Tuesday, January 11, 2011

La ricerca dell' Aldilà

Il desiderio di conoscenza e la necessità di non sapere, è ciò che collega le tre storie e i tre personaggi che compongono Hereafter, ultima fatica di Clint Eastwood che trova nella coralità del racconto i suoi punti di forza ma anche le sue debolezze. Se infatti la parte dedicata al personaggio di Matt Damon, George Lonegan, sensitivo che vive il suo dono come una condanna, risulta essere il fulcro del racconto, le altre due due, dedicate rispettivamente ad un bambino londinese che si trova ad affrontare la morte del fratello gemello ed una giornalista francese scampata miracolosamente allo tsunami nel sud est asiatico, sembrano eccessivamente dirette nel caricare emotivamente lo spettatore, anche con sequenze tanto belle (quasi "strappata" da film di altro genere quella, spettacolare, dell' onda anomala) quanto drammatiche. Certamente drammatico è quanto avviene a George, ma è un dramma trattato in maniera più intimista tanto da risultare più sofferto e sincero (le brevi sequenze con Bryce Dallas Howard ne sono un esempio perfetto) rispetto agli altri due. Si può notare nella sceneggiatura di Peter Morgan una certa ridondanza, un po'retorica (senza contare il solito ritratto italiano che finisce irrimediabilmente nella macchietta) ma non si può certo dire che Hereafter metta in ballo un argomento di poco peso, rispondendo all' eterno quesito "c'è vita dopo la morte?" in maniera forse consolatoria ma che lascia spazio a riflessioni sulla necessità dell' uomo, spesso spinto dalle fedi religiose, di sapere che la morte non è la fine ma un passaggio verso qualcos' altro. Un approfondimento che in qualche modo risolleva il giudizio, anche se non di molto, per un film dove sono diverse le cose che non convincono e che, insieme ad Invictus, si posiziona tra le opere minori della produzione recente di Eastwood.

10 comments:

Luciano said...

Mi spiace per questa, posso dire?, "pausa" nel magnifico percorso che ha intrapreso Eastwood film dopo film. Purtroppo non l'ho ancora visto ma ho letto che il film non ha convinto tutti.

Eva Luna said...

A me invece è piaciuto molto e mi ha davvero convinta oltre che emozionata! La prima scena è spettacolare,vale tutto il film. Per Matt Damon invece nutro una particolare insofferenza.

Weltall said...

@Luciano: spiace tanto anche a me! Tieni presente però che sono sensazioni soggettive infatti, a leggere in giro, alcuni non hanno proprio avvertito questa pausa. Anche questo film ha un po' diviso lasciando molti (me compreso) abbastanza freddini...ma sono certo che il vecchio Clint si rifarà presto ^__*

@Eva: ho letto altri giudizi simili al tuo e sono contento anche perchè mi piace confrontare il mio giudizio con quello degli altri. Ottima la prima scena e così l'incidente del bambino. Il problema è che, dopo questi due avvenimenti, quelle due tracce narrative perdono di forza lasciando tutto il film nelle mani di Matt Damon, il cui personaggio è forse quello meglio sviluppato. Insomma, anche a me ha emozionato in alcuni momenti ma in altri mi ha tenuto distante ^^

dreca said...

non ti è piaciuto...a me incuriosiva per il rapporto con Dickens...quindi ti chiedo: al di là del periodo di pausa, è un film apprezzabile? nel senso: non rischio di addormentarmi guardandolo?

pesa said...

Ti dirò, leggendo la tua recensione mi è sembrato di sentire i pareri alla fine della proiezione in sala. Tutti si aspettavano chissà che, un film che parlava del paranormale in maniera esplosiva, con mostri che sbucavano da chissà dove; molti sono andati a vederlo solo perché "erano finiti i biglietti per Checco Zalone"; però a me è piaciuto, e anche tanto. Uno perché è di Mr. Eastwood (o dio che dir si voglia), due perché effettivamente è un film estremamente valido, capace di dimostrare che esistono ancora emozioni nel cinema attuale in cui la tecnologia (che da il suo contributo nelle prime scene in maniera spettacolare) e la freddezza la fanno sempre più da padrone.

Weltall said...

@dreca: indipendentemente dal mio giudizio secondo me dovresti andarlo a vedere, di sicuro non ti addormenti. Il rapporto con Dickens è una parte molto importante per la parte di storia legata al personaggio di Matt Damon. Poi fammi sapere ^^

@pesa: oddio! davvero da quell' impressione? No perchè non era certo quella l' intenzione, sia chiaro! Io sono andato al cinema per vedere il film di Eastwood spinto soprattutto dal tema dell' aldilà e dalle riflessioni che porta (come spero di aver spiegato bene nel post) e non certo per l'aspetto paranormale (e a tal proposito ci tengo a sottolineare che le visioni dell' "altra parte" che si vedono nel film non mi sono piaciute tanto). Ripeto, i limiti del film secondo me stanno in una struttura corale debole che sacrifica il personaggio di Matt Damon per dare spazio alle altre due storie che si esauriscono dopo le due sequenze drammatiche che le caratterizzano.
Detto questo, sono totalmente d'accordo con te che è ancora possibile trovare emozioni nel cinema di oggi, con o senza l' aiuto tecnologico, solo che in questo caso particolare non sono riuscito a trovarle/provarle come avrei effettivamente voluto ^^

dreca said...

ci andrò ;-)))) grazie come sempre!

Weltall said...

@dreca: you're welcome ^^

dreca said...

pronto alla pioggia scrosciante? ho appena visto il film...per i miei canoni a tempo di record ;-))) insomma a me non è dispiaciuto, anche se il perchè di Dickens non mi è ancora chiaro...chissà magari stanotte ci penso e lo scopro...cmq presto ne leggerai sul blog.

Weltall said...

@dreca: recupero rapidissimo!!! Attendo un tuo post allora ^^