Il regista Olatunde Osunsanmi non sarà capace di fare il suo mestiere ma perlomeno il coraggio non gli manca. Non solo perchè il suo nome sembra un simpatico scioglilingua, ma soprattutto perché, con un solo film al' attivo (un certo WithIn a me completamente sconosciuto), decide di affrontare un vero e proprio campo minato, ufologia e rapimenti alieni, incurante del fatto che potrebbe saltare in aria al minimo passo falso. L' argomento vede da sempre contrapporsi coloro che credono ciecamente nell' esistenza degli omini grigi che ti prendono e usano il tuo sedere come un porta matite, e quelli che non riescono ad andare oltre un cieco scetticismo. Personalmente trovo l'argomento parecchio affascinante ed è per questo motivo che mi sono avvicinato ad Il Quarto Tipo spinto dalla curiosità mossa da un trailer che prometteva un racconto basato su fatti realmente accaduti e documentati anche in video. Ora, il film di Olatunde Osunsanmi (mi piace tanto scriverlo per intero) è qualcosa di totalmente ambiguo che si pone come obbiettivo di superficie quello di dare ad ufologi convinti qualcosa di cui vantarsi al bar con gli amici con frasi tipo " te l'avevo detto che era tutto vero" e magari di far porre qualche serio interrogativo a tutti gli altri. Sarebbe stato così anche per me se la suddetta curiosità non mi avesse spinto a fare delle ricerche sulla protagonista e sugli eventi del film che, ricordiamolo, trattano il presunto rapimento alieno della Psicologa Abbey Tyler e di alcuni sui pazienti nella cittadina di Nome in Alaska. Il film si apre con un avvertimento rivolto al pubblico dall' attrice Milla Jovovich, che interpreta la Dottoressa Tyler nelle ricostruzioni degli eventi, con lo scopo di mettere in guardia sul fatto che gli eventi riportati nel film sono stati documentati dalla stessa dottoressa con riprese video che vengono presentate nel film in parallelo con le drammatizzazioni. E il film si chiude nella medesima maniera, con l'attrice e il regista che ci invitano, dopo aver visto con i nostri occhi quello che è accaduto, ad essere noi stessi a decidere in cosa credere o meno. Ed ecco i fatti: effettivamente esiste la città di Nome in Alaska nella quale, dagli anni '70 ad oggi sono state documentate parecchie misteriose sparizioni archiviate dalle autorità locali come dovute ad un eccessivo uso di alcolici unite alle estreme condizioni climatiche. Nessun riferimento a rapimenti alieni (cosa anche comprensibile), nessun riferimento ai luttuosi eventi narrati nel film ma soprattutto nessun riferimento al' esistenza di un Dottoressa Abigail Tyler, il che ci porta alla conclusione che anche i filmati di repertorio siano stati fatti ad arte per la pellicola*. Ma allora qual'è lo scopo di Il Quarto Tipo? Sollevare domande ed interrogativi almeno fino a quando il trucco non è stato svelato? Sinceramente non capisco. E non capisco perché fare un mockumentary (perché è di questo che si tratta alla fine) e volerlo spacciare per vero quando questo tipo di progetti funzionano a meraviglia quando costruiscono consapevolmente una realtà fittizia. Se è solo per cavalcare uno dei trend cinematografici del momento, o una sua variazione sul tema, mi spiace per il giovane regista americano ma non è riuscito a stare in sella cadendo rovinosamente a terra. Ed è in questi elementi che sta l'ambiguità del film, nel rendere volutamente incomprensibile fin dove il progetto può essere preso sul serio o se si tratta di uno scherzo ben elaborato ai danni di chi è pienamente convinto nell' esistenza di forme di vita extraterrestri. Spielberg si era fermato agli incontri di terzo tipo e, a quella magia, non mi stancherò mai di credere.*Note a margine: durante le interviste che il regista fa alla "vera" Abigail Tayler, in basso a destra si può scorgere il logo della Chapman University. Sul sito di questa università ci tengono a precisare che l' uso del logo è stato permesso soprattutto perchè Olatunde Osunsanmi è un loro ex studente, ma che l'intervista, come tutto il resto che si vede nel film, è "fiction".





















