Friday, August 31, 2007

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - INLAND EMPIRE

Produttore: BiM
Distributore: 01
Video: 1.85:1 letterbox
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1, Italiano Dolby Digital 5.1 con sottotitoli in italiano, Italiano / Inglese (con sottotitoli in italiano) stereo 2.0
Extra: Intervento critico di Gianni Canova, Trailer
Regione: 2 Italia
Confezione: amaray



Note: Conscio del fatto che Lynch non è molto fortunato in Italia (parlando dal punto di vista delle edizioni in dvd dei suoi film) ero piuttosto scettico sulla perfetta riuscita della versione su supporto digitale del suo ultimo INLAND EMPIRE. La versione noleggio aveva trasformato i miei dubbi in quasi certezze (potete leggere le mie osservazioni
qui). L' uscita della versione per la vendita ha però risollevato di molto il mio giudizio. Innanzi tutto è stato inserito l'audio originale (e ci mancherebbe altro!!!) in semplice stereo con i sottotitoli italiani forzati. La qualità video è sempre molto buona e fortunatamente sono scomparse quelle fastidiosissime linee verticali presenti nella versione noleggio. Il video è nel corretto formato. A noi italiani è toccato il formato letterbox ma, come leggerete poco sotto, anche questa versione è "Lynch approved" perciò...accontentiamoci! Se avete un normale televisore 4:3 non noterete assolutamente nulla. I problemi nascono solo su televisori 16:9. Nonostante Lynch sia venuto in Italia per presentare in anteprima mondiale il suo film (gli abbiamo dato anche il Leone D' Oro alla carriera) gli extra sono dannatamente miseri. A questo punto era meglio, secondo me, eliminare i 20 minuti di intervento di Canova e mettere l' audio originale in Dolby Digital 5.1. A parte la copertina più brutta che la storia ricordi, questa edizione è l'unica che avremo in Italia e, tutto sommato non è male. Ma se siete Lynch addicted come me, non potete perdervi la bellissima Regione 1


Produttore: Absurda
Distributore: Absurda / Rhino
Video: 1.78:1 Letterbox / Anamorfico NTSC
Audio: Inglese Dolby Digital 5.1 / 2.0
Sottotitoli: Francese
Extra: Calibration static screens, Scene eliminate (90 minuti), "Ballerina" short film, Dietro le quinte, Conversazione con David Lynch e Laura Dern, Featurette "More THing That Happened", Trailers, Galleria di foto, Featurette "David Lynch cooks Quinoa"
Regione: 1 USA
Confezione: amaray

Note: dovete sapere che Lynch ama curare personalmente le edizioni in dvd dei suoi film (almeno per quel che riguarda il mercato americano). E' lecito perciò aspettarsi, se non la perfezione, qualcosa che gli si avvicina molto. Il video è presentato nel corretto rapporto cinematografico, sia in letterbox che in anamorfico (tra l'altro negli extra è presente una funzione per calibrare colori e luminosità del televisore). Audio stereofonico e multicanale, sottotitoli in francese e in inglese (questi ultimi solo per le parti in polacco). Ma sono soprattutto gli extra a rendere imperdibile quest'edizione: oltre a featurette varie e al dietro le quinte, sono presenti ben 90 (dico NOVANTA) minuti di scene eliminate...praticamente un' altra ora e mezzo di film!!! Se la cosa sollecita i vostri appetiti cinefili, sappiate che su
Yesasia potete portarvi a casa questa magnifica edizione per poco più di 19 euro (praticamente il prezzo dell' edizione italiana). Per dovere di cronaca devo segnalare anche la versione a due dischi, regione 2, pubblicata dalla Optimum in Inghilterra. Video e audio si equivalgono con quella americana ma in quanto ad extra, la Absurda / Rhino non ha rivali. Per un confronto fra queste due edizioni potete consultare il bel sito DVDBeaver.

Thursday, August 30, 2007

Stagione Cinematografica 2007/2008 - Cosa ci aspetta...

...o meglio, cosa sto aspettanto in maniera spasmodica. Titoli ce ne sono parecchi (anche il ritorno di Bruce Willis nei panni di McLane dopo tanti anni, Il Sogno di Cassandra di Allen, ecc. ecc.) ma questi qui di seguito sono quelli che mi sogno la notte:

Il nuovo di Wes Anderson - in concorso a Venezia - (già lo adoro!!!):

THE DARJEELING LIMITED


Il nuovo di David Cronenberg (mamma!!!):

EASTERN PROMISES


Il nuovo di Takashi Miike - in concorso a Venezia - (quest'uomo è pazzo e questo film ne è l'ennesima conferma):

SUKIYAKI WESTERN DJANGO

Wednesday, August 29, 2007

Stagione Cinematografica 2006/2007 - Tirando le somme...

La stagione cinematografica si è da poco conclusa e quella nuova è già bella che iniziata. Durante il Festival del Cinema di Venezia, che tra l'altro comincia oggi, vedremo i nuovi film che ci aspettano ma, per adesso, mi fermo un attimo per tirare fuori il meglio ed il peggio di quanto ho visto nei dodici mesi appena trascorsi. Anche l'anno scorso ho fatto lo stesso su Kerotan-gt, ma approfittando dello spazio su WELTALL'S WORLD, ho deciso di fare qualcosa di maggiormente definito. Avendo completato la titanica (!!!) impresa di fare un commento su tutti i film visti da agosto 2006 ad agosto 2007, posso affermare di aver raggiunto quota 145 pellicole tra cinema e home video (non tutte necessariamente di questa stagione si intende).

TOP FIVE 2006/2007
Fare una Top Five è un tantino riduttivo ma rende più semplice il lavoro. Solo che fare una classifica è veramente cosa non facile perciò mi semplificherò il lavoro indicando, al primo posto il miglior film della stagione e, a seguire i secondi a pari merito.

1.
INLAND EMPIRE
perché Lynch è Lynch e questo è quello che amo chiamare CINEMA.

2.
I Figli degli Uomini
3.
Miami Vice
4.
Zodiac
5.
L' Arte del Sogno

Da tenere in considerazione (non entrano nella Top Five ma sono comunque ottimi film):

6.
Babel
7.
The Departed
8.
Sunshine
9.
Il Labirinto del Fauno
10.
Lady in the Water

TOP FIVE SORPRESE 2006/2007
In questa categoria rientrano pellicole particolarmente interessanti, i "gioiellini" che non ti aspetti:

1.
Little Miss Sunshine
2.
Il Calamaro e La Balena
3.
Scoop
4.
Slevin
5.
C.R.A.Z.Y.

E ancora, ultimi ma non ultimi:

6.
Thank You For Smoking
7.
Guida per Riconoscere i Tuoi Santi
8.
Factotum
9.
Correndo Con Le Forbici in Mano
10.
Silent Hill


TOP FIVE DELUSIONI 2006/2007
Ovvero tutto il peggio dell'anno, tutte le batoste prese e tutto le buone aspettative bruciate:

1.
V per Vendetta
Come dare un soggetto magnifico ad un completo esordiente. Ennesima possibilità di fare un gran film da una graphic novel d'autore, buttata al gabinetto.

2.
Pirati dei Caraibi: Alla Fine del Mondo
3. Pirati dei Caraibi: Il Forziere Fantasma
4. Deja Vu
5. Domino
Verbinski e Tony Scott occupano due posizioni ciascuno...bravi!!!

MIGLIOR FILM ASIATICO 2006/2007

1.
The Host

MAGGIORE SCHIFEZZA 2006/2007

1.
Le Chevaliers du Ciel
Non pensavo si potesse fare peggio di Crazy Lips...

PREMIO NOSTALGIA 2006/2007

1. Clerks II
Per avermi riportato di colpo a 10 anni fa, come se il tempo non fosse mai passato.

Menzione d'onore anche per:
2.
Transformers
I robottoni di quando ero bambino

3. Superman Returns
Sono bastate le prime note della storica colonna sonora di John Williams per commuovermi ^___^

Tuesday, August 28, 2007

Visioni estive

Nonostante le vacanze estive, non mi sono fatto mancare la visione di un paio di film grazie ad un cinema all'aperto che organizza ogni anno una serie di proiezioni nel luogo dove abitualmente trascorro le mie vacanze. Come ho già scritto nel post di domenica, rimane solo un po' di rammarico per non essere riuscito a vedere Breakfast on Pluto che oramai recupererò quando uscirà a noleggio. Vista la particolare occasione (due film in un solo post...incredibile ^___^) cercherò di essere più conciso almeno per questa volta (chissà quanti di voi stanno esultando adesso ^___*). Andiamo a cominciare:

Danny Ocean e la sua banda sono tornati ma questa volta è per vendetta. Quando uno di loro, Rouben, viene colpito da infarto dopo essere stato truffato dal potentissimo proprietario alberghiero Willi Bank (Al Pacino) gli altri non stanno a guardare e si preparano a rendergli pan per focaccia compresi gli interessi. Dopo Bubble e The Good German, Soderbergh torna al film per il grande pubblico sfruttando per l'ennesima volta, e speriamo anche ultima, il colorato circo di Ocean e dei suoi undici compari che per l'occasione diventano tredici. Ocean's Thirteen non è un film che crea particolari aspettative se non quella di divertire ed intrattenere. Questa è probabilmente la maniera con la quale troupe e cast hanno affrontato la realizzazione del film: Soderbergh si lascia andare ad una regia frizzante dando al film quel "look" visivamente affascinante. Il cast, ultra collaudato, è il punto di forza del film ma sono sempre Clooney e Pitt, gigioni compiaciuti, a rubare la scena a tutti. Nonostante questo il grado di "entertainment" è piuttosto basso e per farla breve, si arriva tranquilli alla fine del film ma rimane poco e nulla da ricordare. Se a questo aggiungete il difetto che questo film si porta dagli episodi precedenti, la storia (troppo complessa e poco accattivante), il film raggiunge a stento una sufficienza stiracchiata (l'odioso "6 meno meno meno" scolastico per capirci). Da vedere senza alcun impegno.

Cosa c'è di meglio di un lungometraggio animato di uno dei personaggi giapponesi più amati da grandi e piccini, al secolo Lupin III, se non un suo lungometraggio ad opera del Maestro Hayao Miyazaki? Il Castello di Cagliostro era già presente sul mercato italiano nel mercato dell' home video e a luglio, grazie ad un nuovo master video e ad un ri-doppiaggio con le voci italiani "storiche" della serie animata, il film è uscito per la prima volta nei cinema italiani. Inutile dire che nella mia città, nessuna sala lo ha proiettato. Immaginate che graditissima sorpresa trovarlo nel programma di un piccolo cinema all'aperto, per ben due sere (grazie associazioni culturali!!!). In questa pellicola il ladro gentiluomo per eccellenza torna nel piccolo stato di Cagliostro, che fu teatro di una delle sue prime e sfortunate "imprese", per rubare qualcosa di molto più prezioso di qualsiasi gioiello o opera d'arte. Naturalmente accompagnato dai fidi Jigen, Goemon, Fujiko ed inseguito dall' instancabile Zenigata. Pur trattandosi di personaggi già noti e famosi (creati dala matita di Monkey Punch), Miyazaki riesce comunque a dare al film il suo particolare tocco, ad infondergli la sua magia...in una parola: bellissimo! Se l'avete perso al cinema, dovete recuperarlo in dvd visto che, a questa ri-edizione cinematografica, seguirà quasi certamente una nuova edizione su supporto digitale (probabilmente ad opera della Dolmen). Prima di chiudere, vorrei far notare che Il Castello di Cagliostro è datato 1979 e, pur trattandosi di un "cartone" fatto alla vecchia maniera con ben 28 anni sulle spalle, da parecchi punti alle più recenti produzioni animate ipertecnologiche. Ho finito.

Monday, August 27, 2007

Tre anni non son mica pochi ^___^

Il 20 agosto il piccolo Claudio ha compiuto 3 anni. Considerato che si tratta del mio unico nipotino (ma attenzione ai colpi di scena) mi sembrava d'obbligo dedicargli un piccolo post con qualche foto scattata durante la sua festicciola svoltasi sabato 25. Questa è solo una piccolissima selezione, le restanti foto le potete trovare su Flickr.


"Oh oh oh! Ecco il festeggiato con il regalo che gli abbimo fatto io e Rosuen..."


"...una Ferrari F430 Spider..."


"...che attira più i grandi che i piccoli ^___^"


"Si intuisce da questa foto qual'è la sua passione?"


"Ecco un momento della festa con tutti i piccoli invitati ^_____^"



"In questo video Claudio ringrazia personalmente Rosuen che non era presente alla festa"


"Durante la festa è arrivata una lieta notizia: Manuel (il primo a sinistra) e Alessandra (terza da sinistra) aspettano anche loro un piccolo erede (e io sarò zio per la seconda volta ^___^)...AUGURI!!!"

Sunday, August 26, 2007

RITORNO

Dopo due settimane di "silenzio" non avrete mica pensato di esservi liberati di me spero? Perchè io son tornato più in forma che mai ^___*. Le vacanze sono finite e domani si ricomincia subito con il lavoro, ma se devo essere sincero, la cosa non mi disturba più di tanto. Queste ultime due settimane sono state veramente rigeneranti: tantissimo mare (tutti i giorni a parte quello precedente al mio ritorno) ma non solo. Sono riuscito infatti a vedere due film (peccato che ho mancato Breackfast on Pluto, altrimenti erano tre), ho letto tre libri (tra cui Casa di Foglie), ho finito di vedere il primo volume di Heroes e ho compiuto 28 anni (che vecchio ^___^). Argomenti e foto per le prossime settimane ce ne sono in abbondanza e sarà proprio con un post fotografico che comincerò domani (ma prometto che i prossimi li diluirò nel tempo così da non annoiarvi con un' esperienza tipo "album fotografico delle vacanze" ^___*). Ora vado, ho ancora tante cose da fare e tutti i vostri blog da leggere ma prima di congedarmi volevo ringraziarvi ancora (l'ho già fatto nei commenti del post precedente) per tutti i messaggi lasciati durante la mia assenza...è stato un piacere immenso trovarli al mio ritorno^____^
See ya

Friday, August 10, 2007

CHIUSURA ESTIVA 2007

Qualcuno di voi è già in vacanza, qualcuno non ancora, qualcun'altro magari neanche ci andrà. Per me è arrivato il tempo di staccare la spina per un po'. Da questo pomeriggio infatti, sarò ufficialmente in ferie, per cui anche il blog si prenderà una pausa. Basta monitor e tastiera, facciamo largo a mare, sole, libri e fumetti (a volontà ^__^). Di sicuro i miei occhi ringrazieranno ma, se devo essere sincero, mi mancherà la lettura quotidiana dei vostri blog amici miei. Ci si ritrova tutti qui (nella rete intendo) tra due settimane, magari anche prima, in forma e rigenerati, pronti ad affrontare quel che verrà (lavoro, invero...mettete voi quello che preferite).
Ora vi saluto perché mi sono ripromesso di essere conciso almeno in questo post ^___*.
Passate un buon ferragosto, non mangiate troppo, bevete tanta acqua e non dite parolacce.
See ya ^___^.

Thursday, August 09, 2007

TANTI AUGURI A VOI!!!

Ferie ormai imminenti e ultimo post fotografico prima dalla pausa estiva. L'occasione per fare qualche scatto è capitata ieri sera durante una cena di compleanno. "Chi ha compiuto gli anni?" vi state chiedendo? Ma i miei cugini Deiv & Nick naturalmente!!! Queste foto e questo post è dedicato a voi:






ancora TANTI AUGURI ragazzi ^____^

Approfittate anche voi di questa occasione per fare gli auguri a questi baldi giovani!!!
Su Flickr potete trovare (tra oggi e domani) atri scatti assolutamente inediti ^____*!!!

Wednesday, August 08, 2007

L' ultimo prima delle ferie...

Esistono due apparenti motivi per i quali un film non raggiunge la distribuzione cinematografica: il primo è indubbiamente la previsione di incassi scadenti, caso che capita di sovente quando ci si ritrova tra le mani film artisticamente validi ma assolutamente di "nicchia". Il secondo motivo è sostanzialmente perchè si tratta di cacca (sarei tentato di scrivere merda, ma cerco il più possibile di trattenermi) cinematografica con la quale i videonoleggiatori riempiono orgogliosamente gli scaffali dei loro negozi. Ora, in Italia c'è una casa di distribuzione Home Video che ha nel proprio catalogo tanta di quella cacca che i loro dvd dovrebbero essere venduti avvolti nella carta igienica. Le Chevaliers du Ciel di Gerard Pires rientra nel loro catalogo e fondamentalmente è cacca che aspirava, almeno sulla carta (non quella igienica stavolta), a qualcosa di più. E si, perché dovete sapere che i francesi sono gelosi degli americani. Talmente gelosi da non accettare che gli americani abbiano girato un film come Top Gun e loro no. Così, dopo più di vent'anni, armati di un budget considerevole, forti della collaborazione dell' Aeronautica Francese e con un regista dalla voce impossibile (vedere il Making Of presente nel dvd per credere) i francesi si preparano ad eguagliare il mito di Top Gun e, se possibile, fare pure di meglio. "Ma come è possibile?" vi chiederete. La risposta è semplice: tenendo innanzi tutto gli elementi cardine del film made in USA (aerei a terra e in volo, piloti bellocci con relative donne che cadono ai loro piedi...lo so è un po' riduttivo), aggiungendo quegli ingredienti fondamentali per dare la spinta decisiva al film: intrighi, una manciata di doppio giochisti e quel pizzico di terrorismo post "11 settembre" che non guasta. Originale, vero? Si vede che i nostri vicini d'oltralpe ci credevano in questo progetto...e l'importante è crederci almeno, perché alla fine dei giochi il risultato è qualcosa di improponibile. A parte una storia talmente inutile e priva di qualsiasi mordente da risultare assolutamente ridicola, anche i personaggi principali sono stereotipi senza alcun spessore (interpretati da famosi attori francesi conosciuti come Tal dei Tali e Tizio Incognito). Se vogliamo dirla tutta, c'è qualche bella e suggestiva ripresa aerea se si escludono quelle da dentro gli abitacoli che sono un elaborato effetto digitale in post produzione. Che poi questa boiata (mamma come mi sto sbilanciando) con Top Gun a poco a che fare visto che si tratta dell' adattamento cinematografico di un fumetto del quale non ricordo il titolo e mi perdonerete se non ho neanche voglia di informarmi in merito. Oh! Mi sono accorto di non aver scritto nulla sulla trama! Va bé, chi se ne frega. Tanto se avete un po' di buon senso questo film non lo guarderete mai.

Tuesday, August 07, 2007

"Vivo o morto tu verrai con me!"

In un futuro neanche tanto lontano (che potrebbe abbondantemente essere già "passato") Detroit è una città senza futuro. Il crimine dilaga e la polizia sta incontrando grandi difficoltà a svolgere il proprio lavoro da quando il controllo è passato ad un gruppo privato l' OCP. L'assorbimento delle forze di polizia è solo il primo passo per "ripulire" le strade dai criminali, attraverso l'introduzione di sperimentali poliziotti robotici, e poter far così decollare il progetto per la costruzione di Delta City che sorgerà al posto della vecchia Detroit e che porterà milioni di posti di lavoro. Alex J. Murphy diventa, suo malgrado, soggetto perfetto per il progetto "Robocop". Murphy è un poliziotto appena trasferito nel distretto più a rischio di Detroit. Durante il suo turno di servizio con la collega Lewis, finisce tra le mani di spietati rapinatori che lo riducono, a suon di fucilate, in fin di vita. Clinicamente morto, il suo corpo viene requisito dall' OCP e utilizzato per creare il primo androide umanoide, Robocop appunto. Il successo del progetto porta il suo ideatore a scalare i vertici dell' OCP e a pestare i piedi al suo pericolosissimo vice-presidente, che non ci sta a farsi scavalcare così facilmente. Nel frattempo, il prototipo Robocop comincia a manifestare i primi difetti quando nella sua memoria riaffiorano ricordi della sua vita precedente. Guardate un po' cosa sono andato a ripescare. Approfittando della recente riedizione in DVD (nella quale è presente un' inedita Director's Cut che nulla però aggiunge al montaggio cinematografico) ho riguardato con piacere un film che non vedevo da circa una vita e mezzo. Vedere oggi il Robocop di Paul Verhoeven ti fa rendere conto che, per alcuni film, 20 sulle spalle cominciano a essere tanti specie per quel che riguarda gli effetti speciali. Se infatti possiamo passar sopra alle acconciature fine anni '80 dei protagonisti, è difficile non sorridere di fronte ad un Robocop tozzo e per nulla aggraziato nei movimenti, specie se paragonato ai Transformers di Bay. Ma al di la di questo aspetto puramente tecnico, il film funziona ancora e funziona davvero bene. Ottimo il futuro cupo che ci viene rappresentato così come la Detroit marcia e senza speranza nella quale il film è ambientato. Per quanto il nostro robotico eroe sia decisamente immobile, le scene d'azione sono belle "fracassone", gustosamente splatter, coinvolgenti senza essere assurdamente esagerate come i film più recenti ci hanno abituato. Non sarebbe male se gli autori di oggi guardassero indietro al cinema d'azione di qualche hanno fa e provassero ad imparare qualcosa: forse non avremmo solo effetti speciali fini a se stessi e il cinema d' intrattenimento ne trarrebbe sicuro giovamento.

Monday, August 06, 2007

"We found them all in the Blackfield"



BLACKFIELD
BLACKFIELD (2004)

1) Open Mind
2) Blackfield
3) Glow
4) Scars
5) Lullaby
6) Pain
7) Summer
8) Cloudy Now
9) The Hole in Me
10) Hello
11) Perfect World (bonus track)
12) Where is my Love (bonus track)
13) Cloudy Now (Live) (bonus track)

Uno degli aspetti più belli nel leggere i blog delle persone linkate nella mia colonna dei link, è sicuramente la quantità di "cose" nuove che si possono imparare, nuovi input che spaziano tra i più svariati argomenti: cinema, musica, libri ecc. Nel blog di
Evan, qualche tempo fa ho trovato un post dedicato ai Blackfield. Preciso che non sapevo chi o cosa fossero i Balckfield (e neanche lei al tempo ^__^), ma la passione con la quale la mia giovane amica taiwanese parlava di questo disco mi ha spinto ha cercare quanto più materiale possibile su questa band per dedicargli un'ascolto. Una volta avuto tra le mani il loro disco ho cominciato ad ascoltarlo in maniera quasi distratta ma l'effetto è stato immediato: una folgorazione. Inutile dire che, da quel dì, sono presenti nei miei ascolti giornalieri anche con il loro lavoro successivo, Blackfield II, ma di quello parlerò un'altra volta.
Blakfield è una band/progetto nata dall' incontro tra Aviv Geffen, musicista israeliano, e Steve Wilson dei Porcupine Tree: due mondi differenti tra i quali si instaura una forte affinità musicale dalla quale è scaturito l'album omonimo di cui vi stò parlando. Blackfield è un disco di rock melodico la cui durata non eccessiva (poco meno di quaranta minuti divisi in dieci tracce) gli permette di essere ascoltato ed "assimilato" senza essere invasivo. Merito sicuramente delle bellissime musiche e dei testi scritti a quattro mani da Geffen e Wilson. Non vi dirò quali sono le mie preferite perché non renderei giustizia ad un disco che è un tutt'uno inscindibile, ma soprattutto una boccata d'aria fresca in un periodo in cui la musica che passa per radio mi stava proprio soffocando. Consigliato senza riserve.
A voi qualche video giusto per farvi un' idea:

BLACKFIELD


PAIN


HELLO

Sunday, August 05, 2007

Lyric of the Week / DAVID BOWIE - SPACE ODDITY

Ground Control to Major Tom
Ground Control to Major Tom
Take your protein pills and put your helmet on

(Ten, nine, eight, seven,...)
Ground Control to Major Tom
(Six, five, four, three,...)
Commencing countdown, engines on
(Two, one, liftoff)
Check ignition and may God's love be with you

This is Ground Control to Major Tom
You've really made the grade
And the papers want to know whose shirts you wear
Now it's time to leave the capsule if you dare

This is Major Tom to Ground Control
I'm stepping through the door
And I'm floating in a most peculiar way
And the stars look very different today

For here
Am I sitting in a tin can
Far above the world
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do

Though I'm past one hundred thousand miles
I'm feeling very still
And I think my spaceship knows which way to go
Tell my wife I love her very much she knows

Ground Control to Major Tom
Your circuits dead, there's something wrong
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you hear me, Major Tom?
Can you....

Here am I floating round my tin can
Far above the moon
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do.

Friday, August 03, 2007

Ma qualcuno si ricorda di: SGORBIONS

Benvenuti amici / lettori, vecchi e nuovi, all' ottavo appuntamento con la rubrica di WELTALL'S WOR(L)D che vi costringe a frugare nei vostri ricordi per tirarne fuori cose che forse avevate dimenticato. Bello vero? Sfortunatamente questa rubrica vi farà realizzare anche che non siete più dei giovincelli ^__*. Comunque, lasciamo le chiacchiere da parte e andiamo a cominciare. Come nel post del mese scorso anche questa volta voglio parlare di collezioni, anzi un tipo di collezione che credo abbia coinvolto tutti voi almeno una volta: la raccolta di figurine. Io personalmente ne ho fatte tante, da quelle "dei calciatori" a quelle dei cartoni animati. Ma queste sono bene o male delle collezioni classiche. Quella che voglio portare alla vostra attenzione con il post di oggi è una raccolta senza precedenti che ancora oggi rimane ineguagliata per moltissimi aspetti...specialmente per quelli più rivoltanti: sto parlando degli Sgorbions naturalmente, che direttamente dall'America (e ti pareva!) arrivarono in Italia alla fine degli anni '80. Disgustosi, vomitevoli, rivoltanti, disturbanti...ecco alcuni aggettivi per descrivere queste figurine che rappresentavano bambini (almeno, l'idea credo fosse quella) deformi e più o meno mutilati. Quando io e i miei coetanei collezionavamo queste figurine eravamo alle elementari e, ripensandoci ora che sono cresciuto, non credo fossero particolarmente adatte alla nostra età. Fatto sta che le ho collezionate tutte, anzi dirò di più, è una delle poche raccolte che ho completato. Adesso vi lascio alle immagini di alcune delle figurine della raccolta, adeguatamente selezionate fra le meno peggio. Qualora vogliate spulciarvi la collezione completa qui di seguito trovate il link che fa per voi:
http://marcopresti.altervista.org/sgorbions_serie1.php



Orripilanti ma assolutamente...CULT, vero ^____*?
Alla prossima!

Thursday, August 02, 2007

Ancora neve insanguinata...

Non c' è pace per l'assassina Yuki "Neve di Sangue". Siamo agli inizi del novecento: l'epoca Meiji sta per giungere al termine e il Giappone esce vittorioso dalla guerra Russo-Giapponese. Yuki è braccata giorno e notte dalla polizia, ricercata per l'omicidio di trentasette persone. La sua lunga e sanguinosa fuga termina sulla riva di una spiaggia dove, ferita e circondata, Yuki getta via la sua spada e si arrende alle forze del' ordine. Arrestata e condotta nello stesso carcere dove anni prima la madre la diede alla luce, la sua condanna a morte è inevitabile. Durante un trasferimento però viene liberata da un gruppo di uomini mascherati e condotta al cospetto di Seishiro Kikui, comandante dell' esercito "ombra" alle dirette dipendenze del ministro della Giustizia. In cambio della concessa libertà, Kikui vuole che Yuki tenga sotto controllo l'anarchico Ransui Tokunaga. L' uomo è in possesso di una lettere che se resa pubblica potrebbe far cadere l'attuale governo. Yuki accetta l'incarico e si fa assumere come domestica in casa di Ransui. Una mattina l'uomo esce di casa e chiede a Yuki di accompagnarlo. Giunti in un cimitero per animali dove sono stati seppelliti i suoi compagni anarchici, Ransui confessa a Yuki di sapere che lei è l'assassina "Neve di Sangue" e che il suo scopo e di recuperare la lettera. Ascoltata la storia che si nasconde dietro l'uccisione degli anarchici e compresa l'importanza di quella lettera segreta, Yuki decide di schierarsi al fianco di Ransui. Per il seguito delle avventure di Lady Snowblood, gli scrittori Kazuo Koike e Kazuo Uemura abbandonano il discorso "vendetta" già abbondantemente esaurito nel primo film, ed incentrano la storia su intrighi politici in un periodo di grandi cambiamenti per il Giappone. Devo dire che, pur trattandosi di un sequel un po' forzato, la storia non è neanche tanto male se non fosse per alcune ingenuità in fase di sceneggiatura: innanzi tutto non c'è soluzione di continuità con il film precedente. All'inizio del film troviamo una Yuki in forma e combattiva, ma se sapete come finisce il film precedente (son talmente bravo da non dirvelo) la cosa appare alquanto strana. In secondo luogo, è assolutamente poco credibile che una lettera scritta da un perfetto sconosciuto, che accusa il governo di abusi e violenze per estorcergli una confessione, possa in qualche modo minarle la stabilità. Ma ci si passa sopra facilmente perché il film, pensato per il puro intrattenimento, fa egregiamente il suo dovere anche grazie all' estro registico di Toshiya Fujita, sempre molto ispirato specie nelle sequenze di combattimento. Meno sangue e più azione per una pellicola che si guarda volentieri anche se inferiore alla prima.

Wednesday, August 01, 2007

"I wanna be your toy, your 20th Century Boy"

Tokyo, estate fine anni sessanta. Un gruppo di bambini trascorre le giornate nella loro "base segreta", costruita tra i cespugli di un terreno abbandonato. Tra i primi approcci con il rock e letture di manga, i bambini inventano storie e giochi immaginandosi paladini della giustizia, pronti a difendere la pace sulla terra una volta diventati adulti. Uno di loro disegna anche un simbolo con il quale potranno riconoscersi come "veri amici". Lo sbarco sulla Luna dell' Apollo, l' Expo di Osaka, quei giorni spensierati scivolano via insieme alla fanciullezza. I bambini crescono e i ricordi di un tempo vengono sepolti dalle preoccupazioni e dagli impegni della vita da adulti. Kenji è uno di loro. Abbandonate da tempo le sue aspirazioni da musicista, ora gestisce il vecchio emporio dei genitori ormai assorbito da una catena di negozi in franchising. Come se non bastasse deve badare alla piccola Kana, figlia della sorella scomparsa senza nessuna ragione dopo avergliela affidata. Ma nella sua vita il passato è pronto ad irrompere in maniera improvvisa: tutto comincia con la scomparsa di un professore della facoltà di ingegneria robotica, da tempo cliente di Kenji. Ricevuta la notizia della sparizione direttamente dalla polizia, Kenji si reca a casa del professore. Qui, sullo stipite della porta, nota un disegno, un simbolo, non uno qualunque ma proprio QUEL simbolo che il suo amico Occio disegnò tanti anni prima. E ritrova lo stesso disegno in una lettera ricevuta da un'amico d'infanzia che non vedeva da tempo, lo stesso simbolo utilizzato da una nuova e sempre più diffusa setta guidata da un uomo che si fa chiamare l' Amico. Nel frattempo alcuni casi di una nuova epidemia emorragica si stanno verificando in diverse parti del mondo, mentre Kenji cerca di scoprire qualcosa di più sulla setta dell' Amico e sul perché utilizzi il simbolo che lui e i suoi amici inventarono da bambini. Andando avanti con le ricerche, vecchi ricordi tornano a galla e ben presto Kenji realizza quello che sta succedendo: la setta, il simbolo, l' epidemia...tutto combacia con quanto da bambini immaginarono nella loro base segreta. Il gioco creato in quella lontana estate sta diventando realtà.Se già leggete 20th Century Boys, quello che scriverò qui di seguito non sarà una novità. Se non lo leggete (non avete idea del torto che vi state facendo) sappiate che non è un' esagerazione definire "capolavoro" questo manga di Naoki Urasawa, almeno per quel che riguarda la sceneggiatura. Come per Monster (altro suo manga imperdibile), anche qui la storia è parecchio intricata (anche in maniera maggiore se consideriamo i diversi piani temporali di narrazione) ma non si ha mai, e ribadisco mai, la sensazione che l'autore perda il controllo di trame e sotto trame. Nei venti due volumi che compongono quella che dovrebbe essere la prima serie, Urasawa compone un mosaico perfetto e vi posso assicurare che solo rileggendolo più volte è possibile afferrane la profondità e la complessità. L' ultimo volume è uscito da poco ma non tutte le domande hanno trovato risposta: per quelle sono in trepidante attesa dei capitoli finali. Il manga è pubblicato dalla Planet Manga e questa volta non vi consiglio di comprarlo perché è un obbligo per ogni buon lettore di manga (ma non solo) avere quest' opera nella propria libreria. E vi sfido, dopo aver letto il numero 1, a resistere dal comprare il secondo , poi il terzo, il quarto e così via...per me è stato impossibile.

Tuesday, July 31, 2007

"In Brasile, siamo Giapponesi. Qui siamo brasiliani"

Mario è un giovane ragazzo brasiliano fuggito in Giappone dopo aver ucciso quattro uomini in un bar del suo paese. Nella comunità di immigrati brasiliani diventa presto un' eroe al diffondersi della storia di come ha liberato Kei, giovane ragazza cinese di cui è innamorato: mentre quest' ultima veniva trasferita con altri immigrati per essere deportata, Mario arriva in elicottero e, sistemate le guardie, la porta via con se liberando anche gli altri prigionieri. La coppia vuole lasciare il Giappone e si procura dei passaporti falsi adatti allo scopo. Durante lo scontro con un boss della mafia cinese, ex amante di Kei, i passaporti vengono danneggiati e diventano perciò inutilizzabili. Costretti a trovare una nuova via di fuga ma soprattutto i fondi per finanziarla, Mario, Kei insieme a due complici, decidono di rubare i soldi durante una compravendita di droga tra la yakuza e la mafia cinese. Le cose non vanno del tutto lisce: il furto finisce con uno scontro a fuoco ed erroneamente Mario e il suo gruppo portano via la valigetta con la droga. Con la "merce" da rivendere e con yakuza e mafia cinese alle calcagna, fuggire sarà ancora più difficile. Considerata la quantità di film del prolifico Takashi Miike che sono riuscito a recuperare in questi anni, non mi è difficile riuscire a distinguere i film che stanno al top della sua filmografia, da quelli, definiamoli così, "minori". City of Lost Souls (o Hazard City) si trova in bilico tra le due categorie. La pellicola è puro "Miike style", non ci sono dubbi: il regista ci porta per l'ennesima volta all' interno delle comunità di immigrati che lui conosce molto bene. In questo caso i protagonisti appartengono alla colorata comunità brasiliana di Tokyo: immigrati o figli di immigrati, rimasti senza una terra d'appartenenza, alla ricerca di un posto da chiamare "casa", alla ricerca di una patria che li accolga. A questi si aggiungono, un giovane e violento yakuza pronto a scalare i vertici del suo clan, contrabbandieri russi, mafia cinese e una polizia totalmente intollerante verso gli immigrati. Una miscela esplosiva insomma, di quelle che solo il regista di Osaka è in grado di gestire. Il film comincia in maniera folgorante, tra citazioni da western e combattimenti tra galli che fanno il verso a Matrix (da vedere!!!) per poi sedersi, anche se qualche guizzo folle è seminato qua e la, su un registro da film yakuza. Insomma, le promesse dell' incipit non vengono mantenute o magari sono solo io che speravo che Miike osasse un poco di più. Ed è questo probabilmente il limite del film, che non gli permette di entrare tra i "migliori" ma che rimane comunque un film da vedere se siete alla scoperta di questo geniale regista. Quasi dimenticavo di citare un finale bellissimo per quanto amaro e dei titoli di coda tutti da interpretare...ma da Miike non mi aspetto niente di meno.

Monday, July 30, 2007

THE KINGDOM

TITOLO ORIGINALE: RIGET
TITOLO ITALIANO: THE KINGDOM
NUMERO EPISODI: 4 (5 la versione italiana)

-TRAMA-
In un terreno paludoso dove i candeggiatori venivano un tempo a sbiancare i tessuti, ora sorge un' imponente struttura ospedaliera nota come "il Regno" (The Kingdom), simbolo di progresso e conoscenza. Dottori e scienziati hanno svelato con la scienza medica i segreti dell' uomo, ma non quelli della sfera spirituale che la razionalità non gli permette di comprendere. Qualcosa di quel "regno" incomprensibile sta tornando in superficie dalle paludose fondamenta dell' ospedale, manifestandosi attraverso segni di decadimento dell' edificio ma anche inquietanti apparizioni, come quella bambina il cui pianto riecheggia nella tromba di uno degli ascensori del Regno. La vecchia signora Drousse, sensitiva, è intenzionata a mettersi in contatto con questa bambina e nelle sua ricerca scoprirà uno dei più atroci segreti dell' ospedale.

-COMMENTO-
Così come David Lynch, anche Lars Von Trier ha voluto mostrare a tutti le potenzialità nascoste del piccolo schermo ma soprattutto, cosa si è in grado di fare quando si hanno buone idee ed il talento per svilupparle. The Kingdom è, fondamentalmente, una serie ad ambientazione ospedaliera che attinge da alcune atmosfere "alla Twin Peaks" fino a sprofondare, lentamente ma inesorabilmente, nell' horror. Lars Von Trier ci mette il suo zampino infarcendo i quattro episodi della serie, con feroci attacchi al sistema ospedaliero ed uno humor nero veramente irresistibile. Ma è soprattutto tecnicamente che The Kingdom mostra gli estremismi del suo regista: a parte le riprese eseguite quasi interamente con camera a mano e steady-cam, le immagini sono volutamente sporche e granulose, effetto ricercato che, unito alle particolarissime scelte fotografiche (i toni oscillano tra il giallo ocra, l'arancione e il rosso), da al quadro un' aspetto "innaturale" ma di sicuro effetto. A mio avviso The Kingdom è un must per i fan di Von Trier e una piacevole alternativa per chi cerca una serie assolutamente fuori dall' ordinario. Ne esiste anche un seguito (The Kingdom 2) composto da sei episodi.


-DVD-
Produttore: Lucky Red
Distributore: Medusa
Video: 1.33:1 full-screen
Audio: Dolby Digital 1.0 Italiano e Danese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Disco 3 - Documentario, trailer
Regione: 2 Italia
Confezione: slipcase









Note: confezione da tre dvd contenente sia la versione danese che quella italiana. Quest' ultima risulta essere divisa in cinque episodi (contro i quattro di quella originale) per un diverso montaggio.

Sunday, July 29, 2007

Lyric of the Week / BUSH - SWALLOWED

Warm sun feed me up
And I'm leery loaded up
Loathing for a change
And I slip some boil away

Swallowed followed
Heavy about everything but my love
Swallowed sorrowed
I'm with everyone and yet not
I'm with everyone and yet not
I'm with everyone and yet

Just wanted to be myself
Hey you said that you would love to try some
Hey you said you would love to die some
In the middle of a world on a fishhook
You're the wave
You're the wave
You're the wave

Swallowed borrowed
Heavy about everything but my love
Swallowed hollowed
Sharp about everyone but yourself
Swallowed oh no
I'm with everyone and yet not
I'm with everyone and yet not
I'm with everyone and you're not
I'm with everyone and yet

Piss on self-esteem
Forward Busted knee
Sick head blackened lungs
And I'm simple selfish son

Swallowed followed
Heavy about everything but my love
Swallowed oh no
I'm with everyone and yet not
I'm with everyone and yet not
I'm with everyone and yet not

Got to get away from here
Got to get away from here
Got to get away from here
Got to get away from here

I miss the one that I love a lot
I miss the one that I love a lot
I miss the one that I love a lot

Friday, July 27, 2007

Neve, sangue e amputazioni varie

Il Giappone da poco entrato nell' epoca Meiji attraversa un periodo di transizione: cambiamenti, dovuti anche all' influenza Europea, una guerra all' orizzonte, gettano il popolo nella confusione e, naturalmente, c'è chi approfitta della situazione. Ne fa le spese la giovane Sayo che vede suo marito e suo figlio trucidati da quattro malviventi. Lei viene violentata e costretta a sposarsi con uno degli assalitori. Sayo medita vendetta e aspetta il momento opportuno per liberarsi dell' odiato consorte. L' omicidio dell' uomo attira l'attenzione delle autorità e Sayo viene arrestata prima di riuscire a rintracciare gli altri tre assassini della sua famiglia. Il carcere non spegne certo il suo desiderio di vendetta e decide di concedersi anche ai suoi carcerieri pur di rimanere incinta e mettere al mondo un figlio al quale trasmettere il suo folle rancore. Dopo un parto difficile che le costa la vita, Sayo da alla luce una bambina, Yuki, che viene affidata alle cure di una ex compagna di cella e ad un monaco. L' uomo sottopone la bambina a durissimi e violenti allenamenti per renderla più forte più spietata, per cancellare in lei ogni traccia di pietà e compassione, per trasformarla in una macchina assassina votata unicamente alla vendetta. Diventata adulta, Yuki comincia il suo peregrinare alla ricerca dei tre assasini rimasti e poter così adempiere al compito affidatole dalla madre in punto di morte. Arrivano in Italia, grazie all'interessamento della Lucky Red, i due film di Toshiya Fujita dedicati all' assassina Yuki "Neve di Sangue", scritti a quattro mani da Kazuo Koike (che i lettori di manga conoscono per alcuni gioiellini del calibro di Lone Wolf and Cub e Crying Freeman) e Kazuo Uemura. Come evidenziato nella copertina del dvd e nel booklet all' interno, questi film sono stati fonte d'ispirazione per Tarantino nella realizzazione del suo Kill Bill: non è difficile immaginare dove il buon Quentin abbia tratto ispirazione per la sequenza finale del primo film, tra nevicate e sangue a fiotti. Anche il personaggio di O-Ren è un chiaro omaggio a Yuki, sia come aspetto che come storia personale. Ma torniamo alla pellicola di Fujita: costituito di quattro capitoli intervallati da flashback che fanno luce sugli eventi passati (dalla tragedia di Sayo, agli allenamenti di Yuki), il film segue lo schema "uccidi->trova la vittima successiva->uccidi" e via dicendo. Bei combattimenti, tanto sangue (rigorosamente di un rosso acceso) che schizza da ogni singola ferite e la storia amara di una donna nata unicamente per uccidere per un cult giapponese anni '70 veramente piacevole. Da riscoprire.

Thursday, July 26, 2007

"Non si guarda mai indietro alla radio...è questo il bello"

Ho visto questo film per la prima volta quasi un anno fa. Era una sera di fine agosto, per niente calda e lo proiettavano in un cinema all' aperto. Adesso non so se complice la "cornice" o l'atmosfera estiva, ma ho provato subito qualcosa di speciale per questo film, una di quelle sensazioni che percepisci "a pelle", un po' come quando capisci di essere innamorato (romanticone ^___^). E' per questo che l'ho sostenuto agli IOMA ed è per questo che lo considero una delle cosa migliori viste nella passata stagione. A rivederlo oggi quelle sensazioni sono rimaste le stesse anzi, se possibile, è maturata in me la consapevolezza di trovarmi di fronte ad un opera importante sotto molti punti di vista. Radio America è un film di Robert Altman, il suo ultimo film per essere precisi. Sfortunatamente, intendo ultimo nel senso più letterale del termine visto che il regista americano è scomparso lo scorso 20 novembre. Radio America racconta dell' ultimo spettacolo live radiofonico della Prairie home Companion (che è anche il titolo originale del film) visto che il teatro dove si esibiscono i cantanti è stato recentemente acquistato da una compagnia texana che ci farà un parcheggio. Attraverso le canzoni, le storie e i ricordi dei protagonisti, viviamo quest'ultima grande serata, la fine di un' epoca. Il film è scritto e interpretato da Garrison Keillor, nel ruolo di se stesso, ispirandosi all' omonima trasmissione radiofonica da lui condotta e raccontando, in maniera gioiosa e malinconica, del tempo che passa, delle cosa belle che prima o poi finiscono, dell' inesorabile avvicinarsi della morte: la chiusura del teatro, l'ultima trasmissione, rappresentano questo. Ci si rifugia nei ricordi, si affidano le proprie speranze, le proprie esperienze alle nuove generazioni con l'unica certezza che arriverà prima o poi il momento di calare il sipario delle proprie vite. Robert Altman è (uso ancora il presente) un maestro e dirige il film in maniera impeccabile muovendosi con disinvoltura, tra carrellate e piani sequenza, dal palco al backstage e dando, come lui e pochi altri sanno fare, un senso alla definizione di "film corale": in Radio America tutti i personaggi hanno il loro peso, il loro spazio. Nessuno spicca più di un'altro ma tutti fanno parte di un insieme omogeneo. Il merito va anche ad un cast straordinario, talmente perfetto e in sintonia da far quasi credere che stia improvvisando, che non esista nessun copione da seguire. Impossibile non citare una straordinaria Meryl Streep, un ottimo Kevin Kline e una sorprendente (almeno per me) Lindsay Lohan. Radio America è questo, uno spaccato di una piccola realtà americana, lontana da scandali e presidenti guerrafondai, ma anche il testamento che ci lascia uno dei più grandi cineasti di sempre. Radio America è grande cinema, o meglio, è IL cinema. Ma soprattutto, e qui mi sbilancio, è un capolavoro.