Monday, September 13, 2010

Oh Daniel-san made in Taiwan, c'mon Jackie Chan! Oh, oh, oh, oh, oh, oh!

Il nuovo Karate Kid (remake? Reboot?) è facilmente, e senza indugio alcuno, iscrivibile fra quei film di cui non si sentiva sinceramente il bisogno, vuoi perchè l'originale del 1984 è un cult intramontabile o semplicemente perchè, questa palese mancanza di nuove idee nel cinema mainstream, sta passando dal livello "preoccupante" a quello "stancante". La sensazione si fa ancora più forte se siete tra quelli che hanno amato il film con protagonista Ralph Macchio, ai quali questa nuova incarnazione del Ragazzo Karate, interpretato da Jayden Smith, potrebbe risultare davvero superflua se non proprio inutile. Sensazione che trova poi effettiva conferma quando si realizza che qui di karate c'è solo il titolo perchè, quello che imparerà il giovane protagonista per difendersi dai bulli che l'hanno preso di mira, è un sano ed elegante kung fu. I motivi di una scelta così radicale sono oscuri ma se si volesse provare a fare delle ipotesi, quelle più credibili potrebbero essere la consapevolezza che il pubblico ormai si beve qualsiasi cosa per quanto paradossale possa essere, o il fatto che il karate sia fuori moda da tipo 20 anni. Ma vista la sempre più importanza e rilevanza internazionale della Cina di oggi, non sarebbe poi così improbabile pensare ad un tentativo di avvicinamento di Hollywood ad una delle industrie cinematografiche asiatiche più importanti. Dopo che alcuni registi e attori di spicco si sono fatti attirare dal luccichio del cinema Made Usa negli anni passati, sembra insomma che il vento sia cambiato: ecco infatti che la produzione del film migra in terra cinese e questo, permettetemi di dirlo, è uno dei due motivi che sollevano, anche se di poco, il giudizio sul film visto che le immagini del mestierante Harald Zwart, restituiscono almeno in parte le atmosfere di una terra tanto lontana quanto suggestiva e misteriosa. Il secondo motivo è anche quello che probabilmente ha permesso questa "integrazione" USA/Cina, e cioè Jackie Chan, che qui prende il posto che fu a suo tempo di Pat Morita. Senza nulla togliere al mitico Maestro Miyagi, Jackie Chan regge il film praticamente tutto sulle sue spalle con un interpretazione dimessa che, seppur inferiore a quelle viste in Shinjuku Incident e Little Big Soldier, si inserisce bene nel nuovo percorso della sua carriera che l'attore sta percorrendo, considerato che comincia a non avere più l'età per ruoli troppo movimentati. Il resto è preso pari pari dall' originale Karate Kid perciò nessuna sorpresa nello svolgersi della narrazione e tutto fila liscio e prevedibile fino alla fine. Un po' poco anche per una sufficienza stiracchiata.

4 comments:

sommobuta said...

Sono più o meno d'accordo in tutto anche se, secondo me, se si fa il confronto tra Jackie Chan e Pat Morita, il primo scompare.

Nel Karate Kid originale, il rapporto Miyagi/Daniel-san era qualcosa di intimo. Più da padre e figlio che da maestro/allievo. Mentre il rapporto tra Han e Dre mi è sembrato abbastanza artefatto e non mi ha dato quella sensazione di profondità propria della pellicola originale.

Vero è che Jackie Chan si è accollato da solo tutto il film. Però Jaden Smith, se proprio devo dirla tutta, non mi è dispiaciuto per come ha recitato.

Weltall said...

@sommobuta: guarda, se lo mettiamo a confronto con l'originale, non solo Jackie Chan ma tutto il film scompare ^__^
Per me Jackie Chan riesce almeno a dargli un motivo d' esistere e per dire "dai, diamogli lo stesso un' occhiata" ^__*
Però devo ammettere che anche qui sono un po' di parte perchè, ripeto, mi stanno piacendo molto questi ruoli che l' attore cinese si sta ritagliando negli ultimi tempi ^__^

mikypower said...

Senza dubbio,pur non avendolo ancora visto questo remake, rimango una sostenitrice del: "Togli la cera metti la cera"
:)

Weltall said...

@Miky: anche io, senza ombra di dubbio alcuno ^__*