratore di storie intrise di una profonda umanità, storie spesso dolorose ma raccontate senza ricorrere a meccanismi ricattatori che facciano leva sui punti deboli dello spettatore. 12 Anni Schiavo rischiava già sulla carta, considerato il background storico sul quale si sviluppa la storia del protagonista, di poter inciampare su questo tipo diostacolo che il regista americano evita invece con grande agilità. Ciò non significa che la schiavitù non venga rappresentata in tutta la sua disumana brutalità, anzi, si preferisce però concentrarsi sul punto di vista di un uomo che scopre con i suoi occhi un incubo dal quale era stato fino ad allora graziato per una fortuita appartenenza geografica. Quella di Solomon Northup non è certo la storia di un eroe ma quella di un uomo comune tenuto in vita da un innato istinto di sopravvivenza che lo porta a chinare il capo, subire, guardare dall' altra parte diventando testimone e complice di quel male di cui lui stesso è vittima. Per raccontare le vicende autobiografiche di 12 Anni Schiavo, McQueen si avvale di un parco attori di tutto rispetto, cominciando dal protagonista Chiwetel Ejiofor, fino alla giovane e sorprendente Lupita Nyong'o, la cui interpretazione della schiava Patsey rimane incollata in maniera graffiante. In ruoli secondari ma non certo marginali, altri nomi importanti come Paul Dano, Paul Giamatti, Benedict Cumberbatch e Michael Fassbender, giunto alla terza e ancora convincente collaborazione con il regista.

Recensione già pubblicata su CINE20.


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Sunday, March 09, 2014

Lyrics of the Week + Video / PERTURBAZIONE - L' UNICA



Erika, tu eri l’unica 
Ma soprattutto nelle ore di ginnastica 
Per te solo al pensiero 
Io mi sentivo un uomo 
Per te io componevo inutili poesie
 

Angela, serata libera 
Dentro al silenzio nella camera dei tuoi 
Abbiam rifatto il letto 
Ci ha visti solo il gatto 
Con la paura dello scatto della serratura
 

Monica, confetti e musica 
Un tatuaggio che ora anch’io so dove sta 
La messa è già finita 
Tu ti sei rivestita 
E siamo gli ultimi invitati a andare via

Chi sono io 
Cosa sarò 
Che cosa sono stato 
Tra quello che ho vissuto 
E quello che ho immaginato 
Ora di te cosa farò 
È così complicato 
Se muoio già dalla voglia 
Di ricordarti a memoria 
Se muoio già dalla voglia 
Di ricordarti a memoria
 

Come stai 
Arianna sono io 
E tuo marito che da sempre è amico mio 
Parlarci di nascosto 
Noi non abbiamo un posto 
Ma quel che manca veramente è dirsi addio

Sara perché ti amo 
La gente giudica ma poi si dà di gomito 
Molto più giovane di me 
Tutti ci invidiano perché 
Entrambi abbiam problemi di maturità
 

Chi sono io 
Cosa sarò 
Che cosa sono stato 
Tra quello che ho vissuto 
E quello che ho immaginato 
Ora di te cosa farò 
È così complicato 
Se muoio già dalla voglia 
Di ricordarti a memoria 
Se muoio già dalla voglia 
Di ricordarti a memoria 
Se muoio già dalla voglia 
Di ricordarti a memoria 
Se muoio già dalla voglia 
Di ricordarti

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Thursday, March 06, 2014

CINE20 - 133^ PUNTATA


Per i tre anni di CINE20 la rubrica vi propone la recensione del nuovo film di Bong Joo-ho, Snowpiercer, e l' arrivo nelle sale di Ghost in the Shell grazie alla Nexo Digital. Alle altre news, curate da Kusa, nei negozi c'è Rush di Ron Howard.
Se vi va di passare, anche solo per gli auguri, ci potete trovare qui.


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Wednesday, March 05, 2014

CINEQUIZ? Su I-FILMSONLINE!!!


Dopo un anno d' assenza torna il CINEQUIZ ma non su WELTALL'S WOR(L)D: frutto della collaborazione con I-FILMSonline, è su questa nuova piattaforma che rinasce il gioco che vi spinge a spremervi le meningi per riconoscere i film da dei singoli frame. Tre dei sei appuntamenti previsti, con cadenza settimanale a partire da sabato 8 marzo alle ore 15, saranno curati personalmente da me ma il funzionamento sarà il medesimo per tutti: tre frame per film, si parte con il più difficile e poi con il secondo ed il terzo via via sempre più facili e identificabili. Naturalmente i punti ricevuti dipenderanno dalla difficoltà del frame indovinato.
Per partecipare basta mettere "like" alla pagina Facebook de I-FILMSonline e commentare sotto le immagini che verranno postate sul sito a partire dalla data e l' orario indicati poco sopra (il secondo fotogramma verrà poi pubblicato domenica alle 11:00 ed il terzo domenica alle 19:00), ricordando che ogni partecipante avrà in totale tre tentativi ad appuntamento.

Vi aspetto, anzi, vi aspettiamo numerosi!

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Sunday, March 02, 2014

Lyrics of the Week + Video / OSCAR ISAAC, JUSTIN TIMBERLAKE, ADAM DRIVER - PLEASE MR. KENNEDY



10...9...8...7.6.5...4...3...2...

One second please!

Please Mr. Kennedy (Uh oh!)
I don't wanna go (please don't shoot me into outer space)
P-P-Please Mr. Kennedy (Uh oh!)
I don't wanna go (please don't shoot me into outer space)

I sweat when they stuff me in the pressure suits
Bubble helmet, Flash Gordon boots
Nowhere up there in gravity zero (outer...space)
I need to breathe, don't need to be a hero (outer...space)
Are you reading me loud and clear?
Oh!

Please Mr. Kennedy (Uh oh!)
I don't wanna go (please don't shoot me into outer space)
P-P-Please Mr. Kennedy (Uh oh!)
I don't wanna go (please don't shoot me into outer space)

I'm six-foot two, and so perhaps you'll
Tell me how to fit into a five foot capsule
I won't be known as man of the century
If I burn up upon reentry
Gotta red-blooded wife with a healthy libido
You'll lose her vote if you make her a widow
And who'll play catch out in the back with our kid?
Oh!

Please Mr. Kennedy (Uh oh!)
I don't wanna go (please don't shoot me into outer space)

Countdown!
10...9...8...7.6.5...4...3...2...

Oh no!

Please Mr. Kennedy (Uh oh!)
I don't wanna go (please don't shoot me into outer space)
Please (oh please!)
Please (oh please!)
Please (oh please!)
Please don't shoot me into outer space!
Please (oh please!)
Please (oh please!)
Please don't shoot me into outer space!

Please Mr. Kennedy!

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Thursday, February 27, 2014

CINE20 - 132^ PUNTATA


12 Anni Schiavo e Saving Mr. Bank sono le recensioni che vi proponiamo io e Kusa, mentre in sala tutte le attenzioni sono puntate sul nuovo film(one) di Bong Joon-ho, Snowpiercer.
Ancora titoli da Oscar in home video con l' attesissima uscita di Gravity, senza dimenticare però Prisoners.
Leggeteci qui.


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Monday, February 24, 2014

"What are you doing?"

Ci sono davvero poche cinematografie che possono vantare un percorso cristallino e coerente come quello intrapreso dai fratelli Joel e Ethan Coen da Blood Simple ad oggi. Nella loro ventennale carriera i due registi / sceneggiatori, seppur con qualche sbandata, hanno saputo raccontare una grande varietà di personaggi unici e peculiari, eppure tutti accomunati da un destino che non possono prevedere o controllare in alcun modo, travolti dagli eventi (messi in moto, spesso e volentieri, dai soldi) piuttosto che esserne gli artefici. Llewyn Davis rientra perfettamente in questa descrizione: cantante folk senza fissa dimora, approfitta dell' ospitalità e dei divani di amici e conoscenti mentre i suoi tentativi di far decollare la sua carriera solista vengono continuamente frustrati. Ispirato alla vita e alla figura di Dave Van Ronk, cantante e musicista fondamentale per la scena folk newyorkese degli anni '60, A Proposito di Davis è un film "coeniano" fino al midollo nel raccontare l' odissea di un uomo (accompagnato da un gatto di nome, non a caso, Ulisse) che cerca di imboccare la sua strada ma rimane intrappolato in un circolo di fallimenti e sconfitte, mentre intorno a lui infuria un inverno quasi surreale, reso ancora più "polare" dalla splendida fotografia di Bruno Delbonnel. Sceneggiato in maniera tale da rendere ancora più immediato percepire il loop nel quale si trova intrappolato Llewyn Davis, costellato di momenti grotteschi e riconoscibili, quasi familiari per la filmografia dei cineasti americani, A Proposito di Davis è anche, e soprattutto, la storia divertente e commovente di un uomo che, a dispetto di quante volta la vita gli sbatte le porte in faccia, vuole vivere dei propri sogni e della propria musica, che diventa colonna sonora dolce amara di un irriducibile perdente.

Recensione già pubblicata su CINE20.

  

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Sunday, February 23, 2014

Lyrics of the Week + Video / METRONOMY - LOVE LETTERS



Love letters
Love letters
Love letters
Love letters

Love letters, all I see
On every day I read
The bits of yellow paper
Addressed from you to me

And every day it shows
Inside a book of stamps
To tell you what I'm up to
And say just how I feel

You've got me writing
Love letters
I'll always write you
Love letters

You've got me writing
Love letters
I'll always write you
Love letters

From far across the sea
They fly from you to me
But still I get no sleep
Oh, my love, don't be mad

Cause I'll keep on writing
Love letters
I'll keep on writing
Love letters
I'll keep on writing
Love letters
I'll keep on writing
Love letters

Love letters
Love letters

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Friday, February 21, 2014

CINE20 - 131^ PUNTATA


Puntata priva di recensioni e consigli home video. Cosa resta?
Ma le news in sala ovviamente, curate con instancabile precisione dal buon Kusa e tra le quali segnaliamo 12 Anni Schiavo e The Lego Movie.
Non sarà tanto da leggere ma è tutto qui.

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Tuesday, February 18, 2014

HOME VIDEO su I-FILMSonline - Febbraio 2014


Su I-FILMSonline trovate, sempre curata dal sottoscritto, l' appuntamento con le uscite home video di febbraio introdotte da una valutazione sulla bella Extended Edition di Ardo.
Potete leggere tutto qui.


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Sunday, February 16, 2014

Lyrics of the Week + Video / U2 - INVISIBLE



It’s like the room just cleared of smoke
I didn’t even want the heart you broke
It’s yours to keep
You just might need one

I finally found my real name
I won’t be me when you see me again
No, I won’t be my father’s son

I’m more than you know
I’m more than you see here
More than you let me be
I’m more than you know
A body in a soul
You don’t see me but you will
I am not invisible

That's right
I’ll be in the invisible world

I don’t dream, not as such
I don’t even think about you that much
Unless I start to think at all

All those frozen days
And your frozen ways
They melt away your face like snow

I’m more than you know
I’m more than you see here
I’m more than you let me be
I’m more than you know
A body in a soul
You don’t see me but you will
I am not invisible
I am here

I am here

There is no them
There is no them
There’s only us
There’s only us
There is no them
There is no them
There’s only us
There’s only us
There is no them
There is no them
There’s only you
And there’s only me
There is no them

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Thursday, February 13, 2014

CINE20 - 130^ PUNTATA


Non deludono i Coen, anzi, e la recensione del loro A Proposito di Davis apre questa centotrentesima puntata di CINE20.
In coppia con il socio Kusa poi, vi illustriamo le poche e deludenti uscite della settimana, tra le quali ci sentiamo di salvare The Monuments Men di George Clooney.
Nulla da segnalare nella sezione home video.
Siamo leggibili qui.

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Sunday, February 09, 2014

Lyrics of the Week + Video / UMBERTO TOZZI - GLORIA



Gloria, 
manchi tu nell'aria, 
manchi ad una mano, 
che lavora piano, 
manchi a questa bocca, 
CHE CIBO PIÙ NON TOCCA 
e sempre questa storia 
che lei la chiamo Gloria. 
Gloria, 
sui tuoi fianchi 
la mattina nasce il sole 
entra odio ed esce amore 
dal nome Gloria. 

Gloria, 
manchi tu nell'aria, 
manchi come il sale, 
MANCHI PIÙ DEL SOLE 
sciogli questa neve 
che soffoca il mio petto 
t'aspetto Gloria. 

Gloria, Gloria, 
chiesa di campagna, Gloria, 
acqua nel deserto, Gloria, 
lascio aperto il cuore, Gloria, 
scappa senza far rumore, 
dal lavoro dal tuo letto 
dai gradini di un altare 
ti aspetto Gloria. 

Ah,ah, Gloria, 
per chi attende il giorno 
e invece di dormire, 
con la memoria torna 
a un tuffo nei papaveri, 
in una terra libera 
per chi respira nebbia, 
per chi respira rabbia, 
per me che senza Gloria, 
con te nuda sul divano 
faccio stelle di cartone 
pensando a Gloria. 

Gloria, 
manchi tu nell'aria, 
manchi come il sale, 
MANCHI PIÙ DEL SOLE 
sciogli questa neve 
che soffoca il mio petto 
t'aspetto Gloria. 

Gloria, Gloria, 
chiesa di campagna, Gloria, 
acqua nel deserto, Gloria, 
lascio aperto il cuore, Gloria, 
scappa senza far rumore, 
dal lavoro dal tuo letto 
dai gradini di un altare 
ti aspetto Gloria.

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Thursday, February 06, 2014

CINE20 - 129^ PUNTATA


Kusa recensisce per voi Dallas Buyers Club, con un ormai lanciatissimo Matthew McConaughey, e vi illustra, con la mia collaborazione, le uscite della settimana dove il nuovo film dei Coen, A Proposito di Davis, la fa da padrone assoluto.
Nei negozi, lo Studio4K, porta per la prima volta in Italia il Bluray de Il Settimo Sigillo.
Ci trovate nel solito posto, a portata di click.


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Monday, February 03, 2014

"There's no nobility in poverty"

I lupi di Wall Street di Scorsese usano i telefoni come artigli e le parole sono zanne che si stringono al collo delle loro prede, piccoli o grandi investitori nel mercato azionario. Il loro capo branco è Jordan Belfort, giovane broker che ha costruito la sua fama e la sua fortuna sulle macerie del lunedì nero dell' ottobre 1987. Tratto dalla biografia dello stesso Belfort, sceneggiata da Terence Winter, The Wolf of Wall Street racconta il degrado e la depravazione di una società nella quale ciò che più conta è arricchirsi, non importa come, non importa sulle spalle di chi. Una lucida visione del mondo dell' alta finanza nella quale si specchia la stessa crisi economica dei nostri tempi, della quale i "lupi" non sono la causa ma la diretta conseguenza. Scorsese sceglie un approccio perlopiù distaccato, non giudica ne giustifica, ma usa il registro della commedia per tracciare la parabola personale di Belfort (Di Caprio in gran forma) che, iniziato alla professione dal broker Mark Hanna (Matthew McConaughey, cinque minuti in scena e per poco non si divora tutto il film), fonda poi la sua società insieme all' amico Donnie Azoff (la sorpresa Jonah Hill) e ad un gruppo di falliti e piccoli criminali, in un susseguirsi di eccessi, trasgressioni, sesso e abuso di droghe, fino all' arresto da parte dell FBI. Anche a costo di sembrare ridondante ed eccessivamente ripetitivo, il regista americano non cambia rotta per quasi tutte e tre le ore di durata del film ma, quella che sembra la mera celebrazione di una vita di eccessi costruita nella piena illegalità e alla luce del sole, diventa il ritratto di una deriva morale che rende affascinanti i personaggi come Belfort, dimostrazione vivente che i soldi risolvono tutto. Non fanno la felicità ma, in una società divorata dal consumismo come la nostra, ti permettono di comprarne degli adeguati surrogati.

Recensione già pubblicata su CINE20.


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Sunday, February 02, 2014

Lyrics of the Week + Video / JOY DIVISION - ATMOSPHERE



Walk in silence,
Don't walk away, in silence.
See the danger,
Always danger,
Endless talking,
Life rebuilding,
Don't walk away.

Walk in silence,
Don't turn away, in silence.
Your confusion,
My illusion,
Worn like a mask of self-hate,
Confronts and then dies.
Don't walk away.

People like you find it easy,
Naked to see,
Walking on air.
Hunting by the rivers,
Through the streets,
Every corner abandoned too soon,
Set down with due care.
Don't walk away, in silence,
Don't walk away.

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Thursday, January 30, 2014

CINE20 - 128^ PUNTATA


Anche noi ci occupiamo del film di cui, nel bene o nel male, tutti parlano: The Wolf of Wall Street.
Tra le novità che vi segnaliamo con il socio Kusa ci sono Dallas Buyers Club e I Segreti di Osange County. Gli appassionati di anime troveranno invece Dragon Ball Z - La Battaglia degli Dei e, nei negozi, Wolf Children di Mamoru Hosoda.
Siamo online qui, as always.


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Tuesday, January 28, 2014

"The truth has no temperature"

Dopo il deludente Prometheus, forse il passo falso più madornale di una carriera che gira intorno al nulla da quasi vent'anni, risulta davvero difficile avvicinarsi al nuovo film di Ridley Scott senza nutrire qualche legittimo dubbio sulla sua validità. Complice forse il nutrito e valido cast (Fassbender, Bardem, Pitt, Cruz e Diaz) ed una sceneggiatura, la prima, firmata da Cormac McCarthy, The Counselor si presenta con un biglietto da visita di tutto rispetto che per un momento ci fa accantonare il ricordo di un involuto e maldestro prequel di Alien. La storia ruota intorno ad un avvocato di fama con qualche grosso problema finanziario, che decide di risolvere entrando in un giro di traffico di stupefacenti provenienti dal cartello Messicano, una scelta dalle prevedibili e drammatiche conseguenze. Si può dire che quasi tutto il film ruoti intorno ai semplici concetti di "scelta" e "conseguenza", tanto che, tutto il microcosmo di ambigui uomini d' affari rappresentato, ne finisce coinvolto in maniera più o meno consapevole, pedine nelle mani di un deus ex machina deciso e spietato. Lo script di McCarthy, come una macchina ben collaudata, non perde un colpo e detta i tempi della narrazione in maniera molto precisa e, anche quando sembra che voglia prendere deviazioni superflue, in realtà definisce, con piccoli dettagli, dei personaggi molto complessi (quello della Diaz su tutti) e il mondo apparentemente dorato in cui si muovono, sullo sfondo di quella frontiera che ha sempre amato raccontare nei suoi romanzi. Ridley Scott dal canto suo svolge adeguatamente il compitino, senza picchi ne cadute con tutto ciò che in bene o in male questo può significare. Diciamo che si trova per le mani dell' oro e non lo butta nel cesso, il che è già un considerevole risultato.

Recensione già pubblicata su CINE20.


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Monday, January 27, 2014

IL VALORE DI UN UOMO

La quantità di critiche (e non si includono certe quelle strettamente legate al campo cinematografico) che riceve un film in grado di parlare del nostro disastrato Paese mettendone in luce quegli aspetti che si preferirebbero nascondere come polvere sotto ad un tappeto è direttamente proporzionale alla sua importanza. Il Capitale Umano di Paolo Virzì rientra in questa categoria in quanto riesce a fare un ritratto attuale di un Italia sull'orlo del fallimento attraverso una sceneggiatura che, adattata dal romanzo omonimo di Stephen Amidon, incastra le storie di tre personaggi le cui vicende sono strettamente collegate le une con le altre. Tutto parte da un ciclista investito da un SUV e lasciato moribondo sul ciglio della strada, per passare a raccontare le vicende di Dino e al suo avido desiderio di arricchirsi "facilmente" con i fondi fiduciari per entrare a far parte di un mondo che per estrazione sociale non gli appartiene. C'è poi Carla, che ha rinunciato alla possibilità di diventare un attrice teatrale per la comoda ma vuota vita di moglie di un ricco uomo d' affari, e Serena, figlia di Dino, vero punto di rottura con questo mondo dove tutto è capitalizzato, anche la vita umana. L' intreccio funziona anche se non tutti i capitoli hanno la stessa forza come, ad esempio, quello di Serena che, nonostante funga da raccordo definitivo per sbrogliare gli eventi dietro il ciclista investito, non risulta altrettanto incisivo nel portare al film ulteriori elementi per le riflessioni già imbastite. Stesso discorso per i personaggi, straordinariamente funzionali, anche quelli secondari, mentre alcuni rappresentati in maniera talmente eccessiva da risultare quasi caricaturali. Per il resto Il Capitale Umano rappresenta esattamente quel che vorremo vedere sempre più spesso nel cinema italiano, film  anche imperfetti ma ben diretti e altrettanto recitati, capaci anche di affrontare temi che colpiscono senza remore dove fa male.

Recensione già pubblicata su CINE20.


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