Tuesday, June 24, 2008

TIME WAITS FOR NO ONE

In una delle sequenze più importanti del film, i tre personaggi principali si trovano ad una biforcazione stradale. Il regista sottolinea il fatto mostrandoci più di una volta il cartello stradale con l'obbligo nelle due direzioni divergenti. I tre protagonisti sono adolescenti e sotto quest' ottica il "bivio" assume un significato ben più importante, rappresenta le scelte da intraprendere per il passaggio all' età adulta e i cambiamenti che queste inevitabilmente comporteranno. Il caso vuole che, la strada che "fisicamente" sceglieranno di percorrere in quel momento, influenzerà da subito le loro vite. Makoto, l'unica ragazza dei tre, questo lo sa bene. Ha già visto cosa succederà a seconda delle decisioni che prenderà. Ha di fronte un bivio con una quantità infinità di variabili, perché Makoto ha ricevuto in dono il potere di "risalire" nel tempo. E dire che fino a poco tempo prima, Makoto Konno, conduceva la vita classica di una liceale: tutto il suo tempo è diviso tra casa, scuola e quello che dedica unicamente agli amici Chiaki e Kousuke. Un tempo che scorre spensierato, che sembra immobile ma corre verso un futuro che cambierà tutto. Proprio in questo momento, senza rendersi conto del come e del perché, Makoto scopre di avere il potere di andare contro le leggi della fisica e piegare a suo piacimento il tempo e lo spazio. Così, mentre cerca di utilizzare il "dono" a suo vantaggio, soprattutto a scuola, istintivamente prolunga più che può quei momenti speciali che sta vivendo e che non vorrebbe perdere. Ma come presto imparerà a sue spese, mettersi a giocare con lo scorrere del tempo comporta anche gravi conseguenze. Forse dipenderà dal fatto che le storie sui viaggi nel tempo mi hanno sempre affascinato molto, specie a livello cinematografico. O forse trovo irresistibile il modo in cui gli autori giapponesi riescono a ritrarre gli anni dell' adolescenza con commovente nostalgia, mettendo sempre in risalto l' importanza di vivere quei momenti prima che scivolino via. Ma forse è proprio l' amalgama di questi due aspetti che rende il film di Mamoru Hosoda, La Ragazza Che Saltava nel Tempo, così speciale ai miei occhi. Una classica storia ad ambientazione scolastica, amori adolescenziali corrisposti e non, o assolutamente difficili da dichiarare. Un racconto di crescita e su tutto ciò che comporta il passaggio all' età adulta. In tutto questo si inserisce, senza stonare, l'elemento fantascientifico che invece di semplificare le cose, amplifica le problematiche che l'eta di Makoto già di per se comporta. Se questo non bastasse, aggiungeteci una realizzazione tecnica di tutto rispetto che miscela sapientemente animazioni classiche e 3D. Uno stile molto fresco e semplice al quale si aggiunge il character design dell' immenso Yoshiyuki Sadamoto (Evangelion vi dice niente?) il cui nome da solo dovrebbe bastare. Difficile non innamorarsene.

11 comments:

Gianmario said...

Ok mi hai convinto, lo metto in lista!

Torakiki said...

Sembra interessante...
Bella la foto del mare, sembri minaccioso ^^

Weltall said...

@gianmario: bene ^__^! Non credo avrai di che pentirtene ^___*

@Torakiki: molto minaccioso ^__*. Il film mi è molto piaciuto quindi lo consiglio senza riserve!

dreca said...

sembra molto molto interessante...

nicolacassa said...

Cessu, ce l'ho nell'hard disk da mesi e non l'ho mai guardato...

Spino said...

Messo in wish list ;)

Weltall said...

@dreca: per me è stata una bella sorpresa ^__^

@Nick: io ce l'ho in dvd...in un'edizione collector's limited incredibile ^__*

@spino: mi fa piacere perchè merita assai ^___*

nicolacassa said...

Cavoli dev'essere proprio bello!!

Weltall said...

@Nick: non bello...bellissimo!!!

panapp said...

Sono anni che ne sento parlare eccellentemente, ed un motivo ci sarà! Non vedo l'ora di vederlo.

Weltall said...

@panapp: io invece l'ho scoperto relativamente da poco...ma che sorpresa però ^___^!!!