Vivere e morire tra la terra e il cielo
In un mondo non tanto diverso dal nostro, la pace non è più un' utopia ma una realtà. Una realtà però di cui la gente è all' oscuro, manipolata dalle industrie belliche impegnate in una guerra fittizia ma che produce profitti sia come produzione d'armamenti che come spettacolo da vendere alle televisioni. I soldati di questa guerra sono i Kildren, individui geneticamente creati per non diventare mai adulti e quindi destinati a morire in battaglia e, all' occasione, ad essere sostituiti. Mamoru Oshii è uno dei nomi più importanti nel panorama cinematografico giapponese ed il suo Ghost in the Shell è considerato, a ragione, una delle opere d'animazione (ma non solo) più importanti di sempre. Sky Crawlers forse non sarà destinato a tanto e magari neanche a diventare oggetto di culto, ma è comunque un' opera estremamente importante. Da un punto di vista puramente tecnico infatti è palese il livello qualitativo raggiunto dallo Studio Production I.G sia nelle sequenze dei combattimenti aerei che nella perfetta fusione tra animazioni convenzionali e computer grafica. Le tematiche affrontate ed il balletto di vita (nel cielo) e morte (sulla terraferma) di cui sono interpreti i Kildren, porta Oshii ad alcune riflessioni, sul costo del progresso (in termini di umanità perduta pezzo dopo pezzo) ma soprattutto sulla guerra e sull' incapacità dell' uomo di ripudiarla in quanto ormai troppo integrata con i meccanismi economici dei Paesi. E tutto questo in un FILM che ancora vengono in maniera riduttiva etichettati come "cartoni animati", pensate un po'. Labels: Cinema Thoughts and Reviews





































