Monday, June 25, 2012

No way out

Una ragazza scomparsa, l' ennesima di una lunga lista che sembra essersi volatilizzata nel nulla, inghiottita dalla "killing fields" texane. Ma nelle ombre di quella terra di morte sembra muoversi indisturbato un serial killer che un poliziotto, aiutato seppur con riluttanza dal suo partner, vorrebbe assicurare alla giustizia. Ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, Le Paludi della Morte (al solito, semplificazione fuori luogo dall' originale Texas Killing Fields) è il secondo lungometraggio di Ami Canaan Mann, che ripercorre strade e tematiche già intraprese dal cinema noir / poliziesco e non solo. Il film, confezionato come meglio non si poteva aspettare dalla figlia di Michael Mann, regista che non ha certo bisogno di presentazioni e che qui produce, forse non brillerà in particolar modo per originalità ma è capace ugualmente di farci sprofondare in atmosfere angoscianti, dove lo sguardo della macchina da presa spesso finisce per (con)fondersi con quello dei predatori verso le loro vittime designate, dove tra vittime e carnefici si frappongono una manciata di buoni ma disillusi poliziotti, mentre tutto intorno le killing fields richiedono il loro tributo di sangue quasi fossero vive e pensanti. Ma quello che emerge sopratutto è l' ennesimo ritratto di un profondo sud spaventoso, che vive secondo le proprie regole, dove anche la legge si piega e si nasconde dietro un muro di omertà, dove i più sfortunati diventano corpi dimenticati a marcire al sole e di loro non resta che qualche foto appesa ad un muro.

Recensione già pubblicata su CINE20.

5 comments:

Gianmario Piras said...

Film fatto come si deve ma non particolarmente originale in effetti, in ogni caso è un genere che apprezzo quasi sempre. In effetti potevano lasciare il titolo originale, "Le paludi della morte" sembra un film horror di quelli di bassa qualità...

Weltall said...

@Gianmario: esatto! La trama, così come il ritratto sociale (che in qualche modo mi ha fatto pensare molto anche a Texas Chainsaw Massacre) sanno abbondantemente di già sentito, però il film è davvero piacevole e decisamente angosciante ^^

Gianmario Piras said...

Già, poi a me piacciono i film o telefilm che hanno come ambientazione l'America "profonda" :)

Pupottina said...

mi dispiace di non averlo visto al cinema. so di aver commesso un errore, ma vedrò di rimediare

Weltall said...

@Pupottina: così si fa ^__*