Wednesday, October 31, 2007

Ma quale ostello!!! Io me ne vado a dormire in albergo!!!

Quando qualche settimana fa elogiavo Quentin Tarantino, mi sono dimenticato di riportare il motivo per il quale lo detesto a tal punto, che lo picchierei fino allo svenimento: vi sarà capitato di vedere in diversi film, più o meno famosi, la sua "firma produttiva" o semplicemente il suo nome che funge quasi da slogan pubblicitario. Se serve a dare visibilità a prodotti validi che difficilmente riuscirebbero a trovare un canale distributivo nel mercato (vedi Hero di Zang Himou), la cosa è positiva. Il male nasce quando il nome "Quentin Tarantino" serve a spingere giovani registi dal dubbio talento, che per qualche misterioso motivo diventano suoi protetti. Eli Roth è uno di questi. Dopo l'indefinibile Cabin Fever, Roth ha dato alla luce il suo secondo progetto da regista, Hostel, proprio dietro l'attenta produzione di papà Quentin. A giochi fatti, quello che doveva essere un nuovo punto di riferimento per gli horror-splatter, si è rivelato pura fuffa in confezione elegante. Il film ha comunque avuto un discreto successo con numerosi fan e sostenitori. Questo ha convinto la coppia Tarantino/Roth a dare un seguito alle vicende dell' ostello degli orrori. Ed eccoci quindi arrivati al cuore del discorso: Hostel part II. La storia inizia dove finiva quella del primo film. Ritroviamo quindi l'unico sopravvissuto al massacro e assistiamo al suo triste destino. La scena si sposta a Roma, dove tre studentesse americane decidono di prendersi un po' di libertà dagli studi e visitare l'est Europa. Sul treno che le porterà a destinazione incontrano una modella conosciuta durante le loro lezioni di arte, che le invita in una località termale in Slovacchia. Giunte sul luogo, si stabiliscono in un ostello per studenti ed è allora la trappola imbastita per loro si completa. Le loro vite vengono comprate da ricchi annoiati, desiderosi di dispensare morte nelle maniere più truci possibili. Contro ogni mia nera previsione, il nuovo Hostel è migliore del precedente. Non ci avrei scommesso un cent, ma è così. Si respira aria d'Italia in questo Hostel part II e non è solo per le location o il "simpatico" ritratto dell' italiano medio. C'è l'intenzione evidente di omaggiare il cinema nostrano anni '70 (la presenza di Edwige Fenech non è casuale) con più di una strizzata d'occhio al genere horror (impagabile il cameo di Ruggero Deodato, mentre pasteggia con la gamba di un ragazzo sfortunato). La storia, cosa incredibile, è molto più coerente e piacevole da seguire, rispetto al primo film. Tutta la parte iniziale del primo Hostel dedicata allo "svago" dei giovani studenti, che per inciso sarebbe dovuta servire a creare il giusto contrasto con il massacro che veniva in seguito, risultava invece solamente irritante. Per il suo nuovo film Eli Roth decide di riduree il cazzeggio e dare maggior spazio all'organizzazione che sta dietro il "club delle torture" (esemplare la sequenza dove uomini facoltosi si comprano all'asta la vita delle ragazze), approfondendo in particolar modo le figure di due aguzzini che riveleranno la loro vera indole solo verso la fine del film. La scelta di girare il seguito con un gruppo di protagoniste femminili, credo sia stata obbligata dalla necessità di creare situazioni e punti di vista differenti rispetto ad Hostel, ma ha reso decisamente più gustosa la furia vendicativa dell'unica sopravvissuta, che si esibisce in una evirazione totale del suo torturatore. A proposito di scene forti, quello che era un "vanto" del primo film, qui è tutto molto più misurato: c'è sangue a volontà e sequenze al limite della sopportazione, ma inserite con maggior criterio e senza voler strafare, evitando di precipitare dal disgusto, al ridicolo. Insomma, mi sono trovato davanti un film che sembra voler prendere le distanze dal suo triste predecessore ma che si risolve in un finale insulso e scontato. Detto questo, non mi sento di dare a questo Hostel part II la sufficienza perché, prendendo in esame quanto di buono è stato fatto per questo film, mi chiedo: quanto è opera di Eli Roth? Quanto invece è da attribuire alla produzione di Tarantino? Insomma caro Eli, il mio giudizio su di te è parecchio altalenante. Quando potremo vederti camminare con le tue gambe per farci finalmente un' idea definitiva su di te?

11 comments:

mikyalpha said...

.. è_______è.......
.....anche questa volta ho assistito ad una visione in monoscopio di un film astruso.
...concordo pienamente col mio grande cugino Weltall nel dire che bisogna vedere cosa farà questo regista quando non avrà le "spalle coperte" da unsuper produttore seguitissimo da milioni di appassionati.
discreto filmino che mi ha ricordato i vecchi film finto/vero horror di quand'ero giovane con sangue sederi e tetta..... ^_____^
un saluto a mio cugino ed un saluto a Edwige Fenech ò____ò

Inenarrabile said...

E mannaggia non è giusto! Per una volta che potrei dire d' aver visto un film, non posso...
La sera che con le amiche guardavamo HOSTEL ero troppo impegnata a disturbare la visione facendo la cretina, e alla fine nessuno ha capito niente. Uffa :(

Gianmario said...

Ci son dei giorni in cui non esco, ho finito tutti i film decenti e allora n quei giorni mi dedico al fondo del barile. Penso che Hostel II lo potro' vedere in uno di quei giorni perche' il primo mi ha fatto abbastanza, schifo, ribrezzo, disgusto...insomma inutile. E pensare che me l'avevano spacciato come qualcosa di pauroso. Ma daiiii!

Mr.Segnalatore said...

Anche io ho visto il primo Hostel e faccio parte della lista degli "ingenui" ingannati dal nome di Tarantino. Almeno scegliesse dei prodotti validi da "sponsorizzare" il buon Quentin... Questa è la palese conferma che c'è sempre chi è disposto a tutto per il caro "San Business"! Forse quando si è alla frutta è così...mah!

Arte said...

io l'ho visto purtroppo... ma per me è decisamente troppo, lo splatter non lo reggo a questi livelli :(

Deneil said...

io devo ancora vedere hostel 1...e ho visto solo delle scene di cabin fever..sno d'accordissimo sulle produzioni di tarantino che a volte (sempre) diventano più importanti del film stesso..qualcuno pensa: "l'ha prodotto tarantino: deve essere bello!"...hero era splendido..questo eli roth non mi convince per nulla..la tua rece invece mi garba assai!

Edo said...

Il primo non l'ho sopportato, sono d'accordissimo con te. Il secondo credo che non riuscirò mai a vederlo a causa dell'opinione che ho di Eli Roth dopo il primo Hostel!

Weltall said...

@Mikyalpha: monoscopio? astruso? tetta? Edwige Fenech? cugino...stai impazzendo ^___*?
Comunque sei stato fortunato perche hai visto il migliore dei due...se avessi visto il primo il tuo commento ora sarebbe molto diverso ^___*

@inenarrabile: guarda...che abbiate visto Hostel o la part II...non credo vi siate perse più di tanto ^__*

@gianmario: il primo Hostel lo odio con tutto il cuore, puoi quindi immaginare la mia sorpresa nello scoprire un film migliore del precedente...il problema è: di chi è il merito?
Se ti capita di vederlo sono curioso di sapere se anche tu avrai le mie stesse impressioni

@mr segnalatore: io ho visto Hostel preso dalla curiosità quindi mi posso inserire anch'io in quella lista...
Purtroppo il cinema americano funziona così: i grnadi nomi portano i soldi...non c'è niente da fare!

@arte: effettivamente è decisamente forte...rispetto al primo, questo Hostel part II può disturbare maggiormente perchè è meno ridicolo ^__^

@deneil: grazie ^____^
Guarda...non mi sento di consigliarti la visione del primo Hostel perchè...dopo potresti veramente odiarmi per tutta la vita ^__*
Tornando al discorso dei "grandi nomi", preferisco di gran lunga "presentato da.." (come successo con Hero), che "prodotto da..." (il caso di Hostel) ^___^

@edo: anche per me era esattamente così! poi ho visto il finto trailer di Thanksgivin...e ho deciso di dargli una seconda possibilità ^___*
Pur trovandolo migliore del primo, anche se non dovessi mai vederlo non ti saresti perso nulla comunque ^___^

AmosGitai said...

Vero. Difficile capire quanto ci sia di Roth e quanto di Tarantino, anche se la parte di Tarantino si è comunque fatta sentire sulla pre-produzione (scelta dell'ambientazione, degli attori) e sulla post-produzione (montaggio e rielaborazione delle immagini).
Comunque un buon film sicuramente.

nicolacassa said...

Cugino era gore?

Weltall said...

@amosgitai: Si! Anche tutti gli omaggi al nostro cinema anni '70 sono opera di Tarantino credo!
Grazie per la visita e per il commento comunque.
Ricambierò ^___*

@Nick: assolutamente gore ^___^!!!