Thursday, May 10, 2012

CINEQUIZ - ST.03 - EP.28 "Did you hear something?"


Ecco il secondo frame!


Soluzione: IL CACCIATORE
Vincitore: Para

Classifica:
Jived - pt. 17
Para - pt. 10
Tob - pt. 7
Chimy - pt. 5
frenzmag - pt. 4
Beld - pt. 3
Falketta - pt. 3
Killo - pt. 3
Nick - pt. 3
Hawke - pt. 2
PickPocket - pt. 2
Peeping Tom - pt. 1

Terzo frame:


Wednesday, May 09, 2012

Far East Film Festival 14 - Day 3

RENT-A-CAT
Regia di Ogigami Naoko


Un film che è una dichiarazione d' amore verso i felini domestici per eccellenza e del quale sono, con tutte le loro particolarità, i co-protagonisti assoluti, rischia di sembrare già sulla carta operazione quantomeno furba e calcolata. Ed è pure possibile che sia così ma sarebbe quanto meno riduttivo vedere così poco nella bizzarra storia della protagonista di Rent-A-Cat, Sayoko, e della professione da lei stessa ideata: aiutare le persone sole a colmare i propri “buchi” noleggiando i suoi dolcissimi gatti. Insieme ai vari personaggi che si avvicenderanno per usufruire del curioso servizio anche la protagonista avrà modo di affrontare e venire a patti con i motivi della sua stessa solitudine. Rent-A-Cat è in definitiva una favola dei giorni nostri raccontata con grande sensibilità ed un umorismo leggero e mai invadente.

YOU ARE THE APPLE OF MY EYE
Regia di Giddens


Affermato romanziere in quel di Taiwan, Giddens porta al Far East il suo film d' esordio tratto, tra l' altro, da uno dei suoi libri che in maniera autobiografica racconta il primo importantissimo amore del regista nato nella prima metà degli anni '90 mentre frequentava la scuola superiore prima e il college poi. Raccontare se stessi attraverso il cinema, Giddens non sarà il primo e certamente non sarà neppure l' ultimo, ma riesce comunque a trasmettere con grande brio e con un azzeccato senso del ritmo, le gioie ed i dolori dell' adolescenza, gli amici, gli scherzi, la goliardia, i primi amori e di conseguenza anche le prime delusioni. Certo, You Are The Apple of My Eye è un film piuttosto semplice, la cui natura prettamente commerciale non è tenuta certo nascosta ma che allo stesso tempo permette al film di mostrare uno spaccato di vita popolare taiwanese (soprattutto adolescenziale) rendendolo appetibile ed apprezzabile anche da un pubblico internazionale.

ROMANCING IN THIN AIR
Regia di Johnnie To


Per quanto nessuno neghi la sua straordinaria eccleticità nello sfornare ogni anno film che abbracciano generi diametralmente opposti tra loro, si guarda sempre alle commedie romantiche firmate Johnnie To con una certa diffidenza e forse anche con qualche pregiudizio di troppo. Rispetto a Don't Go Breaking My Heart però (visto alla passata edizione del FEFF) Romancing in Thin Air sembra stargli qualche passo indietro forse perchè, se escludiamo la parte finale con “il film nel film”, risulta essere molto più legato ai canoni della commedia romantica con un amore che nasce tra una stella del cinema reduce da una relazione finita male ed una donna che attende da sette anni il ritorno del marito scomparso. Una relazione che si sviluppa tra alti e bassi (come da manuale) inclusa una lunga elaborazione del lutto alla quale però manca qualcosa ed è quell' impronta incisiva e determinante del grande autore seduto dietro la macchina da presa.

Tuesday, May 08, 2012

Far East Film Festival 14 - Day 2

1 + 1
Regia di Mo Lai (Focus "Fresh Wave")


Il primo dei quattro corti del focus “Fresh Wave”, dedicato ai registi emergenti di Hong Kong, racconta di come un nonno e la sua nipotina rispondono alla minaccia del sempre più invadente ed aggressivo sviluppo urbano che presto porterà alla scomparsa del piccolo villaggio dove vivono: girano per la metropoli piantando germogli di bamboo come buon auspicio. Un racconto delicato e commovente sul passato che preserva il presenta dal perdere la propria memoria e tutti i suoi ricordi.

THE DECISIVE MOMENT
Regia di Wong Wai-kit (Focus "Fresh Wave")

“Il momento decisivo” per un fotografo di prima linea è quell' esatto istante in cui riesce a catturare con la sua macchina il climax di un evento drammatico. Il protagonista di questo cortometraggio ha perso la capacità di catturare quell' attimo e si trova improvvisamente a dover insegnare ad un fotografo più giovane. Moderno e vintage, rookie o veterani, tutti sono uniti dal riuscire ad evitare che nulla si frapponga fra l' obiettivo ed il cuore. Un ritratto freddo di un uomo e di una professione che si fa lentamente sempre più caldo ed umano.

SEW
Regia di Li Yin-fung (Focus "Fresh Wave")


Così come il primo, il terzo cortometraggio ha come protagonisti due generazioni distanti, una nonna e sua nipote adolescente appassionata di cosplay. L' anziana prova inizialmente a mettere freno alla passione della giovane per poi assecondarla nel tentativo di rinsaldare i rapporti. Anche in questo caso la necessità di accorciare il gap generazionale è il tema portante della narrazione che la giovane regista conduce con grande padronanza e capacità di toccare le giuste corde senza giocare in maniera troppo furba con i sentimenti.

JULY 1ST, AN UNHAPPY BIRTHDAY
Regia di Li Miao (Focus "Fresh Wave")


Storia di un amore che nasce e finisce durante le manifestazioni pro-democratiche che si svolgono ad Hong-Kong il primo di ogni luglio da quando l' ex colonia britannica è ritornata ad essere territorio cinese. Quarto ed ultimo cortometraggio del focus “Fresh Wave” ha la struttura di un mockumentary che con l' implacabilità del POV mostra come una calda giornata d' estate porti amore e politica a diventare elementi inconciliabili e di rottura

DANGEROUSLY EXCITED
Regia di Koo Ja-dong


L' anima rock del Far East Film Festival si risveglia anche in questa quattordicesima edizione con un film dove la musica è l' interruttore che risveglia dall' apatia nella quale è sprofondato un impiegato tutto casa è lavoro, controllato nelle emozioni e con l' unico pensiero fisso quello di fare carriera. Tutto cambia quando per una serie di eventi si trova quasi costretto ad ospitare nel suo seminterrato una band di giovani emergenti. I toni da commedia non si discutono ma Dangerously Ecxited ha altri meriti oltre quello di far ridere e sorridere: tanto dalle sue immagini, quanto dalla sua colonna sonora o dai personaggi, emerge un amore per la musica che non trova certo barriere generazionali nel suo modo di veicolare nuove emozioni o di farne tornare a galla alcune sopite da tempo. E' qualcosa di innato e primordiale, se vogliamo, che non può essere certo spiegato o compreso attraverso nozioni imparate sui libri.

NIGHTFALL
Regia di Roy Chow


Un ragazzo viene arrestato per aver ucciso la giovane figlia di un famoso tenore. Uscito di prigione vent' anni dopo comincia a seguire ossessivamente la famiglia che fu causa del suo arresto. Quando il tenore viene trovato brutalmente ucciso, lui diventa automaticamente il primo sospettato. Spiace dirlo ma, la parte davvero convincente di Nightfall, oltre alle interpretazioni dei sempre ottimi Nick Cheung e Simon Yam, è il concitato e violentissimo incipit dove un uomo lotta per la propria vita contro altre quattro persone nelle docce di un carcere. Sangue (tanto) e ralenty sembrano voler dettare il ritmo ad un film che si rivela invece piuttosto discontinuo, incerto nei modi e nei tempi con i quali raccontare una storia dai toni cupi e dagli sviluppi disturbanti.

Monday, May 07, 2012

VENDICATORI UNITI!

Difficile spiegare a parole quanto fosse atteso e temuto allo stesso tempo dalla fan base di lettori Marvel, un progetto epico come The Avengers. Atteso perchè è innegabile l' impegno profuso dalla Casa delle Idee nel portare singolarmente sul grande schermo ciascuno dei membri principali del gruppo con una grande attenzione a mantenere, l' incarnazione cinematografica dei singoli personaggi, quanto più fedele alle versioni cartacee classiche e più moderne, costruendo inoltre una continuity da film a film fatta di chiari riferimenti, le famose sequenze dopo i titoli di coda, ma anche di piccoli dettagli che non sfuggono all' occhio più attento. Altrettanto temuto però, proprio perchè mettendo insieme così tanti personaggi "forti" in un unico film poteva risultare difficoltoso bilanciarne adeguatamente la funzionalità, lasciando che alcuni venissero messi in ombra dagli altri. Senza contare la necessità di una storia solida nella quale inserirli che non risultasse unicamente un' espediente commerciale, certamente vincente, ma fallimentare nel suo complesso. Succede poi che per la regia salta fuori il nome di Joss Whedon, uno che si è fatto un nome in ambito di serie televisive ed anche in campo fumettistico gestendo, tra gli altri, un interessante ciclo di storie sulla collana Astonishing X-Men, che per la gioia di tutti mette mano anche alla sceneggiatura compiendo un piccolo miracolo. The Avengers non è soltanto il primo crossover cinematografico di casa Marvel ma anche la perfetta combinazione tra il cinecomix e blockbuster d' intrattenimento in grado perciò di essere apprezzato a più livelli da una vasta gamma di pubblico soprattutto grazie all' altissima spettacolarità delle scene d' azione (sopratutto quella finale). Ma il film di Whedon farà felici soprattutto i lettori Marvel più affezionati con una storia ampiamente ispirata al primo ciclo degli Ultimates (la versione riveduta e corretta in chiave moderna dei classici Vendicatori), un grande rispetto per le più classiche dinamiche fumettistiche dei crossover (gli eroi prima si picchiano tra di loro poi combattono insieme contro il nemico comune) ed una notevole cura riservata ad ogni singolo personaggio: ognuno, buono o cattivo che sia, ha il suo spazio, il suo modo di interagire con gli altri e la possibilità di mettere in mostra i propri talenti (Hulk "spacca", neanche ci sia bisogno di sottolinearlo) e alcuni risultano addirittura più convincenti rispetto al loro film in singolo (Captain America in primis). Whedon ci regala insomma il migliore The Avengers che potessimo anche solo lontanamente sperare e ci lascia con un finale dopo i titoli di coda che ci fa intendere chiaramente che le avventure degli eroi più potenti della Terra non sono finite certo qui.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, May 06, 2012

Lyric of the Week + Video / BONEY M - SUNNY



Sunny, yesterday my life was filled with rain.
Sunny, you smiled at me and really eased the pain.
The dark days are gone, and the bright days are here,
My sunny one shines so sincere.
Sunny one so true, i love you.

Sunny, thank you for the sunshine bouquet.
Sunny, thank you for the love you brought my way.
You gave to me your all and all.
Now i feel ten feet tall.
Sunny one so true, i love you.

Sunny, thank you for the truth you let me see.
Sunny, thank you for the facts from a to c.
My life was torn like a windblown sand,
And the rock was formed when you held my hand.
Sunny one so true, i love you.

Sunny
Sunny, thank you for the smile upon your face.
Sunny, thank you for the gleam that shows its grace.
You're my spark of nature's fire,
You're my sweet complete desire.
Sunny one so true, i love you.

Sunny, yesterday my life was filled with rain.
Sunny, you smiled at me and really eased the pain.
The dark days are gone, and the bright days are here,
My sunny one shines so sincere.
Sunny one so true, i love you.

I love you.
I love you.
I love you.
I love you.
I love you.
I love you.

Friday, May 04, 2012

CINE20 - 53^ PUNTATA


Riparte ufficialmente CINE20 e lo fa proponendovi il primo degli eventi cinefumettistici dell' anno, The Avengers di Joss Whedon, ed un recupero home video mica da poco, Fire of Conscience di Dante Lam. In sala esce solo Hunger Games che valga la pena andare a vedere mentre nei negozi trovate già da un paio di settimane proprio Fire of Conscience, The Longest Nite e Immortals 3D. Online qui.

P.S.: e se ve lo siete perso, c'è anche lo specialone sul Far East Film Festival 14 con tutti i premi speciali da noi assegnati. Online qui.

Thursday, May 03, 2012

CINEQUIZ - ST.03 - EP.27 "The man behind the courtain"


Secondo frame!!!


Soluzione: KAIRO
Vincitore: Para

Classifica:
Jived - pt. 17
Para - pt. 8
Tob - pt. 7
Chimy - pt. 5
frenzmag - pt. 4
Beld - pt. 3
Falketta - pt. 3
Killo - pt. 3
Nick - pt. 3
Hawke - pt. 2
PickPocket - pt. 2
Peeping Tom - pt. 1

Terzo frame:

Wednesday, May 02, 2012

Far East Film Festival 14 - Day 1

SUNNY
Regia di Kang Hyung-chul


Già conosciuto dalle parti del FEFF con il suo fin troppo sopravvaluato Trouble Maker, il regista coreano Kang Hyung-chul torna a Udine con un' altra commedia che apre il festival raccontando un viaggio tra presente e passato per un gruppo di amiche che si riuniscono, anni dopo lo scioglimento della loro “banda” ai tempi del liceo, quando scoprono che una di loro ha un tumore ormai in fase terminale. Sulle note di una quantomai ricercata colonna sonora (nella quale compare anche Sunny di Boney M, che da il nome al film ed anche al gruppo delle giovani protagoniste) la storia si dipana con sorprendente fluidità, tra la Corea moderna di oggi e quella degli anni '80 fatta di brand di tendenza, colori sgargianti, musica, ma anche scontri tra sostenitori della democrazia e poliziotti. Il tutto con un tocco molto leggero naturalmente, concentrando l' attenzione su quanto, crescendo, la vita spesso ci costringa a mettere da parte i sogni da adolescenti. Il finale vuole essere risolutivo a tutti i costi, peccato, ma c'è un momento delicatissimo e surreale che vale da solo tutto il film secondo me.

HARD ROMANTICKER
Regia di Gu Su-yeon


Di film che raccontano storie di malavita e criminalità giovanile ambientate in località periferiche, sempre più mondi a parte rispetto alle grandi metropoli giapponesi, ne abbiamo già visti tanti, portate alla nostra attenzione da autori che hanno infuso nelle trame del racconto le proprie esperienze. Gu Su-yeong non fa differenza con questo suo Hard Romantiker, tratto da un suo romanzo semi autobiografico incentrato sul giovane “omonimo” Gu, teppista dai capelli ossigenati che, fattosi fin troppi nemici nel suo paese natale cerca una nuova strada nella grande città trovandosi però costretto a tornare sui suoi passi per saldare tanti conti in sospeso. Nessuno nega al film la sua forza, soprattutto visiva, che emerge dalla violenza, mostrata e non, con insistenza quasi disturbante e da personaggi (tra i quali lo stesso Gu) che di positivo hanno poco e niente. Quello che manca in questa storia, dove gli errori si ripagano moltiplicati all' infinito, è un vero approfondimento sul background che sta dietro storie di questo tipo che avrebbe aiutato a capire realtà così complesse dove anche le proprie origini fanno la differenza in un paese ancora profondamente razzista come il Giappone.

Tuesday, May 01, 2012

CINE20 - SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 14


In attesa di riprendere la pubblicazioni settimanali dal prossimo venerdì, vi proponiamo una puntatona speciale di CINE20 dedicata alla appena passata quattordicesima edizione del Far East Film Festival, con i film da NOI premiati. Online qui.

Sunday, April 29, 2012

Far East Film Festival 14 - Introduzione


Ogni rientro da Udine è sempre la stessa storia. Dieci giorni passano in un lampo ma ti porti dietro una stanchezza come se fossi stato via due mesi. Ma non c'è solo quello per fortuna perchè, qualsiasi grado di devastazione fisica e mentale si possa raggiungere, questa sarà sempre e comunque mitigata dal bagaglio di esperienze e ricordi che si accumulano grazie alla splendida atmosfera che si respira per la città friulana e per gli amici (vecchi e nuovi) che incontri ogni anno.
E poi ci sono i film naturalmente, ma di quelli si parlerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane ^__*

Wednesday, April 18, 2012

"Un panda per amico" ovvero CHIUSURA PER FAR EAST 2012


Domani si parte per Udine, venerdì inizia la quattordicesima edizione del FEFF e di conseguenza il blog chiude per una decina di giorni. La presenza di Johnnie To e Pang Ho-cheung, con rispettivi film, è già un motivo sufficiente per andare al Festival ma come al solito si aspettano piacevoli sorprese dalle scoperte, anche casuali, che la manifestazione regala ogni anno.
Naturalmente, alla riapertura del blog, non mancheranno i report su tutti i film visti e magari anche qualche foto.
Nel frattempo vi saluto e ci si rilegge al mio ritorno a meno che non ci si incontri a Udine, che è sempre una gran cosa ^__*

Monday, April 16, 2012

Alieni e Marines

Una delle cose più interessanti su World Invasion (al secolo Battle: Los Angeles) riguarda curiosamente i curatori degli effetti speciali, i fratelli Colin e Greg Strause, incredibilmente somiglianti, a livello concettuale, con quelli del film di cui sono anche registi, Skyline, uscito nelle sale quattro mesi prima della pellicola di Liebesman. Considerato che le similitudini non finiscono li, la cosa ha fatto leggermente incazzare i vertici Sony che non ci hanno pensato su due volte prima di citare in giudizio i due fratelli. Cappello introduttivo questo quasi necessario visto che c'è poco altro da dire su World Invasion, un brutto film per certi versi inferiore anche allo stesso Skyline. Se infatti quest' ultimo appariva un prodotto televisivo di fascia alta più che uno cinematografico (e con un finale cultissimo), il film di Liebesman, nonostante le potenzialità da imponente film bellico sullo sfondo di un' invasione aliena, si rivela un progetto fallimentare da diversi fronti, nonostante un budget sicuramente superiore ed un cast nel quale spiccano Aaron Eckarth e Michelle Rodriguez. Con una storia che nel suo svolgimento ricorda tanto Indipendence Day ma con la presunzione di prendersi decisamente troppo sul serio, World Invasion è infarcito fino alla nausea di tanta, ma tanta retorica ed una glorificazione della figura del Marine (in senso generale) che era da tanto che non si vedeva, ma soprattutto che non si sentiva, perchè i danni peggiori li fanno proprio i dialoghi, tutti orientati sul patriottico/nauseante ed una colonna sonora davvero troppo furba. Vi rimarranno in testa qualche bella sequenza di guerriglia urbana, polverosa, frenetica ma il resto lo si dimentica in fretta, come tutte le cose inutili.

Sunday, April 15, 2012

Lyric of the Week + Video / SMASHING PUMPKINS - BULLET WITH BUTTERFLY WINGS



The world is a vampire, sent to drain
Secret destroyers, hold you up to the flames
And what do I get, for my pain?
Betrayed desires, and a piece of the game

Even though I know - I suppose I'll show
All my cool and cold - like old job

Despite all my rage I am still just a rat in a cage
Despite all my rage I am still just a rat in a cage
Then someone will say what is lost can never be saved
Despite all my rage I am still just a rat in a cage

Now I'm naked, nothing but an animal
But can you fake it, for just one more show?
And what do you want?
I want to change
And what have you got, when you feel the same?

Even though I know - I suppose I'll show
All my cool and cold - like old job

Despite all my rage I am still just a rat in a cage
Despite all my rage I am still just a rat in a cage
Then someone will say what is lost can never be saved
Despite all my rage I am still just a rat in a cage

Tell me I'm the only one
Tell me there's no other one
Jesus was the only son, yeah.
Tell me I'm the chosen one
Jesus was the only son for you

Despite all my rage I am still just a rat in a cage
Despite all my rage I am still just a rat in a cage
And someone will say what is lost can never be saved
Despite all my rage I am still just a rat in a cage

Despite all my rage am I still just a rat in a-
Despite all my rage am I still just a rat in a-
Despite all my rage am I still just a rat in a cage

Tell me I'm the only one
Tell me there's no other one
Jesus was the only son for you

And I still beleive that I cannot be saved
And I still beleive that I cannot be saved
And I still beleive that I cannot be saved
And I still beleive that I cannot be saved

Friday, April 13, 2012

CINE20 - 52^ PUNTATA


E quasi tempo di FEFF e anche CINE20, per motivi logistici, si prende una pausa di un paio di settimane. Ma le uscite al cinema non si fermano di certo e da oggi fino a fine aprile si segnalano Diaz, Quella Casa Nel Bosco, The Avengers (!!!) e Il Castello nel Cielo. Tutti i nostri consigli online qui.

Thursday, April 12, 2012

CINEQUIZ - ST.03 - EP.26 "He was just staring at the sunset"

ATTENZIONE: il FEFF 14 è ormai imminente perciò il CINEQUIZ si prende una pausa (l' ultima, promesso, prima del rush finale) di un paio di settimane. Ci ritroviamo qui il 03/05/12 . E adesso si gioca!


Soluzione: BOOGIE NIGHTS
Vincitore: Para

Classifica:
Jived - pt. 17
Tob - pt. 7
Para - pt. 6
Chimy - pt. 5
frenzmag - pt. 4
Beld - pt. 3
Falketta - pt. 3
Killo - pt. 3
Nick - pt. 3
Hawke - pt. 2
PickPocket - pt. 2
Peeping Tom - pt. 1

Ed ecco gli altri due frame:



Wednesday, April 11, 2012

Bestie e poliziotti

Il giovane commissario di polizia Tong, nel tentativo di catturare un fuggitivo, finisce per ferire a morte un innocente. Distrutto dal senso di colpa cerca la redenzione nella caccia disperata al rapitore della figlia di un avvocato di pubblica accusa, impegnata nel far condannare per omicidio un rapinatore. Nel panorama cinematografico di Hong Kong, l' action poliziesco ha da qualche anno a questa parte un nuovo e importante nome di riferimento (stando perlomeno ai risultati di botteghino) quello di Dante Lam. Ad un pubblico attento ed esigente però, questo Beast Stalker mostra subito il fianco portando in superficie un neo abbastanza evidente, la scrittura. Spesso autore della storia piuttosto che della sceneggiatura, il regista honkonghese predilige racconti articolati, fitti intrecci tra personaggi spesso molto forzati se non proprio ingenui. In Beast Stalker ad esempio, un terrificante incidente d' auto (tra l' altro la sequenza anche più spettacolare del film) coinvolge tutti una serie di personaggi già di per se connessi su altri livelli narrativi. Destino o tragica coincidenza insomma non bastano certo a giustificare un tentativo di rendere una storia poliziesca più intricata di quello che dovrebbe essere. Questo perchè, mano a mano che la matassa si dipana, quel che rimane è un modo di fare cinema di genere piuttosto semplice (e non in senso negativo), anche brutale e senza sconti. Un cinema fatto sopratutto di personaggi, di uomini che hanno ben poco da perdere, poliziotti tormentati dai sensi di colpa, criminali portati al limite e disposti a tutto,“buoni” e “cattivi” con i quali si empatizza anche se sviluppati forse in maniera troppo superficiale. Nonostante i suoi difetti insomma, The Beast Stalker può essere considerato un buon punto di partenza per avvicinarsi al cinema di Dante Lam e per osservarne lo sviluppo, la crescita, la maturazione nelle opere seguenti.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Tuesday, April 10, 2012

THE WALKING DEAD - SEASON 02 -

TITOLO ORIGINALE: THE WALKING DEAD
TITOLO ITALIANO: THE WALkING DEAD
NUMERO EPISODI: 13

-TRAMA-
Prosegue il cammino di Rick e degli altri sopravvissuti alla ricerca di un luogo sicuro dove stabilirsi in un mondo dove i morti camminano tra i vivi.

-COMMENTO-
Al fin troppo inflazionato gioco "spara a zero su The Walking Dead", dove il bersaglio è quantomeno immobile e di spalle, da queste parti si preferisce fare un bel respiro profondo e provare ad analizzare una serie che ha creato tanto grandi aspettative quanto profonde delusioni, ma che in qualche modo è riuscita a fare tesoro dei propri errori e tirare fuori le palle nei momenti più opportuni. Non è un segreto per nessuno che, dopo un inizio folgorante, la prima stagione abbia cominciato a perdere colpi, tendenza sfortunatamente continuata anche per i primi sette episodi della seconda. Per quanto in tanti abbiano voluto insistere sul tasto "zombie", i problemi non stanno li, nella loro presenza o nel loro numero per singolo episodio. Questo perchè The Walking Dead è una serie (e così la graphic novel da cui è tratta) che parla di un gruppo di persone che cerca di sopravvivere mantenendo una parvenza di civiltà in un mondo che è andato a puttane. Il problema principale risiede quindi nella scrittura: trame e sottotrame diluite fino all' impossibile nelle quali, tra l' inizio e la fine, non succede nulla o quasi. Per non parlare poi della quantità impressionante di personaggi inutili capaci solo di ficcarsi in situazioni al limite dell' imbarazzante volte unicamente ad allungare il brodo di poco sopra. Inutile girarci intorno, la serie, fino a questo momento, ha ruotato intorno a tre personaggi: Dale, Shane e Rick. Il primo è la voce della ragione, un uomo anziano che non vuole arrendersi e crede sia ancora necessario credere in una società civile. Il secondo è l' istinto di sopravvivenza fatto a persona, obiettivo da perseguire a prescindere, non importa chi ti lasci dietro. Il terzo e ultimo è forse quello che si è evoluto di più, diviso tra seguire il primo e seguire il secondo, uomo di legge, padre e marito nonostante tutto. Non è un caso se i momenti migliori di questa seconda stagione vedono loro come protagonisti sopratutto dalla seconda metà in poi. In definitiva questa seconda di The Walking Dead è partita con un piede nella fossa ma ha saputo piazzare un paio di colpi ad effetto (forse il finale di metà stagione era prevedibile ma ha comunque il suo valore) riuscendo a risollevarsi con un rush finale davvero serrato. E ci sono state anche delle morti eccellenti ma, converrete con me, tutte sbagliate. Affronterò comunque la terza stagione con un briciolo di speranza in più.

-DVD/BLURAY-
Non ancora disponibili date di uscite sia per l' edizione inglese che per quella italiana.

Friday, April 06, 2012

CINE20 - 51^ PUNTATA


Puntata in formato ridotto, anzi, ridottissimo!
Solo le uscite in sala a questo giro e tra le tante si segnalano sicuramente Pirati! Briganti da Strapazzo della coppia Lord / Newitt e Pollo alle Prugne di Marjane Satrapi e Vincent Parannaud. Qualche perplessità sulla Biancaneve di Tarsem ma per il resto siamo delle parti del dimenticabile. Online qui.

Thursday, April 05, 2012

CINEQUIZ - ST.03 - EP.25 "Just another drop"


Secondo frame pasquale:


Terzo frame:


Soluzione: HABEMUS PAPAM
Vincitore: Peeping Tom

Classifica:
Jived - pt. 17
Tob - pt. 7
Chimy - pt. 5
frenzmag - pt. 4
Beld - pt. 3
Falketta - pt. 3
Killo - pt. 3
Nick - pt. 3
Para - pt. 3
Hawke - pt. 2
PickPocket - pt. 2
Peeping Tom - pt. 1

Wednesday, April 04, 2012

AMERICAN HORROR STORY - SEASON 01 -

TITOLO ORIGINALE: AMERICAN HORROR STORY
TITOLO ITALIANO: AMERICAN HORROR STORY
NUMERO EPISODI: 13

-TRAMA-
Per superare una grave crisi familiare, la famiglia Harmon si trasferisce a Los Angeles in una vecchia casa, teatro nel corso degli anni di tragici avvenimenti. E i problemi, anche per i nuovi arrivati, non tardano a manifestarsi.

-COMMENTO-
Arriva dalla mente di Ryan Murphy una delle serie certamente più interessanti degli ultimi anni, potenzialmente una delle più belle se non fosse stato per qualche incisiva indecisione in fase di "direzione" che ha sensibilmente smorzato gli entusiasmi. American Horror Story è, come si evince dal titolo, una serie marcatamente horror, con i suoi interludi sexy (anche disturbanti) e un po' di gore, ma comunque inquadrata in un genere ben preciso che pesca a piene mani da quel filone cinematografico delle "haunted house" che spopolava negli anni '70 / '80. Amityville, Poltergeist fino a Quella Villa accanto al Cimitero di Fulci, i riferimenti ci sono tutti e non possono che stuzzicare in maniera davvero piacevole il palato cinefilo dello spettatore. Tanto più che questo aspetto della "casa infestata" è utilizzato in maniera esponenziale rendendo, episodio dopo episodio, davvero difficile stabilire chi sia vivo e chi sia morto. Se i fantasmi hanno un certo peso nella storia non sono da meno i personaggi in carne e ossa, non a caso è proprio quello di Jessica Lange, con la sua inquietante vicina di casa, a dare ad American Horror Story un importante valore aggiunto. Ma al di la delle decine di questi elementi, la serie ruota intorno alle vicende della famiglia Harmon e di come provano a sistemare i loro problemi personali, andare oltre i loro traumi, facendo allo stesso tempo i conti con le presenze che in alcuni casi minacciano proprio le loro vite. I tredici episodi sono ben strutturati e si procede in un crescendo che viene un po' tradito da un season finale un po' sottotono dal quale ci si sarebbe aspettato un qualcosa alla Kingdom di Von Trier (ed il riferimento non è per nulla casuale) ed invece c'è molto più climax in alcuni singoli episodi che non nel finale, fin troppo controllato, a momenti anche prevedibile ma sopratutto poco congruo con tutto quello che la serie ci aveva promesso. Pare ci sarà una seconda stagione ma nessuna idea su che strada possa prendere.

-DVD/BLURAY-
Ancora non si sa nulla dell' edizione italiana ma se vi va di aspettare fino ad ottobre, potete prendervi quella inglese.

Tuesday, April 03, 2012

La paura fa...3?

Per le saghe cinematografiche horror dell' ultimo decennio pare che il detto "squadra che vince non si cambia", non valga molto. Giunto al suo terzo capitolo la regia di Paranormal Activity, dopo il suo creatore Oren Peli ed il suo successore Tod Williams, passa al duo Henry Joost / Ariel Shulman. Che un film di questo tipo abbia bisogno addirittura di due registi è un mistero, ma il fatto che l' originale avesse bisogno addirittura di due seguiti (per ora) è forse un mistero ancora più grande. Comunque, dopo un incipit ambientato durante il secondo film (che funge da prequel al primo) facciamo un salto ancora più indietro, nel 1988, per scoprire come e perchè le sorelle Katie e Kristie hanno cominciato ad essere perseguitate dal demone prestigiatore. Niente telecamere a circuito chiuso, ad alta definizione, niente tecnologia digitale. Si torna al tanto amato analogico, telecamere grosse e ingombranti che registrano su VHS. Il caso vuole che la mamma delle due sorelline, rimasta vedova, ora frequenti un ragazzo che fa video di matrimoni e pertanto, sfruttando pure qualche colpo d' ingegno, in possesso di tutto ciò che occorre per catturare su nastro la fonte degli strani rumori che si sentono per casa. Tutto insomma rimane nella norma così come tutta la struttura e progressione narrativa dei precedenti film viene perfettamente ricalcata su questo, ad eccezione del cambio di location nel finale, dettaglio fino ad oggi inedito. Per compensare l' inevitabile forzatura tecnologica che comporta ambientare alla fine degli anni '80 un film composto unicamente da riprese "amatoriali", si è deciso di puntare al rialzo rendendo i giochi di prestigio del simpatico demonietto, molto più ad effetto e dando alla maligna presenza una maggiore "visibilità". Senza voler in alcun modo giustificare operazioni commerciali che lasciano il tempo che trovano, questo Paranormal Activity 3 riesce a regalare qualche contenuto ma sincero spavento rimanendo comunque un film reso sterile dalla sua totale mancanza di originalità (se mai tutta la serie ne ha mai avuta). Sempre meglio dello spin-off giapponese comunque.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, April 01, 2012

Lyric of the Week + Video / GOTYE - SOMEBODY THAT I USED TO KNOW (feat. KIMBRA)



Now and then I think of when we were together
Like when you said you felt so happy you could die
Told myself that you were right for me
But felt so lonely in your company
But that was love and it's an ache I still remember

You can be addicted to a certain kind of sadness
Like resignation to the end, always the end
So when we found that we could not make sense
Well you said that we would still be friends
But I'll admit that I was glad that it was over

But you didn't have to cut me off
Make out like it never happened and that we were nothing
And I don't even need your love
But you treat me like a stranger and that feels so rough
No you didn't have to stoop so low
Have your friends collect your records and then change your number
I guess that I don't need that though
Now you're just somebody that I used to know

Now you're just somebody that I used to know
Now you're just somebody that I used to know

Now and then I think of all the times you screwed me over
But had me believing it was always something that I'd done
But I don't wanna live that way
Reading into every word you say
You said that you could let it go
And I wouldn't catch you hung up on somebody that you used to know

But you didn't have to cut me off
Make out like it never happened and that we were nothing
And I don't even need your love
But you treat me like a stranger and that feels so rough
And you didn't have to stoop so low
Have your friends collect your records and then change your number
I guess that I don't need that though
Now you're just somebody that I used to know

Somebody
(I used to know)
Somebody
(Now you're just somebody that I used to know)

Somebody
(I used to know)
Somebody
(Now you're just somebody that I used to know)

(I used to know)
(That I used to know)
(I used to know)
Somebody

Friday, March 30, 2012

CINE20 - 50^ PUNTATA


Cinquantesima puntanta (no dico, C-I-N-Q-U-A-N-T-E-S-I-M-A) dedicata sopratutto all' home video: recensiti The Beast Stalker (uscito la settimana scorsa), Paranormal Activity 3 e Outrage di Kitano. In sala si distinguono il nuovo film di Marco Tullio Giordana, Romanzo di una Strage, e La Furia dei Titani. Recuperiamo anche una dimenticanza della precedente puntata segnalandovi che sono già disponibili DVD e Bluray del bel Le Avventure di Tin Tin di Steven Spielberg. Online qui.

Thursday, March 29, 2012

CINEQUIZ - ST.03 - EP.24 "Not so intuitive"


Sono in ritardissimo, lo so, ma a 'sto giro è andata così.
Secondo frame:


Soluzione: ALIEN
Vincitore: Chimy

Classifica:
Jived - pt. 17
Tob - pt. 7
Chimy - pt. 5
frenzmag - pt. 4
Beld - pt. 3
Falketta - pt. 3
Killo - pt. 3
Nick - pt. 3
Para - pt. 3
Hawke - pt. 2
PickPocket - pt. 2

Terzo frame:


Wednesday, March 28, 2012

GOONIES NEVER SAY DIE!

La recensione che potete leggere poco sotto è presente già da alcune settimane sul sito www.i-filmsonline.com (precisamente qui) con il quale ho iniziato una interessante collaborazione. Mi occupo al momento della sezione Cinema Orientale, inaugurata con le rece di "Arrietty" e "Il Buono, Il Matto, Il Cattivo", e che proseguirà anche con articoli inediti. Un motivo in più per seguirmi, ma soprattutto seguirCI.

Forse più si cresce e più si è sensibili alla nostalgia. Deve essere per questo che, scorrendo i titoli presenti nella mia videoteca, il mio sguardo si ferma sempre su quelli con i quali, non posso negarlo, ho dei legami particolari che nulla o quasi hanno a che vedere con il valore artistisco o l' importanza dei nomi coinvolti. Gonnies di Richard Donner, ad esempio, ha per me un posto unico e speciale indipendente da quello dettato dall' ordine alfabetico. Basta buttare un occhio sulla copertina ed è come guardare una vecchia foto che ritrae amici che non vedi da una vita ma con i quali condividi parecchi ricordi. A film come I Goonies devo certamente, sia il timido ma importante avvicinamento al cinema, che i primi embrionali esempi di "forum" che nascevano all' entrata di scuola o durante la ricreazione, dove le discussioni ruotavano su questa o quella scena, sulle frasi quotate a memoria, sui personaggi preferiti con i quali ci si immedesimava. Ed è proprio l' immedesimazione la carta vincente giocata da Donner e da Steven Spielberg che, ben consci del target di pubblico al quale volevano rivolgersi, mettono insieme un film d' avventura con protagonisti un gruppo di ragazzini comuni che si trovano coinvolti in rocambolesca caccia al tesoro, una discesa (letterale e figurata) nel fantastico che si cela immediatamente sotto i loro piedi, tra "tracobetti", navi pirata e banditi quasi comici e caricaturali (ma, attenzione, i veri cattivi nel film sono ben altri). Sospensione dell' incredulità a parte, terreno su cui Spielberg è stato sempre in grado di accompagnare i suoi spettatori, Goonies racconta l' avventura come rito di passaggio, un percorso alla scoperta dei primi amori adolescenziali, i primi (fortuiti) baci, ma soprattutto una presa di coscienza delle proprie responsabilità quali parti integranti di una comunità. Il tutto con una freschezza ed una semplicità che sono diventate simbolo di un modo di fare cinema per ragazzi negli anni '80 e che si è andato lentamente perdendo o che forse, semplicemente, si è evoluto di pari passo con le nuove generazioni.

Tuesday, March 27, 2012

JOHN CARTER e vengo da lontano

Alieno nel suo stesso mondo, autoriconosciutosi marziano per scelta di cuore e di coscienza, John Carter ha anche lui la sua trasposizione cinematografica dalle pagine dei romanzi di Edgar Rice Burroughs dopo una genesi particolarmente travagliata, durata anni, e che ha trovato nella Disney e nel regista Andrew Stanton i mezzi finanziari e materiali per arrivare a compimento. Ma nonostante gli sforzi e i budget milionari, John Carter è stato curiosamente condannato ancora prima di approdare nelle sale e di tutta risposta il pubblico ne ha decretato il quasi flop. Cosa alquanto incomprensibile se si considera che di pseudo colossal fantascientifici se ne sono visti di peggiori e che da un punto di vista puramente cinefilo, il film suscita più di un motivo di curiosità, non ultimo quello di vedere uno dei più grandi registi Pixar (suoi Alla Ricerca di Nemo e Wall-E) alle prese con il suo primo film live-action. Prova superata, a parere di chi vi scrive, non solo perchè Stanton si dimostra capace di gestire importanti scene d' azione, ma ambiziosamente alza il tiro raccontandoci il suo John Carter in una sequenza che da sola vale la visione del film, un montaggio alternato tra una furiosa scena di lotta ed un dolorosissimo episodio nel passato del protagonista. Al di la delle buone intenzioni però, quello di Stanton è un film profondamente "disneyiano", certamente ascrivibile tra quei titoli (si possono citare I pirati dei Caraibi o anche Alice in Wonrderland di Burton) nei quali la casa di Topolino e Co. cerca di inserire contenuti tematici e visivi estranei al suo DNA (ma si è mai visto il protagonista di un film Disney totalmente ricoperto di sangue, per quanto blu possa essere?), ma legato a certi stereotipi che possono apparire datati, quando in fondo sono soltanto classici. Quel che frena davvero il film è una sceneggiatura che tarda fin troppo a carburare per poi, una volta entrata nel vivo, risolversi con troppa superficialità. Ha comunque il grosso pregio, è giusto sottolinearlo, di immergerci in atmosfere che strizzano l' occhio al classico cinema western americano e che contribuiscono a fare di John Carter, insieme agli elementi citati in precedenza, un film "vecchia scuola" dal look giustamente modernissimo.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, March 25, 2012

Lyric of the Week + Video / DIANA ROSS - WHEN WE GROW UP

**Dalla colonna sonora di Young Adult**



When we grow up, will I be pretty?
Will you be big and strong?
Will I wear dresses that show off my knees?
Will you wear trousers twice as long?
Well, I don't care if I'm pretty at all.
And I don't care if you never get tall.
I like what I look like, and you're nice small.
We don't have to change at all.

Hey!
When we grow up, will I be a lady?
Will you be an engineer?
Will I have to wear things like perfume and gloves?
I can still pull the whistle while you steer.
Well, I don't care if I'm pretty at all.
And I don't care if you never get tall.
I like what I look like, and you're nice small.
We don't have to change at all.

When I grow up, I'm gonna be happy and do what I like to do,
Like making noise and making faces and making friends like you.
And when we grow up, do you think we'll see
That I'm still like you and you're still like me?
I might be pretty; you might grow tall.
But we don't have to change at all.

I don't want to change, see, 'cause I still want to be your friend,
Forever and ever and ever and ever and ever.

Friday, March 23, 2012

CINE20 - 49^ PUNTATA


Il John Carter di Andrew Stanton vale un viaggio fino a Marte? Ed il reboot di Ghost Rider ad opera di Neveldine & Taylor (Crank) ci convincerà a dare fiducia ad un personaggio già abbondantemente stuprato al cinema? Se neanche le avventure di Edgar Allan Poe in The Raven vi convincono ad andare al cinema, potreste sempre recarvi nel vostro negozio di fiducia e fare un pensierino su This Must Be The Place o The Beast Stalker. On line qui, amici miei.

Thursday, March 22, 2012

CINEQUIZ - ST.03 - EP.23 "Things you must be sure of"


Siamo al secondo frame:


Soluzione: THE WEATHER MAN
Vincitore: PickPocket

Classifica:
Jived - pt. 17
Tob - pt. 7
frenzmag - pt. 4
Beld - pt. 3
Chimy - pt. 3
Falketta - pt. 3
Killo - pt. 3
Nick - pt. 3
Para - pt. 3
Hawke - pt. 2
PickPocket - pt. 2

Terzo frame, per la cronaca:


Wednesday, March 21, 2012

Uomini. Eroi. Guerrieri.

Quello di Gavin O' Connor è un film di uomini che si improvvisano eroi. Non sono santi ma nel loro piccolo cercano di fare quel che è giusto, vogliono pagare per i loro peccati rimettendo ordine nelle loro esistenze. Ma questi uomini sono diventati gioco forza anche guerrieri perché, se la vita ti prende a pugni in faccia, il minimo che puoi fare e rispondere picchiando ancora più forte. Quello di O' Connor è un film dove il riscatto personale è solo una minima parte di ciò che si cerca fuori e dentro al ring: quello per cui si combatte ha radici profonde, aggrappate ad un passato doloroso che ha lasciato ferite che non si rimargino con il tempo, le si può solo coprire con altre ferite, zigomi sanguinanti, articolazioni slogate, occhi socchiusi dai lividi. Quello di O' Connor è un film con un gran senso della misura, anche se il percorso narrativo che porta i due fratelli a ritrovarsi può sembrare forzato, anche se ci si concede qualche sbavatura sopratutto nell' utilizzo un po' furbo della colonna sonora. Ma è poca cosa davvero in confronto alla solidità con la quale si racconta una storia come quella della famiglia Conlon, distrutta da un padre violento ed alcolizzato. Sono necessarie davvero poche parole per capire cosa ha formato i due fratelli e cosa ha reso un padre odiato ed abbandonato, lasciato solo con Dio a fare i conti con il rimorso. Il resto lo fanno i corpi, i volti. E quando puoi contare su attori come Tom Hardy ed un ritrovato Nick Nolte, ti serve davvero poco altro.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Tuesday, March 20, 2012

GROWN UPS FUCKED UP

"Giovane adulta", come il target al quale è rivolta la fallimentare serie di romanzi della quale è ghostwriter, trentasettenne, divorziata, forse alcolizzata, decide di dare una svolta alla sua vita tornando nella città natale per riconquistare la sua vecchia fiamma ai tempi del liceo divenuto ormai marito e padre di famiglia. Giunto al suo quarto lungometraggio, non si può più parlare di conferma per Jason Reitman ma è più corretto definirlo una certezza, soprattutto se si pensa a come ha saputo scegliere i progetti nei quali impegnarsi e al modo in cui è riuscito, in ognuno di essi, a tracciare i lineamenti di un' America e della sua società sempre molto contraddittoria. In Young Adult, affiancato alla sceneggiatura da Diablo Cody (per la seconda volta dopo Juno), Reitman ribalta il mito della piccola cittadina di provincia come buco nero di sogni e aspirazioni facendola diventare il teatro di una disperata ricerca della felicità per la protagonista Mavis Gary (una strepitosa Charlize Theron) , decisa non soltanto a riacciuffare un passato dal quale non riesce a separarsi, ma a riesumarlo insieme ad un' ampia gamma di sentimenti e ricordi più o meno dolorosi. Quello di Mavis è un personaggio all' apparenza determinato, risoluto ma che si rivela invece quanto mai fragile, disturbato, autodistruttivo, alla disperata ricerca di aiuto (esemplare l' improvvisa e quasi distratta confessione fatta ai genitori sui suoi probabili problemi di alcolismo). E alla fine quella preziosa felicità tanto agognata la si può trovare anche nell' egoistica convinzione di essere migliore degli altri anche se nel profondo ci si sente come una musicassetta analogica nell' era digitale.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Sunday, March 18, 2012

Lyric of the Week + Video / GRAHAM COXON - WHAT IT' LL TAKE



What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?

I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me

What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?

I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me, oh

What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?
What'll it take to make you people dance?

I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
I don't know, I don't know, I don't really know what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what's wrong with me
What's wrong with me, what, what, what, what's

Friday, March 16, 2012

CINE20 - 48^ PUNTATA


Viene un po' di tristezza se si pensa alle uscite in sala di questa settimana per cui vi tiriamo un po' su con le rece di Young Adult, Accident e Warrior, questi ultimi due recuperati grazie alle recenti uscite in home video. A tal proposito si segnala, oltre a Worrior, anche Real Steel. On line qui.