"Unless you love, your life will flash by"
La morte è solo l'inizio. Fin dai primi minuti le immagini di The Tree of Life di Terrence Malick ne sono pervase eppure, il dolore di una famiglia per la perdita del secondogenito o il tormento per qualcosa di irrisolto nel passato del primogenito ormai adulto, diventa occasione per un' imponente celebrazione della vita. Ma Malick si spinge oltre, mettendo questo singolo evento in prospettiva, tracciando la linea temporale dell' Universo, dalla sua nascita fino alla sua fine, ponendo in un punto ipotetico tra i due estremi la storia di una famiglia negli anni '50, tre fratelli, un padre severo, deluso e disilluso, una madre piena d'amore. Le preghiere, i sogni infranti, le domande esistenziali che precedono la perdita dell' innocenza, tutto questo viene ridimensionato di fronte alla maestosità di una galassia che prende forma, al miracolo della vita che si fa strada dal fango o che emerge dalle acque, alla potenza di un sole che muore. In tutto questo siamo l' onda che si infrange sulla riva di un fiume in piena, duriamo pochi attimi prima di confonderci con il resto dell' acqua, sempre uguale eppure sempre diversa. Quando non è una preghiera rivolta ad un cielo ritagliato da alberi e grattacieli, il film di Malick scorre proprio come un fiume, un continuo movimento ad inseguire bambini che giocano, padri che si disperano, adulti alla ricerca di affetti perduti, figure familiari alla fine dei tempi. Tutto e tutti si muovono in avanti alla ricerca di risposte che a volte non basta un' esistenza intera per afferrarle. Risposte che coraggiosamente Malick prova a dare rimanendo in equilibrio tra il Sacro ed il suo esatto opposto, mentre cattura per immagini e musica la bellezza dei dettagli, come ricordi che emergono improvvisamente dagli angoli più remoti della memoria, un volto dietro una tenda o le mani di un padre che si chiudono sul piede di un neonato. Anche solo questi dettagli rendono The Tree of Life un film irrimediabilmente grande di fronte al quale ci si sente piccoli, piccoli.Recensione già pubblicata su CINE20.
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