"Well then, goodbye everybody."
Un gruppo di cinquantaquattro studentesse di liceo si mette in fila sulla banchina della metropolitana di Tokyo e dopo essersi prese per mano saltano sui binari proprio mentre il treno sopraggiunge. La macabra scena è sottolineata da una musica di tutt'altro tenore, quasi straniante se relazionata con il bagno di sangua al quale stiamo assistendo. Questo è il folgorante (e a riguardarlo non fa che diventare sempre più incredibile) inizio di Suicide Club di Sono Shion ed è anche il primo dei forti contrasti di cui la pellicola è piena. Il regista giapponese affronta senza tanti fronzoli, e senza nascondersi dietro ad un velo come spesso accade nel cinema giapponese, una tematica scottante e sempre attuale in terra nipponica come quella dei suicidi e lo fa con una storia, da lui stesso scritta, che ci proietta in un incubo dove, come guidati da una mano misteriosa, centinaia di persone decidono di togliersi la vita senza apparente motivo. Come i personaggi del film anche noi veniamo abilmente guidati da Sono a credere alla natura criminale di questi accadimenti e che in realtà ci sia una volontà omicida dietro queste morti, un Club dei Suicidi che guida tutto nell' ombra e attraverso internet. Ma in realtà le motivazioni si nascondono dietro le apparenze, dietro i sorrisi, dietro le famiglie felici. Un malessere profondo che appesta la società come un morbo che infetta in maniera subdola perchè ci si autocontagia senza saperlo. Un messaggio pessimistico che sembra trovare uno spiraglio di positività in un finale comunque inquietante e di grande impatto. Un forte contrasto insomma, proprio come si diceva in precedenza, che Sono gestisce con grande maestria e così fa con i lresto del film che prende improvvisamente derive horror e grottesche, fa convivere personaggi canonici ma ben definiti (il poliziotto Kuroda) con altri al limite dell' assurdo (Genesis), senza far perdere alla pellicola la sua solidità. Caratteristica questa che si ritrova nella filmografia di questo regista e che lo rende senza ombra di dubbio uno degli autori più interessanti del panorama cinematografico giapponese.Labels: Cinema Thoughts and Reviews












































































