Friday, November 15, 2013
CINE20 - 119^ PUNTATA
Il nuovo appuntamento con CINE20 si apre con la recensione dell' interessante esordio americano di Denis Villeneuve, "Prisoners", alla quale seguono le news in sala, curate dal buon Kusa, tra le quali spicca l' ultima fatica di Polansky, Venere in Pelliccia.
In home video arrivano due bombe assolute, Lo Hobbit Extended Edition e Pacific Rim.
Siamo online qui. Leggeteci e diffondeteci.
Monday, November 11, 2013
Le conseguenze dell' amore
Anche se il titolo non potrebbe essere più esplicativo di così, l' ultimo film di Abdellatif Kechiche, premiato con la Palma d' Oro a Cannes 2013, è un racconto di vita nel quale si racconta la fine dell' adolescenza e l' ingresso nell' età adulta della sua protagonista, Adele. L' approccio scelto dal regista è quello di uno sguardo intimo, spesso insistito fino al voyeurismo, per immergere lo spettatore all' interno di macro sequenze, lunghe, quasi interminabili, che con grande coerenza esplorano tanto la quotidianità quanto la sfera più intima della vita di coppia tra Adele e la sua compagna Emma. Una scelta di sceneggiatura non immediata ma efficace che compensa le ellissi narrative che separano i frammenti l' uno dall' altro, con la straordinaria capacità di catturare gli attimi, l' esplodere dei sentimenti che si percepisce anche dalla minima espressione sui volti dei protagonisti. Un particolare che denota una importante direzione d'attori ma soprattutto l' incredibile bravura di Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux che ci regalano due interpretazioni talmente naturali da rendere difficile percepire dove finisce l' attrice e comincia il personaggio. Tratto dalla graphic novel "Le Bleu est une couleur chaude", La vita di Adele è anche e soprattutto un film sull' amore, sulla straziante consapevolezza di non poterne svelare i misteri ma al massimo accettare il naturale percorso, la nascita, la crescita e anche l' inevitabile fine.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, November 10, 2013
Lyrics of the Week + Video / RADIOHEAD - TRUE LOVE WAITS
I'll drown my beliefs
To have your babies
I'll dress like your niece
And wash your swollen feet
Just don't leave
Don't leave
I'm not living, I'm just killing time
Your tiny hands, your crazy-kitten smile
Just don't leave
Don't leave
And true love waits
In haunted attics
And true love lives
On lollipops and crisps
Just don't leave
Don't leave
Thursday, November 07, 2013
CINE20 - 118^ PUNTATA
In questa puntata dedichiamo poche ma intense parole per La Vita di Adele mentre con il buon Kusa vi consigliamo le uscite in sala da tenere d' occhio, tra le quali Prisoners, Giovane e Bella e Wolf Children. Ci convincono poco Machete Kills e Planes. Ci fa solo ridere il film di Barbareschi.
Nei negozi arriva Tulpa di Zampaglione e poco altro.
Online qui.
Sunday, November 03, 2013
Lyrics of the Week + Video / EDITORS - HONESTY
Don't you want me to stay?
Make a rocking horse getaway
The radio said we're in for a fall
The TV says nothing at all
Out of my window it echoes my heart
I've been checking for change since the start
Collide into me, I could do with a fight
Collide into me, cause it feels right
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
Your bowling ball eyes have nothing to say
They knock me over again anyway
Collide into me, I could do with a fight
Collide into me, cause it feels right
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
The broken hearts of my neighborhood
Lay cast aside like dreams in Hollywood
With the boarded up windows and the closing sales
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
Thursday, October 31, 2013
CINE20 - 117^ PUNTATA
Per la notte di Halloween il buon Kusa ci propone, oltre ad un logo speciale per l' occasione, anche la rece di Il Quinto Potere e le news della settimana che vedono tra i titoli più interessanti Captain Phillips, Blancanieves e Miss Violence.
Nei negozi arrivano DVD e Bluray di Evangelion 3.33, ed è subito commozione!
Online qui.
Sunday, October 27, 2013
Lyrics of the Week + Video / ARCADE FIRE - AFTERLIFE
Afterlife, oh my God, what an awful word
After all the breath and the dirt and the fires are burnt
And after all this time, and after all the ambulances go
And after all the hangers-on are done hanging on to the dead lights
Of the afterglow
I’ve gotta know
Can we work it out?
We scream and shout ‘till we work it out
Can we just work it out?
Scream and shout ‘till we work it out?
‘Till we work it out, ‘till we work it out
‘Till we work it out, ‘till we work it out
Afterlife, I think I saw what happens next
It was just a glimpse of you, like looking through a window
Or a shallow sea
Could you see me?
And after all this time
It’s like nothing else we used to know
After all the hangers-on are done hanging on to the dead lights
Of the afterglow
I’ve gotta know
Can we work it out?
Let’s scream and shout ‘till we work it out
Can we just work it out?
Scream and shout ‘till we work it out?
But you say
Oh
When love is gone
Where does it go?
And you say
Oh
When love is gone
Where does it go?
And where do we go?
Where do we go?
Where do we go?
Where do we go?
And after this
Can it last another night?
After all the bad advice
Had nothing at all to do with life
I’ve gotta know
Can we work it out?
Scream and shout ‘till we work it out?
Can we just work it out?
Scream and shout ‘till we work it out?
But you say
Oh
When love is gone
Where does it go?
And you say
Oh
When love is gone
Where does it go?
Oh
When love is gone
Where did it go?
And where do we go?
It’s just an afterlife
It’s just an afterlife
It’s just an afterlife with you
It’s just an afterlife
Thursday, October 24, 2013
CINE20 - 116^ PUNTATA
Preparate il portafoglio o, in alternativa, cominciate a buttare giù la lista per Babbo Natale perchè questa settimana la nuova puntata di CINE20 vi propone una ricchissima sezione home video che comprende nuove uscite e di catalogo tra le quali, Confessions, La Grande Bellezza, L' Uomo d' Acciaio, Il Seme della Follia (finalmente!) e l' edizione de L' Esorcista per il 40° Anniversario.
Mentre il buon Kusa ci propone la recensione di Cattivissimo Me 2, in sala abbiamo il buddy movie Cani Sciolti e il vincitore della Palma d' Oro al Festival di Cannes, La Vita di Adele.
Online qui!
Sunday, October 20, 2013
Lyrics of the Week + Video / ATOMS FOR PEACE - BEFORE YOUR VERY EYES
Look out of the window
What’s passing you by?
If you really want this
Bad enoughYou’re young and good looking
The keys to the kingdom
Sooner or later
Sooner or later
Sooner or later
And before your very eyes
And before your very eyes
And before your very eyes…
Old soul on young shoulders
How you’ll look when you’re older
Time’s fickle card game
With you and I
You have to take your chances
The book of forgiveness
Sooner or later
Sooner or later
Sooner or later
And before your very eyes
And before your very eyes
And before your very eyes…
Sooner or later
And before your very eyes
And before your very eyes
And before your very eyes…
Thursday, October 17, 2013
CINE20 - 115^ PUNTATA
Nella settimana della terza età, le new curate da Kusa ci segnalano l' uscita in sala del nuovo di Luc Besson con Robert DeNiro e Michelle Pfeiffer, ma anche Escape Plan con i "mercenari" Stallone e Schwarzenegger.
Nei negozi invece il travagliato zombi movie World War Z e l' esordio statunitense di Park Chan-wook, Stoker.
Online da queste parti.
Monday, October 14, 2013
DON'T LET GO
Ci sono film la cui importanza si manifesta ancora prima della loro uscita. Film come Gravity di Alfonso Cuaron, ad esempio, che fanno parlare di se fin dalla scelta del cast e per i quali si arriva addirittura a scomodare il Maestro ed il suo 2001 Odissea Nello Spazio. Per quanto Cuaron sia uno che, come già dimostrato ne I Figli degli Uomini, da una grande importanza alla tecnica di regia, il paragone con il capolavoro di Kubrik arriva sopratutto da un punto di vista delle suggestioni trasmesse nel rappresentare e raccontare lo spazio come se fosse davvero l' ultima frontiera, immensa ed affascinante e, allo stesso tempo, pericolosa e terrificante. Nel raccontare la storia di due astronauti abbandonati alla deriva nell'orbita terrestre dopo che il loro shuttle viene gravemente danneggiato dai detriti di un satellite russo, il regista messicano, accompagnato nella sceneggiatura dal figlio Juan, mette l' uomo nella giusta prospettiva nei confronti dell' immensità dello spazio dove, la convinzione della conquista si scontra con la realizzazione di essere una particella infinitesimale nell'infinito, ospite indesiderato in un ambiente ostile nel quale tutto diventa una lotta per la sopravvivenza: Gravity, nel suo strato più superficiale, racconta proprio questo tipo di lotta con un incedere incalzante e tesissimo dove la regia di Cuaron coglie sia la soffocante angustia degli spazi chiusi che la disorientante grandezza della spazio. Il maestoso (e lungo) piano sequenza iniziale, ma anche la spettacolare distruzione dell' ISS, danno l' idea di quello che il regista è riuscito a concepire nella lunga e travagliata produzione del film, una ricerca formale straordinariamente coerente nei movimenti di macchina e nella costruzione sonora di ogni sequenza. Forse solo nel finale ci si abbandona e soluzioni più semplici, difetto che si riscontra anche in una scrittura che spesso sgomita per elargire dettagli sul passato dei protagonisti che forse potevano essere appena accennati senza per questo privarli del giusto spessore. La scelta di essere così diretti (figlia di tanto, troppo, cinema da grande pubblico) smorza l' impatto con la parte più simbolica di Gravity: il dramma attuale della dottoressa Ryan, una sorprendente Sandra Bullock, diventa modo per elaborare un dramma passato. Lo spazio funge quasi da grembo materno, il cui vuoto avvolge come liquido amniotico, e la Terra diventa il luogo nel quale rinascere a nuova vita.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, October 13, 2013
Lyrics of the Week + Video / SUEDE - BEAUTIFUL ONES
High on diesel and gasoline, psycho for drum machine
Shaking their bits to the hits,
Drag acts, drug acts, suicides, in your dad's suits you hide
Staining his name again,
Cracked up, stacked up, 22, psycho for sex and glue
Lost it to Bostik, yeah,
Shaved heads, rave heads, on the pill, got too much time to kill
Get into bands and gangs,
Oh, here they come, the beautiful ones, the beautiful ones
La, la, la, la
Oh, here they come, the beautiful ones, the beautiful ones
La, la, la, la, la
Loved up, Doved up, hung around, stoned in a lonely town
Shaking their meat to the beat,
High on diesel and gasoline, psycho for drum machine
Shaking their bits to the hits,
Oh, here they come, the beautiful ones, the beautiful ones.
La, la, la, la
Oh, here they come, the beautiful ones, the beautiful ones
You don't think about it,
You don't do without it,
Because you're beautiful,
And if your baby's going crazy
That's how you made me,
La, la, la
And if your baby's going crazy
That's how you made me,
And if your baby's going crazy
That's how you made me,
La, la, la, la, la
Thursday, October 10, 2013
CINE20 - 114^ PUNTATA
Gravity si è dimostrato un film davvero importante ed è per questo che trovate su CINE20 di questa settimana il parere mio e quello del socio Kusa.
Tanto, il film da vedere rimane quello di Cuaron visto che le uscite settimanali non suscitano particolare interesse.
In home video invece troviamo l' ottimo Bodyguards and Assassins di Teddy Chen e Effetti Collaterali di Soderbergh.
Online qui, olè.
Tuesday, October 08, 2013
"The lifestyle that everybody kinda wants"
Dopo aver raccontato in Somewhere la vuota esistenza di un attore hollywoodiano che si trascina in una vita di plastica fatta solo di apparenze, Sophia Coppola si ferma ad osservare nel suo ultimo film un gruppo di teenager che hanno come obiettivo ottenere proprio quel tipo di vita. Ispirato ad un articolo di Vanity Fair incentrato su alcuni furti compiuti da un gruppo di ragazzi ai danni di alcune più o meno importanti figure dello spettacolo, Bling Ring traccia un quadro desolante di una generazione abbagliata dalle luci riflesse di uno star system che offre come modelli di riferimento figure vuote e patinate. I giovani raccontati dalla Coppola aspirano ad assomigliare ai loro idoli ed, in qualche modo, vivere la loro vita o almeno un surrogato di essa, festeggiando nelle loro case o possedendo un loro capo firmato. Anche la punizione, inevitabile, diventa per i protagonisti, non un' occasione per interrogarsi sulla moralità delle proprie azioni ma uno step fondamentale nel percorso per ottenere una notorietà poco più che fittizia, spesso coadiuvati e sostenuti da adulti che falliscono nel loro ruolo di genitori o comunque di primari punti di riferimento. Bling Ring è un film che affrontando un argomento attuale come la deriva della MTV e Facebook generation (ed in questo senso fa il paio con Spring Breakers di Korine) arriva dritto al punto e come un cerchio perfetto chiude le proprie riflessioni in maniera precisa e puntuale. Impossibile però non fare qualche doveroso appunto sul corpo centrale del film che sorregge l' inizio e la fine: sembra infatti che, tra l' introduzione del tema portante e del suo naturale esaurimento, il film tenda a girare eccessivamente su se stesso e di conseguenza le azioni stesse dei personaggi risultano unicamente ripetitive senza che apportino davvero qualcosa di significativo alla narrazione. Ne risulta quindi un film tematicamente solido ma strutturalmente riuscito solo a metà.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Monday, October 07, 2013
EVANGELION 3.0 su I-FILMSonline
Basterebbero i primi dieci minuti di Evangelion 3.0 per mettere in chiaro almeno un paio di aspetti di tutta l' operazione "Rebuilt". Innanzitutto troverebbero valida giustificazione gli enormi ed interminabili tempi di produzione. Riferendosi alle date di uscita nelle sale giapponesi, tra un film e l' altro non passano meno di due anni ma, considerando poi la distribuzione internazionale, i tempi si allungano ancora di più. Tra Evangelion 1.0 ed il suo diretto seguito però c'è quasi un abisso a livello tecnico e, cosa davvero incredibile, con il terzo si punta ancora più in alto: la sequenza d' apertura nello spazio è un biglietto da visita che non può lasciare indifferenti ed è solo l' inizio perchè la pellicola ha altre frecce al suo arco. Il secondo aspetto riguarda le intenzioni di Anno verso il suo pubblico che si divide principalmente in una fan base importante, costruita con l' opera originale serializzata per la TV, e lo spettatore che si avvicina al complesso universo di Evangelion con questi film. Due tipologie di pubblico insomma che si percepiscono l' opera in maniera totalmente differente ma che Anno decide di mettere allo stesso livello con una mossa che forse non si dovrebbe considerare neanche troppo inaspettata, una scelta di sceneggiatura che letteralmente toglia la sedia da sotto al sedere a tutti quanti. Gli eventi di Evangelion 3.0 infatti, si svolgono quattordici anni dopo quelli del precedente film aprendo la strada ad uno scenario completamente inedito: il mondo porta le ferite dell' ennesima scampata catastrofe e anche i personaggi appaiono cambiati e segnati da eventi che possiamo solo immaginare perchè Anno non si prende il tempo per raccontarceli, si limita a suggerirceli concentrandosi invece sul protagonista Shinji, suo malgrado artefice di tutto quanto e pedina in una partita più grande di lui. Una scelta radicale accompagnata da una sceneggiatura forse un po' sbilanciata nei tempi narrativi ma sulla cui validità dovremo aspettare di emettere un giudizio completo solo dopo aver visto il quarto ed ultimo film, seconda parte di quello che è, nelle intenzioni fin dal principio, il capitolo finale. Scemato lo shock e l' effetto meraviglia, esaminando queste prime tre pellicole nel loro complesso ed a mente fredda, appare sempre più plausibile la possibilità che l' anime Neon Genesi Evangelion e la Rebuild, non siano opere poi così separate e ciò che le accomuna sia molto di più di un semplice remake. Dettagli sparsi, dialoghi messi in bocca a personaggi chiave, lasciano intendere che quella di Evangelion sia una storia ciclica, finisce e ricomincia uguale ma allo stesso tempo diversa Come se nel pessimismo con il quale il regista giapponese ha intriso la sua opera ci fosse uno spiraglio per il cambiamento, per operare scelte diverse, per trovare il coraggio di abbattere quelle barriere che rendono l' uomo incapace di avvicinarsi ad un suo simile senza la paura di ferire e rimanere feriti. Accettare i propri limiti senza dover sacrificare tutto per puro egoismo. Una cosa che Anno suggerisce fin dalle prime dichiarazioni all' uscita del capitolo iniziale:
"Ho l' impressione che io stia creando un' opera migliore della precedente. Eva è una storia che si ripete. E' la storia di un protagonista che, malgrado la reiterazione delle stesse esperienze, si rialza costantemente. E' la storia di un tentativo, quello di avanzare, di procedere almeno solo di un passo."Recensione già pubblicata su I-FILMSonline.
Sunday, October 06, 2013
Lyrics of the Week + Video / BADFINGER - BABY BLUE
Guess I got what I deserved
Kept you waiting there too long, my love
All that time without a word
Didn't know you'd think that I'd forget or I'd regret
The special love I had for you, my baby blue
All the days became so long
Did you really think, I'd do you wrong?
Dixie, when I let you go
Thought you'd realize that I would know
I would show the special love I have for you, my baby blue
What can I do, what can I say
Except I want you by my side
How can I show you, show me the way
Don't you know the times I've tried?
Guess that's all I have to say
Except the feeling just grows stronger every day
Just one thing before I go
Take good care, baby, let me know, let it grow
The special love you have for me, my Dixie, dear.
Friday, October 04, 2013
CINE20 - 113^ PUNTATA
Al 113 non risponde la Polizia ma la nuova puntata di CINE20 che si apre con la recensione del non completamente riuscito ultimo film della Coppola, Bling Ring.
Per le news curate dal buon Kusa, troviamo un titolo attesissimo e probabilmente una delle pellicole fondamentali dell' anno, Gravity di Alfonso Cuaron.
Nulla da segnalare tra gli scaffali dell' home video.
Siamo online qui.
Wednesday, October 02, 2013
"The closer you are to death, the more alive you feel"
Già ai tempi di Frost/Nixon, la coppia regista-sceneggiatore Ron Howard e Peter Morgan misero in scena un entusiasmante duello che vide protagonisti David Frost, noto presentatore britannico, e l' ex Presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, nel loro "confronto" verbale durante la famosa intervista post scandalo Watergate. Considerato che il film in questione non ha probabilmente ricevuto le attenzioni e le celebrazioni che senza dubbio merita, fa piacere rivedere Howard e Morgan nuovamente insieme per raccontare un altro storico duello questa volta in pieno ambito sportivo. Perchè si sa, nello sport, le accese rivalità creano i miti e le leggende, e forse qui è proprio di due di queste che parliamo: James Hunt e Niki Lauda. I due piloti, interpretati in maniera convincente e sorprendente da Chris Hemsworth e David Bruhl, hanno segnato indelebilmente con la loro rivalità, che si rifletteva durante i testa a testa nei circuiti di tutto il mondo, il periodo d' oro di uno sport che non era ancora stato fagocitato dal circuito mediatico e dai capitali impressionanti che ci vengono investiti oggi. C'erano gli uomini, le loro macchine e quella scintilla di follia che li portava a mettere in gioco la propria vita per essere di pochi decimi di secondo davanti a tutti gli altri. Ed in questo caso gli uomini non potevano essere così unici e così diversi tra loro, sia nel privato che in ambito professionale, tanto da diventare quasi complementari l'uno con l' altro. Il regista americano, partendo dal tragico incidente che coinvolse Lauda nell'agosto del '76, traccia un percorso preciso e dai tempi narrativi praticamente perfetti nei quali inserisce gli avvenimenti personali, successi e fallimenti dei suoi personaggi raggiungendo i momenti topici delle vite di entrambi rifuggendo quasi sempre la ricerca forzata del climax. Questo non significa che Rush sia "emotivamente" sotto tono, anzi, le emozioni ci sono ma fanno parte di un insieme che include anche la straordinaria ricostruzione di un epoca che pare lontana anni luce. Naturalmente le sbavature non mancano: la solita rappresentazione da macchietta degli italiani e qualche situazione o dialogo dove si cerca la facile risposta emotiva del pubblico, sono gli unici difetti davvero identificabili in un quadro generale davvero positivo per un film hollywoodiano che punta al Cinema e non solo a fare cassa.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Tuesday, October 01, 2013
IP MAN secondo Wong Kar-Wai
Da qualche anno a questa parte il cinema cinese, e quello di Hong Kong in particolare, ha mostrato un profondo interesse per la figura di Ip Man, esponente tra i più importanti del Wing Chun, tra i più conosciuti stili di kung fu. Per lo più introdotto ad un pubblico occidentale come il maestro di Bruce Lee, Ip Man si è rivelato, nelle componenti biografiche dei film a lui dedicati, una importante figura storica e sociale negli anni che videro la Cina divisa da una guerra civile e poi segnata dall'invasione Giapponese. Ip Man e Ip Man 2, diretti da un Wilson Yip al suo primo grande progetto commerciale, sono dei grandissimi film di arti marziali che si concedono più di qualche licenza nel raccontare gli episodi dalla vita del Maestro, ma soprattutto si dimostrano particolarmente parziali nel rappresentare lo scontro culturale Cina-Giappone, Cina-Inghilterra. The Legend is Born - Ip Man e Ip Man The Final Fight sono invece i due lungometraggi diretti da Herman Yau che, nel primo racconta le origini del personaggio mentre nel secondo, biograficamente il più preciso dei quattro, si concentra sugli anni trascorsi ad Hong Kong fino alla sua morte. Dopo una produzione lunga e forse non priva di intoppi, anche il grande Wong Kar-Wai mette il suo talento a favore di questa fondamentale figura mostrandosi però poco propenso a rimanere ingabbiato in un genere preciso: vertiginose ellissi relegano il biopic a frammenti tra le pieghe della Storia ma soprattutto a quelle singole storie dei personaggi, Ip Man (dopo Donnie Yen e Antony Wong, questa volta interpretato da Tony Leung) e Gong Er (una splendida Zhang Ziyi), le cui vite si toccano come in una danza la cui precisione e quasi sinonimo delle discipline marziali di cui entrambi sono depositari: The Grandmaster, nella sua potente componente melodrammatica, racconta in sostanza di un amore negato, destinato a rimanere soffocato da tradizioni, vendette e gli orrori della guerra. Se da un punto di vista della regia Kar-Wai sale semplicemente in cattedra e ci delizia con alcune meravigliose sequenze che sarebbe troppo riduttivo definire unicamente come di "combattimento", rimangono alcune sostenute riserve su di una sceneggiatura che pare quasi sfoltita di alcune sue appendici, tanto da introdurre alcune figure importanti per poi lasciarle relegate a strettissimi ruoli marginali. Ma è grosso modo una generalizzata ed eccessiva frammentazione del corpo narrativo a non convincere davvero del tutto. Siamo dalle parti di un cinema importante che vorremo vedere sempre più spesso ma lontani dal migliore Wong Kar-Wai.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Monday, September 30, 2013
WELTALL'S WOR(L)D - ANNO 07
Una cosa che accomuna i post celebrativi sono tutti i buoni propositi che si fanno per i dodici mesi che verranno. Si prendono degli impegni nella speranza di poterli mantenere finendo spesso però a giustificarsi l' anno successivo per tutto quello che non si è riusciti a fare.
Con WELTALL'S WOR(L)D è così e un po' me ne dispiace. L' apporto "originale" al blog si è ridotto drasticamente negli ultimi anni e, senza tirar fuori il solito Facebook, i motivi sono da ricercarsi nel sempre meno tempo a disposizione: le collaborazioni con CINE20 e I-FILMSonline vanno spedite ma, il tempo che prendono, mi costringe a pubblicare prima su quei siti e, di riflesso, solo in un secondo momento sul blog. C'è poi la vita fuori dalla rete che inaspettatamente è entrata a gamba tesa distruggendo tutto e costringendomi a riorganizzare tante piccole e grandi cose, portandomi anche a rinunciare ad altre a cui tenevo molto.
Ma WELTALL'S WOR(L)D è ancora qui ed entriamo nel settimo anno senza alcuna intenzione di mollare ma senza fare promesse che obiettivamente sarà difficilissimo mantenere.
Con WELTALL'S WOR(L)D è così e un po' me ne dispiace. L' apporto "originale" al blog si è ridotto drasticamente negli ultimi anni e, senza tirar fuori il solito Facebook, i motivi sono da ricercarsi nel sempre meno tempo a disposizione: le collaborazioni con CINE20 e I-FILMSonline vanno spedite ma, il tempo che prendono, mi costringe a pubblicare prima su quei siti e, di riflesso, solo in un secondo momento sul blog. C'è poi la vita fuori dalla rete che inaspettatamente è entrata a gamba tesa distruggendo tutto e costringendomi a riorganizzare tante piccole e grandi cose, portandomi anche a rinunciare ad altre a cui tenevo molto.
Ma WELTALL'S WOR(L)D è ancora qui ed entriamo nel settimo anno senza alcuna intenzione di mollare ma senza fare promesse che obiettivamente sarà difficilissimo mantenere.
E se siete tra quelli che ancora trovano il tempo di passare di qua anche solo per una breve lettura, bé, continuo anche per voi e vi abbraccio calorosamente!
Sunday, September 29, 2013
Lyrics of the Week + Video / EDITORS - FORMALDEHYDE
Would you butcher my love,
To understand it?
To know where it lies,
Cut a hole in my heart.
Fill a hole in your life,
I'm yours to dissect.
Now does every heartbeat,
Burn a white heat in your blood?
Formaldehyde.
Tissue and bone, my soul has unrolled.
Begs to be near you.
Are you listening carefully?
But we shall begin.
Now does every heartbeat,
Burn a white heat in your blood?
I hope it doesn't matter,
I hope we swim up out of this flood.
Of formaldehyde, (Wouldn't let you go)
Formaldehyde, (See it in your time)
Formaldehyde, (Never let you go)
Formaldehyde. (Nothing on your mind)
Smother my love, entertain it.
My mind's gonna wander,
Are you listening carefully?
But we shall begin.
Now does every heartbeat,
Burn a white heat in your blood?
Well I hope it doesn't matter,
I hope we swim up out of this flood.
Of formaldehyde, (Wouldn't let you go)
Formaldehyde, (See it in your time)
Formaldehyde, (Never let you go)
Formaldehyde. (Nothing on your mind)
Well I'm lost to a love that's a mile wide,
Drowned in a bath of formaldehyde.
Now does every heartbeat,
Burn a white heat in your blood?
I hope it doesn't matter,
I hope we swim up out of this flood.
Of formaldehyde, (Wouldn't let you go)
Formaldehyde, (See it in your time)
Formaldehyde, (Never let you go)
Formaldehyde. (Nothing on your mind)
Formaldehyde, (Wouldn't let you go)
Formaldehyde, (See it in your time)
Formaldehyde, (Never let you go)
Formaldehyde. (Nothing on your mind)
I'm lost to a love that's a mile wide,
Drowned in a bath of formaldehyde.
I'm lost to a love.
Friday, September 27, 2013
CINE20 - 112^ PUNTATA
Siccome da queste parti ci piace, se possibile, mantenere le promesse, ecco che la nuova puntata di CINE20 si apre con ben tre, dico TRE, recensioni: le mie di The Grandmaster e Rush mentre Kusa si è occupato di You're Next.
Tra le nuove uscite impossibile non segnalare il nuovo di Sofia Coppola, Bling Ring, ed il capitolo conclusivo della "trilogia del Cornetto" di Edgar Wright, La Fine del Mondo. Se vi volete male c'è anche il nuovo "film" di Moccia, giusto per dovere di completezza.
Grandi news anche nella sezione home video con l' uscita attesissima di Star Trek Into Darkenss!!!
Tutta questa roba è già online qui.
Wednesday, September 25, 2013
EVANGELION 1.0 e 2.0 su I-FILMSonline
Basta seguire il link qui.
Per le recensioni già pubblicate a suo tempo su WELTALL'S WOR(L)D invece, le trovate qui e qui.
Sunday, September 22, 2013
Lyrics of the Week + Video / ALL THE LUCK IN THE WORLD - NEVER
We wish, we wish
And all we do is wait
And we hope, we hope
But never do we pray
'Cause we know
There's not much to say
We grow, we grow
But never do we change
We mold, we fold
We always rearrange a dream
When it is not a success
It's gotta be this one
I know it is, I know it is
It's this one
I know it is, I know it is
It's this one, it's you
It's gotta be this one
I know it is, I know it is
It's this one
I know it is, I know it is
It's this one, it's you
Now and then I think of what you said
And it eats me up
Running through my head
So just beat me up
So I can feel your pain
I know, I know that you do think of me
Not as a lesson learned
But a fond memory
But I wish I never knew you
Wish I never asked your name
It's gotta be this one
I know it is, I know it is
It's this one
I know it is, I know it is
It's this one, it's you
It's gotta be this one
I know it is, I know it is
It's this one
I know it is, I know it is
It's this one, it's you
And I know, I know it's difficult
I know, I know it's difficult
We've grown, we've grown
So far apart
But these ships, these ships
Don't sail away
They wait, they wait
For another day
And they will float again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Oh, no, we lost the words again
Now and then I think of what you said
And it eats me up
Running through my head
So just beat me up
So I can feel your pain
I know, I know that you do think of me
Not as a lesson learned
But a fond memory
But I wish I never knew you
Wish I never asked your name
Friday, September 20, 2013
CINE20 - 111^ PUNTATA
Se è vero che questa settimana latitano le recensioni, è altrettanto vero che, nelle news curate dal buon Kusa, c'è un bel po' di roba interessante: The Grandmaster di Wong Kar-wai, Rush di Ron Howard e anche "rullo di tamburi" Evangelion 3.0
Nei negozi solo Il Grande Gatsby, se siete interessati.
Tutto online qui.
Monday, September 16, 2013
Delusione ELYSIUM
Alieni profughi atterrati con un astronave-carretta in Sud Africa ed emarginati ed isolati come durante l' apartheid. Con questa idea Neil Blomkamp diresse il corto che lo porto ad attirare le attenzioni delle Major e che gli permisero in seguito di trasformarlo in un convincente lungometraggio che miscelava sapientemente action, fantascienza e politica. A distanza di qualche anno il regista sud africano torna con un nuovo progetto che, rispettando la formula del precedente District 9, ci porta in un non lontanissimo futuro dove a causa della eccessiva sovra popolazione, i ricchi ed i potenti si sono trasferiti in blocco su di una stazione orbitante, la Elysium che da anche il nome al film. Sulla carta tutto bene insomma, se non fosse che la somma delle sue parti non da certo il risultato sperato: il primo problema sorge proprio sulle basi cui si fonda questo immaginario futuro distopico. Su Elysium la gente non si ammala mai grazie alle più moderne tecnologie mediche mentre sulla terra i meno abbienti sono costretti a servirsi di un precario sistema sanitario o, nel peggiore dei casi, destinati ad una morte sicura. L' idea che Blomkamp voglia in qualche modo raccontare in chiave fantascientifica la necessità che hanno alcuni dei Paesi più sviluppati di rendere il servizio sanitario un diritto uguale per tutti (qualcuno ha detto USA?) funziona bene almeno fino a quando il messaggio, molto diretto e propinato in maniera banale e ridondante, non perde rapidamente la sua efficacia. Questo è probabilmente il risultato di una sceneggiatura che non è in grado di inquadrare completamente tutte le problematiche di una società dove la separazione tra ricchi e poveri è addirittura planetaria, rendendo davvero difficile credere che si desideri fuggire verso Elysium solo per poter sfruttare le più avanzate tecnologie in campo medico. Per il resto il film ha le caratteristiche tipiche del blockbuster, impreziosito dalle atmosfere sporche e polverose che già caratterizzarono District 9 e da un ritmo comunque sostenuto per tutta la durata. I personaggi appena abbozzati ed un finale davvero poco ispirato, ci riportano però a bomba sui problemi, seri, che Elysium non riesce proprio a nascondere, dove l' aspetto sociale e politico, debole già di suo, non si fa parte complementare con quello più prettamente action e commerciale, uniformandosi a prodotti per il grande pubblico che non vorremo mai vedere associati ad un nome interessante come quello di Blomkamp.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, September 15, 2013
Lyrics of the Week + Video / ARCADE FIRE - REFLEKTOR
Trapped in a prism
In a prism of light
Alone in the darkness
Darkness of whiteWe fell in love
Alone on a stage
In the reflective age
Entre le nuit, le nuit et l’aurore.
Entre les voyants, les vivants et les morts.
If this is heaven
I don’t know what it’s for
If I can’t find you there
I don’t care
I thought I found a way to enter
It’s just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
I thought I found the connector
It’s just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
The signals we send
Are deflected again
We’re still connected
But are we even friends?
We fell in love when I was nineteen
And I was staring at a screen
Entre le nuit, le nuit et l’aurore.
Entre les voyants, les vivants et les morts.
If this is heaven
I need something more
Just a place to be alone
Cause you’re my home???
I thought I found a way to enter
It’s just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
I thought I found the connector
It’s just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
It’s just a reflection of a reflection
Of a reflection of a reflection
Will I see you on the other side?
We all got things to hide
It’s just a reflection of a reflection
Of a reflection of a reflection
Will I see you on the other side?
We all got things to hide
Alright, let’s go back
Our song escapes
On neon silver discs
Our love is plastic
We’ll break it to bits
I want to break free
But will they break me?
Down, down, down
Don’t mess around
I thought I found a way to enter
It’s just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
I thought I found the connector
It’s just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
Thought you would bring me to the ressurector
Turns out it was just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
Thought you would bring to me the ressurector
Turns out it was just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
Thought you would bring to me the ressurector
Turns out it was just a Reflektor (It’s just a Reflektor)
It’s a Reflektor
It’s just a Reflektor
Just a Reflektor
Will I see you on the other side?
It’s just a Reflektor
Will I see you on the other side?
We all got things to hide
It’s just a Reflektor
Will I see you on the other side?
Thursday, September 12, 2013
CINE20 - 110^ PUNTATA
A dispetto delle aspettative derivate dal bel Distric 9, Elysium fa storcere il naso rendendo, insieme ad In Trance, recensito da Kusa la settimana scorsa, questo inizio di stagione non così entusiasmante.
Mentre nei negozi non arriva nulla per il quale valga la pena uscire di casa, in sala troviamo il documentario di Ettore Scola dedicato a Federico Fellini e Moon Indigo il nuovo film di Gondry. E c'è pure Jurassic Park in 3D, nel caso non abbiate avuto a suo tempo la possibilità di vederlo in sala.
Siamo qui, online come sempre.
Sunday, September 08, 2013
Lyrics of the Week + Video / EDITORS - THE WEIGHT
For a moment
I felt the strength of your love.
It was lightning, it was lightning.
Strike down on me.
I'm a lump of meat,
With a heart beat.
Electricity restarts me.
Strike down on me.
Every day I pray
I'm the first to go.
Without you I would be lost.
I promised myself
I wouldn't talk about death.
I know I'm getting boring.
I'm a man
Holding the weight of your love,
But without it my strength just isn't enough.
So strike down on me, on me.
Every day I pray
I'm the first to go.
Without you I would be lost.
And I promised myself
I wouldn't sing about death.
I know I'm getting boring now.
For a moment
I felt the weight of your love.
It was lightning, it was lightning.
Strike down on me.
Friday, September 06, 2013
CINE20 - 109^ PUNTATA
Il buon Kusa, con spirito di sacrificio encomiabile, ha visto e recensito In Trance di Danny Boyle, uno che non si capisce dove voglia andare a far parare la sua carriera (anche se, forse, proprio lui l' ha capito benissimo e ci sta marciando).
In sala non esce nulla di veramente stimolante e sono quasi meglio le proposte home video con Il Lato Positivo e Re della Terra Selvaggia.
Online qui!
Tuesday, September 03, 2013
WOLVERINE IL GAIJIN
Prima che la Marvel ridefinisse il concetto di cinecomic con il suo "progetto Avengers", furono lo Spider-Man di Raimy e gli X-Men di Brian Singer ad aprire la strada cinematografica agli eroi dei fumetti per il nuovo millennio. Se il progetto di Raimy è naufragato dopo il terzo capitolo a causa di ingerenze produttive della Sony, gli uomini X hanno "perso la strada" dopo l' abbandono di Singer. E' innegabile infatti che, pur avendo impostato i film in maniera solida ponendo l' attenzione sul desiderio del diverso di integrarsi per una pacifica convivenza con il resto dell' umanità, il sostituto del regista americano, Brett Ratner, e i suoi sceneggiatori non sono riusciti a stare al passo. Per non perdere la presa su di un "brand" comunque molto redditizio, la Fox decide di puntare tutto sul personaggio più forte e carismatico, Wolverine, per uno spin-off difficilmente difendibile. Cosa si poteva fare a questo punto per salvare il salvabile? A Matthew Vaughn viene affidato un prequel degli X-Men mentre a James Mangold spetta l' onere di ridare il giusto lustro alle avventure in solitaria dell' artigliato canadese. Dopo aver praticamente sprecato l' occasione di raccontare come si deve le origini ed il passato di Logan, a questo giro si punta sulle storie ambientate in Giappone, rifacendosi insomma al ciclo firmato e disegnato da Claremont e Miller. Le aspettative c'erano e così tutte le potenzialità per un film adeguato al personaggio, che purtroppo rimangono unicamente sulla carta. Per quanto quelle storie ormai classiche risultino ancora oggi incredibilmente moderne, si è scelto di mantenere personaggi e dinamiche ma di riscrivere in toto i motivi per i quali il nostro eroe si trova coinvolto tra yakuza e ninja: niente più peripezie per scoprire la verità sul matrimonio di facciata dell' amata Mariko quindi, sostituita da un vecchio debito che un ex soldato giapponese vuole saldare con Logan. Se sull' adattamento si può anche chiudere un occhio, considerato anche il fatto che il film funziona e scorre senza particolari intoppi, è difficile comunque lasciarsi coinvolgere completamente da un film che prova ma fallisce a rendere giustizia al background di quelle storie ed al personaggio. Anche nelle scene d' azione, comunque tante e girate in maniera più che buona, manca qualcosa, frenate probabilmente dai limiti imposti all' esplicitazione della violenza per permettere anche ad un pubblico giovane di godersi il film in sala: se si sperava, insomma, di vedere il nostro affettare i propri nemici, si potrebbe rimanere delusi anche su quel versante. Come insegnano Iron Man, Hulk e soci, anche in Wolverine - L' Immortale è presente una scena aggiuntiva dopo i primi titoli di coda che ci ricollega direttamente al prossimo X.Men - Giorni di un Futuro Passato che vede Bryan Singer di nuovo al timone degli X-Men per un film ispirato ad un' altro famoso ciclo di storie. Speriamo bene.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, September 01, 2013
Lyrics of the Week + Video / BLACKFIELD - JUPITER
Once we were young
We had no plans
What simplicity of love
We used to get it to get it all
We weren’t scared to fail and fall
Now, all I can do is to stand, watch
Those new boys in the game
How they’re laughing and having fun
Making rules under the sun
I won’t win her pretty eyes tonight
It’s been so long since I played it right
I’ll get to Jupiter and halfway back
Before she’ll even notice I’m around
They used to call me
A city queen
But now God’s playing his jokes on me
I’m all alone far from the city
I’ve got no room no time for dreams
Won’t win in her pretty eyes tonight
It’s been so long since I played it right
I’ll get to Jupiter and halfway back
Before she’ll even notice I’m around
Once we were young We had no plans
What simplicity of love
We used to get it to get it all
We had no time to fail and fall
I won’t win her pretty eyes tonight
It’s been so long since I played it right
I’ll get to Jupiter and halfway back
Before she’ll even notice I’m around
Once we were young
We had no plans
What simplicity of love
We used to get it to get it all
We had no time to fail and fall
I’ll get to Jupiter and halfway back
Before she’ll even notice I’m around
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