Monday, June 27, 2011

"All I have are the choices I make"

Il cinema deve a Philip K. Dick più di quanto riuscirà mai a restituirgli in cambio. Nel corso degli anni infatti non sono pochi i registi che si sono cimentati in trasposizioni per il grande schermo delle sue opere: basti citare Ridley Scott, Steven Spielberg e, in tempi recenti, Robert Linklater con A Scanner Darkly. Anche George Nolfi, sceneggiatore e mente dietro la trilogia di Bourne, al suo esordio alla regia sceglie di portare sul grande schermo un adattamento molto personale di un racconto di Dick, Adjustment Team. Un' Entità Superiore ha stabilito che gli uomini non sono in grado di autogestirsi senza autodistruggersi e pertanto il destino di ognuno è stato scritto in precedenza e segue un piano che non può essere modificato. Qualora dovesse succedere entrano nel quadro gli agenti dell' Adjustment Bureau incaricati di far si che tutto si svolga secondo il masterplan. Destino, libero arbitrio, che rientrano tra le riflessioni esistenziali tipiche di Dick, sono prese da Nolfi e utilizzate per raccontare l'aspetto romantico della storia dell' aspirante senatore David Norris e del fortuito incontro con Elise, la donna di cui si innamora perdutamente. Graziato da un' intesa quasi perfetta tra i due protagonisti (la coppia Matt Damon / Emily Blunt), che rende quanto mai convincente questo amore impossibile che lotta contro il destino, e da almeno due sequenze davvero azzeccate (l' incipit e la fuga tra le porte), Nolfi sottovaluta forse un po' troppo l' elasticità dello spettatore, certamente disposto ad accettare una lettura alternativa di Dick ma non ad una eccessiva appannatura delle sue tematiche soprattutto se supportate da una sceneggiatura non sempre limpida e ricca di quelle che potremo definire, ad essere buoni, delle ingenuità. Non ultima, e forse quella più difficilmente perdonabile, è la necessità di una visione ultima ottimistica che non appartiene certo a Dick ma sulla quale sono inciampati registi con molta più esperienza di Nolfi.

Recensione già pubblicata su CINE20.

10 comments:

John said...

Appena visto, carino ma poteva essere meglio, per una buona parte del film ero abbastanza contento. Certo il finale insomma, ma comunque piacevole :)

A pensarci bene tra tutti i romanzi di Dick che ho letto (me ne manca ancora qualcuno) in effetti non ricordo tanti attimi di ottimismo. E poi in molti casi Dick dà un'idea, ma gli sceneggiatori devono mettere molto di loro per ottenere una sceneggiatura sensata. Se non sono all'altezza o se non vogliono rischiare, si nota parecchio.

John said...

No ma che caspita John, sono Gianmario di Xinematica :D Problema con gli account ora correggo :D

Kusanagi said...

A me non e' dispiaciuto il finale, certo non dickiano, mi sono riletto il racconto per l'occasione ed era uno dei finali piu' spassosi ed ironici, ma ovviamente come sempre in Dick, tutto restava uguale.
In questo finale "alla Matrix" nel senso dell'amore come forza salvifica e modellatrice della realta' non ho visto una gran stortura, mentre il finale di Minority Report grida ancora vendetta !!!

La mia principale difficolta' in Adjustment Bureau e' vedere Matt Damon in una storia d'amore, gia' l'attore non mi piace particolarmente, ma innamorato proprio non ce lo vedo: infatti quando comincia a correre l'ho visto molto piu' a suo agio.

E poi vabbe', c'e' Emily, che e' IL motivo per cui sono andato a vedere il film, oltre a John "Sterling" Slattery ovviamente

Weltall said...

@Ginamario: ho tirato in ballo l'ottimismo perchè, più che assimilarlo a questo quanto a quell' altro autore, è un qualcosa che appartiene a quel cinema americano che è (o vuole essere) di largo consumo e pertanto deve far uscire gli spettatori dalla sala "a cuor leggero" diciamo.
Oltre a questo, in "I Guardiani del Destino" mi è parso bruttino perchè prosegue quella deriva di semplificazione (delle tematiche , degli snodi narrativi) sul quale il film si butta da un certo punto in avanti. Peccato perchè anche a me fino ad un certo punto stava piacendo parecchio ^^

@Kusanagi: anche se non sono d'accordo sul finale vedo comunque che ci capiamo alla perfezione sul resto (era proprio a Minority Report che mi riferivo in chiusura di post ^__*) compresi gli attori (anche se a me Matt Damon non dispiace) ^^

Noodles said...

Concordo. c'è della bellezza, ma anche qualche scivolone. Non ho letto nulla di Dick ma da quanto ho visto dalle trasposizioni o letto da critiche recensioni di suoi libri mi pare di capire che gli happy end non sono del suo mondo.
p.s. The Box però è tratto da Matheson...

Weltall said...

@Noodles: è inutile parlare di svista, ho scritto pienamente convinto che quel racconto fosse di Dick senza prendermi la briga di verificare...uff ^^
Grazie della segnalazione ^^

Gianmario said...

Bè la semplificazione che fanno nel 90% dei casi ormai la dò per scontata. Sicuramente Dick è difficile da portare al cinema, ma quando si è fatto con criterio ha portato grandi risultati. Questo film risulta carino ma sicuramente non rimarra nella memoria dei più. Inutile dire che per Blade Runner questo discorso non vale.

Gianmario said...

Stavo pensando che alcune storie sono riportate in modo più fedele dalla carta alle immagini ormai più dalle televisioni via cavo americane che dal cinema. E non solo perchè hai più tempo per descrivere ma anche perchè spesso gli spettatori della HBO, per fare un esempio, hanno pagato per quella qualità e non vogliono per forza il lieto fine. Al cinema si deve per forza raggiungere una massa critica di spettatori al di sotto della quale per i produttori si può parlare di fallimento. Sinceramente per il cinema non è una cosa buona.

Weltall said...

@Gianmario: non credo ci sia molto da aggiungere a quanto hai scritto se non che sono d'accordo con te. Daltronde appare sempre più evidente che le produzioni televisive "osano" molto di più rispetto a quelle cinematografiche. Rimanendo in tema "trasposizioni di Dick" anche A Scanner Darkly non era male secondo me ^^

Kusanagi said...

di Dick al cinema sono quasi sempre meglio gli "ispirati da", genere Cypher o Eternal Sunshine of The Spotless Mind, oppure i B movie come Impostor o Screamers, per chi se li ricorda ... lo stesso Matrix in fondo e' un Dick senza Dick