Showing posts with label Manga Comics and Graphic Novels. Show all posts
Showing posts with label Manga Comics and Graphic Novels. Show all posts

Tuesday, February 07, 2017

Bei fumetti, edizioni discutibili.

Leggo fumetti Marvel da più di vent'anni e seguo in maniera saltuaria quelli della Distinta Concorrenza, magari preferendo l'acquisto di cicli di storie in volume piuttosto che seguire le uscite regolari. O meglio ancora, se capita qualche bella raccolta da seguire in edicola, perchè no, approfitto anche di quella. Ultima in ordine di tempo è quella promossa dalla Eaglemoss in collaborazione con la RW Lion che attualmente detiene i diritti di pubblicazione per l'italia di Superman, Batman ecc.
L'opera completa proposta dall'editore è a dir poco impegnativa: 60 uscite settimanali, più speciali, che vanno ad esplorare quasi a 360° l'universo fumettistico DC proponendo storie della prima decade del 2000 e qualcosa anche di più datato.
Le storie sono di livello alto (parliamo di autori quali Mark Waid o Grant Morrison) corredate da una parte editoriale che introduce personaggi, autori e colloca cronologicamente le storie nella complessa continuity DC. I volumi sono di pregevole fattura, rilegati e con copertina rigida, ad un prezzo tutto sommato in linea con uscite simili da libreria.
Ma. Si, c'è un "ma". Purtroppo infatti, a fronte di innegabili pregi, le uscite sono inficiate da difetti derivanti da un controllo scarso, o forse del tutto assente, sulle versioni da mandare in stampa. Leggerezza ingiustificabile (dopotutto non sono mica gratis) che si è tradotta in errori di battitura nelle sezioni redazionali o in baloon privi di dialogo nelle vignette. La cosa più grave è che questo non si è verificato una tantum ma in tutti e 18 i volumi pubblicati fino ad ora.
Peccato davvero, sopratutto per quei lettori che, come me, credono ancora che valga la pena investire nel fumetto.

Tuesday, November 08, 2016

La Saga di Paperon De' Paperoni



Scontroso, avaro, ossessivamente attacato al suo tesoro di monete e contanti custoditi gelosamente nel deposito che svetta su tutta la città come un simbolo di ostentata ricchezza.
Ma sarà davvero così? O meglio, sarà davvero così semplice?
Con il lavoro di Carl Barks tenuto bene impresso nella mente e nel cuore, Don Rosa compone in dodici capitoli l'epica vita di Paperone, partendo dall' infanzia a Glasgow fino ad arrivare alla sua totale realizzazione in quel di Paperopoli.
Un bellissimo e commovente racconto di formazione fatto di fallimenti e vittorie strappate con i denti, rinuncie, rimpianti, sbagli e tradimenti, il più grande proprio contro se stesso e tutto ciò che la sua esperienza gli ha insegnato.
E al termine di questo viaggo, dove anche la morte fa capolino in un paio di circostanze, il lettore si rende conto di come ogni singola tappa è servita a formare il personaggio che abbiamo conosciuto da bambini, dandogli però una profondità inedita:
Paperone non sopporta gli scroconi perchè sa cosa vuol dire sacrificare tutto, anche gli affetti, per ottenere quel che si desidera.
Paperone non ama "dare" perchè la vita non gli ha mai regalato niente senza pretendere qualcosa in cambio. Paperone è legato al suo tesoro perchè ogni singola moneta nel suo deposito l'ha guadagnata personalmente e pertanto è legata ad un ricordo. Ed i ricordi sono più preziosi di qualsiasi valuta.

Monday, September 12, 2016

Il toccante viaggio del Signor Vladimino


Simone Albrigi, in arte Sio, è un fumettista italiano che ho scoperto ed ho imparato ad apprezzare da circa un anno grazie alla sua seconda collaborazione con Elio e le Storie Tese per il videoclip de Il Primo Giorno di Scuola.
Ma la sua strada a quel punto era già bella che spianata: oltre 600.000 like alla sua pagina facebook, più di un milione di iscritti al suo canale Youtube e i suoi lavori pubblicati da Shockdom e Panini.
Uno stile particolare il suo, contradisstinto da un disegno semplicissimo e da un umorismo nonsense a volte esilarante.
Da un anno poi partecipa al 24 ore Comics dove, insieme ad altri fumettisti, disegna e pubblica in tempo reale una storia in 24 tavole nell'arco di 24 ore. I toni di queste fumetti (notevolmente più lunghi delle strisce giornaliere postate su Facebook) sono leggermente diversi dal solito, più malinconici e maturi come quello pubblicato lo scorso weekend, Il Viaggio del Signor Vladimino, storia di un uomo costretto ad abbandonare la sua casa ed il suo Paese.
Storia venata dal medesimo umorismo ma che tratta tematiche che continuano ad essere drammaticamente attuali.
La potete leggere qui insieme a quelle pubblicate precedentemente.

Wednesday, July 27, 2011

COSE CHE LEGGO AL MOMENTO : MANGA - PARTE 02 (2011)

BAKUMAN

Cosa potevano tirarsi fuori dal cilindro gli autori di Death Note dopo un tale successo clamoroso? Ma naturalmente un prodotto completamente diverso e a mio avviso vincente sotto ogni punto di vista. Due studenti delle medie decidono di prendere in mano il loro futuro ed impegnarsi da subito per la realizzazione del loro sogno: diventare mangaka. Uno scrive le sceneggiature, l' altro disegna, ma la strada per ottenere una propria serie e farla diventare un anime è lunga e difficile per quanto talento si possa avere. Miscelandola con vicende sentimentali tipicamente nipponiche, il duo Ohba / Obata ci immerge completamente in una realtà a noi occidentali sconosciuta, quella dell' universo editoriale di una rivista come Shonen Jump che da anni pubblica, ed ha pubblicato, alcuni dei manga che leggiamo anche qui da noi. La cosa più interessante è proprio quel togliere il velo sopra i meccanismi che portano alla pubblicazione di una serie, le riunioni con gli editor, i sondaggi dei lettori e via dicendo. Unica nota negativa è il formato scelto dalla Panini: nelle tavole c'è spesso molto da leggere e i volumi di piccolo formato non sono comodissimi.


UCHU KYODAI

Due fratelli condividono lo stesso sogno, diventare astronauti e andare sulla Luna. Uno riesce a realizzarlo, l'altro ci rinuncia ma un improvviso licenziamento lo porterà a riconsiderare i suoi obiettivi. Banale, dite? Semplicistico? Ma neanche un po', per la miseria. Uchu Kyodai è uno dei manga migliori pubblicati nel nostro Paese (e non solo nelle scuderie Star Comics) e forse proprio in virtù della semplicità con la quale si racconta il percorso parallelo dei due fratelli nel rincorrere il sogno che condividono, spronati e motivati da un po' di sana invidia ma soprattutto da un profondo rispetto ed amore fraterno. Particolare davvero curioso il fatto che la famosa testata di Zidane ai danni di Materazzi durante la finale dei Mondiali 2006 rivesta qui un ruolo non di secondo piano. Leggete il manga e scoprite perché.


SOUL EATER

Tra un Billy Bat, un Bakuman, un Uchu Kyodai o semplicemente nei ritagli di tempo, mi piace dedicarmi a letture più leggere, come Gurren Lagann o nel caso specifico Soul Eater. Questo è anche il principale motivo per il quale sto seguendo il manga di Atsushi Okubo. Voglio dire, mi piacciono i disegni ed in fondo anche la storia non è malaccio soprattutto perchè e molto più dark di quello che possa sembrare. Solo che ho la sensazione che una decina d'anni fa l'avrei gradito molto di più ed invece ora non riesco a vederlo se non come un manga di riserva o tappabuchi. Che sarà mai? Sto diventando vecchio?


DON DRACULA

No appunto, dicevo: sto diventando vecchio? L' effetto nostalgia che mi provoca leggere Don Dracula del MAESTRO Osamu Tezuka mi fa propendere verso una risposta affermativa ma d'altronde, in quanti hanno ricordo di quando veniva programmato sulle nostre reti questo anime? Ora però sia ben chiaro che questo manga dovrebbe essere letto da tutti, giovani e meno giovani, perchè in fondo le opere di Tezuka sono continua fonte d' ispirazione anche per opere recentissime. E poi la storia di questo maldestro Signore della Notte con figlioletta al seguito sono una lettura davvero piacevole e consigliata senza alcuna riserva.

Tuesday, July 26, 2011

COSE CHE LEGGO AL MOMENTO : MANGA - PARTE 01 (2011)

BILLY BAT

E' il nuovo manga di Naoki Urasawa e tanto basta. Ma se volete saperne di più questa è una storia che comincia nel periodo post Seconda Guerra Mondiale e vede come protagonista un giovane fumettista figlio di immigrati giapponesi. Scoperto che il personaggio del fumetto che sta serializzando potrebbe non essere una creazione originale, decide di tornare in Giappone per fare chiarezza. Lo stile di Urasawa è sempre quello eppure continua ad evolversi: metanarrazione ed atmosfere alla 20th Century Boys fanno respirare aria di capolavoro.


HAPPY!

Altro manga di Naoki Urasawa ma qui siamo su tematiche ed atmosfere totalmente diverse dalle opere fino ad ora pubblicate. Innanzitutto abbiamo una protagonista donna (la prima, credo) che, per saldare un debito verso la Yakuza lasciatole sul groppone dal fratello, decide di ritentare la strada del tennis professionistico e guadagnare abbastanza da potersi prendere anche cura dei tre fratelli più piccoli. La quantità di sfighe che le piovono addosso è incredibile così come la doppiezza dei personaggi che incontra sulla sua strada. Questo è forse il manga di Urasawa letto fin' ora ad essere largamente accessibile ma non lo è sfortunatamente il prezzo dei bei volumi pubblicati da Panini.


ALL ROUNDER MEGURU

Hiroki Endo è un altro autore del quale prenderei qualsiasi opera ad occhi chiusi. E così ho fatto: in All Rounder Meguru sembra aver accantonato momentaneamente quel "pessimismo cosmico" che pervadeva la sua (GRANDE) opera precedente Eden, tuffandosi a testa bassa nel mondo dello Shooto, uno stile di combattimento basato su di un mix di arti marziali. I due protagonisti, amici d'infanzia, si incontrano dopo molti anni proprio grazie allo Shooto ma le esperienze così diverse attraverso le quali sono cresciuti li tengono a distanza. Al momento sono a due volumi letti ed ha colpire è soprattutto la precisione, sopratutto figurativa, con la quale Endo rappresenta i combattimenti. Il manga deve ancora decollare ma sono fiducioso.


GURREN LAGANN

Quella della Gainax è probabilmente la serie animata più cool degli ultimi anni. Verissimo che non guardo molti anime (anzi ne guardo veramente pochissimi e in maniera saltuaria) ma in fondo chi se ne frega? Se quel poco che vedo ha le palle quadrate come Gurren Lagann sono più che contento. Il manga segue pari pari quanto accade nell' anime prendendosi il tempo per approfondire questo o quel dettaglio della storia o di un determinato personaggio che magari la serie animata sorvola soltanto. Una lettura davvero leggera consigliata soprattutto se vi sentite orfani (come il sottoscritto) della versione televisiva.

Wednesday, March 16, 2011

51 MODI PER SALVARLA, lo specchio di una tragedia


Jin si trova ad Odaiba per un colloquio di lavoro.
Nakano è li per un concerto.
I due si conoscono dai tempi del liceo e si incontrano per puro caso.
Poi l' inferno.
Una scossa di terremoto di magnitudo 8.1 con epicentro nel sottosuolo della città, trasforma lo skyline della capitale giapponese in uno scenario apocalittico.
Nel pieno del panico e della disperazione Jin decide di fare ammenda per il suo comportamento nei confronti di Nakano ai tempi della scuola e di portarla sana e salva a casa dei genitori proteggendola a qualunque costo.

Ho acquistato il primo volume del manga di Usamaru Furuya in tempi non sospetti e a riprenderlo in mano oggi è impossibile non leggerlo con altri occhi, capirne il senso e la volontà dell' autore. Come infatti si evince anche dalle note in apertura, 51 Modi per Salvarla si ispira alla docu-fiction, un tentativo di raccontare, attraverso informazioni raccolte da giornalisti ed esperti in materia, quale scenario potrebbe presentarsi dopo un evento catastrofico di tali proporzioni, quali comportamenti si dovrebbero tenere, come stabilire le priorità garantire l'incolumità di se stessi e degli altri. Il tutto inserito in una storia in cui seguiamo il destino di due personaggi che tentano di mettersi in salvo mentre intorno a loro c'è chi muore sotto le macerie e chi reagisce nelle maniere più svariate di fronte alla tragedia. Arrivato al secondo volume posso dire che per il momento il manga si mantiene su livelli medi, sia come storia che come disegni, ma quello che mette davvero i brividi è la precisione con la quale sono raccontati il susseguirsi degli eventi, così precisi che, seppur con dinamiche diverse, sembrano descrivere quanto accaduto in Giappone negli ultimi giorni dando la misura di un evento tutt' altro che imprevedibile. Soltanto il "quando" era l'ultima incognita nell' equazione.

Wednesday, July 28, 2010

A PROPOSITO DI MILLAR...

Serializzata sul mensile Wolverine, Vecchio Logan (Old Man Logan) è la classica miniserie ambientata in un futuro alternativo. In questo caso i supercriminali si sono alleati e hanno conquistato il mondo uccidendo quasi tutti gli eroi. Logan è un uomo vecchio, non vuole più lottare ne sfoderare i suoi artigli e tira avanti con la sua famiglia in una fattoria, vessato dalla gang dei Banner. Quando pagare il pizzo diventa insostenibile accetta di fare qualche soldo extra accompagnando un ormai cieco Occhio di Falco a fare una consegna. Millar conduce la storia senza tanti sussulti, anzi lo sviluppo appare prevedibile almeno quanto la svolta finale. Molto bello l'episodio dove Logan rivela il perché abbia deciso di smettere di lottare e soprattutto il violentissimo finale. Diciamo che il grosso del lavoro lo fanno le matite, bellissime, di Steve McNiven.

Leggere Ultimates mi ha convinto ancora di più delle parole che scrissi a suo tempo per Ultimate X-Men e questo perché Ultimates è un CAPOLAVORO, la testata che da un senso a tutto il progetto "Universo Ultimate" e cioè svecchiare la figura dei personaggi classici della Marvel con delle serie moderne che partono da zero senza il peso di anni e anni di continuity sulle spalle. Millar (ri)scrive personaggi come Cap, Iron Man e Thor mettendo in risalto l'uomo prima della maschera, creando delle figure che bucano la pagina. Il tutto inserito in un contesto socio-politico attualissimo dove gli eroi sono prima un evento mass mediatico e poi strumenti per la discutibilissima politica estera americana. E in tutto questo, coaudivato alle matite da un Bryan Hitch in forma smagliante, inserisce anche un' invasione aliena e una guerra tra divinità nordiche senza che appaia forzato o fuori luogo. Una serie insomma che si è attestata fin da subito a livelli altissimi e non è un caso che i recenti progetti Marvel cinematografici è ad Ultimates che si ispirano. Le prime due stagioni sono state ristampate recentemente in quattro bei volumi "deluxe" che non possono mancare in qualsiasi collezione che si rispetti.

La Panini ha finalmente pubblicato in due volumi la miniserie Kick-Ass forse in previsione di una, si spera non lontana, distribuzione nei nostri cinema dell' adattamento cinematografico ad opera di Matthew Vaught. Kick-Ass rappresenta il naturale proseguimento del discorso "milleriano" sui supereroi o meglio, Millar prende il suo lavoro di inserimento in un contesto reale, moderno e attuale dei supereroi e lo porta all' estremo, raccontando questa volta la nostra realtà dove gli eroi non esistono. E in questa realtà, un adolescente sfigato e appassionato di fumetti come tanti si chiede "perché milioni di persone vogliono essere Britney Spears e nessuno vuole essere Spider-Man?". La risposta non tarda ad arrivare in maniera anche spesso brutale (sorprendenti in questo caso le "classiche" matite di John Romita Jr.), perchè qui non ci sono ragni radiottivi o raggi cosmici, c'è solo la vita che ti prende a calci nelle palle, quando ti va bene. Non ci sono eroi ma solo sfigati che fanno finta di esserlo per uscire dalla noia di vite insulse o da un anonimato insostenibile. Ironico si, ma anche molto crudo e poco consolatorio.

Friday, May 29, 2009

"Tu sei Atom, giusto?"

Prima ci ha mostrato il vero volto di un mostro.
Poi come un gioco inventato da dei bambini conduce alla fine del mondo.
Adesso il grandissimo mangaka Naoki Urasawa prende quella che è forse l' opera più famosa del maestro Osamu Tezuka, Tetsuwan Atom (Astro Boy), e la riscrive dal punto di vista di un personaggio secondario, il detective Gesicht, impegnato nella caccia all' assassino che ha preso di mira i sei robot più potenti del pianeta.
Al momento in cui scrivo è uscito qui in Italia solo il primo volume ma è gia difficile non gridare al capolavoro.
L'ultima tavola poi (per quel che mi riguarda almeno) è da groppo alla gola.

Monday, March 30, 2009

L' età dell' ORO


Basteranno quasi quindici anni di fedeltà Marvel per considerarmi "lettore di vecchia data"?
O forse, considerata l'anzianità della grande casa statunitense, mi serve qualche annetto ancora per fregiarmi di tale titolo?
Qualsiasi sia la risposta, è sempre stato mio interesse recuperare le vecchie storie, quelle classiche, andando alla ricerca di arretrati, ristampe ecc. Visto che da qualche anno le raccolte in volumetto stanno prendendo fortunatamente piede, la Marvel Italia ha deciso di dare alle stampe la serie Marvel Gold. Eleganti albi brossurati contenenti saghe complete o cicli narrativi particolarmente datati o comunque di indiscutibile valore artistico visti i nomi coinvolti.
Al momento sono stati pubblicati i volumi che raccolgono lo scontro Vendicatori - Difensori (di Englehart, Buscema e Brown), quello sulla guerra Kree - Skrull (eccezionale team work di Thomas, Neil Adams, Jon e Sal Buscema) e la raccolta del Capitan Bretagna di quel geniaccio di Alan Moore supportato dalle matite di Alan Davis. Al momento in cui scrivo si aspetta il volume dedicato ai Fantastici Quattro contro i Terribili Quattro.
Nel consigliare l'acquisto a chi come me non ha avuto la fortuna di leggere queste storie mi sembra inutile dire che si spera una vita lunga e sempre così interessante per questa collana.

 

Friday, September 19, 2008

L' Iran a fumetti

Spesso e volentieri arrivo in ritardo sulle cose.
Spesso e volentieri seguo percorsi inversi sempre in virtù dei ritardi di poco sopra.
Anche Persepolis non ha fatto eccezione. Colpito al cuore dal bel film di Marjane Satrapi e Vincent Parannaud ho trovato indispensabile recuperare l'opera cartacea che ha ispirato la trasposizione cinematografica, l'autobiografia a fumetti che la stessa Satrapi ha firmato per raccontare dalla sua infanzia in un Iran in piena transazione sociale e politica, fino al suo abbandono della terra natale.
Rispetto all' opera "figlia" (che comunque risulta "ritagliata" per il cinema come meglio non si sarebbe potuto fare) l' opera "madre" è molto più approfondita, ricca di particolari, approfondimenti e aneddoti che nella pellicola vengono solo accennati, rendendo l'esperienza "Persepolis" molto più completa e coinvolgente. Le tavole della Satrapi, semplice ed essenziali, non impediscono certo a chi legge un' immersione totale nella Teheran vista attraverso gli occhi di una bambina, il succedersi di due regimi, il suo essere costretta a crescere lontana dal proprio paese tenendo sempre vivo dentro di se l'orgoglio delle proprie origini, tornare infine a casa da donna adulta solo per doverla abbandonare per sempre.
Persepolis è un'opera straordinaria nella quale la sua autrice riesce a raccontare episodi anche tragici con estrema lucidità bilanciando il dolore con l'ironia, le lacrime con i sorrisi.
La graphic novel è stata pubblicata inizialmente in Italia in quattro volumi ma ora è disponibile, sempre per la Lizard, un volume unico (brossurato di circa 325 pagine) dal prezzo decisamente alto (€. 22,50). Una spesa da ponderare ma il capolavoro della Starapi si vale ogni singolo centesimo.

Wednesday, June 04, 2008

E dopo la Guerra Civile...la Guerra Mondiale!!!

Hanno provato negli anni ad aiutarlo. Invano.
Ne hanno fatto un Vendicatore, un paladino. Ma non si sono mai fidati.
Lo hanno tollerato.
Ma nell' ora più nera per i supereroi le cose stanno per cambiare.
Loro sono gli Illuminati, una casta di influenti supereroi (tra cui Ironman, Namor, Freccia Nera, Dr. Strange, Xavier, Reed richards e Pantera Nera) che da anni prendono, nell' ombra, decisioni fondamentali per la comunità super-umana.
Lui è Hulk, il Dott. Bruce Banner trasformato dall' esposizione ai raggi Gamma, e mai come ora probabile ago della bilancia nella guerra imminente.
Visto che l'opinione pubblica non vede più di buon occhio le attività dei supereroi, gli Illuminati decidono di risolvere il problema Hulk in maniera radicale. Ma la loro principale preoccupazione nei confronti del Golia Verde rimane la possibilità che un suo schieramento da una parte o l 'altra delle fazioni in lotta nella Guerra Civile, possa in qualche modo influenzare le sorti della guerra stessa.
Con un trucco lo imprigionano in un satellite spaziale e lo spediscono anni luce dalla terra.
Il suo satellite prigione si schianta sul pianeta Sakaar governato dal tiranno il Re Rosso. Fatto schiavo, è costretto a combattere come un gladiatore dell' antica Roma. Insieme ai suoi compagni schiavi/gladiatori, I Fratelli di Guerra, Hulk rovesce il regno del Re Rosso e diventa unico regnante di Sakaar insieme alla compagna Caiera, dalla quale aspetta un figlio.
Ma l'ultimo sistema di sicurezza pensato dagli Illuminati entra in funzione ed un potentissimo ordigno nascosto nell'astronave che portò Hulk su Sakaar, esplode coinvolgendo nella detonazione Caiera ed il figlio che portava in grembo.
Ora Hulk è cieco di rabbia è sta tornando sulla Terra per vendicarsi degli Illuminati.
O avrà le loro teste, o sarà GUERRA!

World War Hulk è l'evento Marvel di quest'anno (in realtà già cominciato ma sono un po' indietro con le letture!), diretta conseguenza degli eventi narrati in Civil War. Naturalmente le mie simpatie sono rivolte tutte verso il Golia Verde nella speranza che le suoni come si deve a tutti quei eroi che hanno barattato arbitrariamente le libertà civili di tutta la comunità dei supereroi Marvel, in cambio del pieno sostegno del Governo.

Il caso vuole che la settimana prossima, il Nostro, sia protagonista anche al cinema con il secondo lungometraggio a lui dedicato che, da quello che si è potuto vedere nel trailer (lo scontro con Abominio!!!), non sembra affatto male. Non resta che sperare amici, Marvel-fan e non!!!

Friday, March 07, 2008

Nessuna ultima possibiltà per gli Ultimate X-Men

Leggo le testate dedicate agli X-Men da quasi quattordici anni ormai. Era il '94 se non ricordo male, e la Marvel Italia già distribuiva sul suolo nazionale tutte le testate dei super eroi di Stan Lee. Spinto da curiosità comprai il volume con la saga completa del Re Delle Ombre è mi innamorai degli X-Men. Per puro caso quell' albo rappresentava un punto perfetto per chi voleva iniziare a leggere le storie dei mutanti di casa Marvel. Infatti, come diretta conseguenza di quella storia, gli X-Men si divisero in due gruppi (con la nascita della seconda testata regolare a loro dedicata), si riformò il gruppo governativo X-Factor (quello del grandissimo Peter David tanto per capirci) e I Nuovi Mutanti diventarono X-Force. Naturalmente poi cercai di recuperare quanti più arretrati possibile e anche grazie a qualche ristampa riuscii a ricostruire la lunga e complessa storia di una delle testate più longeve di sempre.
E si, perché quello della "continuity" è un bel problema che scoraggia tanti nuovi potenziali lettori. Il problema è diventato più pressante dopo l'uscita del primo lungometraggio degli X-Men che proponeva dei super eroi più "adulti", senza calzamaglie colorate, ma con delle belle divise in pelle nera. Per avvicinare il pubblico cinematografico agli eroi di carta, si è provato a svecchiare l'immagine degli X-Men dei fumetti con nuovi team creativi che rivoluzionarono la storia e l'immagine dei mutanti. Ma questo non bastava a risolvere il problema dei sessant'anni di storie, saghe , intrecci vari che gli X-Men si portano sulle spalle. Ed ecco allora arrivare l'ideona: creare un universo Marvel alternativo e ricominciare le storie degli X-Men da capo, in modo che i nuovi lettori possano prendere confidenza con i personaggi senza doversi preoccupare delle storie precedenti. Nasce così l' universo Ultimate e le collane Ultimate X-Men e Ultimate Spider Man (anche il Ragno a quanto pare necessitava di una svecchiata). Brevi cicli di storie, team creativi sempre nuovi (da mesi si parla di Brian Synger ai testi) sono le caratteristiche che dovrebbero garantire alla testata una freschezza in continuo rinnovamento. I personaggi sono sempre quelli ma allo stesso tempo "nuovi" in quanto il loro background è stato completamente riscritto (o quasi) e le loro avventure si svolgono ai giorni nostri naturalmente.
Operazione riuscita? Solo in parte secondo me. Storie ben scritte e ottimi illustratori possono attirare un nuovo potenziale lettore, questo è vero, ma tutti gli altri? Chi come me legge le testate regolari degli X-Men si ritrova con dei personaggi che sono alla fin fine, la fotocopia uscita male di quelli originali. Qualche esempio:
1)Scott Summers/Ciclope è sempre il leader timido e un po' cretino. Niente di nuovo quindi.
2)Jean Grey/Marvel Girl ha i soliti problemi con l'entità Fenice. Sai che novità. Si innamora anche nell' universo Ultimate di Ciclope e tutti ci chiediamo perchè.
3)Wolverine sembrava quello potenzialmente più interessante. Mandato da Magneto per assassinare Xavier si unisce agli X-Men e incomincia una relazione con Jean (questa si che era un' ottima trovata). Cerca anche di uccidere Scott per gelosia e li ho creduto veramente di aver trovato l' anima dell'operazione Ultimate. Poi tutto torna alla normalità e anche Wolverine. Peccato.
4) Rogue non può toccare nessuno.
5) Magneto è sempre il solito estremista.
Insomma, questi sono solo alcuni dei personaggi che compaiono nella testata ma che spiegano perfettamente perché un lettore di vecchia data non riesca a legare con questi X-Men, o meglio, perché IO lettore di vecchia data non riesco a legare con questi X-Men. Nonostante le buone intenzioni, l'idea che si tratti di un riciclo con qualche ritocco qua e la è sempre presente. Le possibilità creative di trovarsi tra le mani un universo fumettistico sostanzialmente "vergine" erano veramente infinite e si sarebbe potuto osare quel qualcosa in più che nelle testate ufficiali non è possibile fare, quel qualcosa in più che avrebbe fatto affezionare lo zoccolo duro dei lettori degli X-Men originali al mondo parallelo Ultimate. Invece nonostante qualche buona intenzione iniziale, tutto si è risolto nel far morire uno degli X-Men originali e nel rivoluzionare (e non in maniera radicale) questo o quel personaggio, prendere storie classiche provando a reinventarle (la Chiesa Shi'ar che venera Fenice??? Ma per piacere!!!). Mi spiace ma dopo più di quaranta numeri mi vedo costretto a bocciare Ultimate X-Men e a consigliare a tutti di leggere le storie degli X-Men ufficiali. Se la continuity vi spaventa, sappiate che non c'è lacuna che qualche buon sito internet (anche Wikipedia) non possa colmare. Buona lettura.

Thursday, September 20, 2007

300: dalla carta alla pellicola

PREMESSA: è chiaro che non possiamo comprare tutto quello che ci piace. Se parliamo di fumetti per esempio, selezioniamo quello che le nostre tasche ci permettono e ci affidiamo alla bontà di amici e conoscenti per leggere tutto il resto. Possedere una copia personale di quel fumetto che tanto ci piace è tutta un' altra cosa. Perciò questa estate mi sono comprato la mia copia 300 di Frank Miller e approfitto dell' occasione per aggiungere, altre alle mie considerazioni sulla graphic novel, qualche pensiero sul film (lo so che ne ho già parlato) che, avendo sotto gli occhi l'opera originale dal quale è tratto, vengono più che naturali.

La storia penso che ormai la conosciate tutti: il re persiano Serse vuole conquistare la Grecia con il suo immenso esercito. Leonida, re di Sparta, si oppone all' avanzata dell' invasore con solo 300 uomini, sfruttando a suo favore lo stretto passaggio delle Termopili. Inutile girarci intorno: la graphic novel di Miller racconta un fatto storico dove tutto è semplificato nei buoni (gli spartani) che combattono contro i cattivi (i persiani) per la libertà di tutta la Grecia. Ma l'accento è posto soprattutto sugli spartani e sulla loro natura: si nasce guerrieri, si muore guerrieri. Non esistono imperfezioni, non esistono debolezze. Esistono solo uomini che sul campo di battaglia difendono il compagno al proprio fianco mentre trucidano il nemico che gli sta di fronte. Non esiste resa, non esiste fuga. Non c'è gioia più grande per uno spartano che una gloriosa morte in battaglia. Questo è quello che Miller ci racconta senza mezzi termini e se riuscite a venirne a patti, avrete modo di apprezzare l' opera nella sua interezza. Le capacità artistiche di Miller penso non siano in discussione. Il suo tratto inconfondibile, la straordinaria capacità di composizione delle vignette si sposa alla perfezione con il particolare formato "wide" delle tavole. Una soluzione di questo tipo ha permesso di avere ampi spazi da riempire con scene di battaglia affollate e ricche di particolari. Ma, considerata la trasposizione cinematografica, fa anche pensare ad una certa lungimiranza da parte di Miller che si trova così con degli storyboard già pronti. A completare il tutto c'è la splendida colorazione di Lynn Varley che si basa principalmente su colori di terra a contrasto con il rosso dei mantelli spartani. Se avete già le idee chiare su Frank Miller, questo mio post non cambierà certo il vostro pensiero. Ma se volete aggiungere un pezzo importante alla vostra libreria, 300 è pubblicato in Italia da Magicpress.

Letta la graphic novel, ma soprattutto ammirata e assimilata, mi sono sentito pronto anche a rivedere il film. Sono lontane ormai tutte le polemiche e le discussioni che questo film ha generato e non son tanto sicuro che nel mio primo commento, scritto di getto dopo la visione, quelle stesse polemiche non mi abbiano in qualche modo influenzato. Ora mi sento pronto a riesaminare il film e ad elencarne semplicemente pregi e difetti anche in rapporto con l'opera originale. Non rileggerò quanto scritto tempo fa, perciò magari ripeterò certi concetti, altri li cambierò e ne aggiungerò di nuovi:
1) Non so quanti meriti si possano attribuire a Zack Snyder, ma so per certo quali sono i suoi demeriti. Innanzi tutto, le inquadrature più riuscite ed evocative sono prese pari pari dalle tavole di Miller. Perciò diciamo: "bravo" a Zack per aver svolto bene il compitino anche se hai trovato la pappa bella che pronta. Il regista ci ha messo del suo nelle sequenze di battaglia abusando di ralenty, zoomate e accelerazioni: la prima sequenza, devo dire la verità, è esaltante. La seconda, la terza e la quarta sanno già di "copia e incolla".
2) Da un punto di vista visivo, scenografie (quelle poche reali) e fotografia cercano di ricalcare fedelmente la gamma cromatica utilizzata da Varley per la graphic novel e questa è una cosa decisamente positiva se già l'avete apprezzata su carta.
3) Le musiche non sono niente di straordinario e vengono usate in maniera un tantino furbetta, soprattutto nelle sequenze di lotta. Diciamo che servono a "gasare" lo spettatore e, se decidete di lasciarvi trasportare, il loro scopo lo svolgono a dovere.
4) Rispetto al testo di Miller, lo script del film è stato gonfiato con elementi del tutto superflui: gli intrighi politici di Sparta e il voler sottolineare le "mostruosità" dell' esercito persiano, sono aggiunte inutili e anche irritanti.
5) Anche i dialoghi sono per l'80% come il buon Frank li ha pensati e scritti. Recitati con enfasi risultano alla volte esaltanti (quelli di Leonida) e altre volte un tantino ridicoli (quelli della voce narrante).

Tirando le somme, 300 è un adattamento fedele, sia a livello visivo che di contenuti, di una graphic novel. Se vi è piaciuta, vi piacerà anche il film. Io sono stato molto pignolo poco sopra, andando a cercare il proverbiale "pelo nell'uovo", ma in definitiva questa seconda visione non mi è dispiaciuta. 300 non è un capolavoro ma non è neanche una schifezza. E' un film dannatamente smargiasso ed è meglio avere questo concetto ben chiaro nella mente prima di affrontarne la visione. Perfetto da vedere in compagnia di amici anche solo per il gusto di gridare nell' orecchio di chi vi sta vicino: "QUESTA E' SPARTAAAAA!!!". Se fossimo a scuola gli darei un bel 6 pieno, senza "più" e senza "meno".
Be', credo che l'argomento sia definitivamente esaurito e non credo ci tornerò nuovamente sopra.
Passo e chiudo.

Wednesday, August 01, 2007

"I wanna be your toy, your 20th Century Boy"

Tokyo, estate fine anni sessanta. Un gruppo di bambini trascorre le giornate nella loro "base segreta", costruita tra i cespugli di un terreno abbandonato. Tra i primi approcci con il rock e letture di manga, i bambini inventano storie e giochi immaginandosi paladini della giustizia, pronti a difendere la pace sulla terra una volta diventati adulti. Uno di loro disegna anche un simbolo con il quale potranno riconoscersi come "veri amici". Lo sbarco sulla Luna dell' Apollo, l' Expo di Osaka, quei giorni spensierati scivolano via insieme alla fanciullezza. I bambini crescono e i ricordi di un tempo vengono sepolti dalle preoccupazioni e dagli impegni della vita da adulti. Kenji è uno di loro. Abbandonate da tempo le sue aspirazioni da musicista, ora gestisce il vecchio emporio dei genitori ormai assorbito da una catena di negozi in franchising. Come se non bastasse deve badare alla piccola Kana, figlia della sorella scomparsa senza nessuna ragione dopo avergliela affidata. Ma nella sua vita il passato è pronto ad irrompere in maniera improvvisa: tutto comincia con la scomparsa di un professore della facoltà di ingegneria robotica, da tempo cliente di Kenji. Ricevuta la notizia della sparizione direttamente dalla polizia, Kenji si reca a casa del professore. Qui, sullo stipite della porta, nota un disegno, un simbolo, non uno qualunque ma proprio QUEL simbolo che il suo amico Occio disegnò tanti anni prima. E ritrova lo stesso disegno in una lettera ricevuta da un'amico d'infanzia che non vedeva da tempo, lo stesso simbolo utilizzato da una nuova e sempre più diffusa setta guidata da un uomo che si fa chiamare l' Amico. Nel frattempo alcuni casi di una nuova epidemia emorragica si stanno verificando in diverse parti del mondo, mentre Kenji cerca di scoprire qualcosa di più sulla setta dell' Amico e sul perché utilizzi il simbolo che lui e i suoi amici inventarono da bambini. Andando avanti con le ricerche, vecchi ricordi tornano a galla e ben presto Kenji realizza quello che sta succedendo: la setta, il simbolo, l' epidemia...tutto combacia con quanto da bambini immaginarono nella loro base segreta. Il gioco creato in quella lontana estate sta diventando realtà.Se già leggete 20th Century Boys, quello che scriverò qui di seguito non sarà una novità. Se non lo leggete (non avete idea del torto che vi state facendo) sappiate che non è un' esagerazione definire "capolavoro" questo manga di Naoki Urasawa, almeno per quel che riguarda la sceneggiatura. Come per Monster (altro suo manga imperdibile), anche qui la storia è parecchio intricata (anche in maniera maggiore se consideriamo i diversi piani temporali di narrazione) ma non si ha mai, e ribadisco mai, la sensazione che l'autore perda il controllo di trame e sotto trame. Nei venti due volumi che compongono quella che dovrebbe essere la prima serie, Urasawa compone un mosaico perfetto e vi posso assicurare che solo rileggendolo più volte è possibile afferrane la profondità e la complessità. L' ultimo volume è uscito da poco ma non tutte le domande hanno trovato risposta: per quelle sono in trepidante attesa dei capitoli finali. Il manga è pubblicato dalla Planet Manga e questa volta non vi consiglio di comprarlo perché è un obbligo per ogni buon lettore di manga (ma non solo) avere quest' opera nella propria libreria. E vi sfido, dopo aver letto il numero 1, a resistere dal comprare il secondo , poi il terzo, il quarto e così via...per me è stato impossibile.

Wednesday, July 11, 2007

Un trio di tutto rispetto

Non so bene perché ma qualche tempo fa decisi di provare a mettere la mia collezione di X-testate in un ordine diverso da quello più classico e prettamente "numerico". Ho deciso perciò di provare un ordine "di lettura", che permettesse anche a chi non ha mai letto niente degli X-men di cominciare seguendo una precisa sequenza di albi, districandosi senza problemi tra testate e saghe varie. Come mi sia venuta in mente una cosa del genere ancora me lo chiedo. Sappiate comunque che ho desistito dopo non molto tempo, visto che la problematica "cronologica" si è rivelata più complessa del previsto da aggirare. Nel procedere in questa titanica impresa mi sono trovato tra le mani parecchi albi spaiati, numeri speciali che pur avendo la loro collocazione nella complicatissima continuity Marvel, vivono di vita propria e possono essere letti come piccole opere a se stanti. Uno di questi è un volumetto dedicato a Wolverine uscito oramai da più di 10 anni (mamma come vola il tempo), che raccoglie una minisaga pubblicata nei primi quattro numeri della testata regolare dell' eroe canadese. Quello che rende veramente speciale questo albo sono tre fattori di grande rilievo:
Lo scrittore: Chris Claremont. A seguito di una chiusura prematura della testata, Claremont prese in mano le redini degli X-Men e dimostrò una grande abilità sia nell'imbastire trame e saghe a lungo termine, che nel delineare in maniera tridimensionale tantissimi personaggi. In poco tempo X-Chris portò la loro testata, che scrisse per quindici anni consecutivi, a diventare uno dei titoli di punta della Marvel. Dopo un esilio volontario, Claremont è tornato e ancora oggi è legato a progetti paralleli agli X-Men (vedi la nuova Excalibur).
Il disegnatore: Frank Miller. Un autentico mostro sacro, uno sperimentatore sempre un passo avanti a tutti gli altri. Il suo talento, in continua evoluzione, gli ha permesso di creare un nuovo modo di fare comics, talento che per qualche anno ha messo a disposizione della Marvel (vedi Daredevil), almeno fino a quando la casa di Stan Lee non ha cominciato ad andargli stretta. Tra i suoi lavori assolutamente geniali e personali, impossibile non citare Sin City. Anche se molto datata, anche in questa mini saga di Wolverine si possono apprezzare le sue straordinarie capacità.
Il personaggio: Wolverine. Forse uno dei character più azzeccati della Casa delle Idee: basso, peloso, dotato di un fattore di guarigione. Ma sono i tre artigli retrattili per mano e lo scheletro ricoperto di un metallo indistruttibile a renderlo, non solo speciale, ma una vera e propria macchina da guerra. Se a questo aggiungete un passato misterioso, doloroso e pieno di falsi ricordi, ottenete un personaggio dalle potenzialità infinite.
La storia è ambientata nel periodo "giapponese" di Wolverine e cioè quando il buon Logan era perdutamente invaghito della bella Mariko Yashida. Dopo che tutte le lettere inviate a Mariko gli vengono rispedite al mittente, Wolverine decide di partire per il Giappone e verificare di persona cosa stia succedendo. Qui scopre che la donna che ama è sposata con un uomo violento che la picchia per ottenere obbedienza. Il matrimonio è stato combinato da Shingen, redivivo padre di Mariko, e fa tutto parte di una gigantesca scalata per il potere...che Logan ha tutta l'intenzione di fermare.
Se i tre motivi di poco sopra vi hanno convinto a recuperare questa piccola perla, io vi lascio qui di seguito quel che serve per cercarlo (anche se non so se sia ancora disponibile): Chris Claremont & Frank Miller: Wolverine - pubblicato dalla Marvel Italia nella collana Special Events n°3 nel febbraio del '96 al costo di Lire 5.900 (^____^).
Di sicuro non sarà facile trovarlo ma credo che valga la pena fare un tentativo.

UPDATE
Come indicatomi da accakappa (che ringrazio per la segnalazione ^___^) nel suo commento, questa minisaga di Wolverine è stata pubblicata anche sulla serie oro dei Classici del Fumetto di Repubblica in coppia con Origins di Kubert e Jenkins.

Monday, June 11, 2007

"Cercate di vivere pensando che morirete!"

La "Legge per la prosperità nazionale". Ecco come il Governo ha deciso di "instillare" nella popolazione, il rispetto e l'importanza per la vita. In pratica, nello 0,1% delle siringhe utilizzate per le normali vaccinazioni sui bambini in età scolastica, viene introdotta una nanocapsula contenente un dispositivo detonante. In parole povere, ad un bambino su mille (di cui comunque il Governo conosce l'identità) viene iniettata questa nanocapsula che, in circolo nel sangue, si posiziona nell'arteria polmonare vicino al cuore. Tra il diciottesimo ed il ventiquattresimo anno di vita, ad una data e ora stabilite, il congegno esplode causando un arresto cardiaco al soggetto selezionato. Questo "non conoscere il proprio destino", questa "incertezza sul proprio futuro" (almeno fino al ventiquattresimo anno d'età) dovrebbe, almeno queste sono le intenzioni del provvedimento, spingere i giovani a vivere al massimo le loro vite. La morte non arriva così all' improvviso: il Ministero di Salute e Benessere si occupa di avvisare l'interessato attraverso un Ikigami, una sorta di "annuncio di morte" contenente data e ora del decesso, generalmente consegnato 24 ore prima della data indicata. Questa è la realtà nella quale veniamo proiettati alla lettura del primo numero del manga di Motoro Mase, Ikigami. Una realtà non proprio definita visto che le vicende si svolgono in un anno non stabilito ed in una città (sicuramente giapponese) non precisata. La narrazione procede per capitoli, ogni capitolo è diviso in tre atti. In ogni capitolo (due nel caso di questo primo volume) assistiamo a due vicende separate, ma parallele: quelle relative a Kengo Fujimoto, uno degli incaricati dal Ministero alla consegna degli Ikigami, e a tutti i suoi dubbi riguardo la "Legge" e alla sua effettiva utilità. La seconda riguarda il destinatario dell' "annuncio", le sue ultime 24 ore di vita, i dubbi e le paure che lo assalgono durante un conto alla rovescia preordinato e inarrestabile. Siamo solo all' inizio, è vero, ma già da questo primo numero, uscito due settimane fa, si possono cominciare ad intuire le potenzialità di questo manga (l'avvicinamento alla morte visto attraverso tante esistenze differenti, per dirne una)...conviene comunque aspettare qualche numero per avere un quadro più completo sulla strada che l' autore vuole seguire. In sintesi, comprare o no questo volumetto?
PRO: belli i disegni e particolare la storia. Considerate che è il primo numero di un manga pubblicato dalla Planet Manga, il che significa che tra un paio di mesi potrebbe essere introvabile.
CONTRO: 7 euro non sono pochi, anche considerando la sovracopertina e la cadenza bimestrale.

Friday, June 01, 2007

Le colpe dei padri

Personaggio controverso Pietro Maximoff. Orgoglioso, superbo, fiero della sua natura superumana che lo rende superiore alla massa, quasi infastidito dal fatto che il mondo che lo circonda non vada alla sua velocità, che lo rallenti. Con il nome di battalgia Quicksilver ha combattuto a fianco della sorella Wanda (Scarlett), nella Confraternita dei Mutanti Malvagi guidata da Magneto, senza sapere che questi era nient'altro che il suo stesso padre. Abbandonata la confraternita, fratello e sorella sono entrati a far parte dei Vendicatori. Pietro ha militato, per un breve periodo, anche nella X-Factor governativa ma questa, come si dice, è un'altra storia. Quello che mi premeva sottolineare era il desiderio inconscio (ma forse neppure tanto) di dimostrare di essere diverso dal padre, di essere un' eroe. Negli ultimi mesi però qualcosa sembra essere cambiato: dopo che la follia di Scarlett è costata la vita a tre Vendicatori, la ragazza è stata portata a Genosha ed affidata alle cure di Xavier e Magneto (apparentemente redento per l'ennesima volta). I due sfortunatamente non sono riusciti a guarire gli squilibri mentali causati dal potere di alterazione della realtà di Wanda. Con decisione unanime, X-Men e Vendicatori si recano a Genosha per sistemare una volta per tutte la faccenda anche in maniera drastica. Pietro, terrorizzato all' idea di perdere l'amata sorella, la convince ad usare ancora una volta i suoi poteri per creare un mondo dove i mutanti non debbano soffrire per la loro diversità. L' utopia mutante governata dalla Casata di Magnus (House of M) ha vita breve. Come è stata creata, scompare portando con se il 90% della popolazione mutante che si ritrova improvvisamente...umana. Tra di loro anche il povero Pietro ed è qui che ci ricolleghiamo con la mini Son of M, scritta da David Hine e disegnata (in maniera veramente pregevole) da Roy Allan Martinez, pubblicata qualche mese fa in appendice al mensile Wolverine. Sin dalle prime pagine troviamo un Pietro Maximoff incapace di adattarsi ed accettare la sua nuova condizione "umana". Non più mutante ne Vendicatore, è soltanto uno come tanti. Indossa ancora il suo costume ma la sua velocità se ne andata ed ora si trascina lentamente insieme a tutte le persone che prima guardava con superiorità. Prigioniero nella sua stessa vita cerca nel suicidio una via di fuga, ma viene prontamente salvato dalla sua ex moglie, Crystal degli Inumani, e portato nella città lunare Attilan per essere curato. Ma Pietro non vuole guarire, vuole il potere, vuole tornare quello che era un tempo e per farlo è disposto ad andare contro le ferree leggi degli Inumani ed esporsi alle Nebbie Terrigene. Queste non sono altro che le esalazioni di particolari cristalli capaci di donare, agli individui che le assorbono, abilità particolari. Il probleama è che il re degli Inumani, Freccia Nera, ne ha severamente vietato agli umani l'utilizzo. Perfino a Luna, figlia di Pietro e Crystal, è stato imposto quest'obbligo. Entrato di nascosto nella sala delle Nebbie, Pietro riottiene praticamente subito i suoi poteri ma in una forma completamente diversa: ora è in grado di "proiettare" se stesso nel futuro per brevi periodi. Convinto di aver trovato il modo di restituire ai mutanti i propri poteri, Pietro ruba i cristalli e fugge sulla terra portando con se la figlioletta Luna. E fin qui si tratterebbe unicamente di tirarsi addosso le ire degli Inumani e di Crystal. Ma Pietro va ben oltre, decide arbitrariamente che le Nebbie Terrigene sono di Luna per diritto di nascita e convince la piccola ad inalarle. Bè, non c'è che dire! Un comportamento assolutamente discutibile e inconcepibile, soprattutto da chi ha sempre lottato per cancellare la vergogna delle proprie origini. Visto quanto successo a Wanda, forse i discendenti della famiglia Lehnsherr sono uniti da un legame che va ben oltre quello di sangue...speriamo solo che anche Luna non ne debba pagare le conseguenze. Insomma, un fiume di parole per dire che ho apprezzato veramente tanto questa breve serie dedicata all' ex Quicksilver, soprattutto perché ridisegna sotto una luce (o sarebbe meglio dire ombra?) nuova un personaggio un po' stantio. Diventato praticamente un vettore delle Nebbie, con i suoi poteri ha visto in anticipo la Guerra Civile che in questi mesi sta sconvolgendo l' Universo Marvel. Rimane da vedere che ruolo avrà lui in tutto questo...

Thursday, May 03, 2007

"Alla fine tutto dipende da come ognuno si raffronta con questo universo crudele"

Prima c'erano le terre emerse. L' uomo le ha esplorate tutte: attraverso praterie, deserti, boschi, foreste è giunto al mare, all' oceano. Coraggioso, curioso e avido di conoscenza lo ha solcato giungendo su altre terre. Continuando ad andare avanti su terre e mari sempre nuovi, è giunto al punto di partenza. Ed allora che ha volto gli occhi al cielo e ha trovato il suo nuovo limite, il nuovo obiettivo per placare la sua sete di conoscenza e di conquista. E l'uomo con la sua perseveranza ha violato anche quel confine, ha visto la terra da sopra l'atmosfera ed ha poggiato i piedi sulla superficie lunare. Tanti anni sono passati da quel giorno. In un futuro non troppo lontano la terra avrà esaurito la sua principale fonte energetica: il petrolio. Lo spazio rappresenta la nuova frontiera per il progresso e la prosperità della razza umana: l' Elio3, trovato sulla luna, sottoposto a fusione nucleare diventa una fonte d'energia inestimabile. Comincia così, con la colonizzazione della Luna, l' avventurarsi dell'uomo nello spazio infinito. Nel giro di pochi anni Marte è stato raggiunto e già si parla di raggiungere Giove. Ma si sa, l'uomo lascia sempre segno del suo passaggio: tantissimi satelliti in disuso, detriti delle più svariate misure, ruotano intorno all'orbita terrestre diventando un pericolo per gli ormai frequenti viaggi spaziali. Ed è qui che entra in scena la nave spaziale DS-12 adibita alla raccolta di questi rifiuti spaziali denominati "debris", e del suo equipaggio: i giapponesi Hachimaky e la giovane Tanabe, il russo Yuri e l' americana Fee. Ognuno di loro si trova ad affrontare le immensità cosmiche per i più disparati motivi: Hachimaki vorrebbe mettere da parte un po di soldi ed acquistare una navetta spaziale tutta per lui, mentre Yuri è alla folle ricerca di un oggetto perduto dalla moglie anni prima. Questo è quello che si presenta ad una prima lettura di Planetes, manga d'esordio di Makoto Yukimura pubblicato dalla Planet Manga nella collana, sempre attenta alle novità, Manga 2000 (tra gli altri titoli ci tengo a ricordare Blame! Di Tsutomu Nihei e Eden di Hiroki Endo, dei quali presto o tardi parlerò). La serie è composta di soli quattro numeri anche se, alcuni "rumors" dal Giappone, danno Yukimura nuovamente al lavoro sulla sua creatura. In definitiva, Planetes è un manga all' "esterno" fantascientifico (aspetto, tra l'altro, curato nei minimi dettagli) ma con un' "anima" profonda e introspettiva: Yukimura mette tutti i suoi personaggi a confronto con lo spazio, con la sua spiazzante immensità, mostrando l'impossibilità di comprenderne i segreti almeno finché, l'uomo non sarà in gradi di comprendere se stesso (un po' come in Solaris di Tarkovsky). Di questo piccolo capolavoro ne esiste anche un'anime pubblicato in DVD dalla Panini Video. Non l'ho ancora visto ma recupererò presto.

Monday, March 19, 2007

CIVIL WAR ovvero "E' davvero la fine dell' Era delle Meraviglie?"

Penso che quasi tutti, pur non avendo mai preso in mano un albo della Marvel Comics, sappia chi sono Uomo Ragno, Devil, Hulk, Fantastici Quattro, X Men e via dicendo. Visto il grande spazio che Hollywood ha dato (e sta ancora dando) alle creature di Stan Lee, i super eroi cartacei stanno vivendo una nuova giovinezza. Io leggo Gli Incredibili X Men da più di 10 anni e saltuariamente ho seguito anche altre testate: di conseguenza ho un' "infarinatura" generale dell' immenso Universo Marvel. Nel corso di più di 40 anni di pubblicazioni è capitato più volte che si cercassero di organizzare eventi editoriali, crossover (una storia unica che coinvolgesse testate e personaggi diversi), il cui scopo era portare sconvolgimenti nella vita di questo o quel super eroe e magari, perché no, dare una spintarella a qualche albo un po' "seduto" nelle vendite. Ma al di là del battage promozionale e slogan pubblicitari del tipo "niente sarà più come prima!" il tutto si è sempre risolto con cambiamenti a breve scadenza. Nel 1998 per esempio, al termine del maxi crossover Onslaught, i principali eroi della terra (Vendicatori e Fantastici Quattro) furono dati per morti, per poi tornare qualche mese più tardi nel ciclo di storie "Heroes Return" con le quali si introducevano le nuove testate dei suddetti personaggi, rinfrescate sia da un punto di vista grafico che narrativo. E adesso arriva anche in Italia CIVIL WAR (in America si è conclusa a febbraio) l'evento che "porterà sconvolgimenti come mai prima d' ora". Basandomi sull' esperienza di lettore penserei all' ennesima trovata commerciale (e in parte forse lo è), ma è forte la sensazione che questa volta non sarà così. Dal 1998 a oggi le cose sono cambiate: terrorismo, politica della "paura", limitazioni alle libertà personali a giustificare una maggiore sicurezza, non potevano non influenzare in maniera diretta il mondo dei comics, legato in maniera indissolubile alla realtà dei giorni nostri. Atmosfere più cupe hanno pervaso le storie e quegli eroi, che un tempo la gente considerava Meraviglie, ora sono visti con occhi differenti, con diffidenza. I poteri che li rendono superuomini diventano spesso e volentieri armi a doppio taglio (Hulk ne è un classico esempio). Nell'ultimo anno e mezzo la situazione è precipitata: nella saga Vendicatori Divisi, un membro storico dei Vendicatori, Scarlet, perde il controllo del suo enorme potere (alterare la realtà a suo piacimento) ed uccide tre dei suoi compagni di squadra. Successivamente è la stessa Scarlet, affidata alle cure di Xavier e Magneto, ad usare i suoi poteri in maniera impensabile, dando vita ad una nuova realtà dove i mutanti sono la specie dominante. Gli eventi narrati in questa storia, conosciuta come House of M, si concludono con il ripristino della realtà originale ma con la scomparsa di milioni di mutanti. In Decimazione, vediamo gli X Men fare il possibile per aiutare i mutanti superstiti e nel frattempo difendersi dalla rappresaglia xenofoba che si è generata. Il Governo ha approfittato dell' occasione per inviare una squadra di Sentinelle (giganteschi robot) di ultima generazione, per "difendere" gli X Men e la loro base. In realtà i pupilli di Xavier ora sono prigionieri in casa loro. Nel frattempo viene presentato al Congresso degli Stati Uniti una proposta di legge, L' Atto di Registrazione dei Super Eroi: secondo questa legge tutte le persone dotate di super poteri sono obbligate a registrarsi (quasi come se si trattasse di un albo professionale) con il loro vero nome, per essere introdotti in una forza speciale governativa. In caso contrario si diventa perseguibili dalla legge alla stregua dei peggiori criminali. Ma la causa della Guerra Civile è un'altra: i New Warriors, gruppo di giovani super eroi, è stato ingaggiato per un reality show dove, sotto l'occhio instancabile delle telecamere, catturano dei pericolosi criminali. Durante una di queste "missioni" però, qualcosa va storto e centinaia di civili innocenti perdono la vita. Questa la goccia che fa traboccare il vaso e l' Atto di Registrazione diventa effettivo. Inizia così CIVIL WAR, con i super eroi messi davanti ad una scelta cruciale: accettare la Registrazione ed essere riconosciuti come eroi "ufficiali", od opporsi per proteggere la propria identità (e di conseguen- za le proprie famiglie), la propria libertà. Una scelta destinata a creare una frattura nella comunità super eroistica che metterà personaggi un tempo amici l'uno contro l'altro. E torniamo così alla domanda del titolo di questo post: "E' davvero la fine dell' Era delle Meraviglie?". Per aere una risposta definitiva dovremmo aspettare sette mesi, quando la saga sarà giunta a conclusione. Di sicuro questa è un' ennesima conferma della volontà degli scrittori di storie a fumetti, di dare un taglio adulto alle storie degli "eroi in calza a maglia" e portare il lettore a riflettere sul mondo che ci circonda: è legittimo difendersi dalle "minacce" con ogni mezzo possibile? E' giustificabile che questo comporti la perdita dalle nostre libertà personali? Ma soprattutto, voi da che parte state?

Tuesday, February 27, 2007

"Mi chiamo Nausicaa, e sono la figlia di Jhil della Valle del Vento!"

La Terra è ferita, ma resiste, non vuole morire. Su tutta la sua superficie, i segni di una guerra, La Guerra, quella conosciuta come dei "Sette Giorni di Fuoco", che l'ha devastata, mutata. Tanti uomini hanno perso la vita così come tante specie animali si sono estinte. Della tecnologia di una prospera epoca precedente nulla è rimasto, tutto ciò che l'uomo ha creato è stato usato per uccidere ed il pianeta ha pagato il prezzo più alto. L' inquinamento generato dalla guerra ha dato i suoi frutti: gran parte delle terre emerse sono ora ricoperte da una foresta funghifera i quali miasmi sono letali per l'uomo. E adesso è l'uomo a doversi adattare in un'ambiente ostile, e dove prima occupava con arroganza, ora è costretto alla fuga, mentre la foresta si espande sempre più velocemente. In mezzo ad essa si possono scorgere ancora i resti degli Dei Guerrieri usati anni prima in battaglia, quasi a monito di ciò che è stato e di ciò che non dovrà più essere. Ma l'uomo si sa, non fa tesoro dei proprio sbagli, li dimentica e perciò è destinato a ripeterli. Ed infatti, nonostante l'umanità cerchi di sopravvivere, l' Impero di Tolmekia e il Principato di Dorok sono coinvolti in una nuova e sanguinosa guerra. In un ampia vallata, protetta dai miasmi grazie ad alte pareti rocciose e da forti correnti, sorge la piccola e pacifica comunità della Valle del Vento, i cui abitanti vivono grazie d'allevamento e agricoltura. La giovane principessa Nausicaa vive qui, amata dal suo popolo e ancor di più dal suo vecchio e stanco padre che presto lascerà nelle sue mani il destino della Valle. Ultima della stirpe dei Cavalieri del Vento, a bordo del suo aliante, Nausicaa si reca ogni giorno nel cuore della foresta per raccogliere campioni di spore, per studiare e capire la natura di questa vera e propria forma di vita. La particolare "sensibilità" della giovane, la porta ad essere un tutt'uno con la natura che la circonda: piante, animali, vento, tutto sembra comunicare con lei in una lingua che nessun' altro può comprendere. E' la prima infatti, ad accorgersi dello strano comportamento dei giganteschi insetti che abitano la foresta, le migrazioni di massa che potrebbero generare l' "ondata di marea" e di conseguenza l'espansione a dismisura delle spore funghifere. In un momento così delicato, anche la Valle del Vento è costretta ad entrare in guerra: per salvare il suo popolo e preservare la sua terra, la giovane principessa ed un manipolo di uomini fidati, partono per la battaglia a fianco dell' esercito di Tolmekia. La guerra, agli occhi della giovane Nausicaa, appare crudele e inutile, inchiodata in uno stallo dove sono le donne ed i bambini a pagare il prezzo più alto. Il ritrovamento di un Dio Guerriero vivo, in uno stato embrionale, potrebbe decidere le sorti dello scontro e dell'umanità tutta. Da qualunque parte la si guardi, quest' opera è un capolavoro: si potrebbe parlare dei magnifici disegni, curati nei minimi dettagli. Dall'utensile al filo d'erba, niente è trascurato. E' difficile, credetemi, non rimanere incantati su ogni singola tavola. La storia, d'altro canto non è da meno, vero è proprio concentrato di caratteristiche e tematiche care al maestro Miyazaki: per cominciare c'è la figura femminile forte, determinata, solo all'apparenza fragile, presente in tutta l'opera del maestro da Laputa a Conan, da Princess Mononoke al Castello Errante di Howl. Alla sua eroina "classica", Miyazaki aggiunge un'elemento fondamentale: la capacità di volare. L'aliante di Nausicaa e le splendide aeronavi da guerra, sono solo un'esempio della passione smisurata per tutto ciò che riguarda il volo. La capacità di librarsi agile nei cieli fa di questo personaggio (così come di Porco Rosso, anche se in maniera un po' differente) un chiaro simbolo di libertà. Forte, qui più che in altre sue opere, il messaggio ecologista e pacifista: la guerra è una triste realtà che si ripete, nel nostro mondo come nei racconti del Maestro, ed è sempre il nostro pianeta a farne le spese. Questa bellissima opera è stata pubblicata parzialmente, in Italia, più di dieci anni fa dalla defunta Granata Press. Nel 2000, la Planet Manga l'ha raccolta il sette volumi di grande formato, con sovra coperta a colori, stampando le tavole con il particolare colore di china voluto da Miyazaki. Purtroppo alcuni volumi sono esauriti ma non dovrebbe essere difficile trovarli affidandosi al mercato dell' usato. Non posso dirvi di più per convincervi a recuperare l'unico grande racconto a fumetti scritto e interamente disegnato da uno dei più grandi registi che l'animazione giapponese ricordi. Ho fatto la mia parte e vi saluto, ora sta a voi.