Thursday, February 21, 2008

Kitano dove sei?

L'idilliaco rapporto tra il CINEMA e Kitano si è rotto. Non è certo una mia deduzione ma un'ammissione chiara e senza mezzi termini che il regista giapponese fa al termine del suo ultimo lavoro (ma sarà corretto chiamarlo così?) Glory to the Filmmaker: Kitano è dal dottore per un check up e dalla scansione del suo cervello fatta con la Tac si vede una macchina da presa che va in frantumi. Se questo è vero allora che senso ha, dopo Takeshis' (quasi un folle "Bignami" del suo cinema), un film come questo? Si parla di "suicidio artistico" e non sarebbe la prima volta. Il geniale regista di pellicole come Violent Cop, A Scene at the Sea e Sonatine, frustrato dal non veder riconosciuto il suo talento drammatico dal pubblico giapponese che lo considera unicamente come "Beat Takeshi il comico", porta in sala Gettin' Any?, film dalla comicità grottesca e demenziale. Alla luce di questo, il terribile incidente in cui rimane coinvolto qualche tempo dopo, non sembra casuale ma segna comunque il momento della sua rinascita e della definitiva consacrazione come regista di fama mondiale. Oggi Kitano non sembra più così fragile da mettere addirittura a repentaglio la propria vita anzi, è pienamente cosciente di quello che fa mettendo insieme una pellicola composta da tanti progetti cinematografici abortiti, tanti tentativi di fare un nuovo film che spaziano dallo stra-abusato gangster movie al dramma sentimentale, dal film storico alla commedia nonsense. A differenza del precedente Takeshis', questa volta Kitano si fa in tre: c'è il Takeshi Kitano regista, l'attore Beat Takeshi e un pupazzo dalle sembianze dello stesso Kitano. Quest' ultimo diventa l'alter ego di Beat e il capo espiatorio dei fallimenti del Kitano regista. Prima della confessione finale di cui parlavo poco sopra, Kitano usa il pupazzo per nascondersi (all' inizio, la visita medica e la Tac la fa il fantoccio) e per nascondere quello che dopo la visione appare evidente: Kitano ci dice chiaramente che non ha più stimoli ne ispirazione per fare film. Glory to the Filmmaker è una pellicola oggettivamente brutta e indifendibile. Tra citazioni ed autocitazioni si avverte a sprazzi la presenza del vecchio Kitano in alcune gag veramente esilaranti (tre in tutto), ma niente di più. Lo stesso regista è consapevole di questo e alla fine decide di distruggere tutto e tutti con una bella meteora. Questo film è quasi una pugnalata al cuore che Kitano infligge a chi come me ha sempre amato il suo lavoro. E' una cosa di cui non mi capacito e nutro la flebile speranza che si tratti di un gigantesco scherzo che il Maestro ci sta tirando. Speranza alimentata da quell' ultima scena dopo titoli di coda: in un piccolo e sgangherato cinema di campagna, lo stesso Kitano proietta Kid Return, film che decretò il suo ritorno dopo l'incidente che lo vide coinvolto. Dobbiamo quindi aspettarci un "altro" grande ritorno? O la pellicola che brucia è segnale inequivocabile dell' esatto contrario? L'unica cosa certa è un terzo film (anche Kitano ha la sua trilogia) con il quale cercherà di dare il colpo di grazia alla sua carriera. Ed io rimango basito, non capisco e piango in silenzio.

18 comments:

panapp said...

Non l'ho ancora visto, e quindi non potrei parlare, ma mi permetto di scrivere qualche riga perché anch'io amo follemente Kitano. Da come ne parlavi all'inizio sembrava che questo fosse il suo 8 e 1/2, folle e grottesco, ma poi le critiche finali mi dicono che se pure l'operazione voleva essere quella, pare che l'obiettivo non sia stato centrato. Mi dispiace moltissimo. Kitano, torna fra noi! Considerando l'altissimo livello dei suoi film, questi possono o abbassargli la media o evidenziare ancora di più l'altezza dei suoi precedenti film. Propenderei per la seconda interpretazione, e spero con te che sia solo un suo divertissement, od una cosa che aveva sullo stamaco da tempo e si voleva togliere, od ancora un'antolgia simbolica che ha scritto, diretto ed interpretato solo ed esclusivamente per se stesso, e che solo lui sa capire. Ai posteri l'ardua sentenza.

Killo said...

WellTal, ma cosa è successo??? neanche questo film ho mai visto...sto proprio cadendo in basso :(

Gianmario said...

Non l'ho visto nemmenoio ma piu' o meno ho sentito dire in giro quello che hai detto tu, penso che Kitano sia preso periodicamente da intenti autodistruttivi come ai tempi di Getting Any?

Gianmario said...

Accidenti ho schiacciato il tasto invio senza volere :D Dicevo...secondo me ha cosi' tante cose in testa che a momenti il cinema gli sta stretto e vorrebbe farlo a pezzi perche' non gli permette di dire tutto. Parere personale ovviamente. Almeno ha coraggio anche in questo.

dreca said...

non l'ho vsto, ma questa recensione mi fa impensierire...non ci si aspetta delusioni da kitano...

Sakumi said...

Allora ti piacciono anche gli scacchi? :)

chimy said...

Film inguardabile... questo è quanto

Weltall said...

@panapp: innanzitutto mi fa molto piacere trovare un altro amante del Kitano regista ^___^
In secondo luogo, io considero Takeshis' il suo "8 e 1/2" quindi questo cos'è?
Ormai sono passati un paio di giorni ma una risposta non me la so ancora dare. Rimane comunque inequivocabile il messaggio: Kitano è in rotta con il cinema o con il suo essere regista...quella macchina da presa che si infrange dentro la sua testa non lascia spazio a molte altre interpretazioni.
Speriamo solo che passato questo momento (e speriamo che passi) torni a meravigliarci con il suo grande cinema.
Nel frattempo mi riprometto di riguardare Glory to the Filmmaker fra un po' di tempo e vedere che effetto fa. Naturalmente se anche tu lo guardi torna pure qui a commentare ^___^

@killo: dai non dire così ^__^ Sono andato a cercare film un po' particolari, tutto qui ^__*

@gianmario: un regista affermato a livello mondiale che si suicida artisticamente in maniera consapevole ha sicuramente coraggio da vendere (e proprio perchè parliamo di Kitano, non mi azzardo a chiamarla stupidità).
Gettin' Any? per quanto assurdo e demenziale, faceva ridere e pure tanto i ncerti momenti.
Purtroppo devo dire che Glory to the Filmmaker è anche un po' noioso, aggettivo che mai avrei voluto usare per un film di Kitano.
Il problema è che in questo film, Kitano mostra chiaramente che idee non ce ne sono. E' tutto un continuo riciclare cose già viste che finisce lui stesso per distruggere.
Sono molto curioso di sapere la tua opinione una volta che lo avrai visto, mi raccomando ^__*

@dreca: esattamente...da lui non me lo aspettavo...ci credi se ti dico che questo è probabilmente il post più difficile che mi sono trovato a scrivere T___T

@sakumi: non sono certo un campione ma mi piacciono. La natura strategica degli scacchi è qualcosa di geniale ^__^

@chimy: lapidario ma efficace ^__*

nicolacassa said...

Cugino, ci dev'essere una spiegazione, ci dev'essere...

Weltall said...

@Nick: lo spero! Credo che solo il suo prossimo lavoro potrà aiutarci a fare chiarezza!!!

nicolacassa said...

Ho trovato questa recensione che sembra di un fedelissimo, è un interessante punto di vista:

http://www.cinemavvenire.it/articoli.asp?IDartic=6444

Che ne pensi?

Poi ti devo dare una notizia clamorosa: N-chan mi ha fatto vedere un paio di trailer, quando ero lì, tra questi un bellissimo film fantasy chiamato "Mushishi", o "The Bugmaster", diretto nientepopodimenoche da Katsuhiro Otomo, presentato a venezia 2007 se non sbaglio!! Sono riuscito roccambolescamente ad avere i sottotiloli di una versione pessima a un solo disco, li ho adattati alla monumentale edizione CHuMo a due dischi e alta risoluzione, e sono pronto a tradurre! Appena finisco quel "mattone legale" la prenoto su Asianworld!!

Deneil said...

ne avevo letto una recensione esattamente con gli stessi termini..come se si volesse suicidare artisticamente....mi incuriosisce però!

Gianmario said...

Addiritura noioso? Cavolo, al massimo mi aspettavo sconclusionato. Infatti non capisco perche' ha fatto un film del genere, alla fine poteva semplicemente non girare nulla, infondo fa tante altre cose. Prima guardero' Takeshi's comunque :)

Weltall said...

@Nick: grazie per il link cugino! Ho letto molto attentamente la recensione di cinemavvenire ed è sicuramente un punto di vista interessante ma non condivisibile in pieno (il voto poi è esagerato)!
Che sia una provocazione ci può anche stare ma nella rece non hanno per niente preso in considerazione la visita medica (secondo me fondamentale), la funzione del pupazzo (altra cosa importante) e la scena dopo i titoli di coda (da decifrare assolutamente).
Fanno piacere le citazioni di Ozu e Shimizu ed è sempre bene che un regista "esploda" in esperimenti anarchici come questo...però a tutto c'è un limite. Comunque ho già deciso che lo riguarderò tra un po' di tempo e ne riparleremo di sicuro ^__*
Il film di Otomo lo conosco! L'ha presentato in concorso nel 2006!!! Traduci cugino, traduciiiii ^__^

@deneil: è un film di Kitano, regista che amo (scusa se ripeto ^__*) quindi va comunque guardato. Ognuno deve farsi la propria idea dopotutto ^__*

@gianmario: si, noioso purtroppo. La prima parte è anche tollerabile ma la seconda va ben oltre lo sconclusionato. Forse la noia è sopraggiunta perchè mi aspettavo che il "Kitano" che tanto ci piace uscisse fuori ad un certo punto...non so!
Comunque aspetto di leggere le tue considerazioni su Takeshis ^__*

claudio said...

per fortuna non l'ho visto...
già il precedente era un po' deludente...
spero che si riprenda e ci regali ancora cpolavori come Sonatine e Il silenzio sul mare (per me il suo capolavoro!)

Weltall said...

@claudio: anche io spero che non ci abbandoni così e torni con uno dei suoi capolavori!!!
Il Silenzio sul Mare è un grandissimo film ma anche L' Estate di Kikujiro non scherza mica ^__*

nicolacassa said...

Cugino leggi qui!!

http://hanashidake.blogspot.com/2008/02/serata-con-kitano.html

che ne pensi??

Weltall said...

@Nick: quindi quell'ultima scena era semplicemente un corto che con il film non aveva nulla a che fare...allora Glory to the Filmmaker lascia ben poche speranze ormai...