Monday, November 15, 2010

Un maiale DEVE volare

Quel che rende i film di Miyazaki delle esperienze uniche, sono anche quei piccoli dettagli che la mano del maestro riesce ad imprimerci sul retro degli occhi e nel profondo del cuore: l' insegna di un negozio, un giardino rigoglioso o il tavolo appartato di un ristorante. In Porco Rosso c'è questo ma anche molto di più: si racconta per immagini la nostra Italia nel periodo fascista, ma soprattutto lo splendore di un Mar Mediterraneo reso, come sempre ama fare Miyazaki, attinente al reale e allo stesso tempo fantastico, con alberghi costruiti in mezzo alle acque, centinaia di isole e profondissime insenature. Ma i suoi film non sarebbero così speciali se non fosse per la capacità di infondere nelle sue opere la forze delle sue passioni e di conseguenza quelle tematiche che sono diventate un po' il segno distintivo del suo cinema. Porco Rosso è forse il film dove l' amore di Miyazaki per l'aviazione emerge con maggiore forza attraverso gli aerei e gli idrovolanti che solcano i cieli e i mari. Tra le altre cose il volo, tema ricorrente nella cinematografia del regista giapponese, mai come prima assume qui un significato unico: libertà da qualsiasi legame o vincolo terreno. Gli idrovolanti che popolano cieli e mari immaginati da Miyazaki, sono pilotati da pirati, contrabbandieri, cacciatori di taglie, non tutta gente per bene insomma, ma comunque legata ad un profondo codice d'onore, uomini liberi sullo sfondo di un Paese dove la stessa libertà è soffocata dal fascismo. Emblematica in questo contesto la figura del protagonista, pilota di un magnifico idrovolante rosso, ex soldato ora cacciatore di taglie, il cui aspetto da maiale ci conduce dritti ad un'altro tema ricorrente nella poetica di Miyazaki, quella trasformazione dell' aspetto fisico (per mano di incantesimi o maledizioni) che portano come conseguenza importanti riflessioni sull' identità. Le curiose fattezze di Porco Rosso sono riconducibili (o almeno così ci viene detto) ad un sortilegio subito, ma durante e dopo la visione si fa spazio in maniera prepotente l' idea che la sua umanità sia morta insieme ad i suoi amici e compagni d'armi caduti durante la Grande Guerra. O meglio ancora, considerato anche il disprezzo che il protagonista esprima verso il genere umano e la particolare cornice storica, sembra quasi che Porco Rosso abbia rinunciato volontariamente alla sua umanità, svincolandosi dalle leggi che regolano la società ed affermando con forza un desiderio di libertà che permea ogni frame di questa meravigliosa pellicola. D' altronde è lo stesso Marco a dirlo "Meglio maiale che fascista".

15 comments:

Gianmario said...

Bellissimo anche questo, ogni suo film è carico di emozioni. E hai ragione i particolari anche in apparenza insignificanti fanno la differenza.

mikypower said...

gran bel ritorno!!
come al solito emozioni a mille
e la lacrimuccia(la mia) che è scappata anche qui :)

Cineserialteam said...

Dal 1992 con amore! :)

Cineserialteam said...

Dal 1992 con amore! :)

pesa said...

Miyazaki amore mio

Kusanagi said...

E adesso sto aspettando Nausicaa, vederlo al cinema sarebbe un sogno che diventa realta' !!!

Weltall said...

@Gianmario: oltre a questo mi viene in mente Kiki, che per dettagli in ogni singolo fotogramma è una gioia per gli occhi ^__*

@Miki: sono d'accordo, un capolavoro davvero emozionante ^^

@Cineserialteam: amore che contraccambiamo ^^

@Pesa: è un amore condiviso ^__*

@Kusanagi: oh si! Speriamo solo non si debba aspettare un altro anno e mezzo (ma soprattutto speriamo che la Sardegna questa volta non venga esclusa!!!)

Kusanagi said...

da me Porco Rosso lo fanno solo alle 18.30 del sabato e della domenica, e non so se il prox w/e ci sara' ancora ...

Weltall said...

@Kusanagi: è già qualcosa...qui proprio zero assoluto T__T

Cineserialteam said...

Film d'animazione = Cartone animato... Questa è ITALIA, gente!

Rosuen said...

Peccato sia così difficile poterlo vedere sul grande schermo :-(
Comunque la riflessione sul genere umano a cui ci porta questo film secondo me è ancora molto attuale.

sommobuta said...

Visto migliaia di volte coi sottotitoli per ovviare alla mancata trasposizione italiana.

E poi, visto (finalmente)al cinema.

Sarò lapidario e banale: CAPOLAVORO.

Weltall said...

@Cineserialteam: purtroppo è davvero così. E con l' animazione giapponese la situazione è sempre peggiore...

@Rosuen: è attualissima!!!

@sommobuta: come ho già scritto da te, CAPOLAVORO! Sarà sicuramente lapidario ma mai banale!
Purtroppo io non ho potuto vederlo al cinema quindi ti invidio moltissimo ^__*

kusanagi said...

Temo proprio che l'animazione giapponese, che da noi non ha mai preso piede al punto da esser considerata commerciale, abbia subito la mazzata finale con il 3D.

Il problema cmq coi film di Miyazaki e' che dovrebbero esser i genitori a volerci portare i bambini, e non viceversa, come accade per tutta l'animazione statunitense.

Infatti per quanto riguarda l'animazione staunitense i bambini conoscono gia' il prodotto, per effetto della macchina pubblicitaria e del merchandising, elemento quest'ultimo che ha un peso incredibile sull'"acquisto" finale del film.

Weltall said...

@kusanagi: quel che dici è giustissimo e come sei mi trovi d'accordo!
Conosco comunque qualche genitore (miei coetanei ma anche più grandi di me) che avrebbero portato volentieri i figli al cinema se solo avessero avuto almeno mezza sala di possibilità T__T