Dopo il deludente Prometheus, forse il passo falso più madornale di una carriera che gira intorno al nulla da quasi vent'anni, risulta davvero difficile avvicinarsi al nuovo film di Ridley Scott senza nutrire qualche legittimo dubbio sulla sua validità. Complice forse il nutrito e valido cast (Fassbender, Bardem, Pitt, Cruz e Diaz) ed una sceneggiatura, la prima, firmata da Cormac McCarthy, The Counselor si presenta con un biglietto da visita di tutto rispetto che per un momento ci fa accantonare il ricordo di un involuto e maldestro prequel di Alien. La storia ruota intorno ad un avvocato di fama con qualche grosso problema finanziario, che decide di risolvere entrando in un giro di traffico di stupefacenti provenienti dal cartello Messicano, una scelta dalle prevedibili e drammatiche conseguenze. Si può dire che quasi tutto il film ruoti intorno ai semplici concetti di "scelta" e "conseguenza", tanto che, tutto il microcosmo di ambigui uomini d' affari rappresentato, ne finisce coinvolto in maniera più o meno consapevole, pedine nelle mani di un deus ex machina deciso e spietato. Lo script di McCarthy, come una macchina ben collaudata, non perde un colpo e detta i tempi della narrazione in maniera molto precisa e, anche quando sembra che voglia prendere deviazioni superflue, in realtà definisce, con piccoli dettagli, dei personaggi molto complessi (quello della Diaz su tutti) e il mondo apparentemente dorato in cui si muovono, sullo sfondo di quella frontiera che ha sempre amato raccontare nei suoi romanzi. Ridley Scott dal canto suo svolge adeguatamente il compitino, senza picchi ne cadute con tutto ciò che in bene o in male questo può significare. Diciamo che si trova per le mani dell' oro e non lo butta nel cesso, il che è già un considerevole risultato.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Tuesday, January 28, 2014
Monday, January 27, 2014
IL VALORE DI UN UOMO
La quantità di critiche (e non si includono certe quelle strettamente legate al campo cinematografico) che riceve un film in grado di parlare del nostro disastrato Paese mettendone in luce quegli aspetti che si preferirebbero nascondere come polvere sotto ad un tappeto è direttamente proporzionale alla sua importanza. Il Capitale Umano di Paolo Virzì rientra in questa categoria in quanto riesce a fare un ritratto attuale di un Italia sull'orlo del fallimento attraverso una sceneggiatura che, adattata dal romanzo omonimo di Stephen Amidon, incastra le storie di tre personaggi le cui vicende sono strettamente collegate le une con le altre. Tutto parte da un ciclista investito da un SUV e lasciato moribondo sul ciglio della strada, per passare a raccontare le vicende di Dino e al suo avido desiderio di arricchirsi "facilmente" con i fondi fiduciari per entrare a far parte di un mondo che per estrazione sociale non gli appartiene. C'è poi Carla, che ha rinunciato alla possibilità di diventare un attrice teatrale per la comoda ma vuota vita di moglie di un ricco uomo d' affari, e Serena, figlia di Dino, vero punto di rottura con questo mondo dove tutto è capitalizzato, anche la vita umana. L' intreccio funziona anche se non tutti i capitoli hanno la stessa forza come, ad esempio, quello di Serena che, nonostante funga da raccordo definitivo per sbrogliare gli eventi dietro il ciclista investito, non risulta altrettanto incisivo nel portare al film ulteriori elementi per le riflessioni già imbastite. Stesso discorso per i personaggi, straordinariamente funzionali, anche quelli secondari, mentre alcuni rappresentati in maniera talmente eccessiva da risultare quasi caricaturali. Per il resto Il Capitale Umano rappresenta esattamente quel che vorremo vedere sempre più spesso nel cinema italiano, film anche imperfetti ma ben diretti e altrettanto recitati, capaci anche di affrontare temi che colpiscono senza remore dove fa male.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, January 26, 2014
Lyrics of the Week + Video / DENTE - INVECE TU
Chi l'avrebbe detto che anche alla mia età ci fosse un po' da ridere
Non l'avrei mai detto che a metà di un libro si potesse chiudere
Oggi cosa resta se l'amore non si fa più sulle nuvole?
Chi non muore si ripete, chi non vuole non si vede più
Non mi sono rassegnato affatto come invece hai fatto tu
Chi l'avrebbe messa in giro questa voce, questo cuore debole?
Che non sapeva neanche camminare ma voleva sempre vincere
E si mangiava le unghie della vita e le lanciava sulle nuvole
Chi non muore si ripete, chi non vuole non si vede più
Non mi sono rassegnato affatto come invece hai fatto tu
Chi non muore si ripete, chi non vuole non si vede più
Non mi sono rassegnato affatto come invece hai fatto tu.
Friday, January 24, 2014
CINE20 - 127^ PUNTATA
Questa settimana recensiamo The Counselor e ci chiediamo: Ridley Scott la farà fuori dal vaso anche questa volta?
Nel frattempo il buon Kusa ci presenta le uscite in sala dominata dal nuovo film di Scorsese, The Wolf of Wall Street.
Nei negozi arrivano La Fine del Mondo e Sharknado.
Tutto questo online, per voi, qui.
Sunday, January 19, 2014
Lyrics of the Week + Video / JON SPENCER BLUES EXPLOSION - TALK ABOUT THE BLUES
Is this on?
Wooooooo
That’s right
I’m talking about the blues
I said I feel so good baby, ohh
I’m talking about the blues
Rolling Stone magazine
On the telephone baby
Talk about the blues,
right now, ohh
Look out, yeah, ha ha ha
That’s right ladies and gentlemen, thank you for letting me into your home
I’m gonna do it right now,
I’m gonna talk about the blues, ohh
Rolling Stone magazine, Coming on the phone, baby
Talk about that fashion, Haa!
Uh!
[I use the microphone like the drummer use a tree]
hey, Spin Magazine wanna tell you where you at
But I ain’t getting with that or MTV
Make up your own mind ladies and gentlemen
[That’s bullshit man, you know what I’m talking about]
Do your own thing, Yeah
'Cos that’s a rock and roll blues we did
Rock 'n' roll, yeah
Rock 'n' roll, get real, c'mon
Right now ladies and gentlemen, right now, right now
We’re gonna bring it on down, everybody, do it
Stay with me baby because I got something I want everybody to hear right now ladies and gentlemen
I don’t play no blues
I play rock and roll
that’s right the blues is number one
The blues is number one ladies and gentlemen but there’s something I gotta tell you right now
I do not play no blues, I do not play no blues
I play rock and roll
Get it
I play rock and roll
Yeah, that’s right baby, come on momma
Do it baby
I said I feel so good
I said I feel so good
I said I feel so good baby
I said I feel so motherfucking good
Oh
That’s right, whoo
Oh behalf of myself, Mr. Judah Bauer, Russell Simins and everybody at Rolling Stone magazine I'd like to say
Rock 'n' roll
[I know you had something to do with what happened to my brother]
Thursday, January 16, 2014
CINE20 - 126^ PUNTATA
Il Capitale Umano di Virzì apre la centoventiseiesima puntata di CINE20 mentre le news, curate in coppia con il socio Kusa, ci portano due ritorni interessantissimi, quello di James Gray con C'era Una Volta a New York, e Nebraska di Alexander Payne.
Nella sezione home video, un film poco distribuito nelle sale, Mood Indigo, ed un' altro che al cinema non è neanche arrivato, Outrage Beyond.
Siamo online qui.
Tuesday, January 14, 2014
Visioninbreve : ANTIVIRAL
I figli d' arte non sempre sono una garanzia. Eppure Brandon Cronenberg, figlio dell' immenso David, arriva al suo esordio registico con un film, da lui stesso scritto, che pare evidenziare il fatto che i due non siano legati solo a livello genetico. Antiviral infatti sembra che nasca dal pungiglione fallico di Rabid o dalle escrescenze psicosomatiche di Brood - La Covata Malefica, tanto è evidente il filo conduttore che lega il film di Brandon con quella filmografia del padre che rappresentava, attraverso le mutazioni del corpo, le ansie, le incognite e le paure su ciò che il progresso (in campo, tecnologico, mediatico, farmaceutico) avrebbe portato in futuro. Ed è proprio in un futuro (decisamente) prossimo che è ambientato Antiviral, un futuro dove il desiderio di entrare sempre più intimamente in contatto (a livello anche cannibalico) con i propri idoli dello star system, cinematografico, musicale o mediatico, porta i fan a farsi inoculare, in particolari cliniche, virus e malattie contratti dai loro beniamini. Una riflessione sulla brutta china presa da una società nella quale la ricerca di una propria identità passa attraverso effimeri modelli di riferimento ai quali si cerca in ogni modo di assomigliare. Un film forse non completamente riuscito ma se questo è solo un esordio allora vuol dire che buon sangue non mente. E neanche la (nuova) carne.
Monday, January 13, 2014
HOME VIDEO su I-FILMSonline - Gennaio 2014
E' online da ieri su I-FILMSonline, la nuova rubrica sull' home video curata dal sottoscritto
Oltre ad un elenco e ad una breve descrizione delle uscite di Gennaio, prendiamo anche in esame l' ottimo Bluray di Il Seme della Follia di Carpenter.
Correte a leggerla qui.
Sunday, January 12, 2014
Lyrics of the Week + Video / LORDE - ROYALS
I've never seen a diamond in the flesh
I cut my teeth on wedding rings in the movies
And I'm not proud of my address,
In a torn-up town, no postcode envy
But every song's like gold teeth, grey goose, trippin' in the bathroom
Blood stains, ball gowns, trashin' the hotel room,
We don't care, we're driving Cadillacs in our dreams.
But everybody's like Cristal, Maybach, diamonds on your timepiece.
Jet planes, islands, tigers on a gold leash.
We don't care, we aren't caught up in your love affair.
And we'll never be royals (royals).
It don't run in our blood,
That kind of luxe just ain't for us.
We crave a different kind of buzz.
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I'll rule, I'll rule, I'll rule, I'll rule.
Let me live that fantasy.
My friends and I—we've cracked the code.
We count our dollars on the train to the party.
And everyone who knows us knows that we're fine with this,
We didn't come from money.
But every song's like gold teeth, grey goose, trippin' in the bathroom.
Blood stains, ball gowns, trashin' the hotel room,
We don't care, we're driving Cadillacs in our dreams.
But everybody's like Cristal, Maybach, diamonds on your timepiece.
Jet planes, islands, tigers on a gold leash
We don't care, we aren't caught up in your love affair
And we'll never be royals (royals).
It don't run in our blood
That kind of luxe just ain't for us.
We crave a different kind of buzz.
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I'll rule, I'll rule, I'll rule, I'll rule.
Let me live that fantasy.
Ooh ooh oh
We're bigger than we ever dreamed,
And I'm in love with being queen.
Ooh ooh oh
Life is great without a care
We aren't caught up in your love affair.
And we'll never be royals (royals).
It don't run in our blood
That kind of luxe just ain't for us.
We crave a different kind of buzz
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I'll rule, I'll rule, I'll rule, I'll rule.
Let me live that fantasy.
Friday, January 10, 2014
CINE20 - 125^ PUNTATA
CINE20 entra nel 2014 con una puntatona curata quasi interamente dal socio Kusa: sue le due recensioni di Frozen e American Hustle, sue le news in sala dove si consigliano Disconnect e il nuovo di Virzì, Il Capitale Umano.
Nessuna uscita home video degna di nota ma tutto il resto lo potete leggere qui.
Thursday, January 09, 2014
Visioninbreve: IL VIAGGIO VERSO AGARTHA
Pur non trattandosi di un autore piuttosto prolifico nel lungometraggio, il talento di Makoto Shinkai è davvero fuori discussione, tanto da poter essere considerato una delle firme più interessanti nel panorama dell' animazione giapponese. Nel suo "Il Viaggio Verso Agartha", datato 2011, Makoto Shinkai rielabora il mito di Orfeo ed Euridice in chiave fantasy, raccontando una storia di vita e di morte ma soprattutto spingendo ad una riflessione sull'elaborazione del lutto attraverso i punti di vista diametralmente opposti dei protagonisti. Quello di Shinkai è un cinema "nostalgico" nel senso che le sue opere fanno un forte appello a questo sentimento e Il Viaggio Verso Agartha non fa certo eccezione, anche se a questo giro paga un grosso debito di riconoscenza verso il cinema di Miyazaki dal quale sembra trarre parecchia ispirazione. Niente che comunque possa pregiudicare la riuscita di un opera visivamente straordinaria e tematicamente profondissima.
Wednesday, January 08, 2014
E lo chiamano OLD BOY
Il più delle volte il problema non sta nel remake. Anche se ci si oppone, spesso con grande pregiudizio, alle operazioni di rifacimento di film di una certa importanza soggettiva ed oggettiva, bisognerebbe sempre considerarle come la possibilità di una rilettura in chiave nuova e personale. Il più delle volte il problema sta nel modo in cui viene concepito un remake, spesso camuffato come un progetto che vuole prendere le distanze dal film originale, portato avanti da un nome più o meno altisonante. E qui cadiamo a bomba su Old Boy di Spike Lee. Se nelle intenzioni del regista americano ci fosse stata davvero la convinzione di partire dal manga piuttosto che dal film di Park Chan-wook, sicuramente ci saremo trovati davanti qualcosa di completamente diverso e certamente più personale. La storia si avvia e si muove su binari conosciuti: un uomo, ubriacone e molesto, viene rinchiuso per vent'anni in una stanza nella quale, attraverso la televisione, apprende della morte della moglie, della quale viene accusato, e dell' adozione della figlia ad un' altra famiglia. Uscito dalla sua personale prigione, si metterà alla ricerca e di chi lo ha rinchiuso e del perchè. Da qui si prendono alcune deviazioni che, pur lasciando nel dubbio anche i conoscitori del film coreano, conducono ad un finale dove la componente disturbante che si agita come uno spettro nella materia stessa di cui è fatto Oldboy rimane, a dir la verità, praticamente invariata ma in qualche modo privata della stessa forza d' impatto dell' originale. Però c'è più sangue. Si potrebbe anche dire che il vero apporto di Spike Lee arrivi soprattutto da una rappresentazione esplicita della violenza, che tocca dei momenti da vero e proprio torture porn, senza però che questa diventi cifra stilistica o che assuma una funzione specifica all' interno della narrazione se non quella di regalare qualche forte emozione ad un pubblico sempre più narcolettico. Quel che però risulta inaccettabile ed in qualche modo affonda inesorabilmente questo nuovo Old Boy, è il modo in cui il buon Spike riprende in maniera maldestra alcune delle scene clou del film di Park Chan-wook (il combattimento con il martello nel luogo di prigionia o il flashback nella scuola) rendendole, insieme ad altri piccoli dettagli sparsi qua e la per il film, piccole perle di ridicolo (in)volontario. Ed in virtù di tutto questo si può capire perchè, il più delle volte, il vero problema sta nel CHI i remake li fa.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Tuesday, January 07, 2014
TOP TEN FILM - ANNO 2013
Il primo post dell' anno (nonché il 1900°!!!) è quello della classifica con i dieci migliori film (secondo il sottoscritto) del 2013. Enjoy!
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Per la classifica completa della redazione de I-FILMSonline, dare un' occhiata qui.
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Per la classifica completa della redazione de I-FILMSonline, dare un' occhiata qui.
Monday, December 23, 2013
"If this is to end in fire, then we will all burn together"
Giunta al secondo capitolo, la nuova trilogia di Peter Jackson mette dei definitivi paletti a tutta l' operazione: se il primo "Un Viaggio Inaspettato" aveva avvicinato tolkeniani cartacei e cinematografici non convincendo pienamente ne gli uni ne gli altri, La Desolazione di Smaug non lascia spazio ad alcun equivoco, configurando Lo Hobbit unicamente come prequel del Signore degli Anelli di Jackson, liberamente ispirato dal famoso romanzo di Tolkien. Questo non significa che il regista neozelandese faccia come gli pare, e seppur gonfiando la storia originale all' inverosimile, la riempie pescando, da vero esperto e probabilmente profondo estimatore, dal complesso universo letterario creato dallo scrittore inglese. Rispetto al primo film però, molto più compatto narrativamente, questo appare in certi frangenti troppo sfilacciato. Le deviazioni dalla storyline principale, volute da Jackson e dal suo collaudato team di sceneggiatori, rimpolpano certamente il background sul quale si fonda la ben famosa Trilogia dell' Anello ma finiscono per indebolire il resto rafforzando invece i dubbi sull' effettiva funzionalità di alcune scene che forse avrebbero trovato la loro giusta collocazione nelle ormai famose edizione estese dei film di Jackson. La lunga parentesi a Pontelungo, ad esempio, che prosegue anche dopo che i nani partono per la Montagna Solitaria, smorza l' epicità del confronto con il drago Smaug, sequenza che avrebbe meritato di essere gustata tutta d'un fiato. Si potrebbero citare anche altri esempi (i pellegrinaggi di Gandalf, in primis) ma in fondo il film ha anche tanti aspetti positivi che in qualche modo pareggiano quel che fa storcere il naso: il già citato Smaug, per esempio, creato con una spettacolare performance capture dell' attore Benedict Cumberbatch (che, nella versione originale, gli da anche la voce), la comparsa di Sauron o l' esaltante sequenza dei barili, calcolata e spettacolare, riprova che il buon Peter non ha perso il suo tocco. Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug risulta quindi un film pienamente sufficiente: fa tutto quel che deve fare anche se si prende un po' troppo tempo per farlo e certamente scremerà notevolmente il pubblico, lasciato con un gigantesco cliffhanger, che attenderà il capitolo conclusivo Racconto di un ritorno.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, December 22, 2013
Lyrics of the Week + Video / JOSEPH GORDON LEVITT & LADY GAGA - BABY IT'S COLD OUTSIDE
I really can't stay - Baby it's cold outside
I've got to go away - Baby it's cold outside
This evening has been - Been hoping that you'd drop in
So very nice - I'll hold your hands, they're just like ice
My mother will start to worry - Beautiful, what's your hurry
My father will be pacing the floor - Listen to the fireplace roar
So really I'd better scurry - Beautiful, please don't hurry
Well maybe just a half a drink more - Put some music on while I pour
The neighbors might think - Baby, it's bad out there
Say, what's in this drink - No cabs to be had out there
I wish I knew how - Your eyes are like starlight now
To break this spell - I'll take your hat, your hair looks swell
I ought to say no, no, no, sir - Mind if I move a little closer
At least I'm gonna say that I tried - What's the sense in hurting my pride
I really can't stay - Baby don't hold out
Ahh, but it's cold outside
C'mon baby
I simply must go - Baby, it's cold outside
The answer is no - Ooh baby, it's cold outside
This welcome has been - I'm lucky that you dropped in
So nice and warm -- Look out the window at that storm
My sister will be suspicious - Man, your lips look so delicious
My brother will be there at the door - Waves upon a tropical shore
My maiden aunt's mind is vicious - Gosh your lips look delicious
Well maybe just a half a drink more - Never such a blizzard before
I've got to go home - Oh, baby, you'll freeze out there
Say, lend me your comb - It's up to your knees out there
You've really been grand - Your eyes are like starlight now
But don't you see - How can you do this thing to me
There's bound to be talk tomorrow - Making my life long sorrow
At least there will be plenty implied - If you caught pneumonia and died
I really can't stay - Get over that old out
Ahh, but it's cold outside
Thursday, December 19, 2013
CINE20 - 124^ PUNTATA
Direttamente dalla Desolazione di Smaug arriva la recensione del secondo capitolo de Lo Hobbit che convince quanto basta.
Mentre il mercato home video si ferma per le feste, i weekend natalizi e di fine hanno propongono qualche uscita interessante che trovate nelle news curate da me e da Kusa: tra i titoli da tenere d' occhio ci sono Frozen, Philomena, I Sogni Segreti di Walter Mitty, American Hustle e Capitan Harlock (!!!)
Tutto questo online qui mentre con CINE20 ci si rilegge l'anno prossimo!
Tuesday, December 17, 2013
Visioninbreve : A DIRTY CARNIVAL
Presentato durante il nono Far East Film Festival ed arrivato in home video da noi in tempi recentissimi, A Dirty Carnival di Yoo Ha è un solido gangster movie che ruota introno alla figura di Byung-doo, piccolo malavitoso che si barcamena per aiutare la sua famiglia e il gruppo di sottoposti che per lui sono quasi dei fratelli. Per ottenere il suo scopo è anche disposto a scavalcare il suo attuale boss in favore di un altro. Il regista rappresenta uno svariato insieme di legami (affettivi, familiari ecc.) portati, attraverso l' egoismo e l' opportunismo fino ad un' inevitabile punto di rottura: lealtà e tradimento si inseguono in un circolo vizioso nel quale tutti i personaggi sono intrappolati senza possibilità di uscirne indenni. Ma A Dirty Carnival, in onore al genere che rappresenta, vanta anche parecchia azione violenta come la maxi rissa tra gang rivali nel sotto passaggio: spranghe, bastoni e coltelli sono i pennelli con i quali si dipinge un affresco di sangue e fango che lascia favorevolmente stupiti.
Sunday, December 15, 2013
Lyrics of the Week + Video / PERTURBAZIONE - DEL NOSTRO TEMPO RUBATO
Non ci credevo da ragazzo lo sai
ma dopo quindici anni in fabbrica lo ammetto
Fratello mio ti logora davvero
come potrebbe mai non essere così
persino il rock ti scava rughe sulla faccia
e chi l'avrebbe detto
ma chi l'avrebbe detto.
Ho tanti amici alla catena di montaggio
che non è più catena solo automazione
e non rimpiango le mie scelte e le mie scuse
però vorrei voltare pagina.
Non è la fatica è lo spreco che mi fa imbestialire
non è la fatica è lo spreco.
Sarebbe bello ridere di noi
di tutto il tempo rubato al nostro tempo a venire.
Sarebbe meglio ridere di noi ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola buona.
Non ci credevo a quindici anni lo sai
che ci si abitua a volti nuovi
lo ammetto
io non l'avrei mai detto.
Ho tanti amici sopra e sotto i palchi
su questo stai pur certo io non ho rimpianti
però vorrei cambiare,si,vorrei cambiare tutto.
Non è la fatica è lo spreco
che mi fa incarognire
non è la fatica è lo spreco.
Sarebbe bello ridere di noi
di tutto il tempo rubato al nostro tempo a venire.
Sarebbe meglio ridere di noi
ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola.
Sarebbe bello ridere di noi..
Sarebbe giusto ridere di noi
ma mi si stringe la gola
non riesco a dirti una parola buona.
Thursday, December 12, 2013
CINE20 - 123^ PUNTATA
Delude ed irrita l' Old Boy di Spike Lee cosa che speriamo non succede con il nuovo film di Peter Jackson, Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug. Questa ed altre uscite le trovate nella sezione news curata dall'infaticabile Kusa.
Nei negozi arriva Elysium ma, al grido di "chissenfrega!" passiamo oltre e vi parliamo di Triangle, film made in Hong Kong girato da Johnnie To, Tsui Hark e Ringo Lam.
Siamo già online qui.
Wednesday, December 11, 2013
OLDBOY su I-FILMSonline
Prima di Oldboy il cinema coreano nel nostro Paese era conosciuto quasi esclusivamente per il talento immenso di Kim Ki-duk e qualche film horror arrivato nelle nostre sale sulla scia del successo del J-Horror giapponese. Il nome stesso di Park Chan-wook era noto unicamente da quella ristretta comunità cinefila che, in barba alla miope distribuzione italiana, trovava nell' estremo oriente veri e propri tesori. Dopo essere stato portato sul palmo di una mano da Quentin Tarantino a Cannes, Oldboy raggiunge finalmente le sale italiane facendo conoscere al pubblico più ricettivo uno dei nomi più significativi degli ultimi dieci/quindici anni e la sua solidissima trilogia tematica: anticipato da Symapthy for Mr. Vengeance (uscito da noi direttamente in home video con il titolo Mr. Vendetta) Oldboy è il secondo capitolo di quella che è stata definita la "trilogia della vendetta". Per il regista Park Chan-wook infatti, la vendetta rappresenta un sentimento tanto peculiare che decide di affrontare la disamina in tre differenti pellicole sotto tre diversi punti di vista. Se in Sympathy for Mr. Vengeance a muovere il protagonista era il sopruso costretto a subire per la condizione di inferiorità sociale nel quale viveva, dando il via ad un concatenarsi di violenza che non lascia scampo a nessuno, in Oldboy la vendetta è come una mano tesa alla quale ci si aggrappa per non precipitare nel vuoto, spinti unicamente dalla forza della disperazione, esaurita la quale ci si abbandona all'abbraccio dell' abisso. Un'immagine che, forse non a caso, il film propone fin dall'apertura e che in maniera precisa descrive ciò che sorregge e spinge il protagonista Oh Dae-su nella sua instancabile ricerca della persona che per quindici anni l' ha tenuto rinchiuso in una stanza con una televisione come unica finestra sul mondo. Provato dalla prigionia ma rinato a nuova vita una volta liberato (è lui, in fondo, l' "oldboy" del titolo) Oh Dae-su si renderà presto conto di trovarsi nel cerchio più stretto di una spirale di violenza, dolore e solitudine dalla quale è forse impossibile uscire indenni. Lontanissimo dal concetto più occidentale e classico del revenge movie, Oldboy affronta il tema in maniera decisamente singolare e, seppur inserito in un discorso più ampio che si chiuderà solo con il film successivo Sympathy for Lady Vengeance, risulta perfettamente godibile anche singolarmente, merito di una sceneggiatura compiuta che si "schiude" minuto dopo minuto assestando dei colpi precisi e mirati allo stomaco dello spettatore. Visivamente straordinario e stilisticamente ricercato (risulta scontato, ma non si può non citare il lungo combattimento nel corridoio) rimane, forse insieme a titoli come Memories of Murder, The Host o A Bittersweet Life, tra le vette più alte di un cinema coreano a cui va stretta la definizione "commerciale" e che ha reso famosi ed indimenticabili alcuni volti come quello del protagonista assoluto Choi Min-sik.Recensione già pubblicata su I-FILMSonline.
Tuesday, December 10, 2013
Visioninbreve : HUNGER GAMES - LA RAGAZZA DI FUOCO
Dopo aver vinto gli Hunger Games salvando anche la vita al suo compagno di Distretto, Peeta, inscenando una straziante storia d' amore che commuove il pubblico, per Katniss potrebbe iniziare una nuova vita. Ma il Presidente dei 13 Distretti, Snow, si accorge della bugia a costringe i ragazzi a proseguire la loro recita durante il tour della vittoria. Quel che non si aspetta però è che, tra il popolo sottomesso, Katniss stia diventando simbolo di una nascente rivoluzione. Il secondo capitolo della saga letteraria di Suzanne Collins sbarca nei cinema di tutto il mondo in una veste arricchita e sostenuta da un budget decisamente sostanzioso, frutto del successo del film precedente. Il merito va a Jennifer Lawrence? Probabilente. La sua Katniss, ribelle, coraggiosa ed eroina forzata, risulta ancora una volta molto credibile, sicuramente molto di più di tutti i personaggi che le fanno da contorno. Il film è nettamente diviso in due parti e, cosa curiosa, pare che sia proprio la prima, quella dedicata al tour della vittoria, ad essere la più convincente o perlomeno quella che fa percepire la differenza tra Hunger Games, pur con tutti i suoi limiti oggettivi, ed altra pellicole "teen oriented": messo quasi in secondo piano l' anestetizzato triangolo amoroso, quel che stupisce è la critica ai media e la riflessione su come questi sono utilizzati per distogliere l' attenzione della gente dalle cosa importanti. Tra vampiri e licantropi almeno qui c'è la volontà di voler comunicare qualcosa al pubblico. Tanto di cappello.
Sunday, December 08, 2013
Lyrics of the Week + Video / BABYLON ZOO - THE BOY WITH THE X-RAY EYES
An invitation to dance on the floor
Entertainment was low in my home
My vicious eyes; what is love?
Is it something inside my brain
Love, oh it's driving us all insane
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
Spies, looking into my window
I watch
Spies, they're watching us tonight
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Spies, looking into my window
I watch
Spies, they never can deny
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
Nothing really matters to him
The Boy with the X-Ray Eyes
It's not a suprise
I see through your lies
With my bionic eyes
I see through your mind
With my bionic, bionic
I see through your lies with my bionic eyes
Bionic, bionic, bionic eyes.
Friday, December 06, 2013
CINE20: 122^ PUNTATA
Visto e recensito dal buon Kusa il secondo capitolo della saga Hunger Games, La Ragazza di Fuoco, mentre in sala arriva un po' di robina interessante: il nuovo Allen, Blue Jasmine, l' ultimo Soderbergh, Dietro i Candelabri, e anche uno spettacolo teatrale diretto da Danny Boyle con protagonista Benedict Cumberbatch, Frankenstein. Qualcuno dice che esce anche un remake di Old Boy diretto da Spike Lee ma, pfffffffff, chi ci crede ad una cosa così assurda?!?.
In home video esce, a gran sorpresa, The Raid di Gareth Evans, action indonesiano che è una BOMBA, senza appello.
Online qui.
Thursday, December 05, 2013
Reami oscuri e famiglie disfunzionali asgardiane
La Fase 2 della Marvel era cominciata in maniera discussa e (forse) discutibile con un Iron Man 3 frenato dalla necessità di chiudere un ciclo nella previsione dell' abbandono del franchise da parte di Robert Downey Jr. Che l' effetto "Avengers" avrebbe però giovato agli altri personaggi coinvolti era un' ipotesi che si è concretizzata come vera con questo Thor - The Dark World di Alan Taylor. Senza più bisogno di avere un nome altisonante alla regia (quello di Kenneth Brangh nello specifico), il nuovo film del Dio del Tuono cammina con le proprie gambe senza fatica e fin da subito ci accoglie mostrando tutto lo sfarzo/sforzo produttivo impiegato: abbandonato quel look di plastica che copriva dalle scenografie ai costumi, tutto sembra maggiormente curato e immerso in atmosfere cupe, più affini al fantasy cinematografico moderno che ad un film di super eroi. Sensazione che si ritrova anche nella storia alla base del film dova la razza degli Elfi Oscuri, dopo essere stati sconfitti dal padre di Odino, guidata dal loro leader Malekith, muove una nuova guerra contro Asgard per entrare in possesso di un potentissimo artefatto, l' Aether. Per quanto lo sviluppo della trama si presti a svolte drammatiche anche nei rapporti tra i personaggi, così come nella prima pellicola anche in The Dark World tutte e mitigato da una linea comica un po' troppo invadente ma a quanto pare ormai radicata nelle pellicole Marvel e voluta dal capoccia dell' operazione, Kevin Feige, per rendere i film appetibili sia ai Marvel addicted che al grande pubblico, primo artefice degli incassi stratosferici di questi cinecomics. Un secondo appunto negativo che si può fare riguarda invece un certo sbilanciamento tra i personaggi: anche se alcuni trovano maggiore spazio (vedi Heimdall) altri risultano, pur essendo protagonisti, messi in ombra dal giganteggiare del Loki interpretato da un ottimo Tom Hiddlestone. Bravi Heimsworth e Eccleston, per carità, ma il fratellastro di Thor ruba tutta la scena e probabilmente troveremo in un ruolo di primo piano nel prossimo film dedicato al figlio di Odino. Per il resto non ci si può davvero lamentare di una pellicola che esprime bene ciò che si cerca oggi nel cinema di intrattenimento ma soprattutto dai film dedicati alle creature di Stan Lee.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, December 01, 2013
Lyrics of the Week + Video / RADIOHEAD - CODEX
Sleight of hand
Jump off the end
Into a clear lake
No one around
Just dragonflies
Fantasize
No one gets hurt
You’ve done nothing wrong
Slide your hand
Jump off the end
The water's clear and innocent
The water's clear and innocent
Friday, November 29, 2013
CINE20 - 121^ PUNTATA
Direttamente da Asgard, il nuovo Thor ci ricorda l' importanza del fattore intrattenimento dei cinecomics mentre in sala arriva il secondo capitolo di Hunger Games. Ma ci sono anche altre uscite tutte curate dal buon Kusa.
Nulla da segnalare nella sezione home video come potrete constatare voi stessi andando a leggere qui.
Wednesday, November 27, 2013
"Pray for the best, but prepare for the worst."
La festa per il giorno del Ringraziamento si trasforma in un incubo per i Keller e i Birch quando le loro bambine scompaiono misteriosamente. Il principale sospettato pare essere l' autista di un vecchio camper visto parcheggiato poco distante le loro case. Arrestato il conducente, un giovane ragazzo con evidenti problemi mentali di nome Alex, questi viene rilasciato dopo quarantotto ore per insufficienza di prove. Mentre la polizia prosegue le indagini, il padre di una delle bambine decide di seguire una propria pista convinto della colpevolezza di Alex. Alla sua prima fatica in terra americana, il regista Denis Villeneuve punta ad una efficace riflessione su quanto poco basti per abbandonare il comune senso della morale (dettato principalmente da regole sociali e religiose) e della giustizia, quando la vita di pone nelle condizioni di non avere più nulla a cui aggrapparti. Ed è così che un padre di famiglia, abbandonate le preghiere e tradito dalla società di leggi, decide di cercare una sua personale giustizia. La demolizione del più classico quadretto familiare americano, passa in Prisoners attraverso il registro di thriller teso e compatto grazie ad uno script che non si rivela mai completamente, rimanendo ambiguo e duplice come la maggior parte dei personaggi che lo popolano, interpretati da un cast di grandi nomi sui quali spiccano Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal e Paul Dano. Altrettanto solida è la regia di Villeneuve, accompagnata dall' efficace fotografia di Roger Deakins capace di catturare il contrasto tra calore delle mura domestiche e il freddo della provincia americana che pare desolata ed abbandonata a se stessa. L' unica pecca del film risiede forse in una certa semplificazione (difetto che si trova in tanto cinema made in USA) che arriva nel momento in cui si vuole necessariamente esplicitare il messaggio che il film comunica efficacemente sottotraccia, finendo per scivolare in qualche occasione nella facile retorica.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, November 24, 2013
Lyrics of the Week + Video / U2 - ORDINARY LOVE
The sea wants to kiss the golden shore
The sunlight warms your skin
All the beauty that's been lost before
Wants to find us again
I can't fight you anymore
It's you I'm fighting for
The sea throws rock together
But time leaves us polished stones
We can't fall any further
If we can't feel ordinary love
We cannot reach any higher
If we can't deal with ordinary love
Birds fly high in the summer sky
And rest on the breeze
The same wind will take care of you and
I will build our house in the trees
Your heart is on my sleeve
Did you put there with a magic marker
For years I would believe
That the world couldn't wash it away
'Cause we can't fall any further
If we can't feel ordinary love
We cannot reach any higher
If we can't deal with ordinary love
Are we tough enough
For ordinary love
We can't fall any further
If we can't feel ordinary love
We cannot reach any higher
If we can't deal with ordinary love
We can't fall any further
If we can't feel ordinary love
We cannot reach any higher
If we can't deal with ordinary love
Thursday, November 21, 2013
CINE20 - 120^ PUNTATA
Latitano, le recensioni latitano. Ma quello che non latita sono le news della settimana, curate da me e Kusa, tra le quali si segnalano il nuovo film della Marvel dedicato a Thor, Il Tocco del Peccato di Jia Zhangke e Il Passato di Asghar Farhadi.
A completare, la sezione home video con Solo Dio Perdona e Wolverine - L' Immortale.
Online, come sempre, qui.
Sunday, November 17, 2013
Lyrics of the Week + Video / TEMPER TRAP - LOVE LOST
Our love was lost
But now we've found it
Our love was lost
And hope was gone
Our love was lost
But now we've found it
And if you flash your heart
I won't deny it
I promise
I promise
Your walls are up
Too cold to touch it
Your walls are up
Too high to climb
I know it's hard
But I can still hear it beating
So if you flash your heart
I won't mistreat it
I promise
I promise
Our love was lost
In the rubble are all the things
That you've, you've been dreaming of
Keep me in mind
When you're ready
I am here
To take you every time
Oh our love was lost
Lost, lost, lost, lost....
Our love was lost
But now its found
Friday, November 15, 2013
CINE20 - 119^ PUNTATA
Il nuovo appuntamento con CINE20 si apre con la recensione dell' interessante esordio americano di Denis Villeneuve, "Prisoners", alla quale seguono le news in sala, curate dal buon Kusa, tra le quali spicca l' ultima fatica di Polansky, Venere in Pelliccia.
In home video arrivano due bombe assolute, Lo Hobbit Extended Edition e Pacific Rim.
Siamo online qui. Leggeteci e diffondeteci.
Monday, November 11, 2013
Le conseguenze dell' amore
Anche se il titolo non potrebbe essere più esplicativo di così, l' ultimo film di Abdellatif Kechiche, premiato con la Palma d' Oro a Cannes 2013, è un racconto di vita nel quale si racconta la fine dell' adolescenza e l' ingresso nell' età adulta della sua protagonista, Adele. L' approccio scelto dal regista è quello di uno sguardo intimo, spesso insistito fino al voyeurismo, per immergere lo spettatore all' interno di macro sequenze, lunghe, quasi interminabili, che con grande coerenza esplorano tanto la quotidianità quanto la sfera più intima della vita di coppia tra Adele e la sua compagna Emma. Una scelta di sceneggiatura non immediata ma efficace che compensa le ellissi narrative che separano i frammenti l' uno dall' altro, con la straordinaria capacità di catturare gli attimi, l' esplodere dei sentimenti che si percepisce anche dalla minima espressione sui volti dei protagonisti. Un particolare che denota una importante direzione d'attori ma soprattutto l' incredibile bravura di Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux che ci regalano due interpretazioni talmente naturali da rendere difficile percepire dove finisce l' attrice e comincia il personaggio. Tratto dalla graphic novel "Le Bleu est une couleur chaude", La vita di Adele è anche e soprattutto un film sull' amore, sulla straziante consapevolezza di non poterne svelare i misteri ma al massimo accettare il naturale percorso, la nascita, la crescita e anche l' inevitabile fine.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Recensione già pubblicata su CINE20.
Sunday, November 10, 2013
Lyrics of the Week + Video / RADIOHEAD - TRUE LOVE WAITS
I'll drown my beliefs
To have your babies
I'll dress like your niece
And wash your swollen feet
Just don't leave
Don't leave
I'm not living, I'm just killing time
Your tiny hands, your crazy-kitten smile
Just don't leave
Don't leave
And true love waits
In haunted attics
And true love lives
On lollipops and crisps
Just don't leave
Don't leave
Thursday, November 07, 2013
CINE20 - 118^ PUNTATA
In questa puntata dedichiamo poche ma intense parole per La Vita di Adele mentre con il buon Kusa vi consigliamo le uscite in sala da tenere d' occhio, tra le quali Prisoners, Giovane e Bella e Wolf Children. Ci convincono poco Machete Kills e Planes. Ci fa solo ridere il film di Barbareschi.
Nei negozi arriva Tulpa di Zampaglione e poco altro.
Online qui.
Sunday, November 03, 2013
Lyrics of the Week + Video / EDITORS - HONESTY
Don't you want me to stay?
Make a rocking horse getaway
The radio said we're in for a fall
The TV says nothing at all
Out of my window it echoes my heart
I've been checking for change since the start
Collide into me, I could do with a fight
Collide into me, cause it feels right
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
Your bowling ball eyes have nothing to say
They knock me over again anyway
Collide into me, I could do with a fight
Collide into me, cause it feels right
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
The broken hearts of my neighborhood
Lay cast aside like dreams in Hollywood
With the boarded up windows and the closing sales
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
Does the honesty deceive?
Try to find a way to leave this party
Take it out on me
Cause all the honesty
Shuts this place down
Thursday, October 31, 2013
CINE20 - 117^ PUNTATA
Per la notte di Halloween il buon Kusa ci propone, oltre ad un logo speciale per l' occasione, anche la rece di Il Quinto Potere e le news della settimana che vedono tra i titoli più interessanti Captain Phillips, Blancanieves e Miss Violence.
Nei negozi arrivano DVD e Bluray di Evangelion 3.33, ed è subito commozione!
Online qui.
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