Friday, May 23, 2008

Meet the Savages

Durante la visione de La Famiglia Savage, naturali mi son venuti alla mente collegamenti con Away From Her. Qui, come nel film della Polley, la malattia diventa veicolo per portare l'attenzione ai talvolta complessi rapporti tra individui. In questo caso non si tratta di due amanti ma di una famiglia il cui "nucleo" non esiste più ormai da tempo. Non si scende troppo nei particolari ma si intuisce che un padre non proprio amorevole (forse eccessivamente violento) sia la causa del disfacimento della famiglia e della fuga della madre dal tetto coniugale. I due figli, Jon e Wendy, sono cresciuti tenendo lontani il padre ma le loro vite faticano a trovare il giusto percorso: Jon lavora da tempo alla pubblicazione di un suo libro, buttando alle ortiche una relazione di tre anni con una ragazza polacca; Wendy aspirante commediografa, si "incontra" regolarmente con un uomo sposato. Quando il padre Lenny, che da vent' anni convive con la sua nuova compagna, comincia a mostrare evidenti sintomi di demenza, i due fratelli si vedono costretti a ricongiungersi con l'anziano genitore. Il film si apre con un incipit da molti definito "lynchiano" e non a sproposito. Le immagini solari, il balletto tra le siepi, le case perfette con i loro giardini curatissimi, non possono che rimandare il pensiero a quel gran capolavoro di Velluto Blu. Siamo in un quartiere residenziale in Arizona, tanto perfetto da sembrare di plastica, finto. Il suo aspetto così artificiale, che trasmette un benessere solo apparente (quel che avviene dentro la casa di Lenny è ben diverso da quel che si percepisce dall' esterno) serve a fare da contrasto alla fredda e nevosa Buffalo, vero teatro della vita reale sul cui palco si svolgono le vicende dei Savage. Oltre che capace regista, Tamara Jenkins è abilissima a raccontare complesse dinamiche familiari bilanciando a dovere drammaticità e ironia, preferendo spesso al racconto puramente verbale, una narrazione che lascia allo spettatore quanto basta per capire il doloroso passato dei protagonisti: Philip Seymour Hoffman e Laura Linney sono semplicemente perfetti nell' interpretare gli incasinatissimi fratelli Savage, divisi tra il risentimento e la responsabilità nei confronti del padre. Fatte queste considerazioni, appare evidente e scontato che un piccolo film dalle grandi qualità come questo, finisse nell' oblio della distribuzione italiana. Da recuperare con qualsiasi mezzo possibile.

8 comments:

Inenarrabile said...

Questo film m' ispira anche più dell' altro, mi sa che me lo procuro già da ora prima che me lo sco rdo :))

Inenarrabile said...

ehm... sì tra qualche tempo :D

Ciaus

chimy said...

Film davvero bello. Certamente consigliabile a chiunque ama il cinema.
L'incipit (che ben sottolinei anche tu) per me, insieme a quello di Wes Anderson, è il migliore dell'anno.

Un saluto

heraclitus said...

vedrò di darmi da fare col recupero... ;-)

t3nshi said...

Ma quanto è bello quell'inizio così surreale? :)
Ottimi recuperi in questi giorni! Anche a me è piaciuto moltissimo "La Famiglia Savage", perfettamente in equilibrio tra commedia e dramma. Poi c'è da dire che la scelta degli attori è azzeccatissima: Jon e Wendy mi hanno proprio dato l'impressione di essere veri fratello e sorella.

Ciao,
Lore

Weltall said...

@inenarrabile: recuperali contemporaneamente! Fidati, non te ne pentirai ^___*

@chimy: concordo!!! Entrabi sono degli incipit meravigliosi!
Ripeto, film da recuperare assolutamente ^___^

@heraclitus: ce ne materiale da recupero, vero ^__*?

@t3nxhi: l'inizio è veramente splendido e per fortuna il film prosegue altrettanto bene ^___^
Poi la Linney e Philip Seymour Hoffman sono stati straordinari a dare vita ai fratelli Savages!
E dopo il recupero, vediamo se in settimana riesco a vedere qualche novità cinematografica ^__^

nicolacassa said...

Film incredibile!!!

Weltall said...

@Nick: incredibile è dire poco ^__^