Tuesday, January 29, 2008

"Nobody's perfect. There was never a perfect person around. You just have half-angel and half-devil in you."

Come si può affrontare con distacco un film di Terrence Malik? Non si può. Come si può affrontare con obiettività un film che ti emozione in ogni inquadratura? Non si può, ma bisogna provarci. Se non altro per reprimere la voglia irresistibile di gridare al capolavoro, perché si cerca per istinto di conservare quella parola, di non abusarne, di centellinarla quando serve. Eppure per Malik la si potrebbe usare almeno quattro volte, una per ogni suo film. Quattro film nel corso di più di trent'anni. Può sembrare poco ma non esiste nessuna regola che riconosca un regista migliore di un altro solo per il numero di film che si è girato. I Giorni Del Cielo (Days of Heaven), datato 1978, è il suo secondo lungometraggio. Il terzo, La Sottile Linea Rossa, uscirà solo vent'anni più tardi. La storia prende piede in un America ai primi del '900. Bill (un giovanissimo Richard Gere) lavora in fabbrica e dopo aver aggredito un suo superiore decide di scappare da Chicago per cercare nuove opportunità e si imbarca sul primo treno con la compagna Abby e la piccola Linda. Giunti sulla proprietà di un ricco signorotto si fanno assumere come manovali e si fermano li per tutto il periodo della mietitura del grano. Un giorno per puro caso, Bill scopre che il ricco proprietario terriero non solo è innamorato di Abby ma è anche affetto da una malattia che lo sta uccidendo. Bill spinge così la ragazza ad accettare la proposta di matrimonio per poter mettere le mani sui soldi del suo padrone. Quando però Abby si innamora del suo nuovo marito, Bill comincia a realizzare il terribile errore che ha commesso. Il film inizia con delle immagini soffocanti, la città e le fabbriche, per poi aprirsi all'ampio respiro delle campagne, distese di campi di grano che si estendono a perdita d'occhio. Una voice-over racconta l'evolversi degli eventi, elemento tipico del cinema di Malik che lascia ai pensieri dei protagonisti il compito di accompagnare gli spettatori alla visione. In questo caso è la voce di Linda a prenderci per mano. Attraverso i suoi occhi, attraverso le sue parole ricche dell' innocenza tipica della sua età, vediamo la sua vita vagabonda trasformarsi da paradiso in inferno: l'improvvisa fortuna tramutatasi in tragedia è per lei opera del diavolo e non diretto risultato delle debolezze tipiche degli uomini. Musicate dall' immenso Ennio Morricone, le immagini di Malik riempono tutti i vuoti e raccontano a modo loro la storia: dall' imponenza di un temporale in lontananza, alle sagome dei lavoratori che si stagliano sul cielo al tramonto. Dalle "onde" di un campo di grano mosso dal vento, al fuoco maestoso contro il quale l'uomo non può che arrendersi. E così ci arrendiamo anche noi davanti a un regista che si ama o si odia ma di certo non lascia indifferenti.

8 comments:

Frank! said...

io sono tra quelli che lo amano. Che film, ragazzi, ti lascia senza parole e senza fiato. Con tre film Malick si è già assicurato un posto nel paradismo del cinema

Arte said...

io non lo conosco però credo che lo metterò nella lista di film da vedere... :D

Deneil said...

lo metto pure io nella lista..di malick ho visto sempre brevi scorci..mai un film intero..sarà ora che rimedi...recensione molto bella come al solito!

nicolacassa said...

Sembra bello, non ne avevo mai sentito parlare!!

Killo said...

E se ti dicessi: " David Linch" (non so se si scrive così)

Lorenzo t3nshi said...

Ho visto solo Il Nuovo Mondo di Malick (favoloso) e sono mesi che aspetto di vedere La sottile linea rossa.

Bellissima recensione, penso proprio che recupererò questo film :)

Edo said...

L'ho visto poco tempo fa! Qualche mese fa,con un amico deciso di recuperare le lacune Malickiane dato che non avevo visto nessuno dei 4 film. Abbiamo guardato i primi due, la cosa formidabile è che non c'è un'inquadratura che non lasci a bocca aperta. Visivamente è meraviglioso. Ora mi manca La sottile linea rossa, che però non mi ispira tanto e The new world del quale sono molto curioso.

Weltall said...

@frank: mi fa piacere! Malik è un autore straordinario...tutti i suoi film lasciano senza fiato ^___*
Grazie epr la visite e se hai un blog o un sito, lasciami il tuo indirizzo qui nei commenti!

@arte: assolutamente da mettere in lista ^__^

@deneil: Malik è un regista che devi recuperare. Se posso darti un consiglio guarda i suoi film in ordine cronologico ^___*

@Nick: recuperare cugino, recuperare ^__^

@killo: io ti potrei rispondere che è il mio regista preferito! Ma perchè me lo dici ^___*?

@lorenzo: grazie ^__^. La Sottile Linea Rossa è il primo film di Malik che ho visto e mi ha completamente rapito. Recupera anche questo!

@Edo: il bello del cinema di Malik è proprio che non spreca una sola inquadratura e sono tutte meravigliose. La Sottile Linea Rossa e The New World mi sono piaciuti molto entrambi ^__^