Wednesday, January 27, 2010

"Do I want to believe?"

Il regista Olatunde Osunsanmi non sarà capace di fare il suo mestiere ma perlomeno il coraggio non gli manca. Non solo perchè il suo nome sembra un simpatico scioglilingua, ma soprattutto perché, con un solo film al' attivo (un certo WithIn a me completamente sconosciuto), decide di affrontare un vero e proprio campo minato, ufologia e rapimenti alieni, incurante del fatto che potrebbe saltare in aria al minimo passo falso. L' argomento vede da sempre contrapporsi coloro che credono ciecamente nell' esistenza degli omini grigi che ti prendono e usano il tuo sedere come un porta matite, e quelli che non riescono ad andare oltre un cieco scetticismo. Personalmente trovo l'argomento parecchio affascinante ed è per questo motivo che mi sono avvicinato ad Il Quarto Tipo spinto dalla curiosità mossa da un trailer che prometteva un racconto basato su fatti realmente accaduti e documentati anche in video. Ora, il film di Olatunde Osunsanmi (mi piace tanto scriverlo per intero) è qualcosa di totalmente ambiguo che si pone come obbiettivo di superficie quello di dare ad ufologi convinti qualcosa di cui vantarsi al bar con gli amici con frasi tipo " te l'avevo detto che era tutto vero" e magari di far porre qualche serio interrogativo a tutti gli altri. Sarebbe stato così anche per me se la suddetta curiosità non mi avesse spinto a fare delle ricerche sulla protagonista e sugli eventi del film che, ricordiamolo, trattano il presunto rapimento alieno della Psicologa Abbey Tyler e di alcuni sui pazienti nella cittadina di Nome in Alaska. Il film si apre con un avvertimento rivolto al pubblico dall' attrice Milla Jovovich, che interpreta la Dottoressa Tyler nelle ricostruzioni degli eventi, con lo scopo di mettere in guardia sul fatto che gli eventi riportati nel film sono stati documentati dalla stessa dottoressa con riprese video che vengono presentate nel film in parallelo con le drammatizzazioni. E il film si chiude nella medesima maniera, con l'attrice e il regista che ci invitano, dopo aver visto con i nostri occhi quello che è accaduto, ad essere noi stessi a decidere in cosa credere o meno. Ed ecco i fatti: effettivamente esiste la città di Nome in Alaska nella quale, dagli anni '70 ad oggi sono state documentate parecchie misteriose sparizioni archiviate dalle autorità locali come dovute ad un eccessivo uso di alcolici unite alle estreme condizioni climatiche. Nessun riferimento a rapimenti alieni (cosa anche comprensibile), nessun riferimento ai luttuosi eventi narrati nel film ma soprattutto nessun riferimento al' esistenza di un Dottoressa Abigail Tyler, il che ci porta alla conclusione che anche i filmati di repertorio siano stati fatti ad arte per la pellicola*. Ma allora qual'è lo scopo di Il Quarto Tipo? Sollevare domande ed interrogativi almeno fino a quando il trucco non è stato svelato? Sinceramente non capisco. E non capisco perché fare un mockumentary (perché è di questo che si tratta alla fine) e volerlo spacciare per vero quando questo tipo di progetti funzionano a meraviglia quando costruiscono consapevolmente una realtà fittizia. Se è solo per cavalcare uno dei trend cinematografici del momento, o una sua variazione sul tema, mi spiace per il giovane regista americano ma non è riuscito a stare in sella cadendo rovinosamente a terra. Ed è in questi elementi che sta l'ambiguità del film, nel rendere volutamente incomprensibile fin dove il progetto può essere preso sul serio o se si tratta di uno scherzo ben elaborato ai danni di chi è pienamente convinto nell' esistenza di forme di vita extraterrestri. Spielberg si era fermato agli incontri di terzo tipo e, a quella magia, non mi stancherò mai di credere.

*Note a margine: durante le interviste che il regista fa alla "vera" Abigail Tayler, in basso a destra si può scorgere il logo della Chapman University. Sul sito di questa università ci tengono a precisare che l' uso del logo è stato permesso soprattutto perchè Olatunde Osunsanmi è un loro ex studente, ma che l'intervista, come tutto il resto che si vede nel film, è "fiction".

10 comments:

Anonymous said...

Ha fatto talmente schifo a tutti quelli di cui ho letto le recensioni che non posso non vederlo, ahah!

Ale55andra

Anonymous said...

be tu ti basi sul fatto che per forza deve esistere una dottoresa abigail e che il fatto che se in un film ti dicono preso da fatti reali devono per forza esserci, in realta sin dai tempi del primo nn aprite quella porta viene detto che il film ripropone fatti reali ma si sa che cosi nn è e una mossa publicitaria quindi guardiamo il film per come è ovvero un film psicohorror e non come il film della rivelazione che li alieni esistono

Weltall said...

@ale55andra: eh eh eh aspetto di elggere da te allora ^__*

@Anonimo: no, attenzione! Forse nel post non mi sono spiegato bene ma di sicuro è chiaro che non mi aspettavo da questo film nessuna rivelazione e che trovo l'argomento "alieni" affascinante e niente di più.
Ma andiamo con ordine: Non aprite Quella Porta non è un esempio calzante in questo caso. Il film di Hopper è ispirato a fatti realmente accaduti ma è un film e per quello va considerato, punto.
Il Quarto Tipo è un mockumentary pertanto assistiamo a degli eventi fittizi ricostruiti come se fossero realmente accaduti e questo di per se non pregiudica i lvalore della pellicola: non è che Cloverfield è un brutto film (a parte che è una figata assoluta) perchè non è vero che un mostro ha attaccato New York. Non è che Distrct 9 perde tutto il suo fascino perchè degli alieni non sono mai atterrati in Sud Africa.
Il problema con Il Quarto Tipo è che il regista vuole fare il passo più lungo della gamba e ci si mette sia lui in prima persona (intervistando la Dottoressa) che l'attrice a dirci che, non solo i fatti sono realmente accaduti ma che anche i filmati sono autentici. Questo ha fatto nascere in me una certa curiosità che mi ha portato a voler indagare sui fatti. E sai cosa ho trovato: nulla. Ed è un male? Assolutamente no. Solo che poi scopro che l'unico sito di viral marketing creato e stato improvvisamente chiuso perchè i cittadini di Nome in Alaska si stavano leggermente incazzando. Ed è qui che nascono i miei dubbi (nel post specifico che non ho proprio capito le intenzioni del film) per questo progetto ambiguo (le scoparse nel corso di trent'anni sono documentate, ma buttarci in mezzo gli alieni per dare una spiegazione mi sembra, oltre che fuoriluogo, anche parecchio irrispettoso. Non era meglio inventarsi tutto di sana pianta), forse fin troppo ambizioso per un regista, lasciamelo dire, abbastanza incapace. Sicuramente le intenzioni erano buone e in mano a qualcuno con le palle e l'esperienza (vedi J.J. Abrams) ne poteva venire fuori qualcosa di veramente interessante.
Ma lasciamo tutte queste cose da una parte e facciamo come dici tu, prendiamo cioè il film per uno psicohorror: bé, anche provando a dargli una possibilità il film è comunque pessimo (terribili ed inutili gli split-screen con il confronto tra i filmati "originali" e le ricostruzioni drammatiche) che gioca le sue carte con due urla improvvise piazzate ad arte, più irritanti che spaventose.
Insomma, al di la di tutto, qui si è provato a fare del metacinema ma ne uscita solo una gran cagata ^__^

Anche se non siamo d'accordo, ti ringrazio comunque per questo commento che mi ha permesso di approfondire e spiegare meglio alcune cose che forse nel post avevo trattato in maniera superficiale ^__^

Anonymous said...

Ora che l'ho visto posso tranquillamente dire: mamma mia che gran cagatone...mi si perdoni il termine. Se ci riesco senza scoppiare a ridere ogni due secondi forse ne scrivo qualcosa, ahah.

Ale55andra

nicolacassa said...

Io riesco a scrivere "Olatunde Osunsanmi" solo facendo copia-incolla! E' un nome assurdo! Chissà che calvario alle poste quando deve fare lo spelling del nome!! hehehe

Weltall said...

@Ale55andra: ah ah ah non ti preoccupare! qui si può usare (in questo caso ancora di più) il termine "cagatona" o anche di peggio ^__^

@Nick: oh oh oh anche io ho fatto copia-incolla perché non riesco ad imparare a memoria quest' accozzaglia di vocali e consonanti messe a caso ^__*

Pupottina said...

meno male che non l'ho visto... Gino rompeva affinché andassimo a vederlo... per fortuna che non lo abbiamo assecondato...

Weltall said...

@Pupottina: avete fatto benissimo!!! Magari recuperatelo quando potrete vederlo comodamente a casa ^__^

Killo said...

Noleggiato e guardato con molta attenzione...anche i contenuti speciali...

Devo ammettere che a me e' piaciuto...

sono sempre angosciato da film tratti da una storia vera e con filmati "reali" dell' epoca dei fatti...

non male sto film secondo me...

Estate, periodo di film a manetta per il killo

Weltall said...

@Killo: io continua a trovare l' argomento affascinante ma il film decisamente poco riuscito.
Mi raccomando però, tienimi aggiornato sulle tue visioni ^__*