Tuesday, December 30, 2008

Omaggio a Eisner o semplicemente Sin City 1.5 ?

Denny Colt è un poliziotto. Morto in servizio, ritorna misteriosamente in vita benedetto/maledetto dall' immortalità. Decide così di abbandonare la sua vecchia identità e diventare lo spirito protettore di Central City contro la criminalità.
Will Eisner minimizzava il suo fondamentale ruolo nel mondo dei comics americano, dicendo "stava piovendo e io avevo un secchio".
Frank Miller, invece, probabilmente crede di aver inventato il secchio dopo essere riuscito a far piovere.
Proprio in questo atteggiamento sta il più grande e profondo limite di The Spirit, primo film che vede Miller solo alla regia dopo l'esperimento "Sin City" in coppia con Robert Rodriguez. Ora, da lettore di comics americani ormai da più di dieci anni, sono perfettamente consapevole che, un' autore, soprattutto uno dalla forte personalità creativa come Miller che si trova per le mani un personaggio creato da altri, faccia il possibile per "appropriarsene" imprimendogli la propria personalità senza però snaturarlo (si veda, ad esempio, lo straordinario ciclo di Devil o Il Ritorno del Cavaliere Oscuro). A vederle oggi, le tavole di Eisner (si parla degli anni '40) stupiscono per alcune sorprendenti soluzioni visive ma fanno un po' sorridere per la semplicità narrativa, per quei personaggi tagliati con l'accetta, per quelle atmosfere noir sempre in bilico tra il serio e il faceto. Miller, ormai totalmente rapito dal suo nuovo giocattolo "cinema", decide di riportare Spirit in vita direttamente su pellicola, aggiornandolo ai nostri tempi e forte della sua esperienza fumettistica e del successo di Sin City, divora totalmente il personaggio di Eisner lasciando della creatura originale solo poche briciole che sanno più di citazione che di sentito omaggio.
Forse convinto di aver trovato la perfetta formula con la "Città del Peccato", non cerca nuovi percorsi visivi ma ripercorre (anche se sarebbe meglio dire "ricalca") quanto fatto con Rodriguez giocando su quei contrasti (bianco/nero con improvvisi colori accesi) che risultarono allora vincenti e pertinenti ma che qui sembrano solo delle stonature. Queste stonature si fanno più evidenti quando, immersi fin dai primi minuti in un atmosfera cupa e fredda, entrano in scena personaggi al limite del caricaturale, dialoghi sopra le righe e siparietti più che altro paradossali (ad esempio quello in stile Giappone medievale). Il film prova a convivere con queste due anime, non ci si deve stupire perciò se prima vediamo il nostro eroe saltare di tetto in tetto e ascoltiamo il suo monologo interiore su quanto "lui faccia parte della città e la città parte di lui", per poi ritrovarlo con un cesso a tracolla nella scazzottata successiva.
Quali che fossero le intenzioni di Miller (e da suo estimatore, credo fossero buone) appare chiaro che sia rimasto vittima della sua stessa convinzione che "2 + 2 e 3 + 1 danno comunque 4" regola che, per fortuna, con il cinema non vale.
Forse i tempi (e Miller) sono maturi per un nuovo Sin City. Per The Spirit purtroppo no.

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8 comments:

Mr. Hamlin said...

Considerato che a me non era piaciuto neppure "Sin city" (Il film, la graphic novel invece l'ho adorata), credo proprio passerò la mano.

Intanto colgo l'occasione anche per augurarti buon anno!

panapp said...

Oooh, finalmente uno che la pensa come me...

Purtroppo non apprezzo il lavoro di Miller al cinema, e non mi è piaciuto nessuno dei film di cui è stato regista. Quell'uomo, sicuramente non privo di talento nel disegnare e nello sceneggiare, non si è ancora reso conto che il cinema non è il fumetto. Quando se ne accorgerà finirà di presentarci pessime pellicole.

para said...

Assolutamente d'accordo Weltall. Speriamo in Sin City 2, che potrebbe soddisfare alemno quanto il primo, se non di più.
Miller meglio come consulente riguardo ai propri lavori, piuttosto che regista di lavori altrui. :)
Saluti.
Para

kusanagi said...

Il guaio e´ confondere la forma con il contenuto, Sin City era un´abile operazione, un po´ come Sky Captain o 300, ma secondo me nn sono tanto capostipiti di un genere quanto opere uniche, giustificate da un contesto e da un´ispirazione precisa.
Meglio un Sin City 2, allora, che cmq sarebbe solo una ripetizione (utile o inutile che sia ...) ma con un senso e una giustificazione.
Cmq penso che non lo vedro´, visto che il tuo e´ l´ennesimo giudizio negativo che leggo ...
Buon ANNO !!!!

Weltall said...

@Mr. Hamlin: oh bé, se non ti è piaciuto neanche Sin City, allora stagli proprio alla larga ^__^

Buon anno anche a te ^__^

@panapp: rileggendo 300 e soprattutto, soffermandomi sul particolare talgio "wide" dell' opera, mi viene da pensare che l' obiettivo ultimo di Miller fosse proprio quello di sbarcare al cinema. Ora, tenuto presente che a me Sin City è piaciuto parecchio, da qui a diventare registi ce ne passa e The Spirit ne è la conferma ^__^

@para: come per Watchmen, anche per Sin City 2 incrocio le dita!!! Speriamo bene ^__^

@Kusanagi: è proprio così! Sin City aveva un suo "perchè", una sua logica e il suo particolare aspetto visivo, rendeva più fluido il passaggio dalla pagina stampata, alla pellicola. Ora, per il suo seguito non si può che sperare in una pellicola che almeno stia al passo con la prima. Se decidi di lasciar perdere The Spirit secondo me non ti perdi nulla ^___*
Auguri anche a te ^__^

nicolacassa said...

Quelle atmosfere mi danno ansia, ma Eva Mendez è proprio bona, anche se t***a, anzi è più bona quella che interpreta il suo personaggio da giovane!! :))

Weltall said...

@Nick: nulla da dire su Eva Mendez! Nopn serve a niente nel film ma è proprio bona ^__*

dreca said...

ok...mi sento rassicurata ;-) non era piaciuto neanche a te...