Wednesday, January 09, 2008

"E' difficile trattenere il desiderio per qualcosa perché sopraggiunge un senso di impotenza, per non avere quel 'qualcosa'"

Correva l'anno 1998 quando un Hideaki Anno ancora sotto effetto "Neon Genesis Evangelion" portò al cinema l'adattamento del romanzo di Ryu Murakamy, Love & Pop. Che sembri troppo scontato o meno, questo film e la serie animata (in particolare gli episodi finali e i due lungometraggi) sono legati indissolubilmente pur essendo di due generi diametralmente opposti. L'influenza avuta su di lui dal rivoluzionario Evangelion si ritrova qui: Anno porta su pellicola la sua voglia di sperimentazione visiva e narrativa che tanto lo fece odiare in patria e altrettanto apprezzare in occidente (risulteranno familiari soprattutto i monologhi interiori della protagonista che tanto ricordano quelli di Shinji). L'aspetto visivo merita un discorso a parte: tutto ciò che noi vediamo attraverso l' "occhio" registico di Anno è distorto. Il regista giapponese non si limita ad annullare le canoniche proporzioni cinematografiche (impossibile stabilire il preciso rapporto in cui la pellicola è stata girata) schiacciando ed allargando le immagini, ma filma tutto in digitale con delle mini-camere. Questo gli permette di sbizzarrirsi nel cercare le inquadrature più strane (le soggettive delle protagoniste) e di posizionare la camera nei posti più impensabili (dentro un forno a micro onde o sotto una gonna). L'uso esclusivo di lenti grandangolari da una aspetto molto distorto della realtà, in netto contrasto con le tematiche trattate dal film: gli appuntamenti a pagamento. Ragazza adolescenti, studentesse, si fanno pagare per trascorrere del tempo con uomini adulti in incontri che vanno dal semplice cantare al karaoke alla prostituzione. L' immagine della società giapponese che ci restituisce il film di Anno non è certo delle più felici: adolescenti benestanti che si vendono per accaparrarsi il "desiderio" materiale del momento, per stare al passo con le coetanee. Uomini adulti prigionieri della solitudine che riempiono i loro vuoti con le più assurde perversioni. Quello che può sembrare all'inizio un tipico film adolescenziale sul tempo che passa e non torna indietro (la protagonista scatta moltissime foto per "catturare" i momenti) si rivela essere un prodotto dalla forma inusuale e dai contenuti disturbanti proprio perché reali (anche se in fase di sceneggiatura forse si è calcato troppo la mano sulla caratterizzazione dei personaggi maschili). Un film ben lontano dall' essere perfetto ma che vale la pena recuperare se non altro per la sua natura altamente sperimentale.

10 comments:

nicolacassa said...

Un tema, quello dell'Enjo Kousai, trattato dal cinema Giapponese ai suoi albori. Per me è fondamentale il messaggio finale, quello che Tadanobu Asano (ecco che era) pronuncia alla protagonista. Cugino, il canale dei titoli di coda era proprio quello che avevo fotografato a Shibuya!!!

Inenarrabile said...

E recuperiamolo :)

P.S.= caro amico, 300 aspetta solo che io lo veda e poi ti massacro l' articolo :D

(scheeeeeeeeerzooooooooooo ;D)

Killo said...

Bhe...l' immagine nuova di sfondo dei griffin è spaziale...bellissima...peccato però che me la sono persa la puntata di lunedi su italia uno...deve essere stata fenomenale

Weltall said...

@Nick: grande, grandissimo Tadanobu Asano!!! Il film ha diversi momenti importanti ma la scena con Tadanobu è da brividi!
Grande cugino che ha fotografato il canale ^__*

@inenarrabile: come mi massacri l'articolo...T____T (^__*)
Questo recuperalo che non è male ^__^

@killo: mi fa piacere che ti piaccia l'immagine ma questo mi ricorda che devo ancora mandarti la mail per spiegarti come cambiarla...sorry!
La puntata era troppo bella...recuperala!!!

Deneil said...

curioso..una telecamera sotto una gonna e dentro un forno??mi incuriosisce parecchio!

Weltall said...

@deneil: si! si è dato alla sperimentazione estrema...talvolta esagera pure, rischia di stancare. Comunque conviene tenerlo in considerazione ^___^

Para said...

Ciao Weltall. Per me Anno è uno dei più grandi registi viventi. Sono pochi (io aggiungo solo Oshii) ad esser maestri nell'animazione e den cinema dal vero, e questo film è bellissimo. Diversamente (o ugualmente) a Cutie Honey e Ritual, Anno inserisce sempre la sua poetica in un contesto differente. In Love & Pop c'è lo stupire nell'inquadratura, cosa che non è così frequente sul grande schermo. A molti potrà anche innervosire, ma a me non ha fatto altro che meravigliare. Nella ricercatezza, che si fa bizzarra, dell'inquadratura, che si appropria di inquadrature innaturali, improbabili, (in)utili, che distorce l'immagine, togliendone la naturalità (la scelta del digitale non è solo funzionale alle sperimentazioni visive, ma aumenta il "grado" di mediazione meccanica che Anno ribadisce più o meno pesantemente in ogni suo lavoro) sono parte integrante della sua riflessione. Quelle ragazze sono improbabili e imprevedibili come l'inquadratura di Anno, pronte a mutare posizione e atteggiamento in ogni istante, ma sempre legate, in fondo, alla propria coscenza (così come ANno lo è della sua poetica). Nel cinema di Anno la componente metacinematografica arriva a insinuarsi nell'opera in maniera indissolubile, diventa punto focale della sua riflessione, e si manifesta sempre in maniera talmente profonda da stupirmi sempre e comunque.
Gran film, grande Anno.
Se non si era troppo capito adoro Anno alla follia. :)
Bravo Weltall, BISOGNA parlare di film e registi come questi.
Saluti.
Para

Weltall said...

@Para: be', innanzitutto devo ringraziarti per questo bellissimo intervento! Basterebbe da solo a parlare di Love & Pop.
Ammetto che, a parte il meraviglioso Evangelion, non avevo avuto modo di vedere Anno all'opera in altri contesti al di fuori dell'animazione.
A distanza di giorni continuo ad avere in mente le sue immagini continuamente distorte così come mi rimasero impresse le puntate più intrespettive di Evangelion.
Recupererò al più presto anche Ritual e Cutie Honey.
Grazie ancora ^__*

Para said...

Evangelion è un'opera IMMENSA. L'importante è conoscere bene l'Anno regista d'animazione prima di addentrarsi nel suo cinema dal vero. E dato che credo di capire che anche tu sia rimasto sublimato da Evangelion rimarrai soddisfatto anche dagli altri suoi film. Ritual è un capolavoro, e Cutie Honey è un film dal vero girato esattamente come un episodio di una serie animata. Già questo particolare lo rende grande al di là del film in sè.
Se ne riparlerà dai, ora la smetto, potrei proseguire per ore.
Saluti.
Para

Weltall said...

@para: eh eh eh allora ne riparliamo quando recupero gli altri suoi film!
E comunque ci hai prso in pieno: sono rimasto assolutamente sublimato da Evangelion ^___*