Monday, May 13, 2013

Far East Film Festival 15 - Day 3

G'MOR EVIAN!
Regia di Yamamoto Toru


E se la più matura in famiglia fosse la teenager? Da questo punto di partenza si sviluppa la simpatica commedia di Yamamoto Toru, dove la quindicenne Hatsuki si trova ad affrontare i momenti più difficili della sua età (incluse le decisioni riguardanti il suo futuro) mentre il resto della sua famiglia, una madre molto presa dal lavoro ed un patrigno ex punk rocker, affronta la quotidianità con disinvolta leggerezza. Quello di Yamamoto sembra il più classico dei “coming of age” movie dove le dinamiche vengono ribaltate mettendo anche gli adulti difronte all' accettazione di scelte mature e responsabili da tempo rimandate. Naturalmente poi tutti i ruoli si ristabiliscono e si ritorna su territori convenzionali ma la freschezza della narrazione ed un umorismo leggero e mai invadente rimangono dei validi motivi di pregio per una commedia che avrebbe meritato magari un finale meno spiegato e lacrimevole ma di cui si apprezza l' indomita anima punk.

WILL YOU STILL LOVE ME TOMORROW?
Regia di Arvin Chen


L' amore può essere una cosa meravigliosa ma anche una letale arma a doppio taglio quando non si è in grado di essere sinceri neanche con se stessi. E' quello di cui diventano loro malgrado consapevoli Weichung e sua sorella Mandy: il primo mette in crisi il suo matrimonio dopo un incontro fortuito con un assistente di volo, la seconda lascia il fidanzato a poche settimane dalle nozze presa dal panico dalla prospettiva della monotonia della vita matrimoniale. Quel che stupisce da subito nel film di Arvin Chen è il modo leggero e sincero con il quale si racconta l' amore e le sue contraddizioni, mentre mette i suoi personaggi di fronte alla scoperta (o riscoperta) di cosa significa amare veramente qualcuno senza rinunciare a priori alla propria felicità. E con lo stesso piglio si parla anche di omosessualità, infedeltà, egoismo, senza mai scadere nel patetico o nello scontato ma anzi, legando il tutto con un piacevole tocco surreale che rappresenta quasi il fiore all' occhiello di questo piccolo e pregevole film.

ALL ABOUT MY WIFE
Regia di Min Kyu-dong


Doo-hyun si è sposato perchè realmente innamorato. Ma adesso l' amore della sua vita è diventato ossessivo, possessivo ed invadente al limite del maniacale, tanto da rendere la sua vita un vero inferno. Dopo aver tentato e fallito un allontanamento per motivi di lavoro, la disperazione di Doo-hyun lo porta ad assoldare un Casanova affinchè seduca sua moglie e sia lei, alla fine, a prendere la decisione che lui non ha il coraggio di prendere. All About My Wife esplora, con fare divertito e tagliente, le complesse dinamiche di coppia, l' amore che diventa consuetudine, la comprensione che diventa reciproca sopportazione ed infine intolleranza. Un' evoluzione dei sentimenti veicolata dall' egoismo e dall' incapacità di capire il proprio compagno o compagna. Il film di Min Kyu-dong lavora sui personaggi invertendone i ruoli in maniera convincente ma risulta comunque essere fin troppo sbilanciato: ad un inizio intriso di una verve comica irresistibile, la pellicola perde lentamente il suo smalto fino a ridursi ad una scontata commedia sentimentale. E' forse per questo motivo che, il volersi rifare furbescamente sui titoli di coda, fa storcere ancora di più il naso per quella che sembra un' occasione mancata.

MARUYAMA, THE MIDDLE SCHOOLER
Regia di Kudo Kankuro


Non c'è niente come la fervida immaginazione di un bambino e, quella di Maruyama, è sempre stata particolarmente sviluppata. Al raggiungimento dei quattordici anni però, il suo irrefrenabile fantasticare, viene veicolato dai pruriti della pubertà al punto da dedicare tutto se stesso a pesanti e continui allenamenti per il raggiungimento di un unico obiettivo: riuscire in una clamorosa auto-fellatio. Seconda delle tre anteprime mondiali presenti al FEFF, Maruyama The Middle Schooler è il folle viaggio nella mente di un adolescente le cui fantasie, per quanto scaturiscano dai suoi tentativi di rendere la spina dorsale elastica e flessibile, sono piuttosto comuni in un età dove il sesso è un mistero tutto da svelare. Ma il regista Kudo Kentaro non si limita a quello trasformando la piatta vita di un super condominio nel teatro di misteriosi omicidi, nei quali il giovane Murayama viene irrimediabilmente coinvolto, ed arrivando, in un continuo crescendo, a sublimare realtà e fantasia tanto da renderne impossibile la distinzione. Colorato, esilarante e (apparentemente) privo di controllo, il cinema giapponese che più ci piace.

Resoconti di G'Mor Evian! e All About My Wife già pubblicati su I-FILMSonline.

Sunday, May 12, 2013

Lyrics of the Week + Video / PERTURBAZIONE - BUONGIORNO, BUONAFORTUNA (feat. DENTE)



Si sveglia la città al ritmo sul volante.
In coda dietro ad un tram e dalla radio il presidente.
Buongiorno e te che sei nascosto nei pensieri
In piedi dalle sei di oggi o dalle sei di ieri
C'è un conto alla rovescia per ogni settimana
Confuso tra gli odori della metropolitana
A chi si sente a terra oppure sulla luna

Buongiorno Buonafortuna
Buongiorno Buonafortuna

Chi tirerà le cuoia chi tirerà a campare
Chi tira l'acqua e si ripassa gli assi da calare
Svegliarsi a targhe alterne nella ZTL
O alzarsi tra lenzuola sconosciute alla tua pelle
Caffè ristretto o doppio, espresso americano
Macchiato caldo e la gazzetta stretta nella mano
Le 10 son passate non ne ho fumata ancora neanche una

Buongiorno Buonafortuna
Buongiorno Buonafortuna

E tutte queste trame incrociate
Vorrò abbracciarle ad una ad una
Ai desideri io regalerei una piuma

Buongiorno Buonafortuna
Buongiorno Buonafortuna

Il nuovo dopo barba ha un retrogusto di benzina
Ho perso già le chiavi son le 9 di mattina
Le analisi del sangue cè troppo da aspettare
L'ingorgo in tangenziale il cartellino da bucare
Mollati da 2 giorni cretini per amore
Col figlio a scuola o l'incubo del professore
Formiche indaffarate calcetto questa sera
Contenti che un inverno si trasformi in primavera.

Friday, May 10, 2013

CINE20 - 96^ PUNTATA


In colpevole ritardo arriva la, quindi superflua, recensione di Iron Man 3, mentre in sala c'è possibilità di scelta tra Confessions (uno dei film dell' anno), il remake de La Casa e L' Uomo con i Pugni di Ferro.
Che altro? Arrivano nei negozi Lincoln e (rullo di tamburi) Moonrise Kingdom!!!
Siamo online, sempre qui!

Wednesday, May 08, 2013

KIKI CONSEGNE A DOMICILIO su I-FILMSonline

Ad un anno dall' uscita del film che sarebbe poi diventato il simbolo dello Studio Ghibli, Il Mio Vicino Totoro, Miyazaki torna nelle sale giapponesi (si parla del 1989) con un nuovo lungometraggio animato che, come il precedente, miscela tematiche ed elementi fantasy con altri decisamente radicati nel reale. Ma mentre Totoro si prefiggeva di fare un ritratto universale e toccante dell' infanzia, con Kiki Consegne a Domicilio ci si sofferma sull' adolescenza come fase fondamentale di passaggio verso l' età adulta. La protagonista, Kiki, è una tredicenne con interessi e sogni non certo dissimili a quelli delle sue coetanee. Ma a differenza delle altre ragazze della sua età, Kiki è una strega che si prepara a lasciare la propria casa per affrontare un tirocinio lungo un anno nel quale dovrà stabilirsi in una nuova città per trovare la sua "specializzazione" nelle arti magiche. Accompagnata dall' inseparabile gatto nero Jiji, la giovane incontrerà non pochi ostacoli nel suo percorso, non ultimi la caoticità della vita di città o la diffidenza iniziale dei suoi abitanti, che supererà grazie a quelle persone che, affascinate dalla sua magia, l' aiuteranno a mettere in piedi un' attività di consegne a domicilio. Partendo da un romanzo di Eiko Kadono, Miyazaki tratteggia un personaggio che, pur appartenendo alla sfera del fantastico, risulta credibile, sfaccettato e tridimensionale grazie anche alle contraddizioni che caratterizzano un' età così particolare come l' adolescenza: così, ad una Kiki decisa a partire il prima possibile verso la sua nuova vita, fa da contrappeso quel desiderio di essere presa in braccio dal padre come quando era piccola; alle nuove responsabilità imposte dal suo anno di tirocinio si contrappongono desideri (anche materiali) di una tredicenne come tutte le altre. Nel raccontare una protagonista che, nella sua complessità non è certo impossibile riconoscersi o affezionarsi, Miyazaki non trascura il mondo in cui la ragazza si muove ed il microcosmo che ci gravita dentro, fatto di piccoli personaggi minori alcuni dei quali rappresentativi delle passioni del loro creatore (il giovane Tombo appassionato di aerei, ad esempio). Le ambientazioni tipicamente giapponesi di Totoro, cedono il passo a panorami e architetture di ispirazione europea, città che si affacciano sul mare, scorci che possiamo immaginare sulle coste atlantiche o mediterranee. Kiki Consegne a Domicilio è la somma di tutti questi elementi e quindi l' ennesima sintesi perfetta di un cinema che, accompagnato dalla sospensione dell' incredulità tipica dell' animazione, porta dritto allo spettatore la forza di una poetica unica e inconfondibile.

Recensione già pubblicata su I-FILMSonline.

Monday, May 06, 2013

Far East Film Festival 15 - Day 2

COLD WAR
Regia di Longman Leung, Sunny Luk


Non è FEFF senza il poliziesco di Hong Kong ed il poliziesco di Hong Kong sbarca al FEFF con una coppia di registi esordienti ed il loro film Cold War. Il titolo non si riferisce al “conflitto” Russo – Americano ma ad un' operazione, messa in piedi dalla polizia di Hong Kong per recuperare cinque agenti presi n ostaggio durante il loro turno di pattuglia, le cui indagini metteranno in ginocchio i vertici stessi delle forze dell' ordine. Come gran parte del cinema di genere richiede, Cold War vanta un grande cast ed una sceneggiatura molto complessa per contenere, all' interno dei suoi intrecci e twist narrativi, la coralità dei diversi personaggi coinvolti. Per compensare la parte narrativa più “densa”, i registi Longman Leung e Sunny Luk inseriscono quella dose di sparatorie, esplosioni ed inseguimenti che conferiscono al loro film una decisa marcia in più. Ma non è tutto oro, purtroppo, e ad una poca originalità complessiva, si unisce la sensazione, soprattutto nel pre finale, che abbiamo assistito ad una gratuita celebrazione dei valori della polizia dell' ex colonia britannica. E si uscirebbe dalla visione con l' amaro in bocca se non fosse per il vero finale, cupo e poco consolatorio, che permette a Cold War di riacciuffare la sufficienza.

LOST IN THAILAND
Regia di Xu Zheng


Un chimico scopre la formula per un nuovo e rivoluzionario super combustibile. Per farsi firmare la procura a vendere il brevetto, si trova costretto a partire per la Thailandia dove il suo capo si è ritirato in meditazione. Pedinato e spiato da un collega/amico/rivale, stringe un curioso rapporto di collaborazione-amicizia con Baobao, un ragazzo con qualche rotella fuori posto. Già affermata figura comica  nel panorama cinematografico cinese, Xu Zheng esordisce alla regia con Lost in Thailand, film di cui è anche produttore ed interprete, e con il quale sbanca letteralmente il botteghino. Lost in Thailand ha registrato infatti un successo di pubblico senza precedenti e, di conseguenza, incassi da record. Come ci sia riuscito risulta sicuramente un bel mistero soprattutto alla luce di limiti che la pellicola non fa alcuno sforzo di nascondere: l' espediente comico della coppia male assortita che finisce in ogni genere di guai a causa di equivoci e incomprensioni è, ad esempio, eccessivamente riciclato, ma è in generale tutto il film ad essere poco originale e scontato. Eppure si ride, e di gusto, ed il merito va ricercato in alcune gag davvero ben congegnate ed al talento comico dei tre protagonisti. Non che basti, sia ben chiaro.

THE WINTER OF THE YEAR WAS WARM
Regia di David Cho



Il cinema coreano, sia per quantità i titoli prodotti che per varietà di generi affrontati, è forse la cinematografia orientale che più si avvicina ai gusti del pubblico occidentale. Ma è anche un cinema che, per fortuna, mantiene forte la sua identità ed il film di David Cho ne è la conferma. La storia vede come protagonisti un regista, che trova nella sua cittadina di provincia un po' della tranquillità che gli serve, ed un' infermiera che appena può scappa verso Seul per vivere profondamente l' ambiente culturale della capitale sud coreana. Attraverso un amico comune si conoscono e trovano la soluzione al loro desiderio di fuga decidendo di scambiarsi gli appartamenti durante i weekend. The Winter of The Year Was Warm è una commedia romantica ma che, a dialoghi melensi  stucchevoli e alle più classiche rappresentazioni delle dinamiche di coppia, preferisce raccontare i suoi protagonisti in maniera molto più intima, facendo in modo che le loro vite si sfiorino e finiscano per conoscersi in maniera più profonda proprio grazie al loro accordo, immergendosi l' uno nella vita dell' altra. David Cho sceglie un approccio formale davvero minimale giocato soprattutto sul montaggio, pochi movimenti di macchina ed interventi della colonna sonora centellinati e mai fuori luogo. Un piccolo gioiello.

THE GANGSTER
Regia di Kongkiat Khomsiri


Trattandosi di una cinematografia florida ma comunque minore, bisogna rendere merito al cinema tailandese di provarci, sempre, anche se i risultati finali raramente sono memorabili: The Gangster di Kongkiat Khomsiri purtroppo, nonostante le buone intenzioni, rientra in questa statistica. Remake di un film del 1997, la pellicola prova a raccontare, alternando la fiction e brevi spezzoni di interviste, la vita criminale durante gli anni '50, come una sorta di Good Fellas in salsa thai (paragone pesante ma calzante). Attraverso la vita di Jod, giovane criminale realmente vissuto in quegli anni, Khomsiri traccia un ritratto a tinte forti di una generazione segnata dalla violenza e dal sangue. Sono proprio questi ultimi due aspetti sui quali il regista calca decisamente la mano preferendo ai personaggi, tanti e troppi appena abbozzati, una rappresentazione quanto mai esplicita della violenza che risulta fine a se stessa se non supportata da un impianto narrativo all' altezza. Ed è un peccato perchè, dietro la macchina da presa, Khomsiri dimostra di saperci fare ma non riesce in alcun modo a trascinarci dentro il suo film.

I commenti di Cold War, Lost in Thailand e The Winter of The Year Was Warm già pubblicati su I-FILMSonline.

Sunday, May 05, 2013

Lyrics of the Week + Video / THE NATIONAL - DEMONS



When I think of you in the city,
The sight of you among the sites.
I get this sudden sinking feeling,
Of a man about to fly.
Never kept me up before,
Now I’ve been awake for days.
I can’t fight it anymore,
I’m going through an awkward phase.
I am secretly in love with,
Everyone that I grew up with.
Do my crying underwater,
I can’t get down any farther.
All my drowning friends can see,
Now there is no running from it.
It’s become the crux of me,
I wish that I could rise above it.

But I stay down,
With my demons.
But I stay down,
With my demons

Passing buzzards in the sky,
Alligators in the sewers.
I don’t even wonder why,
Hide among the unbelievers.
Huddle with them all night long,
The worried talk to god goes on.
I sincerely tried to love it,
Wish that I could rise above it.

But I stay down,
With my demons.
I stay down,
With my demons
I stay down,
With my demons.
I stay down,
With my demons
I stay down,
With my demons

Can I stay here? I can sleep
on the floor
paint the blood and hang the palms,
On the door.
Do not think I’m going places anymore,
Wanna see the sun come up above New York.
Oh, everyday I start so great,
Then the sunlight dips.
Less I’ve learned,
The more I see the pythons and the limbs.
Do not know what’s wrong with me,
Sours in the cup.
When I walk into a room,
I do not light it up.
Fuck.

So I stay down,
With my demons
I stay down,
With my demons
I stay down,
With my demons
I stay down,
With my demons

Friday, May 03, 2013

Far East Film Festival 15 - Day 1

JURY
Regia di Kim dong-ho

Prima della consueta presentazione da parte della direttrice Sabrina Baraceti, la quindicesima edizione del Far East Film Festival viene introdotto da un piccolo ma significativo cortometraggio diretto e prodotto da Kim Dong-ho, che non solo esordisce alla regia all' età di settant'anni ma al quale il FEFF vuole assegnare il Gelso d'Oro alla Carriera. Direttore per tantissimi anni del BIFF (Busan International Film Festival) Kim Dong-ho racconta in questa sua divertente ed intelligente opera prima il suo mondo, attraverso una giuria di cinque membri (attori e registi) che si trovano riuniti in una stanza per assegnare il premio ad un cortometraggio, senza risparmiare qualche frecciatina al modo forzato in cui spesso si giudicano e si cercano di interpretare i film.

THE BERLIN FILE
Regia di Ryoo Seung-wan


Quando il FEFF inizia, generalmente lo fa con il botto. La selezione ufficiale di questa 15^ edizione si apre infatti con la nuova fatica di Ryoo Seung-wan già conosciuto per i suoi City of Violence e The Unjust, visto proprio al FEFF due anni or sono. Come per il suo film precedente, anche The Berlin File presenta una storia piuttosto complessa e articolata (trattandosi fondamentalmente di una spy-story non ci si poteva aspettare diversamente) che vede in gioco CIA, Mossad e servizi segreti della Corea del Nord e del Sud. Ma in fondo tutto si riduce al disperato tentativo di un agente della Corea del Nord di scagionare se stesso e la moglie dopo essere rimasti vittima di una serie di intrighi orchestrati da membri del loro governo. La cornice berlinese da al film un respiro particolarmente internazionale e la trama, abbastanza canonica per il genere, possono dare l' idea di un film già visto e un po' lontano dal suo cinema di origine. Ma l' importanza data alle sequenze d' azione, tante e davvero adrenaliniche, riportano The Berlin File alle sue origini e lo rimettono energicamente in carreggiata.

IT'S ME IT'S ME
Regia di Miki Satoshi


Diventato uno dei beniamini del FEFF fin dalla decima edizione, dove incantò il pubblico con il suo film più bello Adrift in Tokyo, Miki Satoshi si è fatto subito conoscere per il suo particolarissimo stile che oscilla tra la commedia demenziale e quella surreale. Ed è proprio alla sua vena più surreale che ha attinto per i suoi ultimi film, Instant Swamp del 2009 e It's Me It's Me prima delle tre anteprime mondiali presenti nella selezione del Festival. Protagonista del film è Hitoshi (interpretato dall' idol Kamenashi Kazuia che, nel corso della pellicola, interpreterà anche altri 32 ruoli diversi) annoiato ed insoddisfatto commesso di un negozio di articoli elettronici che entrando, in possesso in maniera fortuita di un cellulare non suo, mette in piedi una truffa telefonica facendo finta di essere qualcun'altro, cosa che gli frutta anche un bel po' di soldini ma che lo porta anche ad incontrare diverse “copie” di se stesso. It's Me It's Me è un film che parla di crisi d' identità ma anche della difficoltà di relazionarsi con il prossimo trovando conforto e comprensione solo in noi stessi. Miki Satoshi affronta l' argomento in maniera molto personale spingendo l' odissea del suo protagonista fino alle soglie del thriller ma senza mai rinunciare al suo modo di fare cinema,  uno stile che non cerca compromessi: o lo si ama o lo si odia. Ed It's  Me It's Me è un film davvero difficile da odiare.

Resoconto giornaliero già pubblicato su I-FILMSonline.

Thursday, May 02, 2013

CINE20 - 95^ PUNTATA


Dopo la pausa FEFF, CINE20 ritorna con la sua novantacinquesima puntata.
Niente recensioni ma tutte le uscite in sala curate dal buon Kusa che, se escludiamo Effetti Collaterali di Soderbergh, fanno anche abbastanza pietà.
Inoltre, nella sezione home video, DVD e Bluray di Castaway on the Moon, giusto per rimanere in tema Far East.
Siamo di nuovo online, insomma, sempre qui.

Wednesday, May 01, 2013

NEVER GIVE UP!


Visto che il FEFF terrà ancora banco nei prossimi giorni, vediamo di mattere un altro po' di carne sul fuoco: è online sul sito Mediacritica un mio editoriale conclusivo sul Far East. Se vi va potete andare a leggerlo qui.

CINE20 - SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 15


Prima che la rubrica riapra ufficialmente con la consueta cadenza settimanale, ecco arrivare lo specialone sul Far East Film Festival 15 al cui interno troverete non i vincitori ufficiali ma i premi assegnati da noi monellacci di CINE20.
Leggeteci qui che ne vale la pena!


Tuesday, April 30, 2013

Far East Film Festival 15 - Introduzione


Non si fa in tempo a dire Far East Film Festival che la manifestazione, appena iniziata, è già finita. Per quanto si possa provare a centellinare ogni secondo, i minuti e le ore volano insieme al bel tempo speso con i compagni d' avventura e a tutti i film visti. Senza contare il fatto che, per vari motivi, questo è stato per me uno dei Far East più importanti e speciali di sempre quindi il distacco si fa sentire ancora di più. Ma non siamo qui per fare i nostalgici o i malinconici. Siamo qui per parlare delle pellicole viste al Festival nei nove giorni di manifestazione, divisi in altrettanti post. Se non avete voglia di aspettare, i resoconti giornalieri sono già pubblicati su I-FILMSonline, integrati con i preziosi interventi di Valeria Morini e Simone Soranna. Se invece avete pazienza, leggerete tutto qui nel corso dei prossimi giorni e settimane.
Stay tuned!!!

Wednesday, April 17, 2013

"Year of the Snake" ovvero CHIUSURA PER FAR EAST 2013


It's that time of year again, my friend!
Ad un paio di giorni dall' inizio della quindicesima edizione del FAR EAST FILM FESTIVAL, siamo pronti a partire per Udine e, di conseguenza, il blog entrerà in pausa per una decina di giorni (anche se, ahime, non è che sia stato molto attivo comunque nelle scorse settimane) ma al mio rientro troverete, come di consueto, le relazioni giornaliere di tutti i film visti.
Inoltre, considerate le proficue collaborazioni extra blog, potrete seguire una cronaca giorno per giorno dei film visti al FEFF anche su i-filmsonline. Mentre su CINE20 troverete a fine festival, con buone probabilità, i premi della redazione che, ci potete scommettere, non rispecchieranno quelli assegnati in via ufficiale!
A presto, folks!


Sunday, April 14, 2013

CINE20 - 94^ PUNTATA


Puntata speciale di CINE20 e non solo perchè viene pubblicata con imperdonabile ritardo, ma perchè contiene tutte le uscite in sala fino al 24 aprile. Il che vuol dire una pausa fino al 2 maggio ed  una valanga di titoli interessanti tra i quali Iron Man 3, Kiki Consegne a Domicilio e Le Streghe di Salem.
Per non farci mancare niente, il buon Kusa ha recensito Hitchcock, i lfilm dedicato al geniale regista interpretato da Anthony Hopkins.
In attesa della versione Extended, arrivano nei negozi DVD e Bluray e Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato.
Leggeteci qui, non ve ne pentirete!

Monday, April 08, 2013

GO JOE! (AGAIN!)

Se per caso vi trovate oggi ad avere i vostri bei trentanni suonati, non potete non aver mai sentito parlare dei G.I. Joe. Non potete non essere mai incappati nella serie animata facendo zapping pomeridiano tra i canali televisivi. Non potete non aver avuto un contatto con i giocattoli a loro dedicati anche solo per caso (tipo il vostro compagno delle elementari che vi colpisce in testa con un elicottero dei Cobra). Ecco perché, se rientrate nella casistica precedente, il primo film dedicato ai Joe vi deve aver lasciati spaesati, colti dalla sensazione di aver sbagliato sala. Questo perchè poco o nulla di quel film ha a che fare con la serie animata o con i giocattoli, senza contare che è un film d'azione che da il suo meglio unicamente nel trailer. Alla Universal devono essersene accorti e, acchiappando il franchise fallimentare per i capelli, hanno capito che, se volevano tirarci fuori qualche bel soldino, bisognava darsi una regolata. E da qui la rivoluzione: fuori praticamente tutto il cast tecnico ed artistico e dentro nomi nuovi, alcuni conosciuti altri un po' meno. Alla cabina di regia siede Jon M. Chu, giovane regista con un passato lavorativo non proprio memorabile, che si dimostra comunque capace di gestire in maniera almeno decente un action fracassone come questo. Buone le sequenze di ampio respiro, dove si spara ed esplodono le cose, un po' meno quelle dei combattimenti corpo a corpo, troppo confuse (ma parte della colpa è anche dell' inutile 3D) e soffocate da riprese eccessivamente attaccate agli attori. Proprio sul fronte attoriale arrivano le vere novità visto che, a parte il coreano Byoung-hun Lee, tutti i volti del film precedente vengono sostituiti da altri, alcuni di grande richiamo per il genere (The Rock e Bruce Willis) e altri anche di ottima presenza (la bellissima Adrianne Palicki). E forse proprio grazie a delle figure più solide, si è riusciti a dare un' identità riconoscibile ai vari personaggi, tanto ai Joe quanto ai Cobra, rendendoli unici e riconoscibili come nel cartone televisivo, intento che è stato poi trasmesso anche agli elementi di contorno (armi e mezzi bellici vari). Naturalmente, nonostante questi aspetti che potremo anche definire positivi, non ci troviamo certo di fronte ad un miracolo ma ad un film che prende, giustamente ed onestamente, le distanze dal precedente. Le logiche hollywoodiane su questo tipo di prodotti poi, le conosciamo bene e dove si spende tanto in effetti speciali magari si risparmia su altri frangenti, come quello della sceneggiatura, anche troppo articolata per un film dai risvolti sempre prevedibili. Ma di sicuro quello che si centra è il target di riferimento che punta ai nostalgici, agli amanti del genere e soprattutto, visto che si evitano quasi totalmente particolari di violenza esplicita, ad un pubblico piuttosto giovane. Chi rientra in queste categorie non dovrebbe rimanere deluso.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, April 07, 2013

Lyrics of the Week + Video / ATOMS FOR PEACE - JUDGE, JURY AND EXECUTIONER




Don't worry, baby
It goes right through me
I'm like the wind and my anger will disperse

Thin persecutors
Your twisted whispers
A horned reptile that is crawled upon the earth

I went for my usual walk
Just tell it like it is
Tell it like it was
Judge and jury, executioner
Judge and jury, executioner
Judge and jury

When darkness follows
And no tomorrows

It's all been decided
All spies deceptive
All bouncing voices down the echo chamber

Don't worry, baby
It goes right through me

I went for my usual walk
I went around the block
I just can't talk or reason with my executioner
Judge and jury, executioner
Judge and jury

Been wasting trails
You talk in layers

I went for my usual walk

Tell it like it is
Tell it like it was

Judge and jury, executioner
Judge and jury

Don't worry, baby
It goes right through me
I'm like the wind and my anger will disperse

Thursday, April 04, 2013

CINE20 - 93^ PUNTATA


E se il nuovo G. I. Joe non facesse così schifo come ci si poteva aspettare? E se alla fine risultasse un film, nel suo genere, anche piuttosto onesto? Scopritelo con la nostra recensione seguita dalle uscite della settimana tra le quali ci sentiamo di consigliare in particolar modo Come Un Tuono ed il ritorno di Sly da protagonista con Jimmy Bobo - Bullet to the Head di Walter Hill.
Nei negozi arriva (finalmente) Amour di Haneke.
Siamo a portata di click perciò veniteci a leggere qui.


Wednesday, April 03, 2013

CROWS 0 su I-FILMSonline

Il liceo Suzuran non è una scuola come tutte le altre anzi, è l' esatto opposto dell' immagine idealizzata che si può avere di un istituto scolastico giapponese. Il corpo docente ha capitolato lasciando il posto alla legge del più forte: infatti gli "studenti", teppisti e piccoli criminali, passano le giornate a suonarsele di santa ragione per conquistare la vetta dell' istituto, obiettivo effimero al momento raggiunto da Tamao Serizawa. Ma la sua leadership è messa a rischio dall' arrivo di Genji, giovane figlio di un boss della Yakuza deciso a conquistare la scuola per dimostrare al padre di avere la stoffa di succedergli alla guida del clan. Tratto dall' omonimo manga di Hiroshi Takahashi, Crows 0 rappresenta forse il punto esatto dove il cinema di Takashi Miike, facendo per la prima volta i conti con la natura commerciale di un progetto, finisce per rimanere troppo in secondo piano. Evento più unico che raro e anche abbastanza inaspettato, a dirla tutta, considerato che fin dai primissimi minuti la mano del geniale e folle regista giapponese è perfettamente riconoscibile: una colonna sonora rockeggiante ci accoglie nel concitato incipit che, in perfetto stile Miike, presenta i personaggi principali e delinea a grandi linee il background in cui si muovono. Lo stile visivo e le invenzioni registiche, danno l' idea di quanto si sia cercato di rimanere fedeli alla natura fumettistica di Crows 0 ma, forse a causa delle alte aspettative, impossibili da non riversare su qualsiasi pellicola partorisca uno dei nomi più importanti ed interessanti del cinema giapponese (e non solo), rimane la convinzione che, le due ore su cui è spalmato il film, contengano solo una minima parte di quello che Miike poteva esprimere. Famose star, attori bellocci e volti di richiamo non avevano mai influito sull' operato del regista, perlomeno non nella maniera in cui, in Crows, alcune sequenze (quella della canzone nel locale è la più lampante) sembrano essere messe li di proposito come mera funzione di vetrina. Se fosse solo questo il problema però basterebbe sinceramente chiudere un occhio e andare avanti: eppure si ha la sensazione che, dopo una partenza travolgente, il film procede per  inerzia ed il finale, una lunga (quasi infinita) rissa, piatta e poco coinvolgente, sembra esserne la conferma. Lontano chilometri dall' essere considerato una delle opere più significative di Miike, Crows 0 ha avuto comunque un ottimo successo di pubblico che gli ha garantito un seguito costruito su di una progressione narrativa quasi identica al primo. Il che ha confermato gli stessi pregi e sfortunatamente anche gli stessi difetti.

Recensione già pubblicata su i-filmsonline.


Tuesday, April 02, 2013

MAMMA CHE PAURA!

Non si può certo dire che Guillermo Del Toro non sia un regista che si fa desiderare. E' da Hellboy 2 che si attende un suo ritorno dietro la macchina da presa ma, nel corso di questo anni, ha preferito dedicarsi alla produzione di film in linea con la sua filmografia personale, racconti nei quali il fantastico e l' orrore sono le vie di fuga da un infanzia insidiata da contesti reali ben più problematici e pericolosi. Si può citare The Orphanage, forse il più riuscito, e i meno convincenti come Non Avere Paura del Buio e, sfortunatamente, anche La Madre. Il regista Adres Muschietti è arrivato all' attenzione del regista Messicano attraverso un suo corto, Mamà, tre minuti scarsi in cui due bambine vengono braccate da una creatura dalle sembianze femminili che chiamano "mama". Tanto è bastato a Del Toro per decidere di farne un lungometraggio, riproponendo per intero la sequenza che si vede nel corto e costruendoci intorno una storia che potesse reggere la durata di un lungometraggio. E qui cominciano i problemi perchè, nel mettere insieme un background solido dietro la storia delle due bambine protagoniste, a seguito di eventi drammatici rimaste sole per cinque anni in una cascina sperduta nei boschi, non si è andati oltre la più classica e riciclata storia del fantasma colmo di rancore bloccato nel nostro mondo, un tipo di storia di cui i giapponesi (Nakata e Shimitsu, su tutti) sono stati dei veri e propri maestri negli anni '90. Ma è soprattutto il finale, frettoloso e raffazzonato come non si vedeva da un po', a far saltare fuori tutti i limiti di una sceneggiatura nella quale non ci si è messo poi tanto impegno e sulla quale forse non ci si credeva neanche più di tanto. Lo scopo principale del film pare essere quello di spaventare senza fare davvero paura, lavorare sul singolo momento piuttosto che costruire una tensione palpabile ed un atmosfera disturbante continuativa. E con questo non si vuole dire che La Madre non abbia i suoi bei momenti ma non si avverte la volontà di fare un horror che prenda le distanze da quella marea di prodotti dozzinali che affogano il mercato. Mettendo perciò sull' impietosa bilancia le "intenzioni" ed il "risultato finale", il film di Muschietti ne esce sconfitto e noi, nonostante qualche salto sulla sedia, irrimediabilmente delusi.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Thursday, March 28, 2013

CINE20 - 92^ PUNTATA


La nuova puntata di CINE20 si apre con una delusione, quella che arriva direttamente da La Madre di Andres Muschietti, prodotto da Guillermo Del Toro.
Cerchiamo di rifarci in sala dove Kusa ci presenta le uscite della settimana nelle quali emergono diversi titoli impegnati e anche qualche bel film fracassone, come il seguito di G.I. Joe o Il Cacciatore di Giganti di Bryan Singer.
Nei negozi arriva Cogan di Andrew Dominik e anche Dracula di Dario Argento per gli amanti dell' horror o dell' orrido, fate un po' voi.
Potete leggere tutto quanto online qui.

Tuesday, March 26, 2013

"We bring wonder and hope, we bring joy and dreams"

Già da Dragon Trainer la Dreamworks aveva dimostrato che non erano necessari orchi, leoni, giraffe, pinguini e panda, per fare film di grande impatto commerciale ma soprattutto capaci di lasciare qualcosa allo spettatore che andasse oltre le flatulenze o le faccette. Grazie all 'esordiente Peter Ramsey, già impegnato nel settore animazione della Dreamworks ma per la prima volta in cabina di regia, lo studio americano può ambire allo stesso risultato e con una storia fondamentalmente basilare, l' eterno scontro tra bene e male che ha come premio la capacità dei più piccoli di credere nel fantastico, nella magia che si manifesta davanti ai loro occhi velati d' innocenza, durante le festività. Chi può mettere in pericolo una delle cose più preziose a questo mondo? L' uomo nero naturalmente, il Boogieman,, il cui scopo è privare i bambini di quella luce che permette loro di credere. A contrastare le sue macchinazioni ci sono i Guardiani, eletti per difendere quelle luci, e nelle cui fila militano un Santa Claus dalle braccia tatuate, la Fatina dei Denti, il protettore dei sogni Sandman (figura praticamente sconosciuta da noi) e un agguerrito Conigli Pasquale. A loro si unisce, seppur riluttante, Jack Frost, lo spirito dell' inverno deciso a scoprire qualcosa di più sul suo passato. Uno dei punti di forza del film risiede proprio nel modo in cui i personaggi sono rappresentati, una rivisitazione "moderna" di figure la cui immagine classica fa parte dell' immaginario popolare, reinventati in chiave molto più moderna ed il cui ruolo ha un qualcosa di "supereroistico", ricordando da vicino tanto gli Avenger marveliana che la Justice League della DC. Ma Le 5 Leggende è da annoverare tra i migliori prodotti d' animazione degli ultimi anni per il modo in cui è scritto, apprezzabile in maniera immediata dai più piccoli e certamente affascinante e coinvolgente anche per un pubblico cresciuto con quelle fantasie, i bambini di ieri che magari si ritrovano adulti e genitori oggi.

Recensione già pubblicata su CINE20.


Monday, March 25, 2013

SINISTER, (pochi) spaventi in Super8

La domanda sorge spontanea "c'era davvero bisogno di un film come Sinister?" A visione ultimata la risposta sembrerebbe essere negativa in virtù del fatto che l' 80% del film sembra perfettamente studiato per inserirsi in un mercato dove l’ horror, da qualsiasi parte del mondo arrivi e fatte salve alcune significative eccezioni, è dominato da prodotti che, quando non riciclano se stessi, riciclano sempre le stesse storie e tematiche, spesso dimenticandosi che la “paura”, quella che ti tiene inchiodato alla sedia, si può trasmettere anche senza ricorrere ai più abusati clichè. Sfortunatamente Sinister raccoglie il peggio di quanto seminato negli ultimi anni: il protagonista, Ellison Oswalt, è uno scrittore diventato subito famoso con il suo primo romanzo nel quale investigava su di un irrisolto delitto di cronaca. Dopo quello, il nulla. Almeno fino a quando non trova, nella storia di una famiglia trovata impiccata nell' albero dietro casa, la chiave per riagganciare il successo prima di perderlo definitivamente. Trasferitosi con moglie e figli proprio nella casa di quella sfortunata famiglia, trova in soffitta una scatola con dentro dei filmini in super8 che, dietro l' apparenza di riprese familiari, nascondono la natura di "snuff movies" nei quali sono rappresentati degli efferati omicidi. Insomma, basta un piccolo assaggio della trama per intuire da quante direzioni diverse si è pescato per comporre questo Sinister dimenticandosi di insistere ed approfondire gli aspetti più interessanti ed inquietanti: la trovata dei filmini ad esempio, è totalmente vincente e la cornice sonora rende questi frangenti, insieme a pochi altri, assolutamente disturbanti. Il resto del film, quando le indagini di Oswalt prendono la telefonatissima piega del soprannaturale, imbocca la via più facile, comoda e tutta in discesa, lastricata di spaventi gratuiti e forse evitabili. Ma dove il progetto di Scott Derrickson (già regista del più riuscito The Exorcism of Emily Rose) e del co-sceneggiatore Robert Cargill prende la più grossa cantonata, è nell' inserire la misteriosa figura di "Mr Boogie" con l' intento pretenzioso di farne (e, visti gli incassi del film, cosa anche abbastanza plausibile) una nuova icona dell' horror. Quindi, alla fine, abbiamo un film poco originale, scritto e diretto con precisi intenti commerciali, impreziosito da alcune trovate che rimangono davvero impresse, ma che si inserisce in un genere oramai congestionato da una quantità di titoli inversamente proporzionali alla loro qualità. E allora ci si chiede di nuovo "c'era davvero bisogno di un film come Sinister?".

Recensione già pubblicata su i-filmsonline.

Sunday, March 24, 2013

Lyrics of the Week + Video / BRITNEY SPEARS - EVERY TIME


E chi l' avrebbe mai detto che qui su WELTALL'S WOR(L)D...

 

Notice me
Take my hand
Why are we
Strangers when
Our love was strong
Why carry on without me

Everytime I try to fly I fall
Without my wings
I feel so small
I guess I need you baby 
And everytime I see
Your in my dreams
I see your face
Its haunting me
I guess I need you baby

I make-believe
That you are here
Its the only way 
That I see clear
What have I done
You seem to move on easy

Everytime I try to fly I fall
Without my wings
I feel so small
I guess I need you baby 
And everytime I see
Your in my dreams
I see your face
Your haunting me
I guess I need you baby

I may have made it rain
Please forgive me
My weakness Caused you pain
And this song's my sorry

At night I pray
That soon your face will fade away

Everytime I try to fly I fall
Without my wings
I feel so small
I guess I need you baby 
And everytime I see
You ruin my dreams
I see your face
Your haunting me
I guess I need you baby

Thursday, March 21, 2013

CINE20 - 91^ PUNTATA


Per pigrizia e per mancanza di titoli di richiamo, non siamo andati al cinema a vedere le novità in uscita la settimana scorsa ma abbiamo comunque recuperato Le 5 Leggende, in tempo per l' uscita in home video. Nella stessa sezione trovate anche Reality di Matteo Garrone e Ruby Sparks del duo Dayton / Faris. In sala si distinguono I Croods, nuovo progetto animato della DreamWorks, e l' horror La Madre, prodotto da Guillermo Del Toro.
E' tutto a portata di click, esattamente qui.

Wednesday, March 20, 2013

I WISH YOU WERE HERE

Quattro studentesse decidono di trascorrere la loro vacanza di primavera in Floride e, per finanziarsi il viaggio, decidono di rapinare un fast food. Arrestate dalla polizia, vengono liberate grazia al rapper/gangster Alien che le prende sotto la sua ala protettrice. Spring Breakers non è un film che si vuole far piacere a tutti i costi anzi, sembra quasi l' esatto contrario. Si ha quasi l' impressione che Harmony Korine, figura fondamentale nel panorama cinematografico indipendente, con l 'esasperata e gratuita rappresentazione di droga, alcol, sesso e violenza, unita ad un montaggio che nega la linearità al racconto, voglia tenere a distanza la maggior parte del pubblico che potrebbe approcciarsi al film in maniera troppo superficiale. Superato questo "ostacolo" ci si rende conto che nulla è lasciato al caso, dalle scelte musicali e quelle di casting (le ex stelline Disney, Vanessa Hudgens e Selena Gomez, non sono messe li unicamente per solleticare il pubblico maschile), e anche la regia appare precisa e consapevole (il piano sequenza della rapina ne è il più fulgido esempio). Ma c'è anche dell' altro: guidati dal mantra "spring break, per sempre" i personaggi del film di Korine sembrano cercare in questa breve combinazione di parole la formula magica per rimanere sospesi nel momento in cui le vecchie vite stanno a chilometri di distanza e si può vivere una visione distorta ed inquinata del sogno americano o di quel che ne resta. Il regista americano dipinge in chiave pop il ritratto di una generazione che, cresciuta tra internet, la televisione e musica di largo consumo, si è persa inseguendo idoli fittizi nella convinzione che tutto è concesso, che tutto è dovuto, basta allungare la mano e prenderlo. E' così che le protagoniste si convincono che per finanziare la loro vacanza basta rapinare un fast food facendo finta che non sia reale. E' così che il rapper Alien, il personaggio interpretato da un' ottimo e quasi irriconoscibile James Franco, ha costruito la sua identità di gangster interpretando il ruolo di altri, mandando in loop il dvd di Scarface, diventando quasi una parodia di quel che voleva essere. Korine ne racconta la soffocata disperazione, celata da quella voglia di evasione che sconfina nell' eccesso, ma che arriva di colpo in superficie nel momento in cui la realtà chiede di pagare il conto, nel momento in cui ci si sveglia dal sogno.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, March 17, 2013

Lyrics of the Week + Video / DAVID BOWIE - THE STARS (ARE OUT TONIGHT)




Stars are never sleeping 
Dead ones and the living 

We live closer to the earth 
Never to the heavens 
The stars are never far away 
Stars are out tonight 

They watch us from behind their shades 
Birgitte Jack and Kate and Brad 
From hehind their tinted window stretch 
Gleaming like blackened sunshine 

Stars are never sleeping 
Dead ones and the living 

Waiting for the first move 
Satyrs and their child wives 
Waiting for the last move 
Soaking up our primitive world 

Stars are never sleeping 
Dead ones and the living 

Their jealousy's spilling down 
The stars must stick together 
We will never be rid of these stars 
But I hope they live forever 

And they know just what we do 
That we toss and turn at night 
They're waiting to make their moves 
But the stars are out tongiht 

Here they are upon the stairs 
Sexless and not aware 
They are the stars, they're dying for you 
But I hope they live forever 

They burn you with their radiant smiles 
Trap you with their beautiful eyes 
They're broke and shamed or drunk or scared 
But I hope they live forever 

Their jealousy's spilling down 
The stars must stick together 
We will never be rid of these stars 
But I hope they live forever 

And they know just what we do 
That we toss and turn at night 
They're waiting to make their moves on us 
But the stars are out tonight 

The stars are out tonight 
The stars are out tonight

Thursday, March 14, 2013

CINE20 - 90^ PUNTATA


Ahhhhhhhhh che depressione durante le settimana come questa dove, sia in sala che a casa c'è davvero poco o nulla di stimolante. Basta leggere le anticipazioni delle uscite cinematografiche redatte dal buon Kusa per accorgersi che bisogna proprio essere buoni per trovare qualcosa che alzi almeno alla sufficienza la percentuale di attesa.
Però, al grido di "Spring Break, forever!!!" trovate la recensione dell' ultimo film di Harmony Korine!!!
E' tutto già online, qui.


Sunday, March 10, 2013

Lyrics of the Week + Video / COLAPESCE - ANCHE OGGI SI DORME DOMANI




Mettiti in fila dai 
Il tuo turno arriverà 
Hai solamente 30 anni ed intorno c'hai il vuoto 
E ti lamenterai 
Finché connessione c'è 
La pace dei sensi nel condividere il nulla 

Storie di bar e poi 
Quotidiano iPad e noi 
Alla conquista di un nuovo paesaggio lunare 
E ti ritroverai 
A rimpiangere un telefilm 
In lingua inglese perché tradotto fa schifo 

Tua madre non sa cosa cerchi nel vuoto 
E non capirà questa voglia di nuovo che invecchierà domani 

Padre mio dove sei 
Per fortuna ci sei tu 
Hai lavorato 30 anni per fare sei stanze 
Mutuo mon amour 
Non ci lasceremo mai 
È una promessa ti darò in sposa mia figlia 

Adesso come non mai 
Desiderio di civiltà 
Invece ti tocca sperare che arrivino gli UFO 
Cerca la verità 
Negli amori di serie B 
Nelle vetrine che un tempo volevi incendiare 

Tua madre non sa cosa cerchi nel vuoto 
E non capirà questa voglia di nuovo che invecchierà domani 

Ti ho vista al telegiornale 
Non sembravi neanche tu 
Fra diecimila persone 
Fra le sirene tu canti 
Hai preso un master da poco 
E un lavoro su per giù 
Vedi la neve nel cielo 
E quest'amore nel vuotoE quest'amore nel vuotoE quest'amore nel vuoto 

Mettiti in fila dai 
Il tuo turno arriverà 
Hai solamente 30 anni ed intorno c'hai il vuoto.

Thursday, March 07, 2013

CINE20 - 89^ PUNTATA


Uhhhhhhhh CINE20 compie ufficialmente due anni questa settimana!!!
TANTI AUGURI A NOI!!!
E quale migliore modo di festeggiare se non spegnere le nostre due candeline sulla gigantesca, inflessibile stroncatura di Upside Down, scritta dal buon Kusa?

In sala ci aspetta invece il nuovo Raimi, che con Il Grande e Potente Oz sembra percorrere la strada "disneiana" già battuta dal collega Tim Burton con Alice in Wonderland. Ma ci sono anche Il Lato Positivo di David O. Russell e Spring Breakers di Harmony Korine.
Nei negozi arriva, con una settimana di ritardo, Crows 0 II di Takashi Miike.
Leggeteci e fateci gli auguri qui.


Monday, March 04, 2013

Hippy Kay-ye mother Russia!

I seguiti non stanno mai troppo simpatici e questo perchè, insieme ai remake, sono il sintomo di un male devastante che affligge il cinema. Con le dovute eccezioni però. Ci sono quei seguiti che accogliamo sempre con piacere soprattutto quando hanno per protagonisti personaggi che sono entrati nella storia del cinema e ai quali siamo particolarmente affezionati. John McClane è uno di questi. Bruce Willis torna a vestire i panni del carismatico poliziotto New Yorkese per la quinta volta ed è subito un piacere notare una volontà di continuità con il film precedente, da alcuni considerato il tentativo della Fox di allargare il bacino d' utenza edulcorando i contenuti partendo innanzitutto dai dialoghi, espediente che ha toccato sfortunatamente anche la versione home video del terzo film (ma se volete la versione uncut, cercate in Germania). Per fortuna la continuità riguarda altro e cioè ripresentare la famiglia McClane e possibilmente allargarla: ritroviamo quindi la figlia Lucy, sempre interpretata da Mary Elizabeth Winstead, e facciamo conoscenza del figlio, agente della CIA impegnato in una missione in Russia. Quando viene a sapere del suo arresto, John parte per Mosca ma li i guai cominciano subito a piovergli addosso, cosa che la "fan base" di Die Hard come minimo si aspetta. Ed è proprio da questa fan base che son nati i primi dubbi quando la cabina di regia è stata affidata ad un regista come John Moore, mestierante con all' attivo pellicole che non vale neanche tanto la pena citare. Se consideriamo però che la maggior parte dei danni son causati da un montaggio più confusionario che altro, possiamo dire che il regista di origini irlandesi fa un lavoro davvero onesto riuscendo ad esaltare quello che da questo film si vuole, l' azione nuda e cruda. E dal primi lungo inseguimento per le strade di Mosca ci sono davvero pochi momenti per riprendere fiato, merito di una sceneggiatura che cura attentamente i tempi "action" ma risulta piuttosto piatta (se escludiamo il twist narrativo finale) e anche un po' fastidiosa quando, di punto in bianco, parte con una filippica sul disastro di Cernobyl che non finisce più. Mi dispiace ma non ci si può prendere così sul serio in Die Hard dove quel che vogliamo è veder le cose esplodere, la gente saltare dai palazzi nell' attesa che il vecchio John esclami il suo storico "Hippy kay ye". Il fatto che poi venga inserita la figura/spalla del figlio, ci porta indietro a quella necessità di trovare un erede agli storici eroi di celluloide, che abbiamo sperimentato con non poco disappunto nell' ultimo Indiana Jones. Ma qui è diverso: la coppia funziona e anche se non si auspica una pellicola di John Jr. in solitaria, non dispiacerebbe vedere in azione la famiglia McClane al completo un' altra volta.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, March 03, 2013

Lyrics of the Week + Video / THE SMITHS - ASLEEP




Sing me to sleep
Sing me to sleep
I'm tired and I
I want to go to bed

Sing me to sleep
Sing me to sleep
And then leave me alone
Don't try to wake me in the morning
'Cause I will be gone
Don't feel bad for me
I want you to know
Deep in the cell of my heart
I will feel so glad to go

Sing me to sleep
Sing me to sleep
I don't want to wake up
On my own anymore

Sing to me
Sing to me
I don't want to wake up
On my own anymore

Don't feel bad for me
I want you to know
Deep in the cell of my heart
I really want to go

There is another world
There is a better world
Well, there must be
Well, there must be
Well, there must be
Well, there must be

Mother

Mother

Mother