Wednesday, September 05, 2007

La Cina in natura morta

Caso vuole che io recuperi Still Life di Jia Zhang-Ke mentre è in corso l'edizione successiva del Festival di Venezia a quella dove il regista cinese si aggiudicò, con merito, il Leone d' Oro. Dico con merito perché Still Life è un film veramente bello, costruito su immagini incredibilmente evocative nelle quali la storia, fulcro di qualsiasi pellicola, recita quasi un ruolo marginale, riempitivo di questi magnifici "quadri". Più che di storia, qui è di storie che si parla, due vicende parallele, quasi speculari: l' operaio Han lascia il suo paese natio e si mette alla ricerca della moglie e della figlia che non vede da sedici anni. L' infermiera Shen anche lei alla ricerca del marito, partito per lavoro, che da più di due anni non fa avere sue notizie. Conti sospesi con il passato la cui chiusura sancirà un nuovo inizio per entrambi, anche se in maniera totalmente differente. Poi, dietro, sopra e sotto di loro c'è la Cina, grande, imponente nei suoi paesaggi, magnifica nei suoi contrasti tra passato e presente, vecchio e nuovo, povertà e ricchezza: una diga che cancella villaggi vecchi di secoli, palazzi in attesa di demolizione per far spazio al nuovo, interi centri abitati, dove la popolazione fa quel che può per portare a casa i soldi per mangiare, a pochi chilometri da ponti ultramoderni illuminati a giorno. In questo magnifico affresco, il regista inserisce alcuni elementi che sembrano "stonare" con il resto: una luce che attraversa il cielo, una strana costruzione che decolla o un funambolo che cammina su una corda tesa in cima di due palazzi. In realtà, per sua stessa ammissione, Jia Zhang-ke fa riferimento ad antiche leggende di quei luoghi, storie che fanno parte della tradizione popolare. Film bello e suggestivo, che ha il suo unico limite in una lentezza alle volte estenuante. Il cineasta cinese si prende tutto il tempo di cui ha bisogno per ogni inquadratura, muovendo la macchina da presa in maniera lenta e controllata, sia nei grandi spazi che nel chiuso di una casa. A questo punto è solo una questione di quanto siete disposti a farvi coinvolgere da questo "esplorare" attraverso le immagini, un paese grande e antico, nonostante una narrazione dai tempi alle volte davvero troppo lunghi. Per quel che mi riguarda, son contento di aver fatto questo viaggio.

7 comments:

Miky said...

confesso che sono proprio all'oscuro di tutto, non so se potrebbe piacermi... nel dubbio dovrei vederlo :)

grazie del consiglio
bacioo

nicolacassa said...

bellooooooooooooooo...

heraclitus said...

mmm..., non so se mi convince, sicuramente è un bel film, ma non so se lo vedrei, se lo vedrò...

ignipott said...

...tu si che puoi vedere bei film! A casa mia comandano le donne! Io sono in minoranza e subisco il loro strapotere... sob!

Edo said...

Sì sono d'accordo,bello. Bello l'affresco della Cina tra strutture ultramoderne e paesagi non toccati dall'uomo. Il limite è la lentezza,anch'essa funzionale al film,ma quando è troppo è troppo. L'immagine del funambolo è spettacolare!

dreca said...

allora anche tu ogni tanto ti perdi qualche film... ;-) scherzo

Weltall said...

@Miky: certo! La cosa migliore e quando trovi bei film nei generi che generalmente non piacciono ^__*

@Nick: già ^___^

@heraclitus: sicuramente è un film che va affrontato convinti di volerlo vedere, altrimenti la sua lentezza "colpisce ai fianchi" ^__*. Nel caso decidi di affrontare la visione, preparati adeguatamente ^___^

@ignipott: eh eh eh! Effettivamente sono fortunato ad essere circodato da persone che mi seguono nelle scelte cinematografiche ^___^

@edo: in effetti la cosidetta "lentezza" non è che mi disturbi più di tanto in un film, ma qui alle volte diventava quasi esasperante.Sulla bellezza del film non si discute comunque ^__*

@dreca: eh si! Ne perdo più di quanti ne vorrei vedere, purtroppo ^_____*