Da lettore ormai ventennale di comics è una sorpresa ed un piacere trovare nelle librerie e nelle fumetterie una raccolta di saggi dedicati ad uno degli sceneggiatori tra i più importanti e interessanti della scena fumettistica statunitense ma non solo. Lui è Garth Ennis e dall 'irlanda è sbarcato negli USA tutt' altro che intenzionato a sottostare a quelle “regole” imposte dai colossi Marvel e DC, ma riuscendo a ritagliarsi il suo spazio portando le sue tematiche, le sue ossessioni e quel modo dissacrante di demolire sistematicamente la classica figura del supereroe. Ed è proprio nelle collane dedicate ad un pubblico maturo di Marvel e DC (ma è bene ricordare anche i suoi lavori per Wildstorm, Top Cow e tante altre case minori) che Ennis ha dato vita ad alcune delle sue opere più famose, da Hellblazer a Preacher fino all' ultima e fino ad ora insuperata “resurrezione” del Punitore. Tra i tanti autori che hanno dato il loro contributo a questo interessante volume, troviamo anche il saggio (sicuramente quello nel quale emerge la formazione cinematografica nel modo in cui vengono esaminate le tavole) di Paolo Parachini dedicato a The Darkness (personaggio di culto, insieme a Witchbalde, della Top Cow) al quale Ennis si dedicò solo per il primo ciclo di storie riuscendo a influenzare in maniera inequivocabile le gestioni successive. Lettura consigliatissima a tutti i lettori di fumetti, sia chi non conosce bene l'autore o a chi vuole approfondire la conoscenza delle sue opere non sempre di facile reperibilità qui in Italia.
Wednesday, September 08, 2010
FROM MY PERSONAL LIBRARY: A.A.V.V. - GARTH ENNIS : NESSUNA PIETA' AGLI EROI
Da lettore ormai ventennale di comics è una sorpresa ed un piacere trovare nelle librerie e nelle fumetterie una raccolta di saggi dedicati ad uno degli sceneggiatori tra i più importanti e interessanti della scena fumettistica statunitense ma non solo. Lui è Garth Ennis e dall 'irlanda è sbarcato negli USA tutt' altro che intenzionato a sottostare a quelle “regole” imposte dai colossi Marvel e DC, ma riuscendo a ritagliarsi il suo spazio portando le sue tematiche, le sue ossessioni e quel modo dissacrante di demolire sistematicamente la classica figura del supereroe. Ed è proprio nelle collane dedicate ad un pubblico maturo di Marvel e DC (ma è bene ricordare anche i suoi lavori per Wildstorm, Top Cow e tante altre case minori) che Ennis ha dato vita ad alcune delle sue opere più famose, da Hellblazer a Preacher fino all' ultima e fino ad ora insuperata “resurrezione” del Punitore. Tra i tanti autori che hanno dato il loro contributo a questo interessante volume, troviamo anche il saggio (sicuramente quello nel quale emerge la formazione cinematografica nel modo in cui vengono esaminate le tavole) di Paolo Parachini dedicato a The Darkness (personaggio di culto, insieme a Witchbalde, della Top Cow) al quale Ennis si dedicò solo per il primo ciclo di storie riuscendo a influenzare in maniera inequivocabile le gestioni successive. Lettura consigliatissima a tutti i lettori di fumetti, sia chi non conosce bene l'autore o a chi vuole approfondire la conoscenza delle sue opere non sempre di facile reperibilità qui in Italia.
Wednesday, March 24, 2010
FROM MY PERSONAL LIBRARY: ANDREA CHIMENTO / PAOLO PARACHINI - SHINYA TSUKAMOTO : DAL CYBERPUNK AL MISTERO DELL' ANIMA
Dopo aver recensito in anteprima il romanzo Hunger Games, è ancora tempo di "first time" per questa poco aggiornata rubrica. E' infatti con grande piacere che mi trovo a scrivere per la prima volta di un libro del quale conosco personalmente gli autori, ma non solo. E' anche la prima volta che scrivo di una monografia, tra l'altro dedicata ad un regista che per puro caso non ha ancora trovato spazio in questo blog. Gli autori in questione sono Andrea Chimento e Paolo Parachini ma alcuni di voi probabilmente già li conoscono per il blog CINEROOM che gestiscono da quasi tre anni firmandosi come Chimy e Para; ed è forse anche grazie all'esperienza maturata negli anni di collaborazione nei contenuti del loro spazio web che hanno realizzato la prima monografia italiana su Shinya Tsukamoto e sul suo cinema, esaminando, capitolo dopo capitolo, le tematiche portanti che legano indissolubilmente tutti i suoi film (molto interessanti quelle relative al cyberpunk, alla figura del demiurgo e al tema del doppio), guidandoci in un ipotetico percorso ben sottolineato dal sottotitolo dell' opera e dalla struttura dei capitoli stessi che procedono all'esame cronologico delle pellicole, partendo dai primi corti fino alle pellicole più recenti, chiudendo il volume con un' intervista inedita la regista. Quello che mi preme sottolineare però, e che rappresenta senza ombra di dubbio un pregio per libri di questo tipo, è la sua totale accessibilità. Fin dalle prime pagine infatti non sarà difficile, anche per chi non fosse avvezzo a letture di questo tipo, familiarizzare con la scrittura dei due autori sempre molto attenti ad esprimere con chiarezza concetti e riflessioni che necessitano, a volte, di andare oltre il cinema, toccando tematiche filosofiche e religiose. Questa accessibilità non deve essere però travisata: innanzi tutto "scrivere come si mangia" non è certo un difetto ma indice di una capacità comunicativa encomiabile, soprattutto quando i contenuti dimostrano una profondità ed una conoscenza della materia, cinematografica e non solo, invidiabile (ma se siete lettori abituali di CINEROOM già sapete di che parlo). In secondo luogo è bene che una monografia, la prima italiana dedicata a Shinya Tsukamoto, permetta a chiunque di avvicinarsi ad un regista che ha lasciato un segno indelebile nel cinema giapponese moderno, un talento riconosciuto anche a livello internazionale ma che è tenuto ancora nell' ombra dalla miope distribuzione del nostro Paese.Note a margine: qualora si volesse acquistare il libro, consiglio di rivolgersi direttamente al sito della Falsopiano (qui). Le spese di spedizione sono gratuite ed il libro arriva in un paio di giorni.
Tuesday, December 22, 2009
From My Personal Library: JANE AUSTIN / SETH GRAHAME-SMITH - ORGOGLIO E PREGIUDIZIO E ZOMBIE
Immaginate un classico della letteratura che avete letto, per vostra scelta e per scelta di altri, e che non vi sia piaciuto per nulla, una sofferenza interminabile dalla prima all' ultima pagina. Immaginate ora di avere la possibilità di riscriverlo magari aggiungendovi elementi a voi più congeniali ma del tutto estranei al testo originale e potrete capire l'occasione capitata a Seth Grahame-Smith: la sua intenzione di scrivere un romanzo a tematica "zombie" si è unita alla possibilità, nata dallo svincolo del romanzo di Jane Austin da qualsiasi diritto d'autore, di "aggiornare" Orgoglio e Pregiudizio. E' nato così Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, un vero caso editoriale e best seller in varie parti del mondo. Inutile dire che il libro ha diviso gli estimatori di questa nuova versione con i puristi e amanti del capolavoro della Austin e il motivo è da ricercare nella maniera in cui il libro è stato concepito. Tenendo infatti gran parte del testo originale, Graham-Smith si è limitato ad un adattamento e a riscriverne alcuni passaggi inserendoci episodi del tutto nuovi relativi alla misteriosa pestilenza che verso la fine del settecento ha portato l'Inghilterra ad essere invasa dai morti viventi. Questo porta di conseguenza ad un paio di considerazioni: la prima è che effettivamente non è che ci sia questo gran lavoro fatto dallo scrittore americano (anche produttore cinematografico) e in secondo luogo che non ha molto senso leggere il libro se prima non si è letto Orgoglio e Pregiudizio. Riuscendo a tollerare quanto sopra senza considerarli per forza difetti e volendo fare i meno seriosi possibile, bisogna ammettere che Orgoglio e Pregiudizio e Zombie è una lettura senza impegno e anche divertente se avete il pallino per zombie e affini. Se potete tollerare il fatto che le sorelle Bennet sono state addestrate al combattimento in Cina, che Lady Catherine De Bourgh va in giro scortata dai ninja e che la prima proposta di matrimonio di Mr Darcy ad Elizabeth finisce in un violento scontro fisico, questo è decisamente i libro che fa per voi. Tra l'altro ad Hollywood già si lavora sulla sua trasposizione cinematografica e notizie degli ultimi giorni danno per sicuro che Natalie Portman si sia unita alla produzione: già me la vedo nei panni di Elizabeth Bennet a decapitare innominabili.Tuesday, October 06, 2009
From My Personal Library: SUZANNE COLLINS - HUNGER GAMES

Le vicende prendono piede in un non lontano futuro, in quel che resta del continente nord americano, devastato da sconvolgimenti climatici, ora conosciuto come Panem. La sua capitale, Capitol City, è circondata da dodici distretti i cui abitanti vivono alle soglie della povertà producendo e coltivando solo ed esclusivamente per i cittadini della capitale. Queste condizioni disagiate portarono i Distretti alla rivolta ma la superiorità strategica e militare di Capitol City ebbe la meglio sui ribelli che non solo dovettero arrendersi ma subire dalla capitale la più dura delle rappresaglie: per evitare altre rivolte e per ricordare agli abitanti di Panem chi detiene il potere assoluto, Capitol City indice ogni anno dalla fine delle ostilità gli Hunger Games, un reality trasmesso in tutta il continente dove, ventiquattro ragazzi tra i dodici e i diciotto anni estratti a sorte, un maschio ed una femmina per ogni distretto, vengono chiusi in un arena e devono ammazzarsi tra di loro fino a quando uno solo rimane in vita.
Una protagonista adolescente ed una scrittura chiara, semplice e mai prolissa, un racconto che riesce ad essere inquietante, appassionante e commovente allo stesso tempo, fanno di Hunger Games un perfetto libro per ragazzi ma non solo. Per le tematiche trattate e per alcune riflessioni che scaturiscono dalle pagine della Collins, il libro può essere tranquillamente apprezzato senza limiti e fasce d'età. Suggestioni da "La Lunga Marcia" di Stephen King o, spostandoci sul fronte cinematografico, paralleli neanche troppo forzati con l'ultimo grande film di Fukasaku "Battle Royale" si possono trovare in Hunger Games che, con le due opere sopracitate, condivide anche una visione critica della nostra società, rappresentata in una sua proiezione futuribile profondamente pessimista, tra problemi climatici, una sempre più profonda disparità tra ceti ricchi e quelli poveri, ma soprattutto il mezzo televisivo come strumento di controllo del regime. Ed è proprio in quest' ultimo aspetto che l'autrice fa centro, utilizzando il reality nella sua forma più estrema, abbattendo l'ultima barriera, facendo della morte il massimo dell' intrattenimento. La Collins non si dimostra certo clemente verso quest' "arma di voyeurismo di massa" ed in un' unica frase (capitolo 3 pagina 45) ne coglie la vacuità dimostrando che di reale c'è poco o niente: "Prima di salire sul treno dobbiamo fermarci qualche istante affinché le telecamere trangugino le nostre immagini". Non usa il verbo "trangugiare" a caso, così come non è stato scelto a caso il nome del programma dove hunger significa fame, appetito. Le telecamere divorano tutto quello che finisce nei loro obiettivi e lo digeriscono per renderlo assimilabile dal pubblico affamato. Così le persone diventano personaggi. Le emozioni e i sentimenti dei semplici surrogati tanto da rendere indistinguibile il vero dal falso sia per chi sta da una parte o dall'altra dello schermo.
E si protrebbe continuare ancora ma credo di essermi dilungato anche troppo. Naturalmente questa è una lettura consigliata e si aspetta con interesse il secondo libro da poco uscito negli Stati Uniti dal titolo "Catching Fire".
Monday, September 14, 2009
From My Personal Library: CORMAC McCARTHY - LA STRADA
Le terre di confine con il Messico hanno lasciato il posto ad un mondo finito dove i confini non hanno più significato.Deserti polverosi sono ora infinite distese di cenere, foreste bruciate, città saccheggiate e abbandonate.
Non è un paese per vecchi questo, non è un paese per nessuno e di certo non lo è per un padre e per suo figlio, in viaggio verso sud in questo mondo distrutto, tirandosi dietro un carrello del supermercato con all' interno solo il necessario per sopravvivere ad un inverno che sembra non finire mai.
In questa terra dove Dio non posa più lo sguardo, solo chi "porta il fuoco" si distingue dalle bestie che si nascondono in attesa di prede ignare.
Se nel mondo immaginato da McCarthy il sole non fa mai capolino dalla spessa coltre di nubi, così la speranza difficilmente si percepisce dalle pagine del suo libro dove l'umanità è ridotta all' essenza della sua natura animale, dove tutto si è semplificato ad una lotta di sopravvivenza tra buoni e cattivi.
Il padre protagonista del racconto percorre ostinatamente una strada che non porterà a nulla se non alla sua morte ma non a quella del figlio. In lui risiede tutta la speranza, il fuoco, la forza che spinge a non cedere all' accolgiente richiamo di una morte rapida.
Difficile riemergere dalle meravilgiose pagine de "La Strada" anche dopo aver chiuso la quarta di copertina.
Friday, June 26, 2009
From My Personal Library: NEIL GAIMAN - CORALINE

Con questa frase si apre il libro di Gaiman ed è tutto quello che voglio scrivere a riguardo anche perché a grandi linee mi troverei a ripetere quanto già scritto qui.
Lascio solo un invito a leggerlo e a conservarlo con cura nella vostra libreria. Magari lo leggerete in futuro ai vostri figli o ai vostri nipoti. O magari, perché no, lo leggerete di nuovo solo per voi.
Thursday, March 19, 2009
From My Personal Library: ANIME PERDUTE - IL CINEMA DI TAKASHI MIIKE (a cura di Dario Tomasi)
Ne avevo già parlato tanto tempo fa, quando questo blog era ancora giovincello (il post lo trovate qui), ma mi sembra giusto riprendere l'argomento a favore dei lettori più nuovi e di quelli che, giustamente, non hanno ne voglia ne tempo di andarsi a guardare l' "età della pietra" di WELTALL'S WOR(L)D.Si parla di Takashi Miike o più precisamente di una monografia a lui dedicata edita da Il Castoro. Anime Perdute - Il cinema di Takashi Miike, edizione curata da Dario Tomasi, Stefano Boni e neo(N)eiga, venne presentato nella primavera del 2006 al Museo del Cinema di Torino in occasione di un' approfonditissima retrospettiva a lui dedicata.
Dopo un' introduzione dello stesso Tomasi, il volume si divide in sezioni:
RADICI divisa tra una biografia curata da Mark Schilling e le origini del V-Cinema descritte da Tom Mes.
PERCORSI, che è anche la parte più corposa, dove si parla del cinema di Miike, le influenze e i temi ricorrenti nelle sue pellicole.
TESTIMONIANZE invece raccoglie le parole di Shiota Tokitoshi, critico cinematografico divenuto casualmente attore in diverse pellicole del regista e un' intervista allo stesso Miike.
STRUMENTI è la parte migliore per tutti i Miike fan. Una filmografia completa (fino a Big Bang Love), una guida a tutti i suoi film pubblicati in DVD nel mondo e una bibliografia dove trovare saggi e recensioni.
Ad impreziosire il volume poi, nella parte centrale, si possono trovare alcune fotografie prese dai suoi film più famosi.
Un volume (a quanto ne so almeno) unico per un regista unico. Un must per chi vuole approfondine la conoscenza o per chi volesse avvicinarsi al suo cinema. Non serve aggiungere altro.
Friday, January 30, 2009
From My Personal Library: L' ANGOLO DEGLI ACQUISTI 2009 - PRIMA PARTE






Tuesday, December 16, 2008
From My Personal Library: JON KRAKAUER - NELLE TERRE ESTREME
Chris McCandless non è certo personaggio che lascia indifferenti.Impossibile addentrarsi nel conoscere questa figura e provare a giudicarla in maniera imparziale, distaccata. Lo consideri un idiota, arrogante ed egoista oppure l'unica persona abbastanza intelligente da aver seguito quello in cui credeva liberandosi di tutti i legami.
Riguardando per l'ennesima volta INTO THE WILD di Sean Penn, mi sono reso conto di come anche il regista americano non sia certo rimasto immune al fascino della figura di Chris e il suo modo di mitizzarlo, rendendolo quasi un Messia, ne è una conferma anche abbastanza evidente. Anche se Penn vuole sottolineare come il ragazzo sia sordo a quanto le persone che incrociano la sua vita cercano di comunicargli (verbalmente e non) è il lato libero di Chris, quello che vuole abbandonare la società degli uomini per abbracciare la società della "natura", ad arrivare forte e preciso agli spettatori.
Sicuramente il regista ha cercato di tradurre nella maniera più limpida e precisa possibile (con l'utilizzo anche di una discutibile voce narrante) quanto emerge dalle pagine del libro di Jon Krakauer, Nelle Terre Estreme, giornalista che per primo rimase affascinato dalla curiosa storia di questo ragazzo che decise di abbandonare la sua famiglia benestante, liberarsi di tutti i beni materiali e vivere con le sue sole forze.
Krakauer, intervistando parenti e le persone che Chris ha incrociato nel suo peregrinare, ne ricostruisce il background familiare cercando di definire quale sia stata la scintilla che l'ha portato ad una scelta così drastica. Ne segue tappa per tappa il viaggio fino al suo grande traguardo, l' Alaska, che ne diventerà sfortunatamente anche la tomba. Nel suo cercare di delineare la figura di questo controverso personaggio, lo scrittore affronta anche paralleli con "avventurieri" che per scelte e fato ricordano molto quelle di Chris e non nasconde di aver tentato lui stesso in gioventù un' impresa simile. Un' affinità che da sola spiega la passione infusa nelle pagine di questo libro, nel desiderio di far conoscere una storia di certo non comune e che, come si diceva all' inizio, non lascia indifferenti. Ad ognuno poi il suo giudizio.
Da leggere che si sia visto, o no, il film.
Friday, November 14, 2008
From My Personal Library: DAVID LYNCH - IN ACQUE PROFONDE

"Quanto è magico entrare in un teatro e veder spegnersi le luci. Non so perché. C'è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo."
"Il cinema è un linguaggio. Può dire tante cose. Cose grandi, astratte. E' uno dei motivi per cui l'amo. un linguaggio con cui puoi dire un' infinità di cose, perché hai disposizione il tempo e le sequenze. I dialoghi. La musica. Gli effetti sonori...Per me è bellissimo pensare alle immagini ed ai suoni che scorrono insieme nel tempo,una sequenza dopo l'altra, creando qualcosa di realizzabile solo ed esclusivamente attraverso il cinema...Quando trovo un' idea per un film mi innamoro del modo in cui il cinema può esprimerla. Mi piacciono le storie piene di concetti astratti, e sono proprio queste storie che il cinema può raccontare."
"Un film dovrebbe camminare con le proprie gambe. E' assurdo che un regista debba spiegarne il significato a parole...Talvolta le persone dicono di fare fatica a capire un film, ma penso che in realtà capiscano molto più di quanto si rendano conto. Perché abbiamo tutti ricevuto il dono del' intuito: possediamo davvero il talento di intuire le cose."
Proporre alcune citazioni prese direttamente dal testo mi è sembrato il modo migliore per parlare del libro di David Lynch "In Acque Profonde" una raccolta di pensieri che il regista ha voluto condividere.
I temi trattati variano dall meditazione trascendentale al cinema. Dal linguaggio cinematografico all' importanza di riuscire ad interpretare da se un film. Dalla musica nei film fino ad un sentito e commosso ricordo degli ultimi giorni di Federico Fellini. Non mancano piccoli ma gustosi aneddoti su Twin Peaks (la genesi della "Stanza Rossa") e sui suoi film più famosi, da Eraserhead a INLAND EMPIRE.
Libro sicuramente fondamentale per gli estimatori del regista e decisamente consigliato a chi non l'ha mai sopportato o vorrebbe approfondirne la conoscenza.
Wednesday, September 10, 2008
From My Personal Library: CORMAC McCARTHY - NON E' UN PAESE PER VECCHI
Non è Un Paese per Vecchi è uno di quei libri che si dovrebbe leggere almeno una volta nella propria vita.Se si è visto il film omonimo dei fratelli Coen, lo si DEVE leggere per forza per capire quanto le pagine di McCarty siano di per se una perfetta sceneggiatura che Joel e Ethan si sono trovati a modificare solo in minima parte, una storia che sembra essere stata scritta per loro, per il loro cinema.
Ma bisognerebbe leggere Non è Un Paese per Vecchi a prescindere che si sia visto o meno il film, perché è un libro importante scritto in maniera semplice e diretta, un tuffo senza rete in un Paese che cambia troppo in fretta, visto attraverso lo sguardo disincantato di un vecchio che si rende conto di questi cambiamenti e si accolla la responsabilità di mettere in salvo tutto quello che può. Un impresa fallita in partenza quando quest' onda di cambiamento, di violenza, di corruzione, è incarnata nella figura di Anton Chigur, un “uomo” per il quale la vita vale quanto il lancio di una moneta.
Una perdita dell 'innocenza alla quale non si riesce a dare una spiegazione, alla quale è impossibile trovare una ragione, che non lascia altra scelta, a chi ha conosciuto un tempo in cui “gli sceriffi giravano senza pistola”, se non quella di abbandonare tutto, voltare le spalle, guardare quel che resta della propria vita e raggiungere chi ci ha preceduto:
"E poi c'è il fatto che non ho parlato molto di mio padre[...]Dopo che è morto ho fatto due sogni su di lui[...]nel secondo sogno era come se fossimo tornati tutti e due indietro nel tempo[...]E nel sogno sapevo che stava andando avanti per accendere un fuoco da qualche parte in mezzo a tutto quel buio e quel freddo, e che quando ci sarei arrivato l'avrei trovato ad aspettarmi."
Tuesday, July 22, 2008
From My Personal Library: MARK Z. DANIELEWSKY - CASA DI FOGLIE
Perché il buio ci spaventa?Forse perché nella sua impenetrabile oscurità si riflettono le nostre paure innate?
Immaginate però di essere al buio in una stanza che conoscete bene. Un ambiente familiare mette sicurezza anche se immerso nell' oscurità più totale. Ma cosa succede se allungando una mano non trovate la parete o quel mobile dove in realtà dovrebbe essere. Ecco allora che il buio non è più così innocuo quando si perdono i punti di riferimento, l'orientamento. Ecco che lo spazio intorno a voi, improvvisamente sconosciuto, vi circonda e vi opprime.
Le pagine di Casa di Foglie dello scrittore Mark Z. Danielewski trasudano di questa oscurità e aprirlo significa farne uscire un po' ogni volta.
Di sicuro si tratta del libro più strano che abbia letto e che probabilmente leggerò: la sua struttura è labirintica così come la sua impaginazione a volte assurda, con tutte quelle note e annotazioni che riempiono le pagine diventando, delle volte, veri e propri capitoli.
Ma cos'è Casa di Foglie? Di che parla?
Fondamentalmente è un saggio cinematografico messo insieme da un vecchio cieco di nome Zampanò e mai concluso. Il saggio si occupa di esaminare un documentario dal titolo The Navidson's Record, girato dal fotografo premio Pulitzer, Will Navidson. Navidson voleva semplicemente riprendere momenti di vita della sua famiglia nella loro nuova casa di campagna, fino al giorno in cui scopre che la casa è più grande all' interno che all' esterno. Una cosa fisicamente impossibile che si manifesta in un corridoio che si apre in una parete il cui lato esterno da sul giardino della casa. Il corridoio non si affaccia sull' esterno però, ma si allunga in una oscurità che sembra non avere fine e dalla quale giungono inquietanti ruggiti. Zamapanò muore prima di finire il suo lavoro, nella sua casa dalle finestre sbarrate e con dei metri inchiodati al pavimento come volesse controllare che le stanze non cambiassero dimensione. Johnny Truant trova il lavoro di Zampanò in un vecchio baule. Le sue annotazioni sono scritte dappertutto, su fogli di carta, tovaglioli, buste da lettera. Johnny comincia a leggerle, a metterle insieme cercando di darle la giusta forma. Ma la lettura lo fa sprofondare sempre di più in uno stato di paranoia e il buio di casa Navidson, dopo Zampanò, sembra aver raggiunto anche lui. Inizia così a completare il lavoro aggiungendo le sue annotazioni, racconti della sua vita che procede a grandi passi verso la follia, racconti di un passato che era stato rimosso.
La cosa curiosa e che più affascina di Casa di Foglie, è la precisione con la quale le varie fasi del documentario sono raccontate (tanto precise da stimolare il mio lato cinefilo), la cura con cui sono stilate infinite citazioni bibliografiche. E' curioso perché non esiste nessun Will Navidson e di conseguenza nessun documentario. I libri citati sono inesistenti così come sono false le citazioni di saggi stilati da filosofi e studiosi a proposito di The Navidson Record. Non esiste Zampanò, non esiste Johnnie Truant...o forse si?
Di sicuro esiste il buio, quello è reale, palpabile. Ci raggiunge dalle pagine del libro e ci costringe a guardalo. Chissà quale orrore innominabile si cela al suo interno, pronto ad aggredirci appena gli diamo le spalle. O forse c'è soltanto qualcosa che conosciamo bene, che abbiamo relegato al suo interno sperando di non doverci posare più lo sguardo. Ma è sempre li in agguato che aspetta solo che spegniamo la luce.
Monday, June 16, 2008
From My Personal Library: L' ANGOLO DEGLI ACQUISTI 2008 - PRIMA PARTE
Tuesday, March 11, 2008
From My Personal Library: RICHARD MATHESON - IO SONO LEGGENDA

"L' ultimo uomo sulla terra"
Un' immagine inquietante ma che da sola basta a farti prendere in mano il romanzo di Matheson, aprirlo e "divorarlo" in maniera famelica.
Non è difficile lasciarsi avvolgere da quelle atmosfere che poi sarebbero state riprese per alcuni capisaldi della cinematografia horror.
Non è difficile immedesimarsi in Robert Neville, l'uomo condannato a sopravvivere in un mondo in rovina, popolato unicamente da creature notturne bramose di sangue.
Ma più che di sopravvivenza, quella di Neville è un' ostinata lotta contro un destino già segnato, un aggrapparsi a quel poco che rimane del mondo come lo conoscevamo, nella speranza di poterlo ricostruire pezzo per pezzo: trovare una cura per gli infetti e ammazzarne il più possibile di giorno, quando sono più vulnerabili. Le notti sono le più difficili, lunghe, dove solo il sonno o l' alcol accorciano il tempo fino al sorgere del sole, mentre fuori da quella fortezza barricata che un tempo era la sua casa, loro si radunano, sbraitano, lo bramano.
Non c'è speranza nel libro di Matheson e ce ne rendiamo conto pagina dopo pagina.
Neville se ne rende conto invece quando è già troppo tardi.
Il suo è uno scontro impari contro il naturale "evolversi" delle cose: la razza più forte sopprime quella più debole. La società più evoluta schiaccia la precedente.
In mondo dove l'umanità paga il prezzo più salato per i suoi sbagli, l'uomo perde il gradino più alto della scala evolutiva.
E' estinto.
E' leggenda.
Friday, January 04, 2008
From My Personal Library: DAVIDE CASSANELLO - DEPTH OF FIELD
Ero indeciso fino all'ultimo su dove inserire (nel senso "in che rubrica") questo libro di foto. Alla fine ho deciso per la rubrica che tratta della mia libreria personale perchè, anche se composto da immagini, sempre di libro si tratta. E' altrettanto vero che le immagini, o le foto come in questo caso, trasmettono pensieri e sensazioni tanto quanto il verbo scritto.L'autore del libro è mio cugino e non gli sto facendo pubblicità per via della parentela stretta (anche per quello però) ma perchè la sua passione per la fotografia si è concretizzata in ottimi scatti, alcuni dei quali (per essere precisi quelli fatti tra il 2006 e il 2007) ha deciso di raccoglierli in questo volume che naturalmente non si trova in vendita ma è stato stampato in quantità limitata e distribuito a pochi fortunati (perchè mi state indicando ^__*?).
Potete vedere un'anteprima del libro in pdf qui.
Le foto del libro e tutti gli altri scatti li potete trovare invece sul suo account Flickr.
E adesso vi lascio ad alcune foto:

Wednesday, November 28, 2007
From My Personal Library: L' ANGOLO DEGLI ACQUISTI 2007 - TERZA PARTE




Tuesday, October 09, 2007
From My Personal Library: TAKESHI KITANO - NASCITA DI UN GURU
Periodaccio per il giovane Kazuo: non solo la sua ragazza lo ha appena lasciato per un altro, ma si trova anche ad affrontare una grave crisi esistenziale. Ma ecco che, nel momento peggiore, la vita gli getta una fune alla quale aggrapparsi, una nuova via per continuare a vivere: il caso vuole infatti che, mentre si trova al parco, Kazuo assista ai "miracoli" di un sedicente Guru. Rapito da quello spettacolo e da una improvvisa rinascita della fede, Kazuo chiede ed ottiene di poter entrare in quella "setta" come collaboratore. Con grande sorpresa dello stesso Kazuo, in poco tempo il ragazzo si troverà a ricoprire ruoli ben più importanti. Kitano è un autore completo. Già avevo scritto qualcosa a riguardo quando parlai di Asakusa Kid, e adesso mi trovo qui a confermare il mio giudizio dopo aver letto un altro suo libro, Nascita di un guru, pubblicato dalla Mondadori nella collana Strade Blu. Questa volta Kitano tratteggia in maniera molto reale e ironica una realtà (ma definirla piaga non sarebbe sbagliato) della società giapponese: le sette religiose. Il regista giapponese osserva il fenomeno sia dal lato di chi crede realmente in quello che sta facendo (nel portare la fede nel cuore di chi ne ha bisogno) ma anche dal lato di chi approfitta della "debolezza" o della "povertà" del popolino per lucrarci sopra. Non dimentica inoltre di sottolineare quanto la società moderna abbia perso i valori religiosi e di quanto la fede sia diventata unicamente un' ancora di salvezza, quando non ci rimane nient' altro. Si diventa credenti per opportunismo insomma, e le sette sono li pronte a fare proseliti. Nascita di un guru è una lettura piacevole che, come il libro precedente, è assolutamente consigliata agli estimatori di Kitano ma anche a chi non lo conosce (bisogna pur cominciare con qualcosa). Io personalmente ho preferito Asakusa kid, ma il mio giudizio è dovuto al fatto che nell'autobiografia si colgono molti aspetti del Kitano regista e del suo cinema.
Tuesday, September 04, 2007
From My Personal Library: AUGUSTEN BURROUGHS - CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO
Christopher Robinson ha cambiato legalmente il suo nome in Augusten Burroughs perchè "suonava più da scrittore". E dire che Augusten non immaginava certo sarebbe stata quella la sua strada, lui che sin da piccolo sognava di diventare leader nel campo della cosmesi. Ma le cose cambiano e i sogni e le certezze si infrangono contro l'imprevedibilità della vita. Proprio della sua vita Augusten ci racconta nella sua prima autobiografia "Correndo con le forbici in mano", dal divorzio dei genitori, al sogno della madre di diventare una poetessa affermata. Ci racconta di come quest' ultima scivoli lentamente ma inesorabilmente nella pazzia, di come lo abbandoni facendo diventare il suo tutore legale lo psichiatra che la ha in cura, il dottor Finch, di come il padre si rifiuti perfino di parlagli al telefono. Dopo arrivano gli anni in casa Finch, con tutti gli strani personaggi che la abitano, la scoperta della sua omossessualità e del suo desiderio di fuggire a New York e cominciare una nuova vita. Correndo con le forbici in mano è un libro piacevole che diverte anche quando non dovrebbe, quando la drammaticità di certi episodi dovrebbe essere affrontata con maggiore serietà. Ma Augusten racconta la sua vita con ironia ed è un bene. La stessa ironia che gli ha permesso di sopravvivere ed uscire indenne da un'adolescenza assolutamente fuori dal comune e di affrontare senza paure la precarietà della vita. A tal proposito, anche se l'ho già fatto in altre sedi, vi propongo un piccolo passo del libro che riassume proprio questo concetto, un breve dialogo tra Augusten e la sorella adottiva Natalie:Natalie: Non ti senti mai come se stessimo rincorrendo qualcosa? Qualcosa più grande di noi? Non so, qualcosa che possiamo vedere solo io e te. Come se stessimo sempre correndo, correndo e correndo ancora?
Augusten: Già. Stiamo correndo eccome. Correndo con le forbici in mano.
Dal questa autobiografia è stato tratto anche un film, piacevole, ma il mio consiglio e di leggervi il libro. Se la storia di Augusten vi conquisterà allora apprezzerete di più anche la pellicola.
Thursday, June 21, 2007
From My Personal Library: L' ANGOLO DEGLI ACQUISTI 2007 - SECONDA PARTE
Ho visto il bel film di Salvatores già da diversi anni ripromettendomi che avrei acquistato il libro. Poi, così come passa il tempo, anche le cose mi scivolano via dalla mente. Almeno fino a qualche settimana fa quando l'ho visto solo soletto su di uno scaffale e l'ho preso senza pensarci su due volte.
Accakappa gli aveva dedicato un post qualche mese fa. Dopo averlo letto, comprare questo libro è stato inevitabile. Credo anche che sarà la mia prima scelta in ordine di lettura. Si, si! Non ci sono dubbi.
Presentato al Korea Film Festival di Firenze, dopo il libro sulla storia del Cinema Giapponese, questo onestamente non poteva mancare. Consigliato dal sempre attento Hawke.
Monday, April 23, 2007
From My Personal Library: L' ANGOLO DEGLI ACQUISTI 2007 - PRIMA PARTE

Due classici di Orwell che ancora mancavano nella mia libreria. Rimediato ^____^


