Monday, October 22, 2012

"The world is sick. And we are the doctors."

Quando si parla di cinema di genere si rischia spesso di equivocare il concetto di B-movie, utilizzato come etichetta negativa ma che invece sta a indicare quei film che, seppur limitati da un punto di vista produttivo, non lo sono per quel che riguarda le idee, la realizzazione o la qualità in senso generale. Come Hollywood insegna infatti, i film di "serie A", quelli fantascientifici nel caso specifico, sono nella stra grande maggioranza uno sfoggio di grandiosi effetti speciali fini a se stessi e poco altro. E' con estremo piacere che si accoglie perciò un piccolo film come Iron Sky, produzione a basso budget (parte del quale raccolto attraverso donazioni via web) targata Finlandia / Germania / Australia che non ha la presunzione di rivaleggiare in spettacolarità con i colossi delle major ma si pone a metà strada tra il cinema di puro intrattenimento e quello dell' inventiva e delle idee, con quella peculiare libertà di espressione tipica delle produzioni indipendenti. Ecco quindi che il regista Timo Vuorensola ci porta nell' anno 2018 mentre il Presidente degli Stati Uniti (figura ricalcata su quella di Sarah Palin) lavora alla campagna per la sua rielezione mandando il primo uomo di colore sulla Luna. Ed è sul suolo lunare che si fa una scoperta sconcertante: i nazisti, sconfitti al termine della Seconda Guerra Mondiale, sono fuggiti con un razzo sulla Luna nascondendosi nel suo lato scuro e preparando nel corso degli anni il loro ritorno sulla Terra. Iron Sky cita, con una brillante vena ironica proprio quel cinema sci-fi/catastrofico al quale si accoda, sostituendo l' epicità e la retorica dei grandi blockbuster hollywoodiani con la satira: gli invasori, inadeguato residuato post bellico del partito nazional popolare con lo sviluppo tecnologico da fantascienza degli anni' 60, si dimostrano nient' altro che un contrattempo anacronistico nella corsa per accaparrarsi nuove risorse energetiche e per quella agli armamenti delle grandi potenze della Terra, nonché una grande fonte d' ispirazione per la campagna elettorale del Presidente americano uscente. Il film di Vuorensola attacca senza sconti il sistema politico americano ed in particolar modo quello che riguarda le discutibili campagne belliche condotte dal secondo dopo guerra fino ad oggi, ribaltando, con una comicità brillante e dissacrante, i canoni stessi del cinema "d' invasione" arrivando alla conclusione che, la vera minaccia per il pianeta, non deve necessariamente arrivare dallo spazio.

1 comment:

lavitaenientaltro said...

He fell for the old one "last blow job offer"
Nazis are stupid