Tuesday, October 02, 2007

Samaritan girl

Jae-yeong e Yeo-jin sono amiche. La prima si prostituisce, mentre la seconda le organizza gli incontri e gestisce la parte finanziaria. In realtà il loro rapporto è molto più profondo di una semplice amicizia e questo porta ad una gelosia da parte di Yeo-jin, che chiede alla sua amica di non legarsi troppo ai propri clienti. Jea-yeong, d'altro canto, non vade il male in quello che fa, ne nel voler stringere confidenza con gli uomini con cui ha rapporti occasionali. Un giorno, durante una retata della polizia nel motel dove Jae-yeong era solita appartarsi, accade la tragedia: per sfuggire ai poliziotti, la ragazza si butta da una finestra riportando ferite mortali. Yeo-jin disperata, decide di liberarsi di tutti i soldi guadagnati, "incontrando" i clienti dell'amica e restituendo loro il denaro. Il padre di Yeo-jin scopre casualmente il segreto della figlia e distrutto dal dolore sfoga la sua incontenibile rabbia su i clienti di Yeo-jin. Samaria (La Samaritana in Italia) di Kim Ki-Duk è un film che parla di prostituzione minorile, una vera piaga della società coreana. Con il suo solito sguardo, a volte poetico, altre volte duro e spietato, Ki-Duk ci mostra questo scottante argomento da tre punti di vista differenti: Jae-yeong che vive con innocenza (il suo sorriso onnipresente ne è la prova) lo "scambio" con gli uomini che giacciono con lei. Yeo-jin, che in un primo momento decide di bruciare i soldi guadagnati in quella maniera sporca, per poi scegliere di restituirli ai clienti di Jae-yeong concedendosi a loro. Il padre di Yeo-jin, che vede la triste realtà scontrarsi contro l'immagine innocente che aveva della figlia, trasformando il suo amore paterno in rabbia. Da qualsiasi parte lo si provi a prendere questo è un'argomento scottante e non facile da trattare. Ki-duk ci prova e ci riesce, soprattutto attraverso i magnifici personaggi femminili, evitando di mostrare rapporti fisici ma soffermandosi invece su momenti decisamente più intimi (le scene al bagno pubblico tra le due ragazze o quando uno dei clienti piega delicatamente i vestiti che Yeo-jin ha lasciato per terra, per esempio). C'è da dire però che, quando comincia la furia vendicativa del padre di Yeo-jin, il film perde un po' quell'atmosfera costruita in precedenza, ritrovandola fortunatamente nel finale: il padre e figlia sono in viaggio per le campagne. Lui insegna alla ragazza a guidare, segnandole un percorso non rettilineo da seguire, delimitandolo con dei sassi gialli. Yeo-jin segue le indicazioni del padre fino a riuscire a portare la macchina in assoluta autonomia. Dopo il dolore per aver visto l'innocenza della sua bambina svanire, il padre ritrova il suo ruolo di "guida" quando sa che dovrà abbandonare la figlia. Le mostra la strada (della vita) e le insegna quanto serve per proseguire con le sue forze: "Ora va da sola" le dice "Senza l'aiuto di papà" e si allontana per incontrare il suo destino. Meraviglioso.

14 comments:

Gianmario said...

A tratti e' un film molto duro, anche se Kim Ki-duk lo mitiga con la bellezza delle sue immagini. Il finale poi e' veloce ma convincente.

heraclitus said...

sicuramente mi segno anche questo. il cinema orientale lo conosco ancora troppo poco, eppure so che mi piacerebbe molto. il mio è un generale problema col cinema, cui non riesco a stare dietro come vorrei...

Arte said...

anche io conosco poco il cinema orientale...

davide said...

Film fantastico.

nicolacassa said...

Bellissimo

Killo said...

Weltal..dalla copertina sembra un porno...scherzo...sempre apprezzati i tuoi post

Inenarrabile said...

Vedrò anche questo film :)

Weltall said...

@gianmario: il finale mi è piaciuto moltissimo. Peccato per il pre-finale che stona un po' troppo con il resto

@heraclitus: se solo avessimo più tempo potremo dedicarci a tantissime cose...il cinema orientale è incredibilmente affascinante e credo lo troveresti molto piacevole ^___^

@arte: allora qui bisogna mettersi d'impegno e colmare questa lacuna ^_____*

@Deiv: grande cugino!!!

@Nick: concordo ^__^

@killo: ma nooooo!!! Non si intravede la purezza in questa immagine ^______*

@inenarrabile: mi fa piacere! Naturalmente ci tengo ad avere un tuo giudizio ^________^

leonida78 said...

mi piace molto il tuo blog,se ti
interessa possiamo scambiarci i link.vienimi a trovare e dimmi cosa ne pensi.
ciao ciao

http://live-action.blogspot.com/

Weltall said...

@leonida: grazie per i complimenti, passerò sicuramente a visitare il tuo blog ^___^
Per lo scambio di link non ci sono problemi ^___*

Edo said...

Bello ma dovrei riguardarlo. Certi punti non mi avevano convinto molto,nel senso che se dovessi fare un calssifica dei film di Kim questo sarebbe ultimo (vabè Time non lo considero neanche)...
E ho sempre adorato la locandina!

Weltall said...

@edo: anche per me è così. Come ho scritto, tutta la parte "vendicativa" mi sembra stoni troppo con il resto. Devo ancora vedere L'arco e Time...poi anch'io stilerò una classifica ^___*

Inenarrabile said...

L' ho visto e non mi è dispiaciuto anche se devo dire che The Isla mi è piaciuto di più.

P.S.= questo Ki Duk è fissato con le scene crude o_0

Weltall said...

@inenarrabile: effettivamente The Island è più bello ma devi anche vedere Primavera, Estate, Autunno, Inverno e ancora Primavera e Ferro 3

P.S.: credo che a Ki-duk piaccia colpire duramente lo spettatore quando meno se lo aspetta