Monday, January 19, 2009

Tartarughe, spie e la follia di Miki Satoshi

Un piccolo ma accogliente e coloratissimo appartamento,un diario di dimensioni impressionanti, non rispecchiano certo le piatta e noiosa vita della giovane casalinga Suzume. Una vita vissuta fin da neonata all' ombra dell' amica Kujaku (sono anche nate lo stesso giorno) da sempre capace di riuscire in tutto ciò che fa e di ottenere il massimo da ogni situazione che le si presenta. Suzume invece si è sempre accontentata e adesso conduce un' esistenza quasi invisibile e si ritrova, sposata con un uomo che lavora all' estero e non vede praticamente mai, a dover badare alla casa e a dar mangiare alla loro tartaruga che è anche l' unico argomento di conversazione telefonica con il marito. Un giorno, in maniera del tutto accidentale, incappa in un minuscolo e misterioso volantino che invita a chiamare il numero scritto sopra se si desidera diventare delle spie. Guidata soprattutto dalla curiosità per qualcosa che entra nella sua vita a spezzare la solita routine, Suzune chiama il numero e conosce così una stramba coppia, entrambi spie, che le insegnano come diventare un' esperto agente segreto. Ho avuto il piacere di conoscere Miki Satoshi (il suo cinema e lui personalmente) al Far East Film Festival 10 dove sono stati proiettati ben tre dei suoi cinque film. Regista televisivo passato al cinema solo qualche anno fa, ha finora basato la sua filmografia su sceneggiature (da lui stesso scritte) molto particolari, al limite dell' assurdo si potrebbe anche dire, caratterizzate da una comicità di pura matrice nipponica che va dal demenziale al surreale. Proprio l'elemento comico, usato spesso in maniera esagerata o del tutto fuori contesto, unito ad una scrittura un po' traballante, sono i principali limiti del cinema di Miki Satoshi (come dimostra il pessimo Deathfix) che sembra aver comunque trovato il giusto equilibro nel suo ultimo e meraviglioso Adrift in Tokyo. Kame Wa Igai To Hayaku Oyogu (Turtles Swim Faster Than Expected) suo secondo lungometraggio uscito lo stesso anno di In The Pool, presenta questi difetti ma risulta comunque una gradevole visione anche grazie alla splendida interpretazione della bella Juri Ueno. L' elemento esterno, misterioso, eccitante ma soprattutto nuovo, che entra nella vita di Suzune e ne spezza la monotonia restituendogli la gioia nel fare le piccole cose di tutti i giorni, è anche "veicolo" del messaggio che il regista giapponese vuole portare alla nostra attenzione: un invito a non lasciare che la vita ci renda delle comparse trasparenti nell' attraversala, ma a prenderne le redini e a diventarne protagonisti, artefici del proprio destino e del proprio futuro nel bene e nel male.

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5 comments:

testadicinema said...

voglio vedermelo.
ultimamente poi, ho cominciato a guardare film basandomi solamente sulla locandina, se la locandina mi piace me lo guardo: questa mi piace.
E la trama sembra simpatica.

P.s. Passo a leggerti molto più spesso di quanto ti commento, ma mi sta fatica a volte commentare, perchè sei su blogspot e mi richiede di mettere nome, numerino segreto, ecc.

Killo said...

Caro Teo...vorrei consigliarti un film...

"12"...

Un film Russo che parla della decisione di 12 giurati se accusare o meno un presunto colpevole...

moooooolto bello

Weltall said...

@testadicinema: non mi dispiace il tuo modo di scegliere i film! Spesso le loconadine (come questa) mettono molta curiosità ^__^
Comunque ti consiglio di recuperare Adrift in Tokyo di Miki Satoshi!

E non ti preoccupare: qui i lettori non commentanti sono molto graditi ^__^

@killo: grazie carissimo, lo terrò presente ^__^

nicolacassa said...

Carinissimo film! Trovate geniali come al solito!

Weltall said...

@Nick: vero per entrambi ^__^