Sunday, March 18, 2007
Lyric of the Week / THE CRANBERRIES - ODE TO MY FAMILY
Don’t turn away from me
Cause I spent half my life out there
You wouldn’t disagree
D’you see me, d’you see
Do you like me, do you like me standing there
D’you notice, d’you know
Do you see me, do you see me
Does anyone care
Unhappiness, where’s when I was young
And we didn’t give a damn
’cause we were raised
To see life as a fun and take it if we can
My mother, my mother she hold me
Did she hold me, when I was out there
My father, my father, he liked me
Ol he liked me, does anyone care
Understand what I’ve become
It wasn’t my design
And people everywhere think
Something better than I am
But I miss you, I miss
’cause I liked it, I liked it
When I was out there
D’you know this, d’you know
You did not find me, you did not find
Does anyone care
Unhappiness was when I was young
And we didn’t give a damn
’cause we were raised
To see life as fun and take it if we can
My mother, my mother she hold me
Did she hold me, when I was out there
My father, my father, he liked me
Ol he liked me, does anyone care
Does anyone care
Saturday, March 17, 2007
"...'cos we could be heroes just for one day..."
"Infermiere! INFERMIERE!" Qualcuno grida da chissà dove. John "Doc" Bradley si gira da una parte all'altra ma intorno a lui scorge solo terra e fumo. Ed in quel momento si sveglia. E' a casa sua, nel suo letto, sua moglie dorme di fianco a lui. Tanti anni sono passati da quel giorno e lui è vecchio ormai. Ma i ricordi di quella guerra sono ancora "giovani", il tempo non li ha offuscati nemmeno un po'. La Guerra è quella Mondiale, la seconda per essere precisi. La battaglia è quella di Iwo Jima, un pezzo di roccia sulfurea che spunta fuori dall'Oceano, un luogo dimenticato da Dio, ma non dai giapponesi. E l'esercito degli Stati Uniti ha tutta l'intenzione di occupare quel punto strategico, spazzare via i giapponesi e ribaltare le sorti della guerra. Ma le cose non vanno bene: Iwo Jima è difesa meglio di quanto potessero immaginare e un impegno militare di questo tipo sta venendo a costare più di quanto le casse militari americane possano permettersi. Ma allora accade l'impensabile: una foto, una singola foto, cambia tutte le carte in tavola. Lo scatto ritrae sei giovani soldati mentre issano una bandiera degli Stati Uniti sul suolo di Iwo Jima, e in America è come se ciò significhi "Vittoria!". Le alte sfere militari pensano bene di approfittare della situazione e far rientrare i soldati ritratti nella foto e portarli in giro per gli Stati Uniti etichettandoli come eroi, e raccogliere i fondi necessari per condurre la guerra a conclusione. Poco importa, alla fine, che metà di quei giovani marines siano già morti, poco importa sapere chi siano veramente quei sei ragazzi. Quel che conta è il simbolo, la scintilla che riaccende l'animo patriotico degli Americani. Dopo lo splendido (se pur non privo di difetti) Million Dollar Baby, Clint Eastwood si dedica ad un progetto ambizioso: due film sulla battaglia di Iwo Jima, due punti di osservazione diametralmente opposti, quello americano e quello giapponese. Il buon Clint comincia dall' America con Flag Of Our Fathers. Lasciando a casa il patriotismo di cui questo tipo di pellicole a volte sono pregne, Eastwood ci propone imponenti scene di guerra che tanto ricordano Spielberg (non per niente è uno dei produttori), intervallati da continui flashforward ambientati durante il "tour" e nei giorni nostri. Ed è senza retorica e con occhio disincantato che Eastwood esamina la figura dell' eroe, immagine d'orgoglio Nazionale prima e peso troppo pesante da portare poi, quando i tuoi compagni, i tuoi amici, sono ancora li, abbandonati in quell' inferno. Perché alla fine "eroe" è un titolo a breve scadenza e la gente si dimentica di quelli vecchi e ne vuole di nuovi. Certo si può vincere una guerra con una foto o con soli tre uomini, ma alla fine resta solo chi torna a casa dalle proprie famiglie e chi no. Bravo Clint, aspetto con ansia di vedere Letters From Iwo Jima.
Friday, March 16, 2007
"He wanted you to get inside my head. And it worked. And now I'm... UPSET"
21:00 - 22:00
Le dichiarazioni di Collette incastrano Audrey, così come alcune documen- tazioni trovate da Chloe che la collegano a Cummings. Jack vuole vederci chiaro e la interroga personalmente. Audrey confessa di aver avuto una relazione con il senatore ma non di aver preso parte agli eventi della giornata. Jack le crede ma Karen Hayes insiste per un interrogatorio più brutale. L'unica possibilità per Jack di aiutarla, è di dimostrare che Collette non ha detto tutta la verità sui suoi rapporti con Henderson. Se ciò risultasse vero, il suo accordo per l'immunità salterebbe. Aaron, preoccupato per il ritardo di Wayne Palmer, decide di andarlo a cercare. Wayne sta bene fortunatamente, è armato, ma gli uomini che lo inseguono sono troppi. Lo scoppio di una granata lo ferisce, ma Aaron riesce a caricarlo in macchina e a portarlo alla residenza presidenziale. Bierko nel frattempo raggiunge una centrale di distribuzione del gas. Il suo scopo è diffondere il contenuto dei restanti 17 contenitori nella rete distributiva. Per poter fare ciò, costringe gli operai della centrale a diminuire la pressione nei condotti. Chloe trova nei tabulati telefonici di Collette parecchie chiamate fatte ad Henderson e Jack considera il fatto abbastanza grave da annullare l'immunità. La interroga perciò un' ultima volta e la costringe a confessare il luogo del successivo attentato, ma le centrali sono tante ed non c'è abbastanza tempo. Jack intuisce che senza abbassare la pressione, il gas diventerebbe inerme e pertanto il campo di ricerca si stringe. Si reca alla centrale con Curtis e altri tre uomini. Riescono ad infiltrarsi ma Bierko fugge e i contenitori cominciano a rilasciare il loro contenuto nel serbatoio principale. Resta una sola cosa da fare: far saltare la conduttura principale. Jack piazza la carica di C4 e la conduttura esplode creando una reazione a catena che coinvolge tutta la centrale. Durante la fuga, Jack insegue Bierko e lo cattura ma viene coinvolto nell'esplosione.22:00 - 23:00
Nono- stante la devastante esplosione, Jack e vivo e porta sulle spalle Bierko privo di conoscenza. Nonostante il pericolo del gas nervino sia finalmente scongiurato, Jack teme che ci siano personaggi molto importanti legati agli eventi di questa giornata. Mentre il vice presidente Gardener fa pressioni su Karen Hayes affinché il CTU venga assorbito dalla Sicurezza Nazionale, Waybe spiega ad Aaron che si trova li per incontrare Evelyn l'assistente della First Lady. A quanto pare la donna aveva contatti via mail con l'ex presidente Palmer. Messa alle strette, la donna ammette di aver avuto scambi di corrispondenza con Palmer e di sapere chi si cela dietro tutti i fatti accaduti. Tra l'altro è costretta a consegnare la sera stessa, ad un uomo misterioso, tutte le prove di cui è in possesso in cambio della liberazione della figlia rapita. Wayne promette di aiutarla in cambio di tutto ciò che sa. Chiama Jack e insieme a lui si incontrano in un granaio vicino alla residenza del presidente e li studiano il da farsi per liberare la bambina. Il CTU viene assorbito dall NSA e per poter garantire a Chloe di continuare ad operare per aiutare Jack, Audrey è costretta a firmare un rapporto che indica Bill Baucannan unico responsabile dei passi falsi compiuti dall'agenzia. Come da accordi, Evelyn viene contattata dal rapitore che si scopre essere Henderson. L'uomo da un 'appuntamento a Evelyn al quale la donna si reca accompagnata, a debita distanza, da Wayne e Jack. Appena la bambina è tra le braccia della madre, Jack e Wayne intervengono, ma Henderson riesce a fuggire. Durante la fuga chiama l'uomo che sta dietro a tutto, la morte di Palmer, di Michelle, gli attentati, il gas nervino: il Presidente Charles Logan.
Thursday, March 15, 2007
Bambole nelle mani di Kitano
Il giovane Matsumoto ama Sawako. Ma la famiglia di lui ha altri progetti e lo convince a sposarsi con la figlia del direttore dell' azienda per la quale lavora. Sawako presa dalla disperazione tenta il suicidio. Viene salvata appena in tempo ma sfortunatamente perde totalmente la ragione. Matsumoto viene a sapere dell' accaduto da alcuni amici, il giorno del suo matrimonio. Decide allora di fuggire e di raggiungere Sawako, l'unica donna che abbia mai amato. Un vecchio e stanco boss della yakuza, di nome Hiro, pensa al suo passato. Oltre ai ricordi di violenza e sangue, c'è l'immagine di una donna di cui era innamorato e che ogni sabato lo raggiungeva in un parco con il bento pronto per lui. Hiro è giovane e non ancora invischiato nella malavita, ma il lavoro va male e decide di partire per cercare fortuna. Lei gli promette che andrà tutti i sabati al parco per attendere il suo ritorno. Con il riaffiorare di questi ricordi, decide di partire e tornare nei luoghi della sua gioventù. Il quel parco, dopo anni, troverà il suo unico e vero amore che ancora lo sta aspettando. Haruna Yamaguchi è una pop star (una idol a dirla tutta) molto famosa. Nukui è uno dei suoi fan più sfegatati, nonchè innamorato della ragazza, ma non sa come poterla avvicinare. Una sera Haruna rimane coinvolta in un incidente stradale e parte del suo viso rimane deturpato. Decide di sparire dalle scene e di isolarsi in una località vicino la mare. Nukui pur di poterla rivedere, è disposto a privarsi perfino della vista. Che grande soddisfazione si prova quando dopo la visione di un film hai svariati spunti per approfondire, per scoprire e imparare nuove sfaccettatura della variegatissima cultura giapponese. Il film di Kitano si apre con una particolare rappresentazione teatrale in cui delle marionette vengono manovrate a vista (tre persone per bambola), mentre un narratore recita la storia. Questa forma di teatro si chiama bunraku il cui maggior esponente fu Chikamatsu Monzaemon. Una rapida ricerca mi permette di scoprire che l'opera rappresentata è Meido no Hikyaku (I messi dell’inferno) dello stesso Monzaemon. La storia è quella di un amore impossibile tra il cortigiano Umegawa e l'amante Chubei. Lui chiede a lei di non compiere un gesto folle per amore, promettendole di fuggire insieme nella neve, arrivando a trascinarsi l'uno stretto all'altro. Ed è da qui che iniziano e si intersecano le tre tristi storie di amori impossibili. Anzi sembra quasi che le vicende di Matsumoto e Sawako facciano da "contenitore" per le altre due storie: il loro eterno peregrinare apre e chiude il racconto, unisce invisibilmente i destini di Hiro, Nukui e i loro amori infelici, scandisce il passare del tempo con lo scorrere delle stagioni. Ed è sottilissimo il confine che il regista traccia tra bunraku e vita reale, tanto che i suoi personaggi diventano sempre più simili alle marionette del teatro. Nasce perciò in maniera prepotente la considerazione che ci vede tutti burattini nelle mani del Destino, attori inconsapevoli (e involontari) di una storia già scritta, che non possiamo cambiare. Kitano dimostra ancora una volta la sua incredibile capacità di creare cinema, in questo caso, partendo da una rappresentazione teatrale che col cinema ha poco a che vedere. Non ritaglia nessun ruolo per lui questa volta, ma anche se non lo vediamo sappiamo che c'è, dietro ogni inquadratura, movimento di macchina o personaggio (come non citare il figlio tetraplegico di uno yakuka con tanto di lacchè personale, o la solita scena sulla spiaggia con cui firma tutti i suoi lavori). Musicato con il solito perfetto minimalismo da Joe Hisaishi, impreziosito dai bellissimi costumi di Yohji Yamamoto, quello che vi lascerà veramente a bocca aperta sarà lo splendido uso dei colori, del rosso in particolare, forte, saturo, sia che si tratti del tessuto di un kimono o del sangue su una strada, sia che si tratti del colore delle foglie d'autunno o il cordone intrecciato che legherà per sempre i destini di Matsumoto e Sawako.
Wednesday, March 14, 2007
2 - HUNDRED
Oltre alle rubriche classiche, 24, 24: The Day 4 Chronicle, Cinema Thoughts and Reviews, DVD News and Collection, From My Personal Library, Lyric of the Week, Manga Comics and Graphic Novels, Music Reviews, My Oasis Collection e My Photo Post, se ne sono aggiunte altre ed alcune sono state modificate e/o ampliate:
1)DVD News and Collection: questa è una di quelle modificate. Ho ampliato l'argomento inserendo, oltre alle edizioni speciali, limited, collector's (ecc. ecc.) anche edizioni straniere. Inoltre ho aperto una sezione dedicata a "collezioni per regista". Non trattandosi di collezioni complete, mi sono impegnato ad aggiornarle man mano che qualche pezzo nuovo si aggiunge. Ho cominciato con David Lynch e proseguirò nelle prossime settimane con Johnnie To, Takeshi Kitano, Takashi Miike, i fratelli Coen, Hayao Miyazaki e poi...chissà ^_____^. Per rendere il tutto più facilmente fruibile, ho creato sulla destra proprio sotto Link, una serie di collegamenti divisi per categoria. Ed è proprio qui che mi collego ad una delle nuove rubriche.
2)Consigli per gli Acquisti: rubrica nata da poco ma di cui vado particolarmente fiero. Una piccola guida per indirizzare gli acquirenti alle edizioni migliori (soprattutto straniere) e ad evitare i bidoni che il mercato italiano cerca da anni di rifilarci. Siccome sono uno che di bidoni ne ha presi parecchi, metto a disposizione la mia esperienza specialmente per quel che riguarda il mercato d' importazione. La cadenza della rubrica sarebbe dovuta essere settimanale ma ogni tanto slitta.
3)24: The Day 5 Chronicle: dovete sapere che ritengo 24 una delle serie migliori mai concepite a livello di struttura, storia, regia e recitazione. Dopo le cronache serie/demenziali relative al Day 4, non avevo molta voglia di ripetermi anche con la stagione cinque. Visto che il cugino Miky (estimatore come me della serie) è in quel di Sestriere per lavoro, ho deciso di fare solo per lui i riassunti degli episodi corredati con un paio di foto. La rubrica procederà settimanalmente fino alla seconda settimana di aprile.
4)Ma Qualcuno Si Ricorda di...?: la rubrica dei nostalgici. Per tutti coloro che amano ricordare con affetto le cose della propria infanzia. Vista la difficoltà di trovargli collocazione ho optato per una cadenza mensile.
Come novità non sono poi tante ma le vecchie rubriche, specie quella di Cinema, prendono un sacco di tempo e spazio. E' mia intenzione mettere un po' di ordine comunque, e rendere più facile la consultazione (mettere un' elenco dei film commentati con i collegamenti ai post, per esempio). Mi impegnerò in questo senso promesso ^____^.
Andiamo ora e vedere i nuovi link. "Il migliore" o "La migliore" alla fine della descrizione, definiscono il mio massimo gradimento verso il blog ed il suo curatore. Quelli più vecchi li potete trovare qui:
Il blog di Nick in Jap: volete andare in Giappone ma non avete la minima idea di cosa serve o come fare per organizzare al meglio il viaggio? Il buon Nick ve lo spiega nel suo nuovo blog dove, con estrema precisione, vi guida passo per passo da casa vostra fino a Shibuya. Tenete presente che è da poco tornato da un lungo soggiorno nella Terra del Sol Levante quindi potete fidarvi. Il migliore.
Il blog di Dreca: come presentare adeguatamente il blog della persona che in poco tempo è diventata una assidua lettrice (e commentatrice ^_____^) della pioggia di parole con cui riempio i miei post (a cominciare da Fahrenheit 451)? Io ci provo nella maniera più sincera possibile: una vera miniera di spunti di riflessione personali su letteratura, cinema, arte, manga, anime (con un occhio di riguardo per l'opera del maestro Miyazaki) e tanto, tanto altro. Il mio invito non è di andare a visitarlo ma di andare a LEGGERLO...io stesso l'ho "spulciato" quasi tutto ^_____* La migliore, senza appello.
Il blog di OTZ: qualcuno dirà "ma guarda che questo lo avevi già segnalato nel post precedente!". Questo è vero solo in parte. La persona è la stessa ma il blog è tutto nuovo. Evan ha deciso di cancellare e ricominciare tutto da capo. Alla ragazza piace il cinema e sembra apprezzare i commenti cinematografici che le lascio...mi chiama perfino "teacher" ^_________^. E' la migliore.
Il fotolog di Forgotten Angel: il primo e unico fotolog linkato. Scatti fotografici, istantanee di vita corredate da un breve commento. Mi piace assai come idea! La curatrice si chiama Estefania e vive in Argentina. Fino a qualche mese fa studiava anche lei in Quebec insieme ad Evan ed è proprio nel blog di quest'ultima che ha notato i miei commenti ed ha deciso di scrivermi. La migliore sulla fiducia ^____*.
Il blog di Kulturadimazza: cinema e non solo, in un blog che non posso che consigliarvi. Andatevi a leggere in particolare il post dedicato ad INLAND EMPIRE: un attento esame sui titoli di coda del film e sull' utilizzo del playback nella cinematografia di Lynch (articolo pubblicato anche sul sito www.spietati.it).
Il Mulholland blog: ennesimo blog sul cinema quasi interamente "lynchispirato", come si può facilmente intuire dal titolo. Ottimi approfondimenti sul cinema di Lynch e news aggiornate quasi quotidianamente.
l blog di Oxide: ma vi ricordate quant'era bello il periodo scolastico, specie quello delle superiori? Io lo ricordo con nostalgia ed affetto. Se anche per voi è così, andate a visitare il blog di chi, quei momenti, li sta vivendo oggi.
Be, credo di aver finito. E' stata dura ma ce l'ho fatta. Spero di non avervi annoiato e nel caso fosse così vi tranquillizzo: il prossimo post "commemorativo" lo faccio quando ( ma soprattutto "se") raggiungerò i trecento post. Quindi fino ad allora potete stare tranquilli. Prima di salutarvi tutti volevo, da buon padrone di casa, offrirvi un assaggio virtuale (è impossibile raggiungervi tutti, cercate di capire ^____*) degli Apollo Choco, sperando che apprezziate il gesto ^____^. Naturalmente tu, dreca, puoi prenderne quanti ne vuoi visto che sei l'unica che ha mostrato sin da subito particolare interesse ^_______________^.
P.S.: this "virtual gift" is for you too, my international friends (Evan & Estefania)!!!
GRAZIE A TUTTI, VI VOGLIO BENE ^__^
Tuesday, March 13, 2007
Paris, mon amour...
Dura la vita nella capitale francese quando sei un bugiardo, basso e pure un po' bruttino con la capacità di ficcarti nei guai ogni due minuti. Lo sa bene Andrè, che da quando si è trasferito a Parigi non fa altro che accumulare debiti su debiti con i peggiori criminali della città, millantando di poter restituire il dovuto, grazie ai proventi di una non meglio identificata attività di produzione d'olio d'oliva in Argentina. E adesso tutti i suoi pericolosi creditori vogliono quanto gli è dovuto senza dover aspettare un solo giorno in più e il nostro non sa come recuperare i soldi. Vaga senza meta per tutta la città sentendosi solo e abbandonato da tutti, perfino da Dio, odiando con tutto il cuore Parigi. Decide allora di farla finita. Raggiunto un ponte, scavalca il parapetto e si prepara all' ultimo balzo. Proprio nel momento cruciale si accorge che, di fianco a lui, una donna bellissima sta per compiere il suo stesso insano gesto. La donna si lascia cadere nel fiume sottostante e Andrè si tuffa per salvarla. A gran fatica riesce a tirarla fuori dall' acqua e da quel momento la donna, che afferma di chiamarsi AngelA, diventerà l'ombra di Andrè e lo aiuterà non soltanto a tirarsi fuori dai guai, ma a guardare se stesso e la vita che lo circonda con occhi diversi. Luc Besson è tornato e, a dir la verità, lo stavo aspettando. Non si è tratato di un' attesa trepidante, sia bene inteso, ma piuttosto di una contenuta euforia maturata negli anni che separano questo suo Angel-A da Giovanna D'Arco. Questa volta Besson ci parla della possibilità che ha ognuno di noi di riafferrare la propria vita anche ad un passo dal tracollo, a cercare la bellezza dietro l'apparenza, ad amare ciò (e chi) che ci circonda cominciando ad amare noi stessi. Ma quello di Besson è soprattutto un invito alla libertà, a liberare la vita dai vincoli che la legano. Lo fa attraverso due personaggi opposti: Andrè, basso, bruttino dalla menzogna facile. AngelA, bella, slanciata, dai modi disinibiti e diretti. Una Parigi più bella che mai fa da sfondo alle loro vicende, impressa su pellicola in un bianco e nero magnifico e fotografata ancora meglio. Ed è questo "spudorato" omaggio alla sua Parigi il pregio migliore di un film che con fatica mostra altri motivi d'interesse ai quali appigliarsi: Besson ci regala l'ennesimo personaggio femminile forte che nulla ha da invidiare a quelli dei suoi film precedenti. Ed anche l' accoppiata Andrè/AngelA funziona bene: diverte e commuove, almeno finché la natura "celestiale" della donna (cosa tra l'altro abbondantemente telefonata) non viene sbandierata senza mezzi termini. Insomma quell' alone di mistero che avvolgeva la figura di AngelA, riusciva a tenere la storia sospesa in un delizioso equilibrio tra magico e reale. Sciolto il mistero, svelato il trucco, tutto si risolve in un finale tanto, troppo dolce (qualcuno ha detto "stucchevole"). Peccato, speravo meglio.
Monday, March 12, 2007
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - HEAT
Produttore: Cecchi GoriDistributore: Cecchi Gori Home Video
Video: 2.35:1 anamorfico
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 e DTS
Extra: schede biografiche regista e attori
Regione: 2 Italia
Confezione: amaray
Note: questa presa in esame è la seconda delle tre edizioni che la Cecchi Gori ha dedicato al capolavoro di Michael Mann. Ma ne avessero fatta un buona!!! La prima edizione aveva palesi problemi sia sul versante audio che video: il film cominciava nel corretto formato 2.35:1, per poi diventare improvvisamente 1.85:1 e ritornare in 2.35:1 negli spezzoni in lingua originale. Nessuna presenza della lingua originale. La seconda (quella che possiedo) vanta un video con il corretto aspect ratio ma non certo privo di difetti. Audio originale ancora assente. La terza e ultima (almeno per ora), identica alla seconda con in più un disco di extra assolutamente inutili...evitabilissima. Ora, l'audio originale è un requisito essenziale perciò consiglierei di lasciar perdere queste porcherie marchiate Cecchi Gori. Se non potete fare a meno del doppiaggio italiano, il mio consiglio e di accoppiarla con la seguente edizione inglese:
Produttore: WarnerDistributore: Warner Home Entertainment
Video: 2.35:1 anamorfico
Audio: Inglese Dolby Digital 5.1 e 2.0 surround
Sottotitoli: Inglese per non udenti, Tedesco per non udenti, Inglese, Tedesco, Portoghese, Danese, Norvegese, Svedese, Greco, Francese, Arabo, Finlandese
Extra: Disco1: Commento audio del regista (no sottotitoli), trailer. Disco2: 11 scene tagliate, Making of in quattro parti, Conversation con Pacino e De Niro (sottotitoli)
Regione: 2 UK
Confezione: amaray
Note: che dire. Edizione più che completa, soddisfacente sul versante video, audio ed extra. E sono proprio i contributi aggiuntivi il plus valore di questa edizione visto che sono tutti sottotitolati, se si esclude il commento audio (ma questa è una brutta abitudine Warner). Acquistabile sul solito www.play.com a meno di €. 12,00. Se pensate che quella di Cecchi Gori costa €. 9,90 , non so, io un pensierino ce lo farei.
Sunday, March 11, 2007
Lyric of the Week / FOO FIGHTERS - EVERLONG
I've waited here for you
Everlong
Tonight
I throw myself into
And out of the red, out of her head she sang
Come down
And waste away with me
Down with me
Slow how
You wanted it to be
I'm over my head, out of her head she sang
And I wonder
When I sing along with you
If everything could ever feel this real forever
If anything could ever be this good again
The only thing I'll ever ask of you
You've got to promise not to stop when I say when
She sang
Breathe out
So I could breathe you in
Hold you in
And now
I know you've always been
Out of your head, out of my head I sang
And I wonder
When I sing along with you
If everything could ever feel this real forever
If anything could ever be this good again
The only thing I'll ever ask of you
You've got to promise not to stop when I say when
She sang
And I wonder
If everything could ever feel this real forever
If anything could ever be this good again
The only thing I'll ever ask of you
You've got to promise not to stop when I say when
She sang
Friday, March 09, 2007
"Hai avuto al tua occasione Jack. Ora tocca a me"
19:00 - 20:00
Il CTU è paralizzato. Decine di persone, tra personale e agenti di sicurezza, giacciono esanimi al suolo mentre i pochi sopravvis- suti sono nelle quattro stanze isolate dal gas: la sala riunioni, l'ufficio di Bauchanan, la sala di detenzione e l'infermeria. Il gas nervino, mescolandosi con un elemento presente nell'aria, sta corrodendo le guarnizioni delle stanze sicure. L'unica possibilità di salvezza sta nell' attivare da un terminale in una stanza vicina, l'impianto di condizionamento per far defluire il gas. Jack tenta di arrivarci ma il passaggio è bloccato. L'unico che può farcela è Lynn, ma questo significherebbe un sicuro suicidio. L'uomo decide lo stesso di farlo, anche per espiare al fatto di aver perduto la scheda di accesso ed avere quindi gran parte della responsabilità di quanto accaduto. L'operazione di Lynn ottiene l'effetto sperato e il giovane agente muore poco dopo essere ritornato nella sala detentiva. In attesa che l'aria venga purificata, Jack convince Chloe (ancora sotto shock per la morte di Edgar) a continuare il tentativo di decriptare i file di Henderson. L'interrogatorio di quest'ultimo, nel frattempo, prosegue senza successo. Mentre Bierko attende da una misteriosa donna, le mappe per il suo prossimo devastante attacco, il Presidente Logan decide di dare ascolto al suo vice Gardener e di proclamare la legge marziale su Los Angeles. A nulla sono serviti i tentativi di Mike e Martha, di dissuaderlo. Al CTU l'interrogatorio di Henderson arriva ad un punto morto e l'uomo sembra entrato in coma. Tony Almeida, faccia a faccia con il responsabile della morte della moglie, decide di eliminarlo. Riempe una siringa con una dose letale di Penthotal e si prepara ad iniettarla direttamente nel cuore di Henderson. Ma l'uomo fingeva e in un attimo ribalta la situazione, iniettando il contenuto della siringa a Tony. Henderson fugge e Tony stramazza al suolo. Jack arriva in infermeria ma non può far altro che abbracciare l'amico, mentre muore tra le sue braccia.20:00 - 21:00
Tony è morto mentre Henderson è fuggito. Ma Chloe è riuscita a decriptare uno dei file di Henderson e a ricavare un nome: Collette Stenger. La donna è il contatto tra Henderson e Bierko ed, al momento, l'unica pista per arrivare ai terroristi. La donna si trova in un Hotel e Jack con Curtis si dirigono da lei. Collette nel frattempo si reca da Bierko ed in cambio di denaro vende le mappe del prossimo obiettivo dei terroristi. Al CTU arriva Karen Hayes della sicurezza Nazionale che apparentemente vuole fare una stima dei danni subiti dall'unità anti terrorismo, ma in realtà il suo scopo è di assorbire la squadra di Bauchanan con la sua. Jack e Curtis arrivano all'albergo ma trovano soltanto Theo Stoller, amante di Collette e agente segreto tedesco sotto copertura. Il suo obiettivo è risalire alla lista dei clienti di Collette. Per ottenere il suo aiuto Jack gli promette la "Wet List", la lista dei principali terroristi al mondo, stilata dalla NSA. L'uomo accetta e si reca all'appuntamento con Collette insieme alla squadra tattica del CTU guidata da Jack. Wayne Palmer (fratello di David Palmer) contatta Aron e gli chiede un incontro per rivelargli particolari importanti sulla morte del fratello. Wayne però viene mandato fuori strada da un gruppo armato a bordo di un furgone. Ferito esce dalla macchina e si nasconde nella boscaglia. L'operazione per catturare Collette ha successo e Stoller ottiene la lista che si autodistrugge al primo tentativo di utilizzarla. L'agente tedesco non gradisce particolarmente l'essere stato preso in giro. Collette negozia la sua collaborazione con l'immunità presidenziale ed ottiene l'accordo: la donna non sa dov'è Bierko ma può dare il nome di chi ha fornito le mappe da vendere: Audrey Raines.
Il mondo che finisce...
THE LAST ONE TO DIE PLEASE TURN OUT THE LIGHT, questa ed altre frasi capeggiano sui muri di Londra quasi a voler sottolineare in maniera tragicamente ironica, il destino ineluttabile che aspetta l'umanità intera. Siamo nel 2027 e le donne sono diventate tutte sterili. Da 18 anni non nasce un bambino e pertanto quest'ultima generazione è costretta a convivere con il fatto che dopo millenni di supremazia, la razza umana è destinata ad estinguersi. Il mondo intero è nel caos, disordini e scontri in qualsiasi angolo del globo. In Inghilterra la situazione è tenuta sotto controllo da un regime autoritario che reprime con violenza ogni tentativo si sommossa. Gli immigrati sono quelli che ne fanno le spese più gravi, prelevati a forza dalle città e trasferiti in "centri di contenimento". Theodore, ex attivista politico, si trova coinvolto da un gruppo di rivoluzionari guidati dalla sua ex moglie, in un tentativo di far uscire una giovane donna dal territorio inglese. Theo ha molte conoscenze è potrebbe facilmente recuperare un lascia passare. Ma perché rischiare tanto per una sola persona? Semplicemente perché la ragazza in questione è incinta. La prima donna incinta da quasi vent'anni e potrebbe perciò significare l'ultima vera speranza di salvezza per l'umanità. Se terminata la visione di un film mi rimane dentro una forte emozione, è un buon segno. Se questa sensazione è immutata il giorno seguente, è un ottimo segno. Specialmente se, come con questo "I Figli degli Uomini", non mi aspettavo un tale coinvolgimento emotivo. Per tutta la durata del film si respira un' atmosfera da "fine incombente" che non ha certo portato l'uomo ad un maggiore rispetto per la vita anzi, molte situazioni (come la convivenza con le comunità di immigrati) sono addirittura peggiorate. L'umanità sull'orlo della definitiva scomparsa ha semplicemente rivolto le proprie attenzioni ai giovani, gli "ultimi". Sono loro le vere star ora, o perlomeno, vengono venerate come tali: non a caso tutti piangono l'improvvisa morte del ragazzo più giovane al mondo (tale Baby Diego), come se si trattasse del proprio figlio. Forse è un paragone un po' azzardato ma mi è tornato più di volta alla mente durante la visione, il bellissimo manga di Hiroki Endo "EDEN" piuttosto affine all'opera di Cuaron (recuperatelo!). Theodor (interpretato dal sempre bravo Clive Owen) è tutto fuorché il classico eroe. E' un uomo come tanti, coinvolto in qualcosa di veramente troppo grande per lui (dopotutto gli viene affidato il compito di proteggere il futuro dell'uomo), piange e trema come una foglia durante gli scontri a fuoco. Il fatto che poi difenda la neo mamma solo con il suo corpo, senza mai impugnare una pistola o imbracciare un fucile (cosa più unica che rara in una produzione di Hollywood) lo rende un personaggio assolutamente credibile. Ma torniamo alla regia di Alfonso Cuaron del quale, lo ammetto, non ho mai visto niente (mi pare abbia fatto uno degli Harry Potter, se non sbaglio). Camera a mano e siamo costantemente dentro la scena, sia che si tratti di scene d' azione concitate (ce ne sono un paio veramente incredibili) o di calma piatta, inanellando uno dopo l'altro, lunghi (alcuni veramente impossibili) piano sequenza memorabili. A coronare il tutto la bellissima fotografia giustamente premiata a Venezia 2006. Colonna sonora di qualità nella quale spiccano Deep Purple, Beatles, Radiohead e una versione di Ruby Tuesday dei Rolling Stones, interpretata dal nostro Franco Battiato. Se quanto scritto non vi ha convinti della validità di questo film, non lo fara di certo dirvi che, almeno per quanto mi riguarda, è uno dei migliori film di questa stagione cinematografica.
Thursday, March 08, 2007
LIVE...FOREVER ?!?

OASIS
FAMILIAR TO MILLIONS (2000)
CD1
1) Fuckin' In The Bushes
2) Go Let It Out
3) Who Feels Love?
4) Supersonic
5) Shakermaker
6) Aquiesce
7) Step Out
8) Gas Panic
9) Roll With It
10) Stand By Me
CD2
1) Wonderwall
2) Cigarettes & Alcohol
3) Don't Look Back In Anger
4) Live Forever
5) Hey Hey My My
6) Champagne Supernova
7) Rock 'n' Roll Star
8) Helter Skelter
Wednesday, March 07, 2007
Ma qualcuno si ricorda di: GIG TIGER
Negli anni '80, quando il concetto di "console portatile" era un'idea che cominciava a formarsi nel cervello di qualche geniaccio giapponese, erano abbastanza diffusi i cosidetti "scacciapensieri" o videogiochi a cristalli liquidi (ne vedete un rarissimo esemplare nella foto qui a sinistra ^__^). All' inizio degli anni '90, quando i giochi da bar ( i "coin op") erano belli e costava poco giocarci, quando i computer casalinghi ( il Commodore 64, l' Amiga 500, i 286, i 386 e i primi "timidi" 486) cominciavano a diffondersi in maniera capillare e le console da gioco si preparavano al boom degli anni seguenti, questi "giochini" avevano fatto il loro tempo...o almeno così sembrava.
Fu proprio allora che la GiG (la più grande casa distributrice di giocattoli dell' epoca) portò sul territorio nazionale la nuova (ed ultima) generazione di videogiochi a cristalli liquidi e li battezzò GiG Tiger. Nel caso vi foste tuffati a capofitto nella lettura del testo, evitando il titolo del post, è proprio questo l'argomento che ho scelto per la terza puntata della rubrica più amata del 2007 (che, volente o nolente, ha assunto una cadenza mensile). Il motivo è semplice: la GiG riuscì con un' idea semplice e geniale allo stesso tempo (e anche azzeccatissima a giudicare dal discreto successo commerciale), a innovare un tipo di intrattenimento ludico ormai morto e sepolto. Innanzi tutto fece uscire i giochi a cristalli liquidi dall'anonimato del decennio precedente e modernizzò (passatemi il termine dai ^___^) la struttura di gioco rendendola più varia e complessa. Niente più giochi di formula 1 il cui unico obiettivo era spostare la macchina a sinistra e a destra evitando le altre vetture, ma "titoloni" da coin op e da console (Altered Beast della SEGA, Megaman della Nintendo, Castelvania della Konami, Double Dragon), che nel limite del possibile riportavano tutte le caratteristiche del gioco originale. Inutile sottolineare che ero uno dei massimi sostenitori di questo forma di intrattenimento (la passione per i videogiochi cominciava a divorarmi ^__*). Per fare questo post ho cercato nella mia stanza i GiG Tiger che possiedo (li potete vedere nella foto qui sopra) e sono tutti perfettamente funzionanti. Che emozione trovare sul fondo di un cassetto un pezzo del proprio passato (l'anima stessa di questa meravigliosa rubrica) e che felicità nell' aver resistito dal liberarmi di queste cose, piccole ma importanti. Qui sotto ho messo la pubblicità che andava in televisione in quegli anni, come sempre dal sito http://www.spot80.it/site/. Se vi va, fatemi sapere se quanto sopra scritto ha smosso qualcosa nelle vostre testoline ^___________________^.Tuesday, March 06, 2007
Where would we be without our painful childhoods?
Torno al cinema in una settimana ricca di proposte: c'è Saturno Contro di Ozpetek (neanche morto vado a vederlo), Uno su Due "con" (è più importante del regista stesso...) Fabio Volo, il fenomeno Borat (?!?), e l'ultimo di Soderberg, Intrigo a Berlino (ma The Good German, come in originale, non andava bene?). Ho preferito, però, lasciar perdere questi "titoloni" è puntare su un prodotto di basso profilo, se mi si passa l'espressione: Correndo Con Le Forbici In Mano dell' esordiente (per lui all'attivo solo la regia di alcuni episodi della serie Nip/Tuk) Ryan Murphy. Tratto dall' omonima autobiografia di Augusten Burroughs, il film racconta della difficoltà di crescere seguendo una propria strada, quando i tuoi punti di riferimento (i genitori in questo caso) ti abbandonano a te stesso. Il padre di Augusten è un alcolizzato. Dopo anni di matrimonio si separa dalla moglie e taglia i ponti anche con il giovane figlio. Deirdre, la madre, è un'aspirante poeta. Il suo "talento" si scontra duramente contro il rifiuto, delle più importanti riviste, di pubblicare i suoi scritti. Cade in una profonda crisi depressiva, ed entra in cura con lo psichiatra Dott. Finch (un grandissimo Brian Cox). Deirdre segue ciecamente i consigli e le cure del Dott. Finch tanto che, quando lui le consiglia di allontanarsi per un po', lascia Augusten a vivere in casa del medico e, in un secondo momento, li affida anche la sua tutela legale. Visto il suo profondo attaccamento alla madre, per il quindicenne Augusten la separazione non è certo indolore, considerata anche la difficoltà di inserirsi nella strampalata famiglia di Finch. Sembrerà scontato ma questo film mi riporta forzatamente alla memoria Il Calamaro e La Balena e di riflesso anche I Tenenbaum. Se da un punto di vista prettamente "scenico" ci si riallaccia al film di Wes Anderson (le scelte scenografiche ricordano, con le dovute differenze, le eccentricità di casa Tenenbaum), i personaggi risultano "dolorosamente" reali e quindi più facilmente paragonabili alla famiglia del film di Baumbach. Ed è proprio la famiglia, "luogo" dove avviene la formazione personale e la crescita come individui, il punto d'incontro fra queste pellicole: la natura disfunzionale di quest'ultima si ripercuote negativamente sulla vita dei figli. Augusten viene abbandonato dalla sua famiglia naturale e nella sua famiglia adottiva, guidata da un patriarca che fa il bello ed il cattivo tempo della vita dei suoi cari, le cose non vanno meglio. Nel suo precario percorso di crescita, Augusten sarà costretto ad affrontare da solo tutte le esperienze della vita (la propria omosessualità, per esempio, e cosa comporta l'essere omosessuali) e le decisioni più difficili (la definitiva separazione dalla madre e l'inizio della sua nuova vita). I tono del film assume più di una volta dei contorni drammatici ed è qui che interviene un uso sapiente di un' ironia tagliente che ha rappresentato, a tutti gli effetti, la vera ancora di salvezza del giovane Augusten. Ultimamente sto veramente apprezzando questo tipo di cinema e, pur non essendo una garanzia, vi posso assicurare che sono uscito dalla sala veramente soddisfatto (ed è una cosa non da poco). Se mi permettete una precisazione: il doppiagio italiano fa veramente pietà...ormai neanche ci provano più.
Monday, March 05, 2007
Nobody Knows - (R2 - JAP)
Contenuti del cofanetto:
1 DVD per il film
1 DVD per gli extra
Set di 5 cartoline
Libretto con le Director's Note (rigorosamente in giapponese)





Sunday, March 04, 2007
A closer look to these japanese stuff
"Cofanetti incredibili!!! Casshern Ultimate Edition, Zebraman Limited Zebrabox, Crying Out Love In The Center Of The World Gift Edition!!! Cose veramente da maniaci!!!"
"Kids Return, Dolls, Kikujiro di Kitano. Tokyo.Sora di Hiroshi Ishikawa. Nient'altro da aggiungere"
"Direttamente dal film Nobody Knows, gli APOLLO CHOCO!!!"
"La busta del Museo Ghibli...e solo una busta, lo so, ma...E' TROPPO BELLA"
"L' EP giapponese di Thom Yorke. Presto una recensione, promesso!"

Visto? Sono o non sono cose I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-I? Grazie Nick, sei il migliore ^____________^.
Saturday, March 03, 2007
Lyric of the Week / U.N.K.L.E. (DJ SHADOW feat. THOM YORKE) - RABBIT IN YOUR HEADLIGHT
Scared of the spotlight
You don’t come to visit
I’m stuck in this bed
Thin rubber gloves
She laughs when she’s crying
She cries when she’s laughing
Fat bloody fingers are sucking your soul away...
(away....away....away....)
I’m a rabbit in your headlights
Christian suburbanite
Washed down the toliet
Money to burn
Fat bloody fingers are sucking your soul away...
(Sample from movie jacob’s ladder):
If you’re frightened of dyin’ and you’re holding on...
You’ll see devils tearing your life away.
But...if you’ve made your peace,
Then the devils are really angels
Freeing you from the earth.....from the earth....from the earth
Rotworms on the underground
Caught between stations
Butterfingers
I’m losing my patience
I’m a rabbit in your headlights
Christian suburbanite
You got money to burn....
Fat bloody fingers are sucking your soul away.....
Away, away, away,
Away, away, away.
Friday, March 02, 2007
"Può ancora camminare. Se sparerò ancora, passerà la sua vita su una sedia a rotelle"
17:00 - 18:00
Tony riprende finalmente conoscenza ed il suo primo pensiero va alla moglie Michelle. Nonostante il tentativo di Bauchanan di tenergli nascosta la verità, Tony non tarderà a scoprire che la moglie è deceduta nell'attentato che li ha visti coinvolti poche ore prima. Jack, ancora alla sede della Omicron, chiede a Chloe di analizzare il computer di Henderson. La ragazza scopre un trasferimento di dati tra l'hard drive della postazione lavorativa e quello che Henderson tiene in casa sua. Jack si precipita a casa di Henderson. Nel frattempo al CTU, Curtis scopre nelle tasche di uno dei terroristi coinvolti nell'attentato a Suvarov, una piantina di un edificio con evidenziati i condotti dell'aerazione. Una rapida ricerca collega la piantina ad un'ospedale di Los Angeles, probabile obiettivo dei terroristi. Martha Logan, la first lady, con i coniugi Suvarov, fanno rientro in elicottero alla residenza del Presidente. La signora Logan si dimostra fredda con il Presidente, reo di non aver saputo prendere con freddezza una decisione contro il ricatto dei separatisti. Mike Novik nota invece, particolari atteggiamenti d'affetto che la First lady rivolge alla guardia del corpo Aroon. Arrivato alla residenza di Henderson, Jack trova soltanto la moglie Miriam, e la interroga senza ottenere nulla. Nel frattempo Henderson rincasa ed è Jack questa volta a coglierlo di sorpresa. Visto che la protezione dell'hard drive casalingo di Henderson risulta impenetrabile perfino a Chloe, Jack cerca di ottenere con la forza le informazioni. Neanche dopo che Jack ha sparato alla gamba di Miriam, Henderson si decide a collaborare. L'unica soluzione è trasferirlo al CTU. Curtis ed una squadra tattica sventano l'attentato all'ospedale: il separatista viene ucciso e il contenitore di gas nervino detona all'interno di una cassa di contenimento. La sorella di Lynn con il fidanzato hanno barattato, nel frattempo, la scheda identificativa del CTU con ventimila dollari. Peccato che il loro acquirente sia uno degli uomini di Bierko, che gli uccide e poi si impossessa della scheda.18:00 - 19:00
I terroristi sono in possesso di una scheda d'accesso al CTU che viene prontamente riprogram- mata. Uno degli uomini di Bierko ha intenzione di introdursi al CTU. Il vice presidente, propone a Logan di istituire la legge marziale a Los Angeles senza passare per l' approvazione del Congresso. Logan sembra condividere le idee del suo vice, pertanto Mike, preoccupato per questa pericolosa decisione, va a parlare con la First Lady esponendole il problema. La signora Logan decide di mettere da parte il rancore e di riavvicinarsi al marito per evitare che prenda una decisione del genere in maniera troppo frettolosa. Jack arriva al CTU con Henderson è qui incontra per la prima volta la figlia Kim, in compagnia di uno psicologo, forse il suo fidanzato. La ragazza si dimostra fredda e arrabbiata verso il padre. Jack, sconsolato, va ad interrogare Henderson che riesce a resistere anche agli effetti del sodio penthotal fino ad avere un arresto cardiaco. Prima che le sue condizioni peggiorino viene portato in infermeria. Saputo della morte della sorella e del fidanzato, Lynn confessa a Bauchanan il furto della tessera d'accesso. Un controllo rivela che la stessa scheda è stata usata per accedere al CTU pochi minuti prima. Scattano allora le ricerche dell'intruso che viene prontamente messo fuori gioco da Jack. L'uomo portava con se un timer trasmettitore, il che significa che un contenitore di Sentox è all'interno del CTU. Impossibilitati a trovare in tempo il gas, si procede ad isolare quante più stanze possibile. Il gas viene rilasciato nei condotti d'aerazione e quante più persone trovano rifugio in sala riunioni ed in infermeria, uniche stanze sicure. Guardie ed impiegati cominciano a cadere a terra privi di vita ed anche il povero Edgar muore di fronte a Chloe, Jack, Kim, Audrey, Bauchanan e agli altri pochi superstiti.
"More than this, you know, there's nothing..."
Tokyo, la città che non dorme mai, centro nevralgico e cuore di una cultura così di diversa da quella occidentale (e forse per questo così affascinante), fa da sfondo alle vicende di due americani "sperduti": Bob Harris è un attore la cui carriera si è arenata ormai da tempo. Accetta un contratto milionario per promuovere un whiskey giapponese e si precipita nella Terra del Sol Levante, più per fuggire da moglie e figli che per altro. Charlotte è una giovane neo laureata, sposata da due anni con il fotografo John. La sua attuale permanenza nella capitale giapponese è dovuta ad un servizio fotografico che il marito deve realizzare per una rock band locale. Mentre John è completamente assorbito dal suo lavoro, Charlotte rimane giornate intere da sola, a pensare al suo matrimonio e ad un marito che stenta a riconoscere. Il caso vuole che entrambi alloggino nel medesimo albergo e che a causa dell'insonnia (jet lag o qualcosa di più profondo?) abbiano modo di conoscersi e frequentarsi nel bar dell' hotel. Tra i due, nonostante la grande differenza d'età, nasce subito un'intesa, un'amicizia speciale che a causa del poco tempo che rimarranno a Tokyo, forse non diventerà mai qualcosa di più. Il film di Sofia Coppola ha già qualche anno sulle spalle e rivisto ieri, è riuscito ad affascinarmi ancora come la prima volta. Sarà che amo ed ammiro le culture orientali (quella giapponese in particolare) in tutte le loro sfaccettature, sarà che trovo irresistibile l'espressività di Bill Murray, ma non riesco proprio a trovare niente che non vada in questo film. La maggior parte delle critiche che gli sono state mosse contro, erano incentrate sul fatto che la Coppola facesse apparire in maniera ridicola, usi e costumi di una società complessa come quella giapponese. Chi ha "guardato" il film (e non semplicemente "visto") non può non essersi accorto della duplice maniera in cui il Giappone è presentato. Il primo se vogliamo è lo sguardo dei protagonisti: Bob e Charlotte sono a Tokyo ma non vorrebbero esserci. Non dormono e l'ostacolo della lingua accentua quel netto senso di solitudine. Perciò è normale vederli scherzare su quei luoghi comuni come, "la L al posto della R", "i ristoranti dove ti cucini quello che mangi", ecc. Il secondo è, senza ombra di dubbio alcuno, lo sguardo della regista: splendide inquadrature dello skyline notturno di Tokyo come dei vistosi neon che illuminano a giorno le strade ( lo stesso Bob riamane a bocca aperta appena giunge in città), il peregrinare solitario di Charlotte per visitare i bellissimi templi di Kyoto, sono una evidente dichiarazione d'amore della Coppola verso il Giappone. Ma il maggior pregio del film sta sicuramente nella delicatezza con la quale il rapporto tra Bob e Charlotte vine raccontato: i due trovano nel reciproco senso di smarrimento, un' affinità più unica che rara che, se pur non espresso verbalmente, diventa qualcosa di importante. La Coppola non forza la mano su questo punto, rischiando di scadere nel sentimentale più banale, ma lascia ai protagonisti la loro intimità: non a caso la sequenza più bella del film è quella conclusiva, dove i due si abbracciano in strada e mentre la gente gli passa accanto, lui le sussurra qualcosa all'orecchio che noi non possiamo sentire. Si lasciano con un sorriso e forse è giusto così.
Thursday, March 01, 2007
E adesso? Che ci facciamo con un altro avvocato?
I Laureandi: loro, la vera "attrazione" della serata, li potevi riconoscere dall' abbigliamento perfettamente curato e dalla tesi rilegata che tenevano stretta come a volerla proteggere da chissà quale predatore. Dovendo rispettare un rigido ordine (stabilito con la morra cinese, pare) per l'esposizione della propria tesi, quelli in fondo alla lista scaricavano la tensione vagando in maniera casuale e conversando con chiunque, inclusi dei perfetti estranei. C'è da dire che, la Nostra Marianna ha retto bene le DUE ore di attesa, mantenendo calma e compostezza. Brava.
I Laureati: diretta evoluzione della specie di poco sopra, saltavano subito all'occhio per il sorriso stampato in volto (dovuto probabilmente ad una paresi) e per l' assoluta inconsapevolezza con la quale si facevano fotografare in pose assurde, indossando bizzarri cappelli, corone d'alloro e mantelle.
I Parenti: la specie dominante. Si dividevano in branchi il cui numero variava a seconda del Laureando (poteva essere una piccola cerchia di parenti stretti o un intero albero genealogico), seguendolo con devozione nelle sue peregrinazioni fuori e dentro l'aula d'attesa.
Gli Amici: questa elite, nella quale mi inserisco, si è distinti dalla massa (per quel che riguarda questo caso specifico) per il valore e la pazienza dimostrata, rinunciando anche ad importanti appuntamenti lavorativi e personali pur di essere li (capito Mari? Ci aspettiamo un riconoscimento verbale adeguato, anche se monetario sarebbe meglio).
I Colleghi: queste simpatiche bestioline adorano giornate come queste. Vivono della luce riflessa del Laureando, fantasticando su quando arriverà (se arriverà) il loro momento di gloria.
Il Signor Ninni: il peggiore. Più che un uomo, una figura retorica. Il Signor Ninni si aggirava come una iena alla ricerca dei Laureandi. Appena riusciva ad agganciarne uno, lo braccava facendo leva sulla debolezza dovuta allo stress dell'attesa. Una volta sfiancato, li proponeva un servizio fotografico completo con aggiunta opzionale di canzoncina popolare (vi giuro che è vero!). Il Signor Ninni, sbugiardando gran parte degli studi scientifici su di lui fatti, ha tentato uno strano approccio con noi del gruppo Amici. Si è avvicinato a noi attirato dalla possente macchina fotografica che il prode Deiv portava appesa al collo. Dopo averlo scrutato da capo a piedi, butta una rapida occhiata alla macchina e chiede "Sei un fotografo professionista?". Dopo di che attacca con la storia straziante di una madre che voleva le foto della figlia ma lui non poteva accontentarla perché il fotografo degli esterni chiedeva per pochi scatti una cifra ridicola, che lui non voleva bruciarsi con la sua cliente, che bisogna saper vivere e lasciar vivere. In poche parole cercava di ingaggiare il Nostro per fare il servizio fotografico alla figlia di questa sventurata signora...e c'è pure riuscito alla fine!!! Che personaggio incedibile, speriamo solo non lo producano mai in serie.
Alla fine, tra invitati, lacrime, applausi e migliaia di foto, sembra quasi un matrimonio, con la differenza che non ci si scambia le fedi, te la cavi con un mazzo di fiori per il regalo e che "i poteri conferiti dallo Stato" non ti legano per la vita a nessuno.
Ma torniamo a Lei, la Nostra Marianna che, in dieci minuti scarsi, ha esposto con disinvoltura la sua tesi portandosi a casa una laurea con il massimo dei voti e tanto di lode, ripagandoci del dolore e la sofferenza. Questo post è dedicato a lei (lo puoi considerare il mio personale regalo di laurea) con i miei migliori AUGURI.
Amici di WELTALL'S WOR(L)D, lettori e lettrici, se volete lasciate anche voi un commento d' auguri cercando, se possibile, di non farmi fare brutta figura.
"Un momento emozionante, l'assegnazione del voto con stretta di mano ma senza bacio. Sullo sfondo il fotografo degli interni, fido compare del Signor Ninni"
"Foto di rito con la neo laureata e Rosuen. Quello che tiene in mano al centro è il nostro bellissimo mazzo di fiori"
"Questa l'ho fatta io. Il primo scatto con la super macchina fotografica professionale di Deiv, lo ritrae insieme a Marianna, vittima inconsapevole di quella paresi facciale di cui vi parlavo prima. Come avrete notato infatti, ha la stessa espressione in tutte e due le foto"
Wednesday, February 28, 2007
" 'Cos This Is Fucked Up, Fucked Up"
Fred è un'agente della narcotici che agisce in incognito. Il suo compito consiste, principalmente, nell' infiltrarsi e spiare un piccolo gruppo di tossici che potrebbero essere in qualche modo collegati agli spacciatori di una nuova e devastante droga che si sta diffondendo: la sostanza M(orte). Il tutto potrebbe essere collegato ad una misteriosa comunità di recupero per tossicodipendenti, conosciuta come Nuovo Sentiero. Neanche alla polizia è dato conoscere il vero volto di Fred così come la sua identità da infiltrato. Attraverso gli scanner (una sorta di telecamere spia) Fred osserva la vita di quei poveri sbandati e di se stesso che, con il nome di Bob Arctor, si sta lentamente abbandonando all' uso della sostanza M. Diviso e confuso tra le sue identità, Fred perde lentamente ma inesorabilmente il contatto con la realtà, a causa dei danni cerebrali che M gli sta causando. Ad aggravare ancora di più la situazione si aggiungono le rivelazioni di un informatore che indicano Bob Arctor come il principale sospetto nella caccia ai vertici della distribuzione di M. Ecco quello che vorremo vedere più spesso: trasposizioni romanzo - film che rispettano i contenuti e le intenzioni del testo originale, senza che questo incida in qualche modo sul prodotto cinematografico. In parole povere, è bello vedere un romanzo di Philip K. Dick "tradotto" fedelmente per il grande schermo. Tralasciato il discorso "droga", (per il quale comunque è presente un richiamo a fine film, attraverso le parole dello stesso Dick), il regista e sceneggiatore Richard Linklater concentra l'attenzione dello spettatore sul concetto di "identità" e cosa comporta la sua perdita. Emblematiche le differenze fra le due vite di Fred: il Fred poliziotto, protegge la sua identità celandola anche ai suoi colleghi, indossando una speciale tuta che riproduce in continuazione immagini frammentarie di milioni di individui diversi, senza mai assumere nessuna forma precisa ("Che cosa terribile" dirà lo stesso Fred sentendosi descrivere). Nei panni di Bob, mentre conduce un' esistenza fittizia mescolato alla feccia del mondo, è se stesso almeno nel volto ed ossessionato da ricordi di una vita precedente che forse non è mai esistita. Una visione altamente pessimistica della nostra società dove, non riuscendo ad identificarci come individui, riusciamo a stento a riconoscerci nella massa (lo stesso Fred, osserva se stesso/Bob come se fosse un estraneo). Non mi addentro oltre nel discorso anche per evitare di rovinare la visione a chi volesse recuperarlo. Il film, prodotto dalla costola "indipendente" della Warner, è stato girato riprendendo gli attori in carne e ossa, ridisegnati/animati in un secondo momento. Il risultato da quel tocco di sperimentazione che ben si adatta al racconto di Dick e mette ancora di più l'accento sulla tematica dell' identità con la quale vi ho ammorbato poco sopra. Ultima nota, prima di chiudere, la merita la colonna sonora composta unicamente da brani dei Radiohead, pescati tra le numerose b-sides scritte dal gruppo inglese (Fog, Scatterbrain ecc.). Ciliegina sulla torta: la bellissima Balck Swan, canzone solista di Thom Yorke, accompanga i titoli di coda con il suo rassegnato " 'Cos this is fucked up, fucked up".
Tuesday, February 27, 2007
"Mi chiamo Nausicaa, e sono la figlia di Jhil della Valle del Vento!"
Monday, February 26, 2007
L' Infiltrato: Dove? Come? Quando? ma soprattutto Perchè?
La rapina perfetta: entrare, uscire, senza vittime, senza perdite, giocando d'anticipo per evitare qualsiasi ostacolo o imprevisto. Oggetto della rapine, in questo caso, è la Manhattan Trust Bank di Wall Street. Quattro uomini vestiti da imbianchini entrano come se nulla fosse e prima che le guardie stesse possano rendersene conto, si barricano all'interno, mettono fuori uso le telecamere e prendono la cinquantina di persone all'interno come ostaggi. Ad occuparsi della faccenda vengono chiamati i detective Frazier ed il collega Mitchell, esperti nella negoziazione ostaggi. Questa è un'ottima occasione per il detective Frazier per scrollarsi di dosso il peso di un'inchiesta della disciplinare (140.000 dollari di uno spacciatore misteriosamente "spariti") e puntare ad una promozione che aspetta da tanto tempo. Frazier non è uno alle prime armi e subito si accorge che dietro le richieste "classiche" fatte dai rapinatori, si nasconde la volontà di sviare l'attenzione delle forze dell'ordine e di portare a compimento un piano perfettamente studiato. A questo si aggiunge una spregiudicata agente immobiliare intenzionata a recuperare il contenuto di una cassetta di sicurezza per conto del presidente, nonché fondatore, della banca. Inside Man è in giro già da diverso tempo ed io, per svariati motivi che non starò qui ad elencarvi, riesco a vederlo solamente ora. Considerate le tiepide emozioni che mi ha suscitato, non credo di essermi perso molto. Innanzitutto questo è un film che può con tutta tranquillità essere inserito nella categoria thriller/poliziesco. Alla regia trovi uno che non ti aspetti in un film del genere: Spike Lee. Abituato a vederlo in ben altre situazioni, sono rimasto comunque colpito dall'abilità dimostrata nel gestire un film di questo tipo. Magari è la sua amata New York ad ispirarlo e se pur sotto una luce differente, è la stessa città ferita che ci raccontò nel 2002 con La 25^ Ora (cartelloni con scritte a caratteri cubitali "WE WILL NEVER FORGET", la diffidenza ormai radicata contro i medio orientali). La vera sorpresa arriva dallo sceneggiatore Russel Gerwitz, qui al suo esordio, che scrive l'intricata vicenda alla perfezione: l' intreccio si dipana lentamente, lanciando brevi ma significativi indizi attraverso dei falshforward (gli interrogatori post-rapina), mostrando come la soluzione si nasconda anche nelle sequenze più insignificanti e come anche il titolo stesso nasconda un duplice significato. Insomma, potete capire come io sia combattuto nel giudicare una pellicola che mostra dei lati veramente pregevoli (come quelli poco sopra esposti), ma che non riescono, almeno per quanto mi riguarda, ad elevare Inside Man al di sopra di altri film dello stesso tipo o dalla stessa struttura. Il mio consiglio infine, cosi chiudo e vi lascio in pace, è di dedicargli perlomeno una visione. Di sicuro, male non vi farà.








