Wednesday, February 10, 2010

Don't mess with the demons

Accade che per vendere un film si spenda più di quanto costi produrlo, operazione dedicata ai quei progetti per i quali si prevede un grande ricavo. Poi si comincia con il bombardamento mediatico, si spara qualche nome conosciuto che possa fare da garanzia al film stesso e si utilizza qualche studiato strillone pubblicitario per gonfiare bene il tutto. Insomma, la promozione innanzi tutto e nel caso di Paranormal Activity hanno contribuito anche le solite polemiche e gli ingiustificati allarmismi lanciati da questo o da quel politico (seguiti a ruota dalle associazioni dei consumatori). Ed ecco che un piccolissimo film horror, costato poco più di 10.000 dollari, diventa fenomeno mediatico quando probabilmente la sua "dimensione ottimale" era quella del cult che si diffonde per passa parola piuttosto che un insistente, esagerato ed esasperante battage pubblicitario, probabilmente ancora, un film da guardare comodamente a casa (meglio se con adeguato impianto audio) piuttosto che in sala. A conferma di questo il finale scelto per il cinema (meglio e più in linea con lo spirito artigianale della pellicola, quello girato quando ancora non se lo filava nessuno) che sembra fatto apposta per dare un contentino ad un pubblico che, arrivato a quel punto è già incontentabile. Paranormal Activity incassa comunque un pacco di soldi e in tanti, troppi, rimangono delusi da un film che promette puro terrore e cosa da in cambio? Andiamo per ordine però. Io capisco il disappunto del grande pubblico che si lascia spesso condizionare dal modo in cui il film viene venduto per poi non avere in cambio quello che si aspetta, ma da spettatore smaliziato di fronte a cose del tipo "il film che ha terrorizzato Spielberg", mi metto i miei seri dubbi su quanto effettivamente la pellicola di Oren Peli possa o meno privarmi del sonno. La paura, e di conseguenza ciò che la genera, sono cose soggettive. Paranormal Activity è così spaventoso? A mio avviso no, ma ha comunque qualche interessante freccia al suo arco. Il film non ruota intorno ad una vera e propria storia ma è un montaggio dei filmati amatoriali girati da una coppia che cerca di "catturare" con la videocamera fenomeni paranormali che perseguitano la protagonista femminile da quando aveva otto anni. Lei è sinceramente spaventata da tutto questo, lui ne è affascinato e da classico americano "ci penso io", si arma di videocamera e, invece di aiutare, arriva a far incazzare un demone fino alle tragiche conseguenze. Il film è tutto qui, niente di particolarmente originale per l' ennesima rielaborazione figlia de "la strega di Blair" con l'unica differenza che qui l' orrore viene catturato in video mentre si manifesta. Oren Peli opta per una struttura ripetitiva, riprese diurne e notturne che si susseguono, con la quale mostra il logorarsi dello stato psicofisico dei protagonisti e il progressivo intensificarsi della presenza demoniaca nella casa. Tralasciando una particolare ed azzeccata sequenza mattutina, sono quelle notturne ad essere il punto di forza del film: la videocamera fissa e sempre accesa rappresenta già di per se una violazione dell' intimità, un intrufolarsi nel privato nel momento di massima vulnerabilità. La sua presenza è scomoda quanto quella del demone (alla fine infatti le frustrazioni verranno scaricate proprio sul suo occhio sempre presente) soprattutto per noi spettatori che, con degli improvvisi fastforward, sappiamo che c'è qualcosa nel buio, oltre a noi, che osserva la coppia mentre dorme. E forse, più che le luci che si accendono o le porte che sbattono, quello che maggiormente genera inquietudine è l'idea di trovarsi indifesi all' interno delle mura domestiche, che anche un familiare corridoio buio possa nascondere una minaccia, ma da qui alle crisi di panico e agli svenimenti ce ne passa. Qualche brivido lungo la schiena lo regala ma aspettarsi qualcosa di più...per carità, non scherziamo.

13 comments:

Matteo said...

Ora so che risparmio i soldi del cinema..

killo

Weltall said...

@Matteo: ed è una gran cosa ^__* Guardatelo a casa se puoi ^__^

Anonymous said...

Per me che soffro di insonnia Paranormal activity ha avuto un grande merito, mi ha fatto addormentare prima del solito...

Ale55andra

sommobuta said...

Una sola parola (anzi, onomatopea) per questo ignobile "film": *RONF*

:)

Anonymous said...

Scusa, ma gli hai dato 4?
Spero sia uno scherzo, se questo film merita 1 è tanto.
Flavio

Weltall said...

@Ale55andra: bé almeno a qualcosa è stato utile, no? ^__*

@Sommobuta: in molti hanno detto di essersi annoiati ma io sono rimasto attento per tutta la visione...ma questo forse è l'elemento più soggettivo di tutti ^__^

@Flavio: 4? Sinceramente non lo so. sulla Connection ho dato un 2,5 che non so a cosa corrisponda: 4,5? 5?
Può essere e a mio giudizio ci sta. Devo dire che a me questi film finto/amatoriali piacciono e non credo che Paranormal Activity sia stato girato (nella sua prima versione) per prendere in giro il pubblico. Credo che il film sia stato venduto con quell' intenzione invece, che è una cosa ben diversa. Ci sono delle cose che mi son piaciute ed altre un po' meno, nel complesso un fil insufficiente ma non così terribile ^__^

Anonymous said...

Weltall, scusa, errore mio ma anche della Connection. Là,nella pagina principale, se clicchi sul blogger gparker (che ha effettivamente dato 4) vieni rimandato a questo blog!
2,5 mi sembra decisamente più adeguato, forse troppo!
Scusa ancora.
Flavio

Weltall said...

@Flavio: nessun problema ^__*

Moka said...

Quoto quelli che se lo vedranno a casa...al cinema perde un casino (e non è che sia stò gran filmone)! gente che ride, brusio...in sostanza anche le poche scene di suspance decente non dicono nulla in quella situazione! Per non parlare del finale proposto: UNA BOIATA rispetto agli altri due che circolano che almeno sono più coerenti con il tema trattato :(

Moka said...
This comment has been removed by the author.
nicolacassa said...

Cugino, la videocamera ce l'abbiamo, facciamo un film in casa anche noi e diventiamo ricchi! :)

Weltall said...

@Moka: vedo che siamo proprio d'accordo. Un filmetto che merita un' atmosfera più intima per essere apprezzato nelle piccole e poche cose che meritano. Per esempio: più che le porte che sbattono o le luci che si accendono, mi è venuta la pelle d'oca quando lei sta per ore in piedi, al buio, fissando il compagno che dorme. Particolare che forse al cinema non si riesce ad apprezzare ^__^

@Nick: io ci sto ^__^

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie