Tuesday, March 18, 2008

La felicità condivisa

Curioso trovarmi qui con il mio computer, in casa mia, con la persone che amo, tra le mie cose, le comodità della vita moderna, un lavoro che mi aspetta e che mi fa guadagnare quei soldi con i quali soddisfare i miei bisogni consumistici. Curioso perché penso a questo mentre cerco di scrivere qualcosa su Into The Wild, storia vera di Christopher McCandless che rinunciò a tutto, legami familiari e beni materiali, per cominciare una nuova vita. Non mi vergogno di quello che ho ne di come vivo la mia vita, sia ben chiaro, solo che trovo straordinario come una storia così arrivi dritta al cuore. Si può non essere d'accordo con il messaggio del film, si può non condividere il pensiero del protagonista, ma non si può rimanere impassibili di fronte agli occhi velati di lacrime di Chris mentre assiste solitario alle bellezze di una natura senza uomini.
Chris è un ragazzo di buona famiglia particolarmente legato a sua sorella piuttosto che ai suoi genitori. Il giorno stesso della sua laurea decide di dare un taglio alla sua vecchia vita: da tutti i suoi soldi in beneficenza, distrugge carte di credito, documenti, banconote e parte all' avventura. Quello che fa Chris non è tanto scappare per un senso di ribellione, ma più che altro "resettare" la sua vita per farla ripartire senza essere legato a quella precedente, lontano dalle consuetudini che la società in qualche modo impone. Con la sua nuova identità (Alexander Supertrump) si lascia trasportare dalla sua nuova vita (divisa in capitoli "Nascita", "Adolescenza" ecc.) in totale libertà, cercando un legame con la natura che non preveda il contatto con altre persone. Ma quello che risulta subito evidente è che la nuova vita di Chris/Alex funziona comunque secondo le regole della precedente: per poter comprare le attrezzature e i rifornimenti per il suo viaggio ha comunque bisogno di soldi, quegli stessi soldi che ha bruciato, segno che anche per fuggire dalla società abbiamo bisogno dei suoi "mezzi". Nel suo viaggio Alex ha modo di interagire con diversi individui che in qualche modo risultano "toccati" da quest' incontro. E' vero però anche il contrario: in qualche modo le persone che incrociano la sua strada, sono il riflesso di quelle persone alle quali ha voltato le spalle ed ognuna di loro porta un messaggio chiaro, l' importanza della "felicità condivisa", che pero Alex non è in grado di vedere o sentire tanto è accecato dal suo obiettivo finale, il completo isolamento nella natura selvaggia dell' Alaska. Questo stesso ambiente "estremo" è di per se una società con le sue rigide regole, in cui l'uomo è un elemento estraneo, quasi incompatibile (gli animali mangiano la carne che Alex è costretto a buttare perché ricoperta di larve).
Sean Penn adatta il romanzo di Jon Krakauer e dirige quello che potrebbe essere il suo capolavoro: il suo "sguardo" ci regala alcuni scorci naturali belli da togliere il fiato, e cerca di avvicinare il più possibile noi spettatori al protagonista (la bella sequenza della mela). Peccato che, ad impedire ad Into The Wild di raggiungere le vette dell' eccellenza, sono proprio alcune scelte registiche di Penn che non rovinano il risultato finale ma risultano comunque di troppo (gli split-screen per intenderci). La prove attoriali sono più che convincenti, soprattutto quella del giovane Emile Hirsch (vermaente bravo) e di Hal Holbrooke (straordinario). Impossibile chiudere senza menzionare la colonna sonora, parte integrante di quest'opera. Assolutamente radicata alle immagini di Penn, la musica di Eddie Vedder ci prende per mano sin dal primo minuto e ci accompagna in questo straordinario viaggio "nelle terre selvagge".

15 comments:

Deneil said...

un bel film che come dissi al tempo però non riesce ad essere il capolavoro che tutti hanno urlato..per me più che le scelte registiche è l'aura messianica di crìhris a rovinare un po' l'atmosfera..visto comunque una seconda volta ne ho già scritto e pubblicherò qualcosa a breve.

claudio said...

un film che ho amato tantissimo! forse non un capolavoro ma un film straordinario...

Inenarrabile said...

Non conosco il romanzo da cui è tratto questo film, ma a me ha fatto venire in mente "Il fu Mattia Pascal" Di Pirandello.
Al solito, ti faccio i complimenti per la recensione e lo guarderò presto :)

dreca said...

aspettavo una tua recensione su questo...

Killo said...

Pensa che leggevo sul giornale locale dell mia città che da noi arriva venerdì sto film...ridicolo....cmq devo vederlo...

Cineserialteam said...

Devo rivederlo.

nicolacassa said...

Ah che bello, ne ho sentito parlare, e vorrei vederlo!

Weltall said...

@deneil: non è un capolavoro sono d'accordo ma è comunque un film bello, bello e bello ancora una volta ^___^
Personalmente quest'aria da messia non l'ho percepita. Mi è sembrato più importante quello che le persone che incontra trasmettono a lui, piuttosto che il contrario.
Comunque aspetto di leggere il tuo nuovo post ^___^

@claudio: sono perfettamente d'accordo ^__^

@inenarrabile: ed io come al solito ti ringazio perchè questi complimenti fanno sempre piacere ^__*
Aspetto di sapere cosa pensi del film ^__^

@dreca: arriva un po' in ritardo perchè quando è uscito il fim ho letto tantissima recensioni e avevo paura che potessero influenzare il mio giudizio. Spero sia stata di tuo gradimento ^__*

@killo: veramente ridicolo! Vai a vederlo allora! Al cinema rende sicuramente di più ^__*

@cineserialteam: avevi ragione tu! Guardarlo in tranquillità, possibilmente da soli, è tutta un' altra cosa! Riguardalo assolutamente ^__*

@Nick: veramente bello cugino, da vedere ^__^

Edo said...

Io i difetti non li ho tovati tanto nella regia quanto nello script. Ci sono alcuni momenti in cui Sean Penn dovrebbe far parlare le immagini invece di sottolineare il concetto con una serie di dialoghi didascalici. Comunque mi era piaciuto, non sapevo bene quanto. A distanza di tempo mi è rimasto poco ma ho comunque voglia di rivederlo...

t3nshi said...

Ho adorato questo film, ottima recensione!

"Si può non essere d'accordo con il messaggio del film, si può non condividere il pensiero del protagonista, ma non si può rimanere impassibili di fronte agli occhi velati di lacrime di Chris"

D'accordo con te dalla prima all'ultima parola, in particolare riguardo a questa frase sopra.

Ciao,
Lorenzo

Weltall said...

@Edo: ummm non so. Ho trovato che fossero superflue le "intromissioni" registiche di Penn piuttosto che i dialoghi (credo ti riferisca alla voce narrante). Comunque un gran bel film che mi mette ancora più in crisi con le nomination IOMA ^___^

@T3nshi: ti ringrazio moltissimo ^__^
Con tutto quello che avevo letto ero anche pronto ad una delusione ed invece sono rimasto colpito dalle emozioni che trasmette questo film ^__^

Edo said...

No no, la voce narrante che mi era stata descritta come incessante non mi ha dato alcun fastidio. Più che altro qualche dialogo un po' banale, ma soprattutto inutile perchè le immagini riuscivano da sole a veicolare il concetto.
Comunque io, proprio perchè mi è rimasto ben poco, credo di nominarlo solo per la colonna sonora e forse attore prot.

Weltall said...

@edo: credo di aver capito che intendi.
Comunque ho fatto le mie scelte! Visto che non sarò a casa nei prossimi giorni ho già spedito la mia scheda con le nomine ^__^

honeyboy said...

ti do ragione sulle scelte registiche, il fatto è che secondo me queste derivano da una troppa "ansia di dire", io le ho perdonate ^^
specie in virtù del fatto che mi sono emozionato come raramente capita...

Weltall said...

@honeyboy: anche io le ho perdonate proprio perchè il fim mi ha emozionato tantissimo ^__^