Sunday, February 23, 2014

Lyrics of the Week + Video / METRONOMY - LOVE LETTERS



Love letters
Love letters
Love letters
Love letters

Love letters, all I see
On every day I read
The bits of yellow paper
Addressed from you to me

And every day it shows
Inside a book of stamps
To tell you what I'm up to
And say just how I feel

You've got me writing
Love letters
I'll always write you
Love letters

You've got me writing
Love letters
I'll always write you
Love letters

From far across the sea
They fly from you to me
But still I get no sleep
Oh, my love, don't be mad

Cause I'll keep on writing
Love letters
I'll keep on writing
Love letters
I'll keep on writing
Love letters
I'll keep on writing
Love letters

Love letters
Love letters

Friday, February 21, 2014

CINE20 - 131^ PUNTATA


Puntata priva di recensioni e consigli home video. Cosa resta?
Ma le news in sala ovviamente, curate con instancabile precisione dal buon Kusa e tra le quali segnaliamo 12 Anni Schiavo e The Lego Movie.
Non sarà tanto da leggere ma è tutto qui.

Tuesday, February 18, 2014

HOME VIDEO su I-FILMSonline - Febbraio 2014


Su I-FILMSonline trovate, sempre curata dal sottoscritto, l' appuntamento con le uscite home video di febbraio introdotte da una valutazione sulla bella Extended Edition di Ardo.
Potete leggere tutto qui.


Sunday, February 16, 2014

Lyrics of the Week + Video / U2 - INVISIBLE



It’s like the room just cleared of smoke
I didn’t even want the heart you broke
It’s yours to keep
You just might need one

I finally found my real name
I won’t be me when you see me again
No, I won’t be my father’s son

I’m more than you know
I’m more than you see here
More than you let me be
I’m more than you know
A body in a soul
You don’t see me but you will
I am not invisible

That's right
I’ll be in the invisible world

I don’t dream, not as such
I don’t even think about you that much
Unless I start to think at all

All those frozen days
And your frozen ways
They melt away your face like snow

I’m more than you know
I’m more than you see here
I’m more than you let me be
I’m more than you know
A body in a soul
You don’t see me but you will
I am not invisible
I am here

I am here

There is no them
There is no them
There’s only us
There’s only us
There is no them
There is no them
There’s only us
There’s only us
There is no them
There is no them
There’s only you
And there’s only me
There is no them

Thursday, February 13, 2014

CINE20 - 130^ PUNTATA


Non deludono i Coen, anzi, e la recensione del loro A Proposito di Davis apre questa centotrentesima puntata di CINE20.
In coppia con il socio Kusa poi, vi illustriamo le poche e deludenti uscite della settimana, tra le quali ci sentiamo di salvare The Monuments Men di George Clooney.
Nulla da segnalare nella sezione home video.
Siamo leggibili qui.

Sunday, February 09, 2014

Lyrics of the Week + Video / UMBERTO TOZZI - GLORIA



Gloria, 
manchi tu nell'aria, 
manchi ad una mano, 
che lavora piano, 
manchi a questa bocca, 
CHE CIBO PIÙ NON TOCCA 
e sempre questa storia 
che lei la chiamo Gloria. 
Gloria, 
sui tuoi fianchi 
la mattina nasce il sole 
entra odio ed esce amore 
dal nome Gloria. 

Gloria, 
manchi tu nell'aria, 
manchi come il sale, 
MANCHI PIÙ DEL SOLE 
sciogli questa neve 
che soffoca il mio petto 
t'aspetto Gloria. 

Gloria, Gloria, 
chiesa di campagna, Gloria, 
acqua nel deserto, Gloria, 
lascio aperto il cuore, Gloria, 
scappa senza far rumore, 
dal lavoro dal tuo letto 
dai gradini di un altare 
ti aspetto Gloria. 

Ah,ah, Gloria, 
per chi attende il giorno 
e invece di dormire, 
con la memoria torna 
a un tuffo nei papaveri, 
in una terra libera 
per chi respira nebbia, 
per chi respira rabbia, 
per me che senza Gloria, 
con te nuda sul divano 
faccio stelle di cartone 
pensando a Gloria. 

Gloria, 
manchi tu nell'aria, 
manchi come il sale, 
MANCHI PIÙ DEL SOLE 
sciogli questa neve 
che soffoca il mio petto 
t'aspetto Gloria. 

Gloria, Gloria, 
chiesa di campagna, Gloria, 
acqua nel deserto, Gloria, 
lascio aperto il cuore, Gloria, 
scappa senza far rumore, 
dal lavoro dal tuo letto 
dai gradini di un altare 
ti aspetto Gloria.

Thursday, February 06, 2014

CINE20 - 129^ PUNTATA


Kusa recensisce per voi Dallas Buyers Club, con un ormai lanciatissimo Matthew McConaughey, e vi illustra, con la mia collaborazione, le uscite della settimana dove il nuovo film dei Coen, A Proposito di Davis, la fa da padrone assoluto.
Nei negozi, lo Studio4K, porta per la prima volta in Italia il Bluray de Il Settimo Sigillo.
Ci trovate nel solito posto, a portata di click.


Monday, February 03, 2014

"There's no nobility in poverty"

I lupi di Wall Street di Scorsese usano i telefoni come artigli e le parole sono zanne che si stringono al collo delle loro prede, piccoli o grandi investitori nel mercato azionario. Il loro capo branco è Jordan Belfort, giovane broker che ha costruito la sua fama e la sua fortuna sulle macerie del lunedì nero dell' ottobre 1987. Tratto dalla biografia dello stesso Belfort, sceneggiata da Terence Winter, The Wolf of Wall Street racconta il degrado e la depravazione di una società nella quale ciò che più conta è arricchirsi, non importa come, non importa sulle spalle di chi. Una lucida visione del mondo dell' alta finanza nella quale si specchia la stessa crisi economica dei nostri tempi, della quale i "lupi" non sono la causa ma la diretta conseguenza. Scorsese sceglie un approccio perlopiù distaccato, non giudica ne giustifica, ma usa il registro della commedia per tracciare la parabola personale di Belfort (Di Caprio in gran forma) che, iniziato alla professione dal broker Mark Hanna (Matthew McConaughey, cinque minuti in scena e per poco non si divora tutto il film), fonda poi la sua società insieme all' amico Donnie Azoff (la sorpresa Jonah Hill) e ad un gruppo di falliti e piccoli criminali, in un susseguirsi di eccessi, trasgressioni, sesso e abuso di droghe, fino all' arresto da parte dell FBI. Anche a costo di sembrare ridondante ed eccessivamente ripetitivo, il regista americano non cambia rotta per quasi tutte e tre le ore di durata del film ma, quella che sembra la mera celebrazione di una vita di eccessi costruita nella piena illegalità e alla luce del sole, diventa il ritratto di una deriva morale che rende affascinanti i personaggi come Belfort, dimostrazione vivente che i soldi risolvono tutto. Non fanno la felicità ma, in una società divorata dal consumismo come la nostra, ti permettono di comprarne degli adeguati surrogati.

Recensione già pubblicata su CINE20.


Sunday, February 02, 2014

Lyrics of the Week + Video / JOY DIVISION - ATMOSPHERE



Walk in silence,
Don't walk away, in silence.
See the danger,
Always danger,
Endless talking,
Life rebuilding,
Don't walk away.

Walk in silence,
Don't turn away, in silence.
Your confusion,
My illusion,
Worn like a mask of self-hate,
Confronts and then dies.
Don't walk away.

People like you find it easy,
Naked to see,
Walking on air.
Hunting by the rivers,
Through the streets,
Every corner abandoned too soon,
Set down with due care.
Don't walk away, in silence,
Don't walk away.

Thursday, January 30, 2014

CINE20 - 128^ PUNTATA


Anche noi ci occupiamo del film di cui, nel bene o nel male, tutti parlano: The Wolf of Wall Street.
Tra le novità che vi segnaliamo con il socio Kusa ci sono Dallas Buyers Club e I Segreti di Osange County. Gli appassionati di anime troveranno invece Dragon Ball Z - La Battaglia degli Dei e, nei negozi, Wolf Children di Mamoru Hosoda.
Siamo online qui, as always.


Tuesday, January 28, 2014

"The truth has no temperature"

Dopo il deludente Prometheus, forse il passo falso più madornale di una carriera che gira intorno al nulla da quasi vent'anni, risulta davvero difficile avvicinarsi al nuovo film di Ridley Scott senza nutrire qualche legittimo dubbio sulla sua validità. Complice forse il nutrito e valido cast (Fassbender, Bardem, Pitt, Cruz e Diaz) ed una sceneggiatura, la prima, firmata da Cormac McCarthy, The Counselor si presenta con un biglietto da visita di tutto rispetto che per un momento ci fa accantonare il ricordo di un involuto e maldestro prequel di Alien. La storia ruota intorno ad un avvocato di fama con qualche grosso problema finanziario, che decide di risolvere entrando in un giro di traffico di stupefacenti provenienti dal cartello Messicano, una scelta dalle prevedibili e drammatiche conseguenze. Si può dire che quasi tutto il film ruoti intorno ai semplici concetti di "scelta" e "conseguenza", tanto che, tutto il microcosmo di ambigui uomini d' affari rappresentato, ne finisce coinvolto in maniera più o meno consapevole, pedine nelle mani di un deus ex machina deciso e spietato. Lo script di McCarthy, come una macchina ben collaudata, non perde un colpo e detta i tempi della narrazione in maniera molto precisa e, anche quando sembra che voglia prendere deviazioni superflue, in realtà definisce, con piccoli dettagli, dei personaggi molto complessi (quello della Diaz su tutti) e il mondo apparentemente dorato in cui si muovono, sullo sfondo di quella frontiera che ha sempre amato raccontare nei suoi romanzi. Ridley Scott dal canto suo svolge adeguatamente il compitino, senza picchi ne cadute con tutto ciò che in bene o in male questo può significare. Diciamo che si trova per le mani dell' oro e non lo butta nel cesso, il che è già un considerevole risultato.

Recensione già pubblicata su CINE20.


Monday, January 27, 2014

IL VALORE DI UN UOMO

La quantità di critiche (e non si includono certe quelle strettamente legate al campo cinematografico) che riceve un film in grado di parlare del nostro disastrato Paese mettendone in luce quegli aspetti che si preferirebbero nascondere come polvere sotto ad un tappeto è direttamente proporzionale alla sua importanza. Il Capitale Umano di Paolo Virzì rientra in questa categoria in quanto riesce a fare un ritratto attuale di un Italia sull'orlo del fallimento attraverso una sceneggiatura che, adattata dal romanzo omonimo di Stephen Amidon, incastra le storie di tre personaggi le cui vicende sono strettamente collegate le une con le altre. Tutto parte da un ciclista investito da un SUV e lasciato moribondo sul ciglio della strada, per passare a raccontare le vicende di Dino e al suo avido desiderio di arricchirsi "facilmente" con i fondi fiduciari per entrare a far parte di un mondo che per estrazione sociale non gli appartiene. C'è poi Carla, che ha rinunciato alla possibilità di diventare un attrice teatrale per la comoda ma vuota vita di moglie di un ricco uomo d' affari, e Serena, figlia di Dino, vero punto di rottura con questo mondo dove tutto è capitalizzato, anche la vita umana. L' intreccio funziona anche se non tutti i capitoli hanno la stessa forza come, ad esempio, quello di Serena che, nonostante funga da raccordo definitivo per sbrogliare gli eventi dietro il ciclista investito, non risulta altrettanto incisivo nel portare al film ulteriori elementi per le riflessioni già imbastite. Stesso discorso per i personaggi, straordinariamente funzionali, anche quelli secondari, mentre alcuni rappresentati in maniera talmente eccessiva da risultare quasi caricaturali. Per il resto Il Capitale Umano rappresenta esattamente quel che vorremo vedere sempre più spesso nel cinema italiano, film  anche imperfetti ma ben diretti e altrettanto recitati, capaci anche di affrontare temi che colpiscono senza remore dove fa male.

Recensione già pubblicata su CINE20.


Sunday, January 26, 2014

Lyrics of the Week + Video / DENTE - INVECE TU



Chi l'avrebbe detto che anche alla mia età ci fosse un po' da ridere 
Non l'avrei mai detto che a metà di un libro si potesse chiudere 
Oggi cosa resta se l'amore non si fa più sulle nuvole? 
Chi non muore si ripete, chi non vuole non si vede più 
Non mi sono rassegnato affatto come invece hai fatto tu 
Chi l'avrebbe messa in giro questa voce, questo cuore debole? 
Che non sapeva neanche camminare ma voleva sempre vincere 
E si mangiava le unghie della vita e le lanciava sulle nuvole 
Chi non muore si ripete, chi non vuole non si vede più 
Non mi sono rassegnato affatto come invece hai fatto tu 
Chi non muore si ripete, chi non vuole non si vede più 
Non mi sono rassegnato affatto come invece hai fatto tu.

Friday, January 24, 2014

CINE20 - 127^ PUNTATA


Questa settimana recensiamo The Counselor e ci chiediamo: Ridley Scott la farà fuori dal vaso anche questa volta?
Nel frattempo il buon Kusa ci presenta le uscite in sala dominata dal nuovo film di Scorsese, The Wolf of Wall Street.
Nei negozi arrivano La Fine del Mondo e Sharknado.
Tutto questo online, per voi, qui.

Sunday, January 19, 2014

Lyrics of the Week + Video / JON SPENCER BLUES EXPLOSION - TALK ABOUT THE BLUES



Is this on?
Wooooooo

That’s right
I’m talking about the blues
I said I feel so good baby, ohh
I’m talking about the blues
Rolling Stone magazine
On the telephone baby

Talk about the blues,
right now, ohh
Look out, yeah, ha ha ha
That’s right ladies and gentlemen, thank you for letting me into your home
I’m gonna do it right now,
I’m gonna talk about the blues, ohh

Rolling Stone magazine, Coming on the phone, baby
Talk about that fashion, Haa!

Uh!

[I use the microphone like the drummer use a tree]

hey, Spin Magazine wanna tell you where you at
But I ain’t getting with that or MTV

Make up your own mind ladies and gentlemen

[That’s bullshit man, you know what I’m talking about]

Do your own thing, Yeah
'Cos that’s a rock and roll blues we did

Rock 'n' roll, yeah
Rock 'n' roll, get real, c'mon
Right now ladies and gentlemen, right now, right now
We’re gonna bring it on down, everybody, do it

Stay with me baby because I got something I want everybody to hear right now ladies and gentlemen

I don’t play no blues
I play rock and roll
that’s right the blues is number one
The blues is number one ladies and gentlemen but there’s something I gotta tell you right now

I do not play no blues, I do not play no blues
I play rock and roll
Get it
I play rock and roll
Yeah, that’s right baby, come on momma
Do it baby
I said I feel so good
I said I feel so good
I said I feel so good baby
I said I feel so motherfucking good
Oh

That’s right, whoo
Oh behalf of myself, Mr. Judah Bauer, Russell Simins and everybody at Rolling Stone magazine I'd like to say

Rock 'n' roll

[I know you had something to do with what happened to my brother]

Thursday, January 16, 2014

CINE20 - 126^ PUNTATA


Il Capitale Umano di Virzì apre la centoventiseiesima puntata di CINE20 mentre le news, curate in coppia con il socio Kusa, ci portano due ritorni interessantissimi, quello di James Gray con C'era Una Volta a New York, e Nebraska di Alexander Payne.
Nella sezione home video, un film poco distribuito nelle sale, Mood Indigo, ed un' altro che al cinema non è neanche arrivato, Outrage Beyond.
Siamo online qui.

Tuesday, January 14, 2014

Visioninbreve : ANTIVIRAL

I figli d' arte non sempre sono una garanzia. Eppure Brandon Cronenberg, figlio dell' immenso David, arriva al suo esordio registico con un film, da lui stesso scritto, che pare evidenziare il fatto che i due non siano legati solo a livello genetico. Antiviral infatti sembra che nasca dal pungiglione fallico di Rabid o dalle escrescenze psicosomatiche di Brood - La Covata Malefica, tanto è evidente il filo conduttore che lega il film di Brandon con quella filmografia del padre che rappresentava, attraverso le mutazioni del corpo, le ansie, le incognite e le paure su ciò che il progresso (in campo, tecnologico, mediatico, farmaceutico) avrebbe portato in futuro. Ed è proprio in un futuro (decisamente) prossimo che è ambientato Antiviral, un futuro dove il desiderio di entrare sempre più intimamente in contatto (a livello anche cannibalico) con i propri idoli dello star system, cinematografico, musicale o mediatico, porta i fan a farsi inoculare, in particolari cliniche, virus e malattie contratti dai loro beniamini. Una riflessione sulla brutta china presa da una società nella quale la ricerca di una propria identità passa attraverso effimeri modelli di riferimento ai quali si cerca in ogni modo di assomigliare. Un film forse non completamente riuscito ma se questo è solo un esordio allora vuol dire che buon sangue non mente. E neanche la (nuova) carne.

Monday, January 13, 2014

HOME VIDEO su I-FILMSonline - Gennaio 2014


E' online da ieri su I-FILMSonline, la nuova rubrica sull' home video curata dal sottoscritto
Oltre ad un elenco e ad una breve descrizione delle uscite di Gennaio, prendiamo anche in esame l' ottimo Bluray di Il Seme della Follia di Carpenter.
Correte a leggerla qui.


Sunday, January 12, 2014

Lyrics of the Week + Video / LORDE - ROYALS


I've never seen a diamond in the flesh
I cut my teeth on wedding rings in the movies
And I'm not proud of my address,
In a torn-up town, no postcode envy

But every song's like gold teeth, grey goose, trippin' in the bathroom
Blood stains, ball gowns, trashin' the hotel room,
We don't care, we're driving Cadillacs in our dreams.
But everybody's like Cristal, Maybach, diamonds on your timepiece.
Jet planes, islands, tigers on a gold leash.
We don't care, we aren't caught up in your love affair.

And we'll never be royals (royals).
It don't run in our blood,
That kind of luxe just ain't for us.
We crave a different kind of buzz.
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I'll rule, I'll rule, I'll rule, I'll rule.
Let me live that fantasy.

My friends and I—we've cracked the code.
We count our dollars on the train to the party.
And everyone who knows us knows that we're fine with this,
We didn't come from money.

But every song's like gold teeth, grey goose, trippin' in the bathroom.
Blood stains, ball gowns, trashin' the hotel room,
We don't care, we're driving Cadillacs in our dreams.
But everybody's like Cristal, Maybach, diamonds on your timepiece.
Jet planes, islands, tigers on a gold leash
We don't care, we aren't caught up in your love affair

And we'll never be royals (royals).
It don't run in our blood
That kind of luxe just ain't for us.
We crave a different kind of buzz.
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I'll rule, I'll rule, I'll rule, I'll rule.
Let me live that fantasy.

Ooh ooh oh
We're bigger than we ever dreamed,
And I'm in love with being queen.
Ooh ooh oh
Life is great without a care
We aren't caught up in your love affair.

And we'll never be royals (royals).
It don't run in our blood
That kind of luxe just ain't for us.
We crave a different kind of buzz
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I'll rule, I'll rule, I'll rule, I'll rule.
Let me live that fantasy.

Friday, January 10, 2014

CINE20 - 125^ PUNTATA


CINE20 entra nel 2014 con una puntatona curata quasi interamente dal socio Kusa: sue le due recensioni di Frozen e American Hustle, sue le news in sala dove si consigliano Disconnect e il nuovo di Virzì, Il Capitale Umano.
Nessuna uscita home video degna di nota ma tutto il resto lo potete leggere qui.


Thursday, January 09, 2014

Visioninbreve: IL VIAGGIO VERSO AGARTHA

Pur non trattandosi di un autore piuttosto prolifico nel lungometraggio, il talento di Makoto Shinkai è davvero fuori discussione, tanto da poter essere considerato una delle firme più interessanti nel panorama dell' animazione giapponese. Nel suo "Il Viaggio Verso Agartha", datato 2011, Makoto Shinkai rielabora il mito di Orfeo ed Euridice in chiave fantasy, raccontando una storia di vita e di morte ma soprattutto spingendo ad una riflessione sull'elaborazione del lutto attraverso i punti di vista diametralmente opposti dei protagonisti. Quello di Shinkai è un cinema "nostalgico" nel senso che le sue opere fanno un forte appello a questo sentimento e Il Viaggio Verso Agartha non fa certo eccezione, anche se a questo giro paga un grosso debito di riconoscenza verso il cinema di Miyazaki dal quale sembra trarre parecchia ispirazione. Niente che comunque possa pregiudicare la riuscita di un opera visivamente straordinaria e tematicamente profondissima.

Wednesday, January 08, 2014

E lo chiamano OLD BOY

Il più delle volte il problema non sta nel remake. Anche se ci si oppone, spesso con grande pregiudizio, alle operazioni di rifacimento di film di una certa importanza soggettiva ed oggettiva, bisognerebbe sempre considerarle come la possibilità di una rilettura in chiave nuova e personale. Il più delle volte il problema sta nel modo in cui viene concepito un remake, spesso camuffato come un progetto che vuole prendere le distanze dal film originale, portato avanti da un nome più o meno altisonante. E qui cadiamo a bomba su Old Boy di Spike Lee. Se nelle intenzioni del regista americano ci fosse stata davvero la convinzione di partire dal manga piuttosto che dal film di Park Chan-wook, sicuramente ci saremo trovati davanti qualcosa di completamente diverso e certamente più personale. La storia si avvia e si muove su binari conosciuti: un uomo, ubriacone e molesto, viene rinchiuso per vent'anni in una stanza nella quale, attraverso la televisione, apprende della morte della moglie, della quale viene accusato, e dell' adozione della figlia ad un' altra famiglia. Uscito dalla sua personale prigione, si metterà alla ricerca e di chi lo ha rinchiuso e del perchè. Da qui si prendono alcune deviazioni che, pur lasciando nel dubbio anche i conoscitori del film coreano, conducono ad un finale dove la componente disturbante che si agita come uno spettro nella materia stessa di cui è fatto Oldboy rimane, a dir la verità, praticamente invariata ma in qualche modo privata della stessa forza d' impatto dell' originale. Però c'è più sangue. Si potrebbe anche dire che il vero apporto di Spike Lee arrivi soprattutto da una rappresentazione esplicita della violenza, che tocca dei momenti da vero e proprio torture porn, senza però che questa diventi cifra stilistica o che assuma una funzione specifica all' interno della narrazione se non quella di regalare qualche forte emozione ad un pubblico sempre più narcolettico. Quel che però risulta inaccettabile ed in qualche modo affonda inesorabilmente questo nuovo Old Boy, è il modo in cui il buon Spike riprende in maniera maldestra alcune delle scene clou del film di Park Chan-wook (il combattimento con il martello nel luogo di prigionia o il flashback nella scuola) rendendole, insieme ad altri piccoli dettagli sparsi qua e la per il film, piccole perle di ridicolo (in)volontario. Ed in virtù di tutto questo si può capire perchè, il più delle volte, il vero problema sta nel CHI i remake li fa.

Recensione già pubblicata su CINE20.

Tuesday, January 07, 2014

TOP TEN FILM - ANNO 2013

Il primo post dell' anno (nonché il 1900°!!!) è quello della classifica con i dieci migliori film (secondo il sottoscritto) del 2013. Enjoy!

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

9.

10.

Per la classifica completa della redazione de I-FILMSonline, dare un' occhiata qui.

Monday, December 23, 2013

"If this is to end in fire, then we will all burn together"

Giunta al secondo capitolo, la nuova trilogia di Peter Jackson mette dei definitivi paletti a tutta l' operazione: se il primo "Un Viaggio Inaspettato" aveva avvicinato tolkeniani cartacei e cinematografici non convincendo pienamente ne gli uni ne gli altri, La Desolazione di Smaug non lascia spazio ad alcun equivoco, configurando Lo Hobbit unicamente come prequel del Signore degli Anelli di Jackson, liberamente ispirato dal famoso romanzo di Tolkien. Questo non significa che il regista neozelandese faccia come gli pare, e seppur gonfiando la storia originale all' inverosimile, la riempie pescando, da vero esperto e probabilmente profondo estimatore, dal complesso universo letterario creato dallo scrittore inglese. Rispetto al primo film però, molto più compatto narrativamente, questo appare in certi frangenti troppo sfilacciato. Le deviazioni dalla storyline principale, volute da Jackson e dal suo collaudato team di sceneggiatori, rimpolpano certamente il background sul quale si fonda la ben famosa Trilogia dell' Anello ma finiscono per indebolire il resto rafforzando invece i dubbi sull' effettiva funzionalità di alcune scene che forse avrebbero trovato la loro giusta collocazione nelle ormai famose edizione estese dei film di Jackson. La lunga parentesi a Pontelungo, ad esempio, che prosegue anche dopo che i nani partono per la Montagna Solitaria, smorza l' epicità del confronto con il drago Smaug, sequenza che avrebbe meritato di essere gustata tutta d'un fiato. Si potrebbero citare anche altri esempi (i pellegrinaggi di Gandalf, in primis) ma in fondo il film ha anche tanti aspetti positivi che in qualche modo pareggiano quel che fa storcere il naso: il già citato Smaug, per esempio, creato con una spettacolare performance capture dell' attore Benedict Cumberbatch (che, nella versione originale, gli da anche la voce), la comparsa di Sauron o l' esaltante sequenza dei barili, calcolata e spettacolare, riprova che il buon Peter non ha perso il suo tocco. Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug risulta quindi un film pienamente sufficiente: fa tutto quel che deve fare anche se si prende un po' troppo tempo per farlo e certamente scremerà notevolmente il pubblico, lasciato con un gigantesco cliffhanger, che attenderà il capitolo conclusivo Racconto di un ritorno.

Recensione già pubblicata su CINE20.


Sunday, December 22, 2013

Lyrics of the Week + Video / JOSEPH GORDON LEVITT & LADY GAGA - BABY IT'S COLD OUTSIDE



I really can't stay - Baby it's cold outside 
I've got to go away - Baby it's cold outside 
This evening has been - Been hoping that you'd drop in 
So very nice - I'll hold your hands, they're just like ice 
My mother will start to worry - Beautiful, what's your hurry 
My father will be pacing the floor - Listen to the fireplace roar 
So really I'd better scurry - Beautiful, please don't hurry 
Well maybe just a half a drink more - Put some music on while I pour 

The neighbors might think - Baby, it's bad out there 
Say, what's in this drink - No cabs to be had out there 
I wish I knew how - Your eyes are like starlight now 
To break this spell - I'll take your hat, your hair looks swell 
I ought to say no, no, no, sir - Mind if I move a little closer 
At least I'm gonna say that I tried - What's the sense in hurting my pride 
I really can't stay - Baby don't hold out 
Ahh, but it's cold outside 

C'mon baby 

I simply must go - Baby, it's cold outside 
The answer is no - Ooh baby, it's cold outside 
This welcome has been - I'm lucky that you dropped in 
So nice and warm -- Look out the window at that storm 
My sister will be suspicious - Man, your lips look so delicious 
My brother will be there at the door - Waves upon a tropical shore 
My maiden aunt's mind is vicious - Gosh your lips look delicious 
Well maybe just a half a drink more - Never such a blizzard before 

I've got to go home - Oh, baby, you'll freeze out there 
Say, lend me your comb - It's up to your knees out there 
You've really been grand - Your eyes are like starlight now 
But don't you see - How can you do this thing to me 
There's bound to be talk tomorrow - Making my life long sorrow 
At least there will be plenty implied - If you caught pneumonia and died 
I really can't stay - Get over that old out 
Ahh, but it's cold outside


Thursday, December 19, 2013

CINE20 - 124^ PUNTATA


Direttamente dalla Desolazione di Smaug arriva la recensione del secondo capitolo de Lo Hobbit che convince quanto basta.
Mentre il mercato home video si ferma per le feste, i weekend natalizi e di fine hanno propongono qualche uscita interessante che trovate nelle news curate da me e da Kusa: tra i titoli da tenere d' occhio ci sono Frozen, Philomena, I Sogni Segreti di Walter Mitty, American Hustle e Capitan Harlock (!!!)
Tutto questo online qui mentre con CINE20 ci si rilegge l'anno prossimo!

Tuesday, December 17, 2013

Visioninbreve : A DIRTY CARNIVAL

Presentato durante il nono Far East Film Festival ed arrivato in home video da noi in tempi recentissimi, A Dirty Carnival di Yoo Ha è un solido gangster movie che ruota introno alla figura di Byung-doo, piccolo malavitoso che si barcamena per aiutare la sua famiglia e il gruppo di sottoposti che per lui sono quasi dei fratelli. Per ottenere il suo scopo è anche disposto a scavalcare il suo attuale boss in favore di un altro. Il regista rappresenta uno svariato insieme di legami (affettivi, familiari ecc.) portati, attraverso l' egoismo e l' opportunismo fino ad un' inevitabile punto di rottura: lealtà e tradimento si inseguono in un circolo vizioso nel quale tutti i personaggi sono intrappolati senza possibilità di uscirne indenni. Ma A Dirty Carnival, in onore al genere che rappresenta, vanta anche parecchia azione violenta come la maxi rissa tra gang rivali nel sotto passaggio: spranghe, bastoni e coltelli sono i pennelli con i quali si dipinge un affresco di sangue e fango che lascia favorevolmente stupiti.

Sunday, December 15, 2013

Lyrics of the Week + Video / PERTURBAZIONE - DEL NOSTRO TEMPO RUBATO



Non ci credevo da ragazzo lo sai
ma dopo quindici anni in fabbrica lo ammetto
Fratello mio ti logora davvero
come potrebbe mai non essere così
persino il rock ti scava rughe sulla faccia
e chi l'avrebbe detto
ma chi l'avrebbe detto.

Ho tanti amici alla catena di montaggio
che non è più catena solo automazione
e non rimpiango le mie scelte e le mie scuse
però vorrei voltare pagina.

Non è la fatica è lo spreco che mi fa imbestialire
non è la fatica è lo spreco.

Sarebbe bello ridere di noi
di tutto il tempo rubato al nostro tempo a venire.
Sarebbe meglio ridere di noi ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola buona.

Non ci credevo a quindici anni lo sai
che ci si abitua a volti nuovi
lo ammetto
io non l'avrei mai detto.

Ho tanti amici sopra e sotto i palchi
su questo stai pur certo io non ho rimpianti
però vorrei cambiare,si,vorrei cambiare tutto.

Non è la fatica è lo spreco
che mi fa incarognire
non è la fatica è lo spreco.

Sarebbe bello ridere di noi
di tutto il tempo rubato al nostro tempo a venire.
Sarebbe meglio ridere di noi 
ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola.

Sarebbe bello ridere di noi..

Sarebbe giusto ridere di noi
ma mi si stringe la gola 
non riesco a dirti una parola buona.

Thursday, December 12, 2013

CINE20 - 123^ PUNTATA


Delude ed irrita l' Old Boy di Spike Lee cosa che speriamo non succede con il nuovo film di Peter Jackson, Lo Hobbit  - La Desolazione di Smaug. Questa ed altre uscite le trovate nella sezione news curata dall'infaticabile Kusa.
Nei negozi arriva Elysium ma, al grido di "chissenfrega!" passiamo oltre e vi parliamo di Triangle, film made in Hong Kong girato da Johnnie To, Tsui Hark e Ringo Lam.
Siamo già online qui.

Wednesday, December 11, 2013

OLDBOY su I-FILMSonline

Prima di Oldboy il cinema coreano nel nostro Paese era conosciuto quasi esclusivamente per il talento immenso di Kim Ki-duk e qualche film horror arrivato nelle nostre sale sulla scia del successo del J-Horror giapponese. Il nome stesso di Park Chan-wook era noto unicamente da quella ristretta comunità cinefila che, in barba alla miope distribuzione italiana, trovava nell' estremo oriente veri e propri tesori. Dopo essere stato portato sul palmo di una mano da Quentin Tarantino a Cannes, Oldboy raggiunge finalmente le sale italiane facendo conoscere al pubblico più ricettivo uno dei nomi più significativi degli ultimi dieci/quindici anni e la sua solidissima trilogia tematica: anticipato da Symapthy for Mr. Vengeance (uscito da noi direttamente in home video con il titolo Mr. Vendetta) Oldboy è il secondo capitolo di quella che è stata definita la "trilogia della vendetta". Per il regista Park Chan-wook infatti, la vendetta rappresenta un sentimento tanto peculiare che decide di affrontare la disamina in tre differenti pellicole sotto tre diversi punti di vista. Se in Sympathy for Mr. Vengeance a muovere il protagonista era il sopruso costretto a subire per la condizione di inferiorità sociale nel quale viveva, dando il via ad un concatenarsi di violenza che non lascia scampo a nessuno, in Oldboy la vendetta è come una mano tesa alla quale ci si aggrappa per non precipitare nel vuoto, spinti unicamente dalla forza della disperazione, esaurita la quale ci si abbandona all'abbraccio dell' abisso. Un'immagine che, forse non a caso, il film propone fin dall'apertura e che in maniera precisa descrive ciò che sorregge e spinge il protagonista Oh Dae-su nella sua instancabile ricerca della persona che per quindici anni l' ha tenuto rinchiuso in una stanza con una televisione come unica finestra sul mondo. Provato dalla prigionia ma rinato a nuova vita una volta liberato (è lui, in fondo, l' "oldboy" del titolo) Oh Dae-su si renderà presto conto di trovarsi nel cerchio più stretto di una spirale di violenza, dolore e solitudine dalla quale è forse impossibile uscire indenni. Lontanissimo dal concetto più occidentale e classico del revenge movie, Oldboy affronta il tema in maniera decisamente singolare e, seppur inserito in un discorso più ampio che si chiuderà solo con il film successivo Sympathy for Lady Vengeance, risulta perfettamente godibile anche singolarmente, merito di una sceneggiatura compiuta che si "schiude" minuto dopo minuto assestando dei colpi precisi e mirati allo stomaco dello spettatore. Visivamente straordinario e stilisticamente ricercato (risulta scontato, ma non si può non citare il lungo combattimento nel corridoio) rimane, forse insieme a titoli come Memories of Murder, The Host o A Bittersweet Life, tra le vette più alte di un cinema coreano a cui va stretta la definizione "commerciale" e che ha reso famosi ed indimenticabili alcuni volti come quello del protagonista assoluto Choi Min-sik.

Recensione già pubblicata su I-FILMSonline.

Tuesday, December 10, 2013

Visioninbreve : HUNGER GAMES - LA RAGAZZA DI FUOCO

Dopo aver vinto gli Hunger Games salvando anche la vita al suo compagno di Distretto, Peeta, inscenando una straziante storia d' amore che commuove il pubblico, per Katniss potrebbe iniziare una nuova vita. Ma il Presidente dei 13 Distretti, Snow, si accorge della bugia a costringe i ragazzi a proseguire la loro recita durante il tour della vittoria. Quel che non si aspetta però è che, tra il popolo sottomesso, Katniss stia diventando simbolo di una nascente rivoluzione. Il secondo capitolo della saga letteraria di Suzanne Collins sbarca nei cinema di tutto il mondo in una veste arricchita e sostenuta da un budget decisamente sostanzioso, frutto del successo del film precedente. Il merito va a Jennifer Lawrence? Probabilente. La sua Katniss, ribelle, coraggiosa ed eroina forzata, risulta ancora una volta molto credibile, sicuramente molto di più di tutti i personaggi che le fanno da contorno. Il film è nettamente diviso in due parti e, cosa curiosa, pare che sia proprio la prima, quella dedicata al tour della vittoria, ad essere la più convincente o perlomeno quella che fa percepire la differenza tra Hunger Games, pur con tutti i suoi limiti oggettivi, ed altra pellicole "teen oriented": messo quasi in secondo piano l' anestetizzato triangolo amoroso, quel che stupisce è la critica ai media e la riflessione su come questi sono utilizzati per distogliere l' attenzione della gente dalle cosa importanti. Tra vampiri e licantropi almeno qui c'è la volontà di voler comunicare qualcosa al pubblico. Tanto di cappello.

Sunday, December 08, 2013

Lyrics of the Week + Video / BABYLON ZOO - THE BOY WITH THE X-RAY EYES



An invitation to dance on the floor
Entertainment was low in my home
My vicious eyes; what is love?
Is it something inside my brain
Love, oh it's driving us all insane

The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him

Spies, looking into my window
I watch
Spies, they're watching us tonight

The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise

Spies, looking into my window
I watch
Spies, they never can deny

The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise

I see through your lies
With my bionic eyes
I see through your mind
With my bionic, bionic
I see through your lies with my bionic eyes
Bionic, bionic, bionic eyes.


Friday, December 06, 2013

CINE20: 122^ PUNTATA


Visto e recensito dal buon Kusa il secondo capitolo della saga Hunger Games, La Ragazza di Fuoco, mentre in sala arriva un po' di robina interessante: il nuovo Allen, Blue Jasmine, l' ultimo Soderbergh, Dietro i Candelabri, e anche uno spettacolo teatrale diretto da Danny Boyle con protagonista Benedict Cumberbatch, Frankenstein. Qualcuno dice che esce anche un remake di Old Boy diretto da Spike Lee ma, pfffffffff, chi ci crede ad una cosa così assurda?!?.
In home video esce, a gran sorpresa, The Raid di Gareth Evans, action indonesiano che è una BOMBA, senza appello.
Online qui.

Thursday, December 05, 2013

Reami oscuri e famiglie disfunzionali asgardiane

La Fase 2 della Marvel era cominciata in maniera discussa e (forse) discutibile con un Iron Man 3 frenato dalla necessità di chiudere un ciclo nella previsione dell' abbandono del franchise da parte di Robert Downey Jr. Che l' effetto "Avengers" avrebbe però giovato agli altri personaggi coinvolti era un' ipotesi che si è concretizzata come vera con questo Thor - The Dark World di Alan Taylor. Senza più bisogno di avere un nome altisonante alla regia (quello di Kenneth Brangh nello specifico), il nuovo film del Dio del Tuono cammina con le proprie gambe senza fatica e fin da subito ci accoglie mostrando tutto lo sfarzo/sforzo produttivo impiegato: abbandonato quel look di plastica che copriva dalle scenografie ai costumi, tutto sembra maggiormente curato e immerso in atmosfere cupe, più affini al fantasy cinematografico moderno che ad un film di super eroi. Sensazione che si ritrova anche nella storia alla base del film dova la razza degli Elfi Oscuri, dopo essere stati sconfitti dal padre di Odino, guidata dal loro leader Malekith, muove una nuova guerra contro Asgard per entrare in possesso di un potentissimo artefatto, l' Aether. Per quanto lo sviluppo della trama si presti a svolte drammatiche anche nei rapporti tra i personaggi, così come nella prima pellicola anche in The Dark World tutte e mitigato da una linea comica un po' troppo invadente ma a quanto pare ormai radicata nelle pellicole Marvel e voluta dal capoccia dell' operazione, Kevin Feige, per rendere i film appetibili sia ai Marvel addicted che al grande pubblico, primo artefice degli incassi stratosferici di questi cinecomics. Un secondo appunto negativo che si può fare riguarda invece un certo sbilanciamento tra i personaggi: anche se alcuni trovano maggiore spazio (vedi Heimdall) altri risultano, pur essendo protagonisti, messi in ombra dal giganteggiare del Loki interpretato da un ottimo Tom Hiddlestone. Bravi Heimsworth e Eccleston, per carità, ma il fratellastro di Thor ruba tutta la scena e probabilmente troveremo in un ruolo di primo piano nel prossimo film dedicato al figlio di Odino. Per il resto non ci si può davvero lamentare di una pellicola che esprime bene ciò che si cerca oggi nel cinema di intrattenimento ma soprattutto dai film dedicati alle creature di Stan Lee.

Recensione già pubblicata su CINE20.


Sunday, December 01, 2013

Lyrics of the Week + Video / RADIOHEAD - CODEX



Sleight of hand
Jump off the end
Into a clear lake
No one around

Just dragonflies
Fantasize
No one gets hurt
You’ve done nothing wrong

Slide your hand
Jump off the end
The water's clear and innocent
The water's clear and innocent