Tuesday, May 04, 2010

Far East Film Festival 12 - Day 1

SOPHIE'S REVENGE
Regia di Eva Jin

La dodicesima edizione del FEFF si apre quasi con il freno a mano tirato, almeno rispetto alle due precedenti, con una commediola cinese diretta da Eva Jin e prodotta/interpretata da Zhang Ziyi. E' lei infatti a ricoprire il ruolo della protagonista, disegnatrice di libri illustrati di successo in piena crisi sentimentale dopo che il ragazzo con il quale si doveva sposare la lascia per mettersi con una famosa e bellissima attrice. Con piglio molto fantasioso, che spesso e volentieri ci fa precipitare direttamente nelle assurde fantasie di Sophie, assistiamo alla storia di una donna delusa che organizza un piano per vendicarsi dell' ex fidanzato ma che in fondo lo rivorrebbe indietro tutto per se. A complicare ulteriormente le cose ci si mette un “terzo uomo”, un fotografo a sua volta scaricato dall' attrice, che si unisce a Sophie nel suo assurdo progetto. Ne viene fuori un filmetto che ogni tanto diverte ma che, a parte qualche inaspettata svolta nella sceneggiatura, non si discosta molto da altre centinaia di film di genere diventando sempre più prevedibile e scontato mano a mano che ci si avvicina alla fine.

DREAM HOME
Regia di Pang Ho-cheung

Il piatto forte della serata e sicuramente una delle “portate principali” dell 'intero festival, arriva con il secondo film, l'anteprima mondiale dell' ultima fatica dell' eccentrico e geniale Pang Ho- cheung. Film attesissimo, pubblicizzato come uno slasher nudo e crudo, il film mantiene le sue promesse e non delude le altissime aspettative. Il regista honkonghese stupisce ancora una volta con una pellicola, una novità nella sua filmografia, che poco o nulla lascia all' immaginazione dello spettatore travolto da una ferocia assassina, all' inizio del tutto inspiegabile e ingiustificata, che esplode in tutta la sua crudezza fin dai primi minuti. Ma se c'è una cosa che si è imparata con Pang Ho-cheung è che non c'è nulla di casuale e quella a cui assistiamo non è violenza gratuita o fine a se stessa. Con una scrittura intelligente che si muove tra passato e presente della protagonista, ci viene raccontata non soltanto la sua storia ma un pezzo di storia di Hong Kong stessa, dalla politica del governo che ha favorito lucratori e speculatori in combutta con la mafia trasformando la citta in una giugla di anonimi palazzoni, fino alla recentissima crisi economica americana. In tutto questo si inserisce il sogno di Chen Lai-sheung (una Josie Ho, bellissima e perfetta in questo ruolo), decisa a comprare un appartamento con vista sul mare in un condominio di lusso proprio come aveva promesso fin da bambina al nonno prima e alla madre poi. Il suo sogno però si infrange contro un mare di burocrazia e contro un mercato immobiliare sempre più feroce che la fanno precipitare nella disperazione e la spingono verso gesti estremi pur di soddisfare quel singolo desiderio per il quale ha sacrificato più di quanto si possa immaginare. Inutile dire che ci troviamo di fronte ad uno dei (se non proprio "al") FILM del festival.

4 comments:

Rosuen said...

Sono d'accordo con te Momis :-)
Il miglior film è sicuramente Dream home, comunque c'erano diversi prodotti interessanti secondo me.

Chimy said...

Concordo sull'articolo determinativo per Dream Home :). Anche se conto poco visto che sono rimasto solo tre giorni...

Pupottina said...

Dream home mi incuriosisce molto.

Weltall said...

@Rosuen: si, si! Adesso nei prossimi giorni ne parlerò ^__*

@Chimy: per me il vincitore morale del Festival! Alla faccia di Castaway on the Moon (che non ho visto ^__*)

@Pupottina: molto bello Dream Home ma sarà difficile che arrivi qui da noi!