Monday, October 01, 2012

Qualcuno pensi ai bambini

Martyrs e I Bambini di Cold Rock sono due film molto lontani tra di loro, una distanza che si crea irrimediabilmente quando un regista nato in un determinato contesto cinematografico, l' horror francese nel caso di Pascal Laugier, finisce per rimanere abbagliato dalla luccicante macchina produttiva d' oltre oceano. Non è una novità, certo, l' abbiamo visto succedere anche ad altri illustri colleghi di Laugier con risultati altalenanti ed anche questo non è certo da meno. Pur trattandosi di una produzione franco / canadese / americana, fortemente voluta dall' attrice protagonista Jessica Biel, I Bambini di Cold Rock non ha certo lo stesso impatto del precedente Martyrs, sia in termini di violenza mostrata che di tematiche affrontate. Trattando di bambini scomparsi in una piccola comunità di provincia che sta lentamente morendo dopo la chiusura di una miniera, anche qui non si va molto sul leggero ma a mancare è un necessario approfondimento sui personaggi e sulle loro motivazioni. I bambini sono le vittime ma di chi o di cosa? Su questo ruota l' intera pellicola e su di una figura misteriosa che la gente chiama The Tall Man. Laugier, che scrive anche la sceneggiatura, riesce a creare un convincente alone di inquietudine e costruisce la narrazione con efficaci ribaltamenti che rendono, sulle prime, difficile stabilire chi sia il "cattivo" ma sopratutto fin dove si spinge il confine morale di chi si fa carico di proteggere l' innocenza dei più piccoli. Peccato solo, come si diceva poco sopra, non si affondi mai come si dovrebbe e non si affronti una vera riflessione sociale che rimane abbozzata unicamente nel contesto in cui si svolgono gli eventi. Ed è una cosa che fa perdere di forza anche ad un finale che, confrontato con i twist che reggono la narrazione, appare quasi un anti-climax. Nonostante questa mancanza di concretezza non si può dire che Laugier non abbia fatto comunque un film sufficientemente ambiguo, dando al "boogieman" un ruolo atipico e certamente inedito.

Recensione già pubblicata su CINE20.

7 comments:

Gianmario Piras said...

In pochissime parole...non mi è piaciuto :(

Weltall said...

@Gianmario: io son rimasto molto colpito dal modo in cui è stato scritto, continui ribaltamenti che ricordano un po' Martyrs. Però è debole e poteva essere molto più tagliente ed incisivo (proprio come Martyrs ^__*)

Gianmario Piras said...

Molto più incisivo sicuramente, MArtyrs lo è molto di piu!

Pupottina said...

la violenza di martyrs la ricordo e mi sento ancora socnvolta, se questo ne ha meno, ci faccio un pensierino.
lì era troppa

Weltall said...

@Gianmario: eh si Martyr per certi versi (soprattutto per le tematiche che tratta) è davvero una BOMBA! ^^

@Pupottina: non saprei dirti se era troppa (si è visto anche di più nello stesso cinema horror francese) ma sicuramente raggiungeva i suoi obbiettivi. Qui violenza praticamente non ce n'è (e manca anche qualcos' altro) quindi vai tranquilla ^__*

Amos Gitai said...

Credo vada preso per quello che è... il tono sommesso (o debole) credo sia voluto... insomma... l'ho apprezzato molto!

I BAMBINI DI COLD ROCK

Weltall said...

@Amos: secondo me invece è stato addolcito. Se fosse stato un prodotto 100% europeo avrebbe cercato di "colpire" più forte!