Thursday, July 10, 2008

Vagina Dentata, tra mito e mutazione.

Il mito della Vagina Dentata. L' uomo/eroe deve affrontare il mostro/vagina e sconfiggerlo privandolo della sua arma, i denti appunto. Un mito che ha origini antichissime, riconducibili a molte culture diverse ma che fanno tutte riferimento a paura innate per l'unione sessuale. Dawn, la giovane protagonista, è inconsciamente spaventata dal suo corpo che non conosce a fondo (forse non vuole) tanto da diventare accesa sostenitrice di un gruppo che predica la castità prematrimoniale. Almeno finché non conosce Tobey, un ragazzo appena trasferitosi nella sua scuola, che la conquista al primo sguardo. E' proprio con Tobey che Dawn inizia a scoprire che nel suo corpo c'è qualcosa di strano e sarà l' irruento ragazzo a pagarne il prezzo più alto. Su questi rimandi mitologici si fonda una delle chiavi di lettura (forse la più interessante) di Teeth, film del regista e sceneggiatore Mitchel Lichtenstein, che ci porta direttamente ad un'altro argomento strettamente correlato, l' "ansia da castrazione", la paura inconscia che si ha della penetrazione. Brad è il fratellastro di Dawn e non ha mai accettato che il padre si sia risposato con la madre della ragazza. Brad ha quasi perso la sommità del suo dito indice quando da bambino ha provato ad esplorare l' "intimità" di Dawn. Cresciuto, ha rimosso quell' incidente ma il trauma ancora presente si riflette sui rapporti sessuali che ha con la sua attuale ragazza. Licthenstein inserisce questi argomenti in un contesto che ne amplifica la portata: le vicende si svolgono infatti in una piccola cittadina di provincia dove, soprattutto nell' ambiente scolastico, la sessualità, la conoscenza del proprio corpo è affrontata in maniera parziale. Il professore di educazione sessuale ha difficoltà a pronunciare ai ragazzi la parola "vulva" e lo stesso libro di testo mostra apertamente un disegno del pene mentre la vagina è coperta da un vistoso adesivo dorato. Molto azzeccata a questo proposito, la scelta del regista di "giocare" ambiguamente con le immagini, ricorrendo spesso a elementi del quadro facilmente riconducibili a simbologie falliche o vaginali (senza contare il fatto che vengono mostrati esplicitamente i membri mozzati e mai la vulva dentata). Anche se potrebbe sembrare riduttivo, Teeth è classificato come "horror" ed effettivamente il regista non nasconde rimandi ad un certo cinema di genere (il film con gli scorpioni giganti che si vede in televisione) dove la mutazione è un adattamento evolutivo alle condizioni ambientali e le ciminiere fumanti della centrale nucleare che sovrastano la casa di Dawn non lasciano certo spazio a molte interpretazioni. Con qualche incursione macabra nella commedia (il ginecologo si rivolge a Dawn "stai tranquilla, non ti mordo mica") e gustosi momenti gore, Teeth poteva facilmente ridursi ad una boiata colossale, rivelandosi invece una piccola ma piacevole sorpresa.

11 comments:

Quadrilatero said...

Fino all'ultimo ho pensato fosse una bufala... e invece alla fine è uscito davvero :-)

Torakiki said...

E' uscito in Italia?

Killo said...

ma dai?

Weltall said...

@quadrilatero: si, si. E' proprio uscito ^__^

@torakiki: io l'ho visto in lingua originale ma in Italia dovrebbe uscire il prossimo 18 luglio anche se non so in che maniera verrà distribuito!

@killo: tutto vero ^__^ tieniti pronto per andare al cinema dal 18 luglio ^__*

panapp said...

Non l'ho ancora visto, ma onestamente non mi ispira affatto. Avrò retaggi freudiani, non so, ma un soggetto del genere mi inquieta senza convincermi. Solo le mani di un genio della regia e della sceneggiatura potrebbero rendermelo vedibile, ma avrei dei seri dubbi anche in quel caso...

Weltall said...

@panapp: anche io ero scettico però mi intrigava il fatto che si trattasse di un film indipendente e quindi maggiormente propenso a "infrangere" certe regole del cinema mainstream.
Mi è piaciuto molto come viene affrontato il discorso della sessualità e dell'educazione sessuale, di come i giovani debbano scoprire tutto da se perchè, chi li guida (genitori o insegnanti), preferiscono etichettare tutto come "tabù". Il percorso di conoscenza di se e del proprio corpo che fa la protagonista, è molto interessante da questo punto di vista.
Io una possibilità gliela darei ^__*

Mr. Hamlin said...

Indubbiamente meriterà una visione, non lo metto in dubbio...
Però devo ammettere che l'argomento mi inquieta un po'... :-)

panapp said...

Ok, quando arriva ci posso pensare!

Weltall said...

@mr hamlin: l'argomento è assolutamente inquietante (anche alcune sequenze lo sono ^__*).
Meglio dedicargli una visione per farsi un' idea ^__^

@panapp: bene! Fammi sapere ^___*

nicolacassa said...

Interessante!!

Weltall said...

@Nick: interessante, macabro e inquietante...da vedere ^__*