Thursday, May 29, 2008

Gomorra e l' "inside-look" di Garrone

La violenza anticipa la comparsa del titolo del film, rigorosamente scritto in viola su sfondo nero.
Istintivamente inspiriamo, tratteniamo il fiato e ci lasciamo andare alla visione, ci buttiamo certi che lo schermo cinematografico terrà ben separati realtà e finzione, svolgendo come sempre la sua funzione di rete di sicurezza.
Ma la rete questa volta è bucata e noi precipitiamo, volenti o nolenti, dentro al film, in tutti quei posti che conosciamo solo attraverso le colonne dei quotidiani o le immagini di un telegiornale: ci troviamo dentro le "vele" di Scampia, in mezzo alla gente che ci vive, sentiamo le grida, li spari. La regia di Garrone resta attaccata alle persone, ai volti, "buttando un occhio" ogni tanto fuori da una finestra o dalla cima di un tetto giusto per ricordarci dove siamo, nel caso (se solo fosse possibile) ci fossimo dimenticati dove ci troviamo. Camminiamo tra i morti e il sangue. Viviamo insieme ai protagonisti le cinque storie che Matteo Garrone ci vuole raccontare:
Il giovane Totò aiuta la madre a consegnare la spesa alle famiglie del rione, ma è pericolosamente attratto dalle bande che popolano il quartiere.
Pasquale, esperto sarto capace di replicare qualsiasi capo d'abbigliamento, accetta d'insegnare la sua arte ai cinesi per portare a casa qualche soldo in più.
Don Ciro, porta-soldi delle malavita organizzata che si trova suo malgrado nel mezzo della guerra con gli scissionisti.
Franco con il giovane aiutante Roberto, si occupa di "smaltire" i rifiuti tossici che le grandi industrie producono, a prezzi irrisori.
Marco e Ciro, due ragazzi che vogliono tutto, il potere, i soldi, le armi, arrivando a provocare pericolosamente i vertici dei clan.
Cinque storie che si alternano in maniera fluida, naturale, senza creare strappi ad un tessuto narrativo solidissimo.
Cinque storie molto diverse ma che raccontano da punti di vista differenti lo stesso mondo, un mondo con le sue regole, le sue gerarchie, caratterizzato da palazzoni, degrado, violenza. Un mondo del quale non ci è possibile percepire i confini. Non ci è permesso mai guardare oltre, perché "oltre" non c' è niente. Siamo costretti a stare dentro, immersi completamente nell' unica realtà possibile, dove un ragazzino diventa uomo facendosi sparare, dove non esistono più linee guida e i gangster di Hollywood diventano gli unici punti di riferimento o esempi da seguire, dove si muore se alzi troppo la testa. Ed è con la violenza che il film si chiude, vite spezzate troppo presto. "Non c'era altro da fare" dirà qualcuno e poi i titoli di coda.
Possiamo finalmente espirare ma il sollievo non arriva.

NOTE A MARGINE: nel caso non si fosse capito, Gomorra di Matteo Garrone è un film GRANDE. Grande CINEMA italiano che, come testimoniano i premi a Cannes, mostra orgogliosamente gli attributi. E adesso tocca a Il Divo di Sorrentino!

13 comments:

chimy said...

Grandissimo cinema davvero...




p.s. Il divo è un capolavoro per me

honeyboy said...

commento fotocopia del chimy!
grandissimo cinema
aggiungo solo "mostruoso" a capolavoro per il divo ^^

nicolacassa said...

Finalmente qualcosa di alternativo a i solito Muccino, capotondi, mezzogiorno etc...almeno abbiamo ancora le nostre più grandi tragedie e vergogne ad attirare il mondo...

Killo said...

Questo vado sabato a vederlo...

Weltall said...

@chimy & honeyboy: vedo che siamo d'accordo ^__^ Spero a questo punto di poter confermare il "capolavoro mostruoso" di Sorrentino ^___*

@Nick: al di la delle storie che trattano, questo è proprio grande CINEMA (non per niente lo scrivo tutto maiuscolo ^__*)

@killo: attendo tuo parere allora ^__*

Para said...

Gomorra è un film grande, ma il Divo è u film immenso.
In ogni caso, due film incredibili nel nostro cinema.
Bella rece, Weltall!
Saluti.
Para

Inenarrabile said...

Devo leggere il libro e vedere il film che ho mancato per un giorno, mannaggia!

Ciao eh... avevo qualche post in arretrato :P

heraclitus said...

questo penso proprio che lo vedrò... ;-)

Weltall said...

@para: grazie carissimo ^__*
Avendo visto anche il Divo non posso che confermare il fatto di trovarci di fronte a due GRANDISSIMI film del nostro cinema!!!

@inenarrabile: anche io devo leggere il libro!!! Mannaggia come sono indietro con le letture!!!

@heraclitus: da vedere assolutamente ^__^

Spino said...

Due film che fanno brillare gli occhi.
C'è quasi da essere orgogliosi di essere italiani...

Weltall said...

@spino: vero, verissimo!!! Orgoglio alle stelle! e vediamo se stasera riesco a pubblicare qualcosa su Il Divo ^__^

cassandra said...

Qualcuno sosteneva che mostrare al mondo i nostri panni sporchi sia controproducente (si sa che noi italiani preferiamo sempre far finta di nulla e nascondere la testa sotto la sabbia),la Bignardi (mi pare) ha scritto nel suo blog che avremo anche mostrato al mondo la parte peggiore di noi, ma lo abbiamo fatto mostrando un grande cinema, grazie ad un grande regista, grazie a dei grandissimi attori, grazie ad uno straordinario film.
Quindi, mostrando al mondo i nostri panni sporchi abbiamo dimostrato al tempo stesso di essere anche (e ancora) paese in grado di sfornare gioielli simili.
Il brutto e il bello dell'Italia, la vergogna e l'orgoglio.

Weltall said...

@cassandra: infatti nel post successivo me la sono presa con Pino Daniele (portatore sano di stronzagine) il quale sostiene che con questi film (Gomorra e Il Divo) diamo all' estero l'immagine che l' Italia sia tutta così!
Mi fa piacere leggere le parole della Bignardi invece, ma da lei non mi sarei aspettato niente di meno ^__*
Gomorra mostra una realtà che in Italia è viva e presente. Lo fa portando al cinema un bellissimo film che ci rende orgogliosi e ci fa riflettere su una delle piaghe più profonde che feriscono il nostro paese. Ad avercene di film così ^__^