Wednesday, January 10, 2007

Tempo di elezioni

L'origine storica delle Triadi cinesi risale a quasi 350 anni fa. L'organizzazione nacque come forma di resistenza all' impero Manciù. Oggigiorno ad Hong Kong esistono più di 20 Triadi che si spartiscono il territorio e i proventi di tutte le attività illecite: droga, prostituzione, estorsioni, gioco d'azzardo ecc. Avendo alle spalle una così lunga storia, queste organizzazioni si fondano su precise regole e sul rigido rispetto delle tradizioni. Nella Triade Wo Sing per l'elezione del nuovo presidente, gli anziani si riuniscono ed eleggono a maggioranza uno dei candidati. Al vincitore viene consegnato un antico bastone scolpito a forma di drago. Questo "bastone del comando" è il simbolo che conferma il passaggio dei poteri al nuovo presidente. Le nuove elezioni vedono contendersi il posto da presidente tra Lok, fondamentalmente uomo d'affari con il massimo rispeto per le tradizioni, e Big D, violenta testa calda. Il tentativo di Big D di corrompere parte degli anziani con generose mazzette, non viene visto di buon occhio e pertanto la presidenza viene affidata a Lok. Big D non è per niente intenzionato ad accettare questa decisione e decide di impossessarsi del bastone del comando prima che questo venga affidato a Lok. Come ulteriore gesto di sfida verso la Wo Sing, afferma di volersi separare dalla Triade per formare una "Nuova Wo Sing". I poliziotti certi del fatto che sia impossibile debellare le Triadi, cercano in qualche modo di mediare per evitare che la situazione degeneri. Ma gli anziani sono unanimi nell'affermare che, se Big D proseguirà nelle sue azioni, la guerra sarà inevitabile. Per ogni film di Johnnie To che vedo mi convinco sempre più della grandezza di questo regista alle prese questa volta, dopo PTU e Breaking News, con una storia incentrata sul mondo delle Triadi ed in particolare, in un momento molto delicato come le elezioni del nuovo presidente. Lo fa affidandosi ad un cast di attori consolidato presenti anche nei suoi film precedenti (tra cui l'ormai mitico Lam Suet nel ruolo di Big Head) e ad uno script che limita drasticamente l'azione, concentrandosi sopratutto sui dialoghi. Non che azione non ce ne sia, semplicemente è limitata in precisi momenti ed esplode con violenza repentina ed inaspettata. Inedito in Italia, pare che sarà pubblicato per l'etichetta Dolmen nel corso del 2007. Speriamo che tra loro e la Ripley Home Video, la filmografia di To venga finalmente importata. E' un vero peccato che film di questo livello ancora fatichino a sbarcare nella nostra Bella Penisola.

Tuesday, January 09, 2007

A life in vain

Perfettamente conscio della mia assoluta ingnoranza in materia "Charles Bukowski", mi sono avvicinato al nuovo film di Bret Hamer, ispirato al romanzo omonimo dello scrittore americano, spinto unicamente dalla curiosità generata dalle critiche positive ricevute dalla pellicola, sia al Festival di Cannes (dove tra l'altro è stato presentato) che in vari siti di cinema specializzati. Factotum racconta, non proprio la vita ma più che altro uno spaccato, dell'esistenza di Henry "Hank" Chinaski. Sarebbe inutile raccontare una vita che, come una locomotiva su un binario circolare, tocca continuamente le medesime tappe senza arrivare mai da nessuna parte. Henry conduce una vita assolutamente irregolare, facendo ogni tipo di lavoro, incapace di tenersene uno stretto per poco più che pochi giorni o il tanto che basta per ricevere un mmisero assegno che brucierà in un attimo tra alcol e scommesse. Anche le donne che frequente e le relazioni che con loro intrattiene rispecchiano perfettamente il suo stile di vita irregolare. Ma Henry scrive, quando è solo con se stesso oppure tra una sbornia è la seguente. Butta giù i sui pensieri, le sue esperienze, un pò dove capita, sia su vecchi fogli gialli che su un piccolo block notes. Scrive perchè è così che riesce ad esprimersi, scrive perchè nella sua vita quella è l'unica valvola di sfogo. Ma scrive sopratutto nella speranza che tutti quei racconti personali che spedisce settimanalmente ad un' importante rivista, prima o poi vengano notati, letti e forse pubblicati. Questo è quello a cui si assiste per tutta la durata del film. Non c'è una trama precisa, un inizio ed una fine, ma un susseguirsi di momenti di vita, un vagare circolatorio, dolorosamente ripetitivo tra un lavoro, un bar, un letto, un nuovo lavoro e il bar seguente, intervallato dai momenti in cui un foglio ed una penna sono tutto ciò che serve. Il personaggio di Henry è interpretato da uno spettacolare Matt Dillon, perfetto nel suo "trascinarsi" trasandato, gli occhi sempre bassi e il viso arrossato. Ammetto che, a fine visione, mi sono precipitato a leggere una breve biografia di Bukowski se non altro per farmi un'idea sommaria dell'uomo dietro il racconto. Inutile dire che Factotum e le altre opere dello scrittore che hanno ispirato il film, sono assolutamente a carattere autobiografico e che Chinaski rappresenti lo stesso Bukowski. Quello che mi riprometto di fare nei prossimi mesi è di recuperare in libreria, qualcosa di questo autore e magari riguardare il film successivamente. Sono sicuro che ci sia molto di più in questo film di quello che sono in grado di cogliere adesso.

Monday, January 08, 2007

KANSAS CITY SHUFFLE

In una scena del film, Mr. Good Kat (interpretato da un'ispiratissimo Bruce Willis) spiega ad uno sventurato giovine, il significato della Mossa Kansas City. In queste tre parole, in questo concetto è riassunto il cuore della nuova pellicola di Paul McGuigan, Slevin Patto Criminale (Lucky Number Slevin il titolo originale). In pratica: guardare a sinistra e muoversi a destra. Una "finta" direte voi. Ed effettivamente è di questo che si tratta. Una finta su larga scala, perfettamente studiata e meticolosamente rappresentata nel film grazia ad una scrittura accurata e senza intoppi. Infatti alla confusione iniziale che potrebbe cogliervi guardando il film, seguirà una piacevole soddisfazione nel vedere tutti i pezzi andare al loro posto e la consapevolezza di essere stati vittima della famosa "Mossa" di poco sopra. Volendo riassumere brevemente la trama (espediente essenziale per non rovinare al visione a chi non ha ancora avuto modo di vederlo), abbiamo il giovane Slevin che, dopo essere stato sfrattato ed aver scoperto che la sua ragazza lo tradisce, decide di trasferisi per qualche tempo a New York dal suo amico Nick. Il suo soggiorno nella Grande Mela comincia nel peggiore dei modi visto che viene rapinato e il suo amico Nick sembra scomparso. Come se non bastasse due potenti malavitosi, Il Boss (Morgan Freeman) e Il Rabbino (Sir Ben Kingsley), credendolo Nick pretendono da lui il pagamento di due pesanti debiti. Insomma, come lo stesso Slevin si definirà: l'uomo sbagliato al momento sbagliatissimo. Onde evitare di incappare in qualche pesante "spoiler" mi fermo qui. Tra i primi titoli arrivati in Italia ad apertura della nuova stagione cinematografica 06/07 (ed anche il primo che ho visto) il film di McGuigan si distingue positivamente dalla massa di ciarpame cinematografico che siamo costretti a sorbirci tra agosto e settembre, in quanto brillante mix tra noir e black commedy riconducibile allo stile del primo Guy Ritchie, piuttosto che a Tarantino. Il film trova il suoi punti di forza, in una sceneggiatura articolata e priva di buchi, in una regia che si sposa perfettamente con questo genere di pellicola e nelle splendide interpretazioni del cast che, oltre alle magnifiche interpretazioni dei già citati Willis, Freeman e Kingsley, ci regala una "frizzante" Lucy Liu e un Josh Hartnett in parte come mai prima d'ora nella sua carriera.

Sunday, January 07, 2007

Ma qualcuno si ricorda di: CAPITAN POWER E I COMBATTENTI DEL FUTURO

Ispirato da quanto scritto nel Blog Ottuso il 12/12/06 e dal bel sito linkato nel medesimo post, ho deciso di aprire questa nuova rubrica che è anche la prima del 2007. In questo spazio troveranno posto tutte quelle cose (cartoni animati, giocattoli e chissà cos'altro ^___^) che in qualche modo sono legate alla mia infanzia, cose a cui ero affezionato, cose che portano a galla bei ricordi e magari anche quelli più bruttini, cose che sono scomparse ormai da anni. Ma sopratutto mi piacerebbe sapere se tra i lettori di WELTALL'S WOR(L)D, qualcuno ha memoria delle cose che mano a mano posterò. Bando alle ciance e buona lettura:

Tra il 1987 e i
l 1989 andò in onda su Odeon TV, un telefilm americano dal titolo: CAPITAN POWER E I COMBATTENTI DEL FUTURO. Come si può dedurre dal titolo, le serie composta da 22 episodi, era ambientata in un ipotetico futuro nel quale la nostra Terra era devastata da una guerra tra macchine e umani (ricorda un po' Terminator, no?). Inutile dire che gli umani hanno la peggio e le macchine, guidate da Lord Dred dalla sua fortezza Volcania, avrebbero già conquistato il pianeta e convertito l'umanità in un ibrido uomo/androide se non fosse per la Resistenza guidata dal Capitan Power(il primo in alto a sinistra nella foto) e dal suo gruppo così costituito: Tank (il secondo in alto a sinistra) con la sua armatura corazzata e il cannone-fine-di-mondo, Scout (il primo a sinistra nella fila centrale) la cui armatura aveva capacità mimetiche e di camuffamento, Hawk (il mio preferito, a destra nella fila centrale) l'unico del gruppo un grado di volare e infine Pilota (indovinate chi è) unica donna del gruppo e capace di guidare qualsiasi cosa. Anche Lord Dred poteva contare su validi aiutanti tra cui gli Armati (un esercito di androidi che venivano distrutti a centinaia in ogni episodio), Soaron androide dalla spiccata capacità per il volo e la distruzione di massa (ricordo che mi faceva un po' paura quando ero piccolo) e Blastarr il corrispondente di Soaron per la terra ma molto più stupido. Quello che mi stupisce, ripensando oggi a questo telefilm, è il fatto che per essere un serie che puntava ad un target d'età piuttosto basso, presentava tematiche particolarmente "adulte" e forse, proprio per questo mi è rimasta radicata nella memoria. Che peccato pensare che l'unico telefilm "live-action" che possono vedere i ragazzini da 10 anni a questa parte sia Power Ranger (ugh!!!). Capitan Power è stato anche uno delle prime serie tv ad unire attori in carne e ossa con personaggi realizzati interamente al computer (Soaron e Blastarr), che a rivederlo oggi fa sorridere con una punta di nostalgia. Da quel che ho potuto leggere in diversi siti, sono state prodotte unicamente due stagioni ma sinceramente non ricordo se la seconda sia mai stata trasmessa. I motivi sulla sua sospensione sono principalmente due: il primo era dovuto agli effetti di luce usati nella serie che, a quanto pare, generavano crisi epilettiche. Il secondo invece, era dovuto alle scarse vendite del merchandising ufficiale. Eh si perchè, come ogni buon prodotto televisivo destinato ai ragazzi, esisteva la sua bella linea di giocattoli di cui io ero un acceso sostenitore. A differenza di alcuni miei compagni di classe che avevano perfino l'astronave di Power, io mi accontentavo di possedere gelosamente Hawk, Blastarr e Lord Dred ed è proprio su quest'ultimo che ho un ricordo particolare: quando andavo alle elementari facevo orario continuato. Dopo le lezioni mattutine, pranzavamo nella mensa della scuola, ci lasciavano circa due ore di svago in cortile e poi tornavamo in classe con l'insegnante del doposcuola per fare i compiti. Nell'88 il nostro gioco della lunga ricreazione pomeridiana, era proprio Capitan Power (se avete letto tutto sin qui è inutile che vi dica chi facevo io, giusto?). Un pomeriggio di giugno dello stesso anno mi fu impossibile giocare in quanto, ad ogni passo che facevo, una fitta lancinante mi faceva piegare in due dal dolore. Chi se l'aspettava che da li a poche ore sarei stato sotto i ferri per quello che doveva essere un attacco di appendicite e invece si rivelò una peritonite acuta. In uno dei quindici giorni di convalescenza che seguirono passò a trovarmi, durante l'orario di visita, la mia maestra che miportò una cartella con dei disegni fatti per me dai miei compagni di classe e l'action figure di Lord Dred. Adesso, sono sicuro che sia andata la mia maestra a comprarlo e a sceglierlo su consiglio di chi mi conosceva...anche perchè se così non fosse i miei compagnetti erano dei veri bastardi: IO VOLEVO CAPITAN POWER!!!

P.S.: se qualcuno fosse interessato a sapere qualcosa di più sulla serie ecco un sito interessante:
http://www.captainpower.com/
Se invece qualcuno fosse interessato a recuperarne i vecchi giocattoli anni '80, può trovare qualcosa qui:
http://www.tons-of-toys.com/tonnellatedigiocattoli.php?codice=79

P.P.S.: attendo vostri commenti (anche solo insulti) per sapere se avete interesse nella rubrica o se vi ho ammorbati a morte con i miei pensieri.

Friday, January 05, 2007

L'innocenza della vita senz'anima

Anno 2032. Sono passati anni da quando il corpo fisico del Maggiore Kusanagi venne distrutto e la sua essenza, il suo spirito, la sua anima sono dispersi nella Rete. Batou, suo amico e collega nell'unità anti-terroristica Sezione 9, non sa darsi pace e vive nella speranza di poterla ritrovare. Insieme al suo partner Togusa, vengono incaricati di indagare su un nuovo caso: un gruppo di androidi denominati Genoidi (robot dalle sembianze femminili costruiti per la soddisfazione sessuale dei clienti) si sono resi responsabili dell'omicidio dei loro proprietari. Le loro indagini li porterà a scoprire la verità celata sulla creazione degli androidi stessi. A distanza di nove anni, esce il seguito del film che rappresenta a tutt'oggi, insieme ad Akira di Otomo, un capolavoro dell'animazione giapponese, un cult assoluto tra i film di fantascienza e manifesto della cultura cyber punk: Ghost in the Shell 2 Innocence (diventato in Italia "L'attacco dei cyborg...mah!). Se già nel 1995 il primo Ghost in the Shell vantava un livello tecnico delle animazioni che a tutt'oggi lascia a bocca aperta, Innocence ha permesso al regista Mamoru Oshii, avvalendosi ancora una volta dello Studio Production I.G., un nuovoo stupefacente risultato. Per un'ora e mezza di visione, si assiste a quelle che possono essere tranquillamente considerate il top delle animazioni: Disegni bidimensionali si sposano alla perfezione con elementi 3D, animazioni perfette che si muovono su fondali così ricchi di particolari e colori che da soli meriterebbero la visione del film. Liberamente tratto dal famoso manga di Masamune Shirow, Innocence prosegue nelle riflessione sulla inpercettibile separazione tra vita reale e artificiale, tra corpo e macchina, tra realtà virtuale e fisica. Attraverso i pensieri dei suoi personaggi Mamoru Oshii, ci mostra un probabile futuro dove le linee di demarcazione tra organismi costruiti dall'uomo e l'uomo stesso non saranno poi così evidenti. E' solo lo spirito ( o anima) che ci distingue dalle macchine? E se l'uomo in effetti è una "macchina" perfetta( o meglio, l'esempio perfetto del moto perpetuo, come dirà Batou durante il film), cosa lo distinguerebbe da una vita artificiale se l'anima stessa fosse riproducibile? Dotato del perfetto ritmo tra azione e dialoghi, mi sento tranquillamente di affermare di trovarmi di fronte a quanto di meglio l'animazione giapponese ha da offrire (escludendo le opere del maestro Miyazaki si intende), ma come sempre accade in questi casi, arrivato in Italia con quasi due anni di ritardo e distribuito nelle sale come peggio non si poteva. Pertanto se siete amanti degli anime ma sopratutto del buon cinema, dovete assolutamente recuperarlo in dvd.

Thursday, January 04, 2007

C'era una volta...Terry Gilliam

Will e Jake Grimm sono due fratelli che per campare vanno a caccia di streghe. Dietro adeguato compenso si impegnano per liberare gli sfortunati villaggi che si trovano a visitare, da queste sgradite e pericolose presenze che li infestano. Almeno questo è quello che, i due furbi fratelli, riescono a far credere alle povere vittime dei loro raggiri. In realtà, Will e Jake scelgono con cura quei villagi dove gli abitanti ritengono storie e leggende, tramandate da anni, come vere. Una volta assunti e stabilito il loro onorario, si recano con un testimone del villaggio nel luogo infestato, per sviare ogni sospetto. Qui attraverso una elaborata messa in scena con attori funi e carrucole, l'ignaro villano, assiste all'eliminazione della finta strega. La pacchia per i due fratelli finisce quando vengono incastrati dall'esercito francese che li condanna istantaneamente a morte. L'unico modo per avere salva la vita è recarsi in un piccolo villaggio dove delle bambine sono scomparse e smascherare i colpevoli che l'esercito francese ritiene essere degli impostori come loro. Una volta sul posto si troverano faccia a faccia con una vera foresta incantata, un vero lupo mannaro e una vera strega alla ricerca della bellezza e della giovinezza eterna. Era dal 1998, dopo il suo allucinato Paura e Delirio a Las Vegas, che si attendeva il ritorno nelle sale cinematografiche del visionario regista di Brazil e L'Esercito delle Dodici Scimmie, Terry Gilliam. A conti fatti, visto il risultato, avremmo preferito aspettare ancora qualche annetto e gustarci magari un prodotto all'altezza del nome del regista. Questo "I Fratelli Grimm e L'Incantevole Strega" è un prodotto assolutamente trascurabile che si basa su un'idea di partenza originale (il film racconta delle esperienze che hanno dato l'ispirazione ai fratelli Grimm per scrivere le famose favole che tutti conosciamo), sviluppata però in maniera scialba e anonima dove raramente si possono cogliere sprazzi della genialità di Gilliam. Tra l'altro, pur potendo contare su di un budget piuttosto rilevante, la pellicola mette in mostra alcuni degli effetti speciali peggiori degli ultimi anni, critica che invece non si può muovere verso le splendide scenografie. Insipide le prove attoriali anche se mi sento di segnalare che, nella versione italiana, Monica Bellucci non doppia se stessa, una gran bella cosa che speriamo si ripeta. Se siete fan sfegatati del regista può anche darsi che il film vi piaccia, altrimenti guardate qualcos'altro.

Wednesday, January 03, 2007

A life in Blues

Un bambino suona solitario la sua armonica all'angolo di una strada. Meglio stare li che assistere alla madre che adesca il primo uomo che le si avvicina. Il nome del bambino e Chuji. Non sappiamo niente di suo padre se non quello che le immagini ci lasciano intendere: Chuji sembra legato ad un uomo di colore che vive come un barbone, tra le scatole di cartone in mezzo alla strada. Forse è proprio da quell'uomo che viene la carnagione scura di Chuji ma anche quell'anima blues che sa tirar fuori quando suona la sua armonica. il tempo passa e ritroviamo Chuji adulto che lavora di notte in un locale dove si fa musica dal vivo e per arrotondare lo stipendio, spaccia droga per una gang yakuza. Una notte nel vicolo dietro il locale in cui lavora, salva la vita a Kenji giovane yakuza molto ambizioso. Tra i due nasce subito una forte amicizia, un legame che per Kenji è qualcosa di più ma che preferisce tenere nascosto. Le vite dei due giovani, pur incrociandosi sporadicamente, prendono due strade differenti: Kenji decide di prendere il controllo del suo clan, alleandosi con una gang rivale e sfruttando, nonostante la sua omosessualità, la relazione clandestina con la donna del suo boss. Chuji si innamora di Tokiko, una ragazza conosciuta al locale e va a vivere con lei. Quando la ragazza rimane in cinta e il talento naturale di Chuji per l'armonica viene notato da un produttore discografico, il giovane decide di chiudere definitivamente con lo spaccio di droga. Il piano di Kenji sembra andare in porto senza problemi, così come la vita di Chuji sembra finalmente sistemarsi. Sfortunatamente il destino ha scritto per i due giovani un finale differente. Stupefacente. Per quanti film di Miike abbia visto fin'ora, l'eclettico regista giapponese riesce ancora a sorprendermi. Miike racconta per immagini una storia di amicizia, tradimento, amore celato e non corrisposto ma soprattutto, e con estema sensibilità, la tragicità di due giovani vite che si aggrappano alla speranza di veder realizzare le loro esistenze il cui destino è ineluttabilmente segnato. La macchina da presa di Miike è padrona della situazione e rimangono bene impresse nella memoria la sequenza iniziale e l'emozionante finale. Il film, datato 1998, è uscito non a caso lo stesso anno di The Bird People in Chine e Young Thugs: Nostalgia. Queste pellicole, insiema a Blues Harp, sono la conferma di un Miike autore completo e rappresentano le opere più belle e personali del regista. Da vedere assolutamente.

Tuesday, January 02, 2007

Lyric of the Week / U2 - NEW YEAR'S DAY

Yeah...

All is quiet on New Year's Day
A world in white gets underway
I want to be with you
Be with you night and day
Nothing changes on New Year's Day
On New Year's Day

I will be with you again
I will be with you again

Under a blood red sky
A crowd has gathered in black and white
Arms entwined, the chosen few
The newspapers says, says
Say it's true it's true...
And we can break through
Though torn in two
We can be one

I...I will begin again
I...I will begin again

Oh...
Maybe the time is right
Oh...maybe tonight...

I will be with you again
I will be with you again

And so we're told this is the golden age
And gold is the reason for the wars we wage
Though I want to be with you
Be with you night and day
Nothing changes On New Year's Day
On New Year's Day

Monday, January 01, 2007

The last good day of the year...and the first of course - Capodanno 2006

Il primo post dell'anno non poteva che essere dedicato al reportage fotografico dell'ultima notte del 2006 e al primo giorno del 2007. Il tutto si potrebbe riassumere con l'espressione "pochi ma buoni", visto che c'eravamo IO, Rosuen, Nick e Deiv. Cena, Auguri, Brindisi, Petardi come se Piovesse...cos'altro serve l'ultimo dell'anno?!? A parte gli scherzi sono stato davvero bene ed è sempre così quando sei con la persone giuste. Via con le foto:

"Il cielo serale dell'ultimo dell'anno...bello bello e bello"

"Rosuen all'opera"

"I salmoni sono in grado di risalire la corrente...ma poi sempre qua finiscono"

"Nick & Deiv con il loro terzo fratello in basso a destra: John Legno"

"Io che guardo il forno"

"Il forno che mi guarda"

"Il 2007 è arrivato e mentre ci facciamo gli auguri, il buon Deiv mette in evidenza il suo lato teppista"

"Bottiglia commemorativa 2006/2007"

"Nick! Ma che fai con quella bottiglia! Porcellone..."

"Che fiacco questo bengala"

"Gli ultimi fuochi..."

"...e quel che ne resta"

"Il primo pasto dell'anno"

"Rosuen in versione Babba Natale"

Sunday, December 31, 2006

FINE ANNO 2006 - E' TEMPO DI BILANCI!!!

Ancora una manciata di ore e ci lascieremo il 2006 alle spalle. Largo al nuovo anno quindi, ma prima volevo approfittare dello spazio a mia disposizione su WELTALL'S WOR(L)D, per fare un piccolo riassunto delle cose migliori e peggiori di questi ultimi 12 mesi. Dopo attenta riflessione ho deciso di fare due elenchi con dieci voci ciascuno, uno per le cose positive (+) e uno per quelle negative (-), semplificando notevolmente il raggiungimento dello scopo finale. Quelli che seguiranno sono un estratto assolutamente personale e materiale di quest'ultimo anno ormai agli sgoccioli:

Cominciamo con i (+)

1) Rosuen
2) Il disco di Thom Yorke, The Eraser
3) WELTALL'S WORLD ^____^
4) Il Day 4 di 24
5) Aver conosciuto V-Chan
6) Le amicizie giapponesi (N-chan e S-kun su tutte!!!)
7) Le cene giapponesi (ho mangiato un okonomiyaki!!!)
8) Miami Vice di Michael Mann
9) Delle vacanze estive veramente intense
10) L'aver letto il libro di Takeshi Kitano, Asakusa Kid


Concludiamo con i (-)

1) Mi si è rotto il computer di casa (costo di riparazione €. 120,00)
2) Mi si è rotto il computer dell'ufficio (perso dati e comprato nuovo)
3) Mi si è rotta l'autoradio (non l'ho ancora ricomprata T___T)
4) La delusione per l'ultimo disco dei Muse, Black Holes & Revelations
5) Il mancato lancio europeo dell PS3
6) L'oscar come miglior film a Crash di Paul Haggis
7) Vacanze estive troooooooppo corte
8) Tutta la tv
9) Calciopoli, vallettopoli e schifezze simili
10) Il parroco sardo che ha bruciato in piazza una copia de Il Codice Da Vinci di Dan Brown, in segno di protesta...complimenti!!! A quando un bel rogo per i fedeli che l'hanno letto?

Ecco fatto! Non mi resta che invitarvi, se ne avete voglia, a lasciare un commento indicanto i vostri + e i vostri - e augurarvi un FELICE ANNO NUOVO!!!

Saturday, December 30, 2006

"Only a beast can smell the tracks of its own kind"

Pang, come molti bambini cambogiani, è cresciuto nutrendosi a stento nelle discariche insieme ai cani randagi e, combattendo per soldi contro altri come lui, togliendo la vita per regalarasi un altro giorno di sopravvivenza è diventato a sua volta un cane randagio. Ora è cresciuto ma le cose non sono cambiate: Pang uccide ancora per sopravvivere come assassino a pagamento. Il poliziotto Wai gli da la caccia ma è difficile e pericoloso braccare una belva feroce. Nella sua fuga, Pang uccide molti innocenti tra i quali l'amico e collega di Wai, Fat Lam. Divorato dal rancore verso il padre e dal desiderio di dimostrare di essere un ottimo poliziotto, sarà inevitabile per Wai, diventare una bestia lui stesso per catturare la sua preda. Diventato in patria un piccolo cult per l'esplicitazione della violenza che raramente è possibile trovare nel cinema di Hong Kong (basti pensare ai 13 minuti epurati dalla versione cinese di Ichi The Killer), il film di Poi Cheung si basa sul confronto (poco originale a dir la verità) tra i due personaggi principali, espediente sempre valido e riuscito come in Infernal Affairs, in Dead or Alive di Miike o in Heat di Mann. Segnati dagli eventi della loro vita, con alle spalle differenti background, entrambi conosceranno i lati nascosti della natura umana: mentre Pang, grazie al fortuito incontro con una giovane profuga, scoprirà un lato umano che probabilmente neanche sapeva di avere, Wai sarà disposto a diventare il più feroce degli animali pur di raggiungere il suo scopo. La regia, sempre molto dinamica, ci regala un paio di sequenze veramente degne di nota e accompagnata dal ritmo sostenuto e le buone interpretazioni degli attori principali (c'è anche una piccola parte dell'attore feticcio di Johnny To, Lam Suet) la visione del film risulta veramente piacevole. Per quanto concerne il discorso ""violenza", la pellicola non mi è sembrata particolarmente forte come il battage pubblicitario voleva far credere ma forse per gli standard di Hong Kong questo è già tanto. Assolutamente consigliato.

Friday, December 29, 2006

L' IMPRINT del Maestro

Da qualche settimana sono disponibili nelle videoteche italiane, le versioni a noleggio dei primi due episodi della serie Masters of Horror. Per chi non lo sapesse, trattasi di una serie tv composta da tredici mediometraggi horror la cui regia è stata affidata ai migliori registi del genere, tra i quali Dario Argento, Joe Dante, John Carpenter e Tobe Hopper. Senza nulla togliere a questi illustri signori, la mia attenzione è stata subito catturata dal regista nominato per il tredicesimo ed ultimo episodio, quello censurato in America, quello che non è stato trasmesso in Tv ma pubblicato direttamente in dvd: stiamo parlando di Takashi Miike. Quella che a prima vista può sembrare una trovata pubblicitaria per mettere in risalto l'opera di un regista che va sempre più affermando il suo talento a livello internazionale, è probabilmente una scelta abbastanza condivisibile trattandosi di un opera dalle scene molto forti e disturbanti. La storia racconta di un uomo americano, Christpher, che si reca in un bordello di un'imprecisata isola giapponese alla ricerca della donna che ama, tale Komomo, alla quale anni prima, aveva promesso di portarla in America per farle vivere la vita che meritava. Con suo grande rammarico non riesce a trovarla e "invitato" a passare la notte nel bordello, si vede costretto a prendere una stanza e una prostituta. La ragazza da lui scelta, dal volto orribilmente sfigurato, ha conosciuto Komomo ma sfortunatamente la ragazza si è tolta la vita tempo addietro, distrutta dalla falsa speranza di rivedere il suo amato Christopher. L'uomo non crede alla storia della prostituta e la costringe a raccontargli tutta la verità. Cominciato l'atroce racconto, sarà difficile per Christopher distinguere la verità dalla menzogna, la realtà dall'incubo. Forse in America, Miike è stato superficialmente etichettato come un regista che usa la violenza, come segno distintivo e firma stilistica. Personalmente non condivido, ma Miike sembra non curarsene e da allo spettatore americano quello che vuole da lui: violenza, sangue e momenti raccapriccianti a vagonate. Gli oltre sessanta minuti di durata sono horror allo stato puro, pregni degli elementi tipici del cinema del regista giapponese, che confonde quando dovrebbe essere rivelatorio proprio come la prostituta che nasconde la verità in ognui suo racconto. Quella che non viene celata è la violenza, non ironicamente attutita come Ichi The Killer e molto più forte che in Audition. Non sono uno che si impressiona facilmente ma, tra torture procurate con spilloni conficcati sotto le unghie o nelle gengive e feti abortiti, la visione raggiunge i limiti del sostenibile. Un' ottima prova per Miike, che gira il film in inglese per una produzione americana, rimanendo fedele al suo inconfondibile stile. Non ho ancora visto i precedenti dodici episodi ma sarà veramente difficile trovare qualcosa di meglio.

Thursday, December 28, 2006

Lyric of the Week / PULP - DISCO 2000

Well we were born within one hour of each other.
Our mothers said we could be sister and brother.
Your name is Deborah, Deborah.
It never suited ya.
Oh they thought that when we grew up,
we'd get married, and never split up.
We never did it, although often I thought of it.

Oh Deborah, do you recall?
Your house was very small,
with wood chip on the wall.
When I came around to call,
you didn't notice me at all.

I said let's all meet up in the year 2000.
Won't it be strange when we're all fully grown.
Be there at 2 o'clock by the fountain down the road.
I never knew that you'd get married.
I would be living down here on my own on
that damp and lonely Thursday years ago.

You were the first girl at school to get breasts.
Martyn said that yours were the best.
The boys all loved you but I was a mess.
I had to watch them trying to get you undressed.
We were friends but that was as far as it went.
I used to walk you home sometimes but it meant,
oh it meant nothing to you,
cos you were so popular.

Deborah do you recall?
Your house was very small,
with woodchip on the wall.
When I came around to call,
you didn't notice me at all.

I said let's all meet up in the year 2000.
Won't it be strange when we're all fully grown.
Be there at 2 o'clock by the fountain down the road.
I never knew that you'd get married.
I would be living down here on my own
on that damp and lonely Thursday years ago.

Oh yeah,
oh yeah.

Ah do you recall?
Your house was very small,
with wood chip on the wall.
When I came around to call,
you didn't notice me at all.

I said let's all meet up in the year 2000.
Won't it be strange when we're all fully grown.
Be there at 2 o'clock by the fountain down the road.
I never knew that you'd get married.
I would be living down here on my own,
on that damp and lonely Thursday years ago.
Oh what are you doing Sunday baby.
Would you like to come and meet me maybe?
You can even bring your baby.
Ohhh ooh ooh. Ooh ooh ooh ooh.
What are you doing Sunday baby.
Would you like to come and meet me maybe?
You can even bring your baby.
Ooh ooh oh. Ooh ooh ooh ooh. Ooh ooh ooh ooh. Oh.

Wednesday, December 27, 2006

THE TASTE OF TEA (CHA NO AJI) - Guttokuru Box Limited Edition - (R2 - JAP)

The Taste of Tea è un film eccezzionale, allegro e profondo al tempo stesso e a cui mi dedicherò al più presto con un adeguato commento. Quello di cui voglio parlare oggi, invece, è lo spettacolare cofanetto uscito in Giappone un paio di anni fa. La copia in mio possesso non mi è costata niente...infatti mi è stata ragalata dai prodi cugini Nick e Deiv per il mio compleanno. Di per se il cofanetto ha un costo piuttosto elevato così come tutti i dvd giapponesi d'importazione. Vedere qui per credere. Come ogni edizione Limited o Collector, la confezione contiene oggettistica "for fans only" che lascierà assolutamente indifferenti i più, ma fara veramente felici i collezionisti o tutti quelli che hanno amato il film.

Contenuti del cofanetto:

1 confezione slipcase con 2 dvd (film e extra)
1 DVD documentario sulla realizzazione del film
4 quaderni con illustrazioni inerenti il film





Tuesday, December 26, 2006

26/12/06 - SANTO STEFANO -

Dopo Natale, Santo Stefano. Dopo Santo Stefano (oggi), si torna a lavoro (domani). Questo non ci ha impedito di fare l'ennesimo pasto trionfale e devastante che tosto mi sono impegnato ad immortalare.
NOTA: tutte le foto sono state fatte in maniera sperimentale senza flash e con l'opzione "priorità d'apertura". Attendo giudizi da mastro Deiv.


"Ennesimo fritto misto di mare con annessa coreografia"

"Famelici divoratori 1"

"Ravioli con sugo ai funghi porcini"

"Famelici divoratori 2"

"Grive...tordi...uccelli insomma"

"Ma che bei commensali"

"Ma che bellini!!!"

25/12/06 - NATALE -

Il giorno di Natale: in teoria dovremo essere tutti più buoni, andare a Messa e riflettere sull'importanza religiosa di questa festa...in teoria!!! Io ho detto un sacco di parolacce, a Messa non ci vado da una vita, ho mangiato come un disperato e credo di aver anche ruttato...be' anche questo è Natale.


"Eccomi col mio nipotino Pociccio. Voi potete chiamarlo Claudio"

"IL GAGHEISCIU"

"Ecco Claudio a pranzo...è tutto suo padre!!!"

"Scusate: un piccolo fritto misto di mare"

"Mia cugina Cla'"

"La mia porzione di pasta al forno...o lasagne, come preferite"

"Scusate nuovamente: maialetto arrosto con contorno di patate, servito su un vassoio di sughero"

"Tavolata 1"

"Tavolata 2"

"Libidine pura di fronte al dolce. Ma si può?"

"Ecco il mio Bro con Silvia che ci ha raggiunto in serata"

24/12/06 - LA VIGILIA -

Eccomi di ritorno! WELTALL'S WOR(L)D riapre i battenti con il resoconto fotografico di questi giorni di festa. Cominciamo subito con la Vigilia di Natale: serata tranquilla, 10 commensali, tutti di famiglia. Ci siamo nutriti in maniera abbondante tra esperimenti culinari e cucina tradizionale:


"Salta fuori il preparato pe tempura e scoppia il panico"

"Mi raccomando: non mescolare molto!!!"

"Ed ecco il risultato.........."

"La tavolata. Al centro si nota l'agnello arrosto"

"Ale & Manu per la prima volta su Weltall's Wor(l)d"

"Manu e il mio Bro"

"Zia Marinella e una nonna Ester contentissima in primo piano"

"A mezzanotte, brindisi d'obbligo.....ma guarda che faccia......"