Wednesday, November 25, 2009

"See ya later, Navigator!"

Ci sono tutta una serie di film, per lo meno per noi che siamo stati bambini negli anni '80, sui quali abbiamo poggiato la nostra formazione fantastico/fantascientifica, una serie di pellicole che adesso chiamiamo cult ma che allora abbiamo amato come fossero le cose più belle al mondo. Probabilmente fu Steven Spielberg, con i capolavori "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo" e "E.T.", a spianare la strada, a mostrare che lo spazio non è soltanto freddo e vuoto o abitato da orrori innominabili. Lassù oltre le stelle, lui e altri registi che lo seguirono negli anni e venire, videro le potenzialità nascoste in luoghi sconosciuti, terreno fertile per avventure il cui confine era solo l'immaginazione, contatti fino ad allora solo sognati fra razze e civiltà sconosciute. Se poi queste storie avevano come protagonisti bambini o ragazzi nostri coetanei con i quali potevamo identificarci, si capiscono bene i motivi per i quali questi film ci rimasero nel cuore. Il già citato E.T. è sicuramente l'esempio più illustre, ma si prenda ad esempio anche Explorers di Joe Dante (con i giovanissimi Ethan Hawke e il compianto River Phoenix) o Navigator di Randal Kleiser dove si miscelava l' esperienza extraterrestre con i viaggi nel tempo, in un mix veramente suggestivo e coinvolgente. La vicenda inizia il 4 luglio del 1978 quando, il dodicenne David si inoltra nel bosco dietro casa per andare a prendere il fratello più piccolo. Attirato dai latrati del suo cane si avvicina ad una scarpata e precipita di sotto. Risvegliatosi fortunatamente illeso, si affretta a tornare a casa solo per scoprire che al posto della sua famiglia ora ci abita una coppia di anziani. Spaventati dallo stato di agitazione in cui si trova il ragazzo, i due chiamano la polizia che conduce il ragazzo dove presumibilmente abitano i suoi genitori. Di fronte ad una casa sconosciuta Daniel riconosce i suoi genitori anche se invecchiati: è il 1986 e se per Daniel sembrano trascorse solo poche ore in realtà sono passati otto anni. Il tempo è trascorso per tutti tranne che per lui. La prima parte del film gioca le sue carte sul senso di perdita d'orientamento di Daniel, ritrovatosi improvvisamente nello stesso posto in cui ha sempre vissuto, così uguale eppure così profondamente diverso: non solo i suoi genitori si sono traferiti ma sono invecchiati. Il fratellino con cui litigava fino a poche ore prima adesso è più grande di lui. Ma dal '78 all' '86 i cambiamenti sono percepibili anche su altri livelli soprattutto per Daniel, che scopre ad esempio il suo programma TV preferito (Starsky & Hutch) sostituito con i per lui totalmente sconosciuti, videoclip musicali e così anche la musica e la moda cambiati a tal punto da essere quasi alieni. Ed è proprio la figura "aliena" di Max, l'intelligenza artificiale della navetta spaziale comparsa insieme a lui nel 1986, a rappresentare l' unico appiglio sicuro, l'unica figura amica in qual mondo al quale non sente di appartenere. La svolta extraterrestre, che spiega la condizione in cui si trova Daniel e ne definisce anche il ruolo nella storia (lui è il Navigator della navicella, in pratica una sorta di mappa stellare ambulante), è largamente anticipata da continui richiami a simbologie "ufo" (il frisbee, il silos o l'ombra del dirigibile) ed è anche il momento in cui il film si carica di quella magia e di quel fascino tipico delle produzioni di quegli anni dove gli effetti visivi erano per il 90% frutto di un elaborato uso di scenografie e di pupazzi (i curiosi "campioni" prelevati da Max nei pianeti che ha visitato). E se il film può apparire obiettivamente datato da un punto di vista tecnico, sfido chiunque ne abbia ricordo a riguardarlo oggi e ad affermare che sia invecchiato male. Magari chi neanche lo conosce potrebbe recuperarlo anche solo per scoprire un modo di fare cinema per ragazzi che ormai è andato perduto.

8 comments:

Euterpe said...

...che tuffo al cuore...non che io sia un'appassionata di questo genere,ma sono stata bambina negli anni 80 e Navigator l'ho visto diverse volte...su telemontecarlo se non erro...che ricordi,che nostalgia di un tempo che non c'è più...

Dirk Diggler said...

Un must!!!

Weltall said...

@Euterpe: fantastico! Esattamente il tipo di commento che mi aspettavo e che ti fa dire "allora non ero il solo!!!"
un film che, chi è stato bambino in quel decennio deve aver visto per forza ^__^

@Dirk: ASSOLUTAMENTE ^__^

Spino said...

visto e rivisto decine di volte... spettacolo.

Testadicinema. said...

Favoloso navigator.
Meraviglioso Explorer.
La mia infanzia...

Pensavo a quello che hai detto, la scoperta dello spazio interstellare non piu come luogo freddo, ma fonte di storie e infinita immaginazione.

Non penso che sia una cosa nuova, è sempre successa, solo che prima si cercavano contesti diversi, nella terra, perchè era ancora da esplorare. Adesso che l'abbiamo vista tutta, o quasi, ci volgiamo al cielo, come gia faceva Verne.

Ma tornando ai film: e Wargames giochi di guerra? Te lo ricordi?

Weltall said...

@Spino: siiii! Infatti mi sembravi sulla buona strada la settimana scorsa per il cinequiz ^__*

@Testadicinema: si, siamo d'accordo. Infatti intendevo che tra la fine degli anni '70 e il decennio degli '80, è il cinema che si è rivolto allo spazio. Però a differenza di Scott e del suo Alien, altri hanno pensato di trovarci qualcosa di amichevole ^__*

P.S.: cacchio se mi ricordo di Wargames ^___*

Deneil said...

son tornato a scrivere in via definitiva..finalmente..questo nacigator però devo ammettere di non conoscerlo...e mi ispira parecchio dalla trama...poi non so...hanno sempre qualcosa anche solo nella trama questi classici per bambini anni 80 che li riconduce esattamente agli anni 80..lo recupererò!

Weltall said...

@Deneil: bé, allora ben tornato ^__^
Per quel che riguarda Navigator, se ti piace il cinema di quel decennnio, credo che apprezzerai ^__*