Wednesday, July 02, 2008

How about a shave?

Mai prima d'ora Tim Burton si era confrontato con un personaggio così nero, completamente svuotato dalla sua umanità, un uomo trasformato da quindici anni di prigione scontati senza avere nessuna colpa, solo per soddisfare il capriccio di un giudice senza scrupoli che si appropria della sua donna e di sua figlia. Sweeney Todd è una creatura di pura malvagità, pietà e compassione non gli appartengono più, impossibile per lui qualsiasi contatto umano se non quello con il sangue delle sue vittime con il quale si ricopre. Impossibile perché le sue mani sono sostituite dagli unici amici che gli sono rimasti, dei luccicanti rasoi d'argento. Il rapporto che instaura con Miss. Lovette è di pura convenienza, freddo, distante, anche se la donna sogna con lui una vita diversa, lontana da Londra.
Ma Londra è Sweeney Todd. Sweeney Todd è Londra. Non può esistere l'uno senza l'altro. Dante Ferretti ricrea per Burton la città inglese ad immagine e somiglianza del "diabolico barbiere". Quando ancora la sua vità era quella comune a qualsiasi altra persona, Londra appariva solare, calda, colorata. Ora è diversa, di un grigiore quasi soffocante: Sweeney Todd ci riflette la sua oscurità, la sua rabbia. Il suo desiderio di vendetta si rivolge contro ogni cittadino, tutti colpevoli ai suoi occhi. Il sangue schizza copioso dalle gole delle sue vittime, piove dal cielo e riempie le fogne. I morti per sua mano, diventano carne per sfamare le sue prossime ed ignare vittime. I forni di Miss. Lovette bruciano quel che resta dei corpi ed un fumo pestilenziale impregna l'aria. Personaggio e scenografia diventano così indissolubili, un' amalgama perfetta.
Indissolubile è la prolifica collaborazione tra un Burton per certi versi inedito, e un Johnnie Depp sempre più "malleabile" nel trasformarsi per le visioni del geniale regista. Un' amalgama perfetta risulta la fusione di generi che opera Burton, un musical macabro che gronda sangue sin dai titoli di testa fino ad un finale che di "burtoniano" ha ben poco: cupo, senza speranza. Due figure si riuniscono dopo anni, non è l'amore a riavvicinarli ma la morte, dispensata e subita. Si ritrovano e l'unico sorriso che si scambiano è quello delle loro gole lacerate.

14 comments:

Gianmario said...

Un Burton un po' diverso dal solito, piuttosto cupo e con uno Sweeney Todd che di umano ha ben poco, almeno come emozioni. Ad alcuni hanno dato fastidio i pezzi cantati, a me non son dispiaciuti.

chimy said...

E' un gran piacere leggere questa tua bella recensione perchè mi torna alla mente l'emozione che questo film mi ha regalato.

Opera splendida e incredibilmente innovativa.


Un saluto ^^

Torakiki said...

Lo guarderei se non fosse un musical

Weltall said...

@gianmario: anche a me non son dispiaciuti, anzi, l'esatto contrario. Burton ha voluto mantenere inalterato il testo originale ed in fondo ha fatto bene, perchè ha messo maggiormente in risalto le differenze di Sweeney Todd con la sua filmografia precedente ^_^

@chimy: carissimo, troppo gentile ^__^
E' un film che trasmette molte emozioni e mi dispiace solo di averlo recuperato così in ritardo ^__^

@torakiki: effettivamente il fatto che ci siano le canzoni ha tenuto lontane molte persone. Tutto sommato però, la narrazione cantata è un elemento fondamentale per la completezza dell' opera ^__^

Ale55andra said...

Un film bellissimo, Burton non delude mai. Un finale davvero da mozzare il fiato. E' persino riduttivo definirlo semplicemente musical. Complimenti per la recensione ^_-

Weltall said...

@ale55andra: grazie, gentilissima ^__^.
In effetti molti si ritraggono al solo sentire la parola musical, però questo film è molto di più, ingabbiarlo in un genere non gli rende giustizia. Il finale poi è veramente bello! Grandissimo Burton!!! ^__^

Inenarrabile said...

Che film! Il bambino che dà la "redenzione" finale è geniale, la Lovett dentro al forno che sembra una formica impazzita nel fuoco: non ha prezzo :D

Weltall said...

@inenarrabile: si un gran film costruito su immagini che rimangono impresse (proprio come quella della Lovett che brucia ^__*)

panapp said...

Burton è stato un genio fintanto che ha dovuto immagina il suo modo fuori dalla realtà: stare nelle colorate casette di Burbank, California ed immaginare gotici castelli porta a creazioni surreali del tutto sconvolgenti. Ma stare già nel castello gotico (adesso il regista abita a Londra con la Bonham-Carter) gli toglie la possibilità di inventare, perché ha già tutto sott'occhio: tutto appare più triste e verosimile e quindi, paradossalmente, di minor qualità. La grandezza di Burton era proprio la sua diversità in un panorama solare e colorato; adesso che ha lasciato la bellissima, delicata Lisa Marie per la più mediocre Helena Bonham-Carter ha lasciato la sua vecchia vita fatta di fantasie surreali ed a lui lontane per adottare una nuova esistenza in cui non c'è più nulla da inventare, solo da osservare. Per Burton è TROPPO POCO.
Se Il pianeta delle scimmie era poco ispirato, ma comunque burtoniano, questo Sweeney Todd non è Burton, ma uno che gli assomiglia e lo copia (male). Ripeto: secondo me lasciare la California gli ha fatto malissimo, perché ha smesso di "sognare" ed ha cominciato a "guardare"; ma nel "guardare" Burton è bravo come mille altri registi, era nel "sognare" Burton eccelleva e si distingueva. Tim non sogna più, risultato: film non brutti, ma nemmeno belli.
Andando allo specifico del film, la scenografia è oggettivamente stupenda, ma non c'è null'altro di meritevole: cantanti nella norma, musiche pietose, costumi medi, sceneggiatura soporifera, Ali G pietoso. Qualche bella immagine, ma poco di più.
Burton, ti voglio tanto bene, ma perché mi vuoi costringere a convertirmi a Christopher Nolan??? Dirigevi capolavori, ora ti sei dato ai film belli, ma di minor qualità. Torna sui tuoi passi, per favore! Ci spero, ed intanto aspetto Batman 6.

nicolacassa said...

Questo sembra interessante!

Weltall said...

@panapp: deduco da questo tuo lungo e bel commento (del quale ti ringrazio ^__^) che tu sei un vero amante del cinema di Burton. Io non ho visto Planet of the Apes (mi sono rifiutato di vederlo a dire la verità) quindi non posso giudicarlo, ma questo Sweeney Todd non mi ha certo deluso. Ci sono elementi Burtoniani ma anche qualcosa di completamente nuovo: la storia è nera come non mai e così il suo personaggio. Non c'è speranza ne lieto fine e questo credo sia qualcosa che da un valore aggiunto al film.
A molti le canzoni non sono piaciute e questo è un punto su cui non si può discutere perchè entrano in ballo i gusti personali. Io le ho trovate molto belle ed alcune creavano un perfetto contrasto con la cruenza di alcune scene.
Certo, magari Sweeney todd non è il suo film migliore ma va sicuramente visto con occhi diversi così come Big Fish, un film diverso se guardato nell' insieme della sua filmografia, ma ciò non toglie che sia (a mio parere) il suo capolavoro ^__^

@Nick: si cugino, assolutamnete ^__^

panapp said...

Anche secondo me Big Fish è davvero un bel film, ma proprio per i motivi che dicevo: sogno, immaginazione, irrealtà. Secondo me Burton è eccezionale nel campo del fantastico, ma scende ad un livello medio quando tratta temi più prosaici. Tutti i film di Burton, peraltro, contengono una forte dose di ironia e colore, e qui non c'è nulla. Non c'è ironia e colore, appunto, ma non c'è nemmeno fantasia, inverosimiglianza, gusto per il macabro spiritoso, personaggi alienati che emergono poiché diversi: noto una incredibile perdita di coerenza di Burton, che letteralmente cancella ognuna delle caratteristiche con cui s'è fatto conoscere. Ovviamente non sto dicendo che non sia un buon film, certo lo è, ma perde miseramente al confronto con qualunque altro film del regista. È un'osservazione assolutamente personale e personalistica, sia chiaro, ma secondo me Sweeney Todd è il film più brutto di Burton perché è totalmente contrario a tutto quello fatto finora: questo non vuol dire che il regista non possa cambiare rotta, ma se lo fa deve comunque mantenere una qualità che invece, qui, perde. Ad usare una fotografia scura siamo bravi tutti, ma una fotografia scura NON è sinonimo di Burton (anzi veramente ha sempre usato luci chiare e colorate), come il sangue NON è sinsinimo di Burton, eccetera. L'inguardabile Il pianeta delle scimmie è meglio di Sweeney Todd: almeno è burtoniano.
Spero di non essere stato troppo lapidario, ma purtroppo sono uscito dalla sala così rattristato ed angustiato che non posso fare a meno di comunicare in maniera forte il mio rammarico per un regista che tuttora ammiro infinitamente: considero questo film semplicemente un incidente di percorso, si riprenderà.

Weltall said...

@panapp: come già ti scrivevo nel commento precedente, capisco perfettamente il tuo punto di vista el tua delusione che ho ritrovato anche in altre recensioni lette nel web. Purtroppo quando un regista molto amato decide di cambiare bruscamente rotta, il suoi estimatori si spaccano, è inevitabile.
Ho molta fiducia nel fatto che, con il prossimo film, ci riunirà tutti ^__*

panapp said...

Lo spero anch'io! :D