Thursday, January 21, 2010

"You're not in Kansas anymore"

Curiosa la sorte che spetta a pellicole come Avatar, chiacchierate e giudicate con precisione microscopica ancora prima che raggiungano le sale. Certo, si tratta dell' effetto collaterale della campagna promozionale del film, che ha tenuto avvolto nel mistero l'intero progetto lasciando libera di circolare la voce secondo la quale Cameron avesse finalmente la possibilità di dare alla luce un progetto che teneva da parte da tantissimo tempo e che sarebbe stato qualcosa di rivoluzionario. A film uscito si è scritto e letto di tutto: c'è chi si arrocca su pregiudizi negativi basati sul patrocinio che alcuni colossi dell' informatica hanno offerto al film o sulla promozione fatta dalla più famosa catena mondiale di fast-food o chi, ancora, la definisce a priori un' "americanata", ma in definitiva voci trascurabili e inutili perché fondate sul niente. Poi naturalmente ci sono le due posizioni dominanti, quella dei sostenitori del film contrapposta a quella dei suoi detrattori, e qui si entra nel campo dei giudizi personali, dei propri gusti, della propria capacità di lasciarsi coinvolgere o prendere dal film. E come accade per pellicole di questa portata gli schieramenti si riparano in trincea pronti a fare fuoco. Senza voler entrare nel merito di questo o di quel giudizio particolare, si può partire con delle considerazioni sul film proprio da alcune delle più frequenti critiche negative che gli sono state mosse contro. Sicuramente la sceneggiatura è l'aspetto più bersagliato, dove la classicità del racconto viene additata come banalità e dove invece, in questo modello classico (dove appaiono classici e stereotipati anche i personaggi) e dove le metafore appaiono più che evidenti ed esplicite, io ci vedo la necessità di raccontare una storia che non perde di importanza e di significati per quante volta la si possa sentire. Quando ci lasceremo definitivamente alle spalle un passato ed un presente di colonizzatori, le guerre per accaparrarsi i territori ricchi di risorse minerarie ed energetiche a discapito delle popolazioni che li abitano, quando sarà diventato superfluo mandare un messaggio ecologista forte e diretto come quello di Avatar, allora si potrà dire che la sua storia è scontata e banale. Senza contare poi il fatto che l'umanità dipinta da Cameron, in declino ed impossibilitata ad interagire con un paradiso come Pandora senza l'uso degli avatar, porta a delle riflessioni su come l' utilizzo di alter-ego virtuali sia da sempre, non solo la manifestazione di se stessi tanto in un videogioco quanto in una community on-line, ma soprattutto il mezzo per colmare il senso di inadeguatezza dal quale molti cercano di fuggire, rappresentando se stessi come in realtà desiderano apparire. Il secondo aspetto che in molti hanno voluto mettere in evidenza per mostrare come in realtà il film abbia più debolezze che punti di forza, sta nel suo lato tecnologico. In pratica, privato del 3D e di tutti gli effetti speciali, del film non resta nulla di valido, critica che fondamentalmente non ha molto senso. Se si ha un tale giudizio delle tecnologie più moderne applicate al cinema sarebbe il caso di evitare a a priori film come Avatar dove i due elementi sono imprescindibili l'uno dall'altro. Che poi Cameron abbia apportato quella rivoluzione di cui parlava, quello è un 'altro discorso, ma di sicuro ha dimostrato come la visione stereoscopica 3D e gli effetti speciali, possono (e dovrebbero) essere usati in funzione del film e non come mero ornamento al' avanguardia da sfoggiare. Come l' avatar è il link tra gli uomini e Pandora, il 3D in questo caso è usato come link tra il pubblico ed il film, il collegamento che ci permette di esplorare la meravigliosa flora e la ricca fauna di Pandora provando la sensazione di finirci quasi dentro. Ma dove si è veramente fatto dei passi avanti impressionanti è nel campo delle animazioni dei personaggi, soprattutto nel' utilizzo del Performance Capture in grado di restituire una naturalezza nelle espressioni dei Na'vi che, oltre a lasciare senza parole, riesce a trasmettere la più vasta e completa gamma di emozioni. Ora, non mi sento di definirlo capolavoro e forse neanche film epocale, ma la sua importanza è innegabile come è innegabile ed indelebile il segno che Cameron ha lasciato per l' ennesima nella storia della Settima Arte e, tutto il cinema di genere che verrà, dovrà per forza partire da qui.

13 comments:

dreca said...

questo è uno dei pochi film che sono fermamente decisa a vedere al cinema in 3d ;)

chimy85 said...

Bellissima recensione, al di là di una minima differenza di voto direi che concordiamo a pieno :)

Un saluto

nicolacassa said...

Cito le tue parole: Film bello e importante, punto!! Penso che andrò di nuovo a vederlo! :)

Kusanagi said...

Copione ! Mi hai anticipato il titolo della recensione !!! ^_-

kusanagi said...

Comunque nessuno cita Miyazaki, e mi sembra un po' strano: foreste, esserini luminosi, messaggio ecologico ...

Considerato che l'altro (spero, anche se lui purtroppo ha smentito) esperimento di Cameron con il 3D dovrebbe ( o doveva) essere Alita, e che Cameron stesso ha sempre detto di esser un grande ammiratore di Ghost In The Shell, a cui l'attacco con gli elicotteri e' visivamente ispirato, mi sembra strano che nessuno abbia citato le fonti giapponesi, ma solo quelle americane.

Pupottina said...

eccomi qui per augurarti buon weekend ^_______^ e per dirti cosa vorrei vedere in questo fine settimana
se andrò al cinema, non mi soffermerò su avatar, ma adrò per il quarto tipo ;-) o per tra le nuvole...
per me il capolavoro di Cameron resta Titanic ... non lo so, forse sono anche scocciata dalla troppa pubblicità oltre che dal prezzo maggiorato per vedere quel film anziché un altro ...
^____________^

Weltall said...

@dreca: ed è la cosa più giusta da fare ^__^

@Chimy: oh si assolutamente ^__^

@Nick: bravo cugino ^__*

@Kusanagi: ah ah ah è la seconda volta che mi accusano di scopiazzamento anticipato nel giro di un mese...dovreste iniziare a preoccuparvi ^__*

Riguardo le tue considerazioni sul film, ammetto che l'idea di collegamenti tra Avatar, Miyazaki ed il film di Oshii, non mi abbia minimamente sfiorato, eppure ora che me lo fai notare appaiono dannatamente evidenti e per nulla fuori luogo. Attendo di leggere il tuo post a questo punto ^__^

@Pupottina: alla fine ognuno deve andare al cinema per il puro piacere di farlo e andare a vedere i film che lo ispirano, non quelli più pubblicizzati. Tra l'altro le tue scelte della settimana coincidono con le mie ^__^

Anonymous said...

Concordo veramente su tutto quello che scrivi, soprattutto sulla classicità della storia che per me non è un difetto così insormontabile considerando tutti gli altri meravigliosi aspetti della pellicola.

Ale55andra

Vision said...

questo è un capolavoro che, superato Titanic, rimarrà in vetta per un paio di anni!!!

Weltall said...

@Ale55andra: esatto! In questo caso è un vero peccato limitarsi a giudicare il film dalla sua "storia" e non nel suo complesso (che tra l'altro appare più stratificato di quel che possa sembrare) ^__^

@Vision: mi fa piacere che anche a te sia piaciuto ^___^

Cineserialteam said...

Ottima disamina. Il 3D è complementare al raggiungimento del voto alto.

I capolavori, però, sono ben altri.

Deneil said...

Oh finalmente l'hai visto..siamo d'accordo su tutto...io ci aggiungerei anche il fatto che la riflessione sugli avatar è portata avanti nello stesso periodo anche da quel "Surrogates" che ha avuto poca fortuna...anche se in un altro modo.

Weltall said...

@Cineserialteam: film per me importantissimo, ma mi viene difficile considerarlo capolavoro! Il 3d in questo caso è un completamento quasi necessario ^__^

@Deneil: sfortunatamente non ho visto Surrogates ma è disponibile "per altre vie" perciò credo che recupererò presto ^__*