Il re balbuziente
Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Re Giorgio VI tenne un discorso di importanza fondamentale per il popolo britannico, scrivendo una pagina indelebile nella storia del suo Paese. E' questa è appunto "storia". Il regista Tom Hopper si focalizza su cosa avvenne prima di quel famoso discorso, sull' uomo non destinato a diventare re ma costretto ad assumersi l' onere/onore dopo che il fratello fu costretto ad abdicare, e ad affrontare il problema della balbuzie che lo affligge fin da bambino rendendogli quasi impossibile adempiere ai più semplici doveri istituzionali. Ora, la prima cosa che si deve evitare con Il Discorso del Re, è incappare nell' errore di sottovalutare il film proprio perchè incentrato su di un fatto storico così specifico ma nel complesso piccolo e poco rilevante per i non nati sul suolo inglese. Quella di Hopper è infatti un' ottima pellicola, scritta con intelligenza e splendidamente bilanciata tra commedia e dramma. Un film incentrato su di un regnante balbuziente non poteva non dare ai dialoghi la giusta importanza e di conseguenza ai personaggi, dietro ai quali emerge la bravura degli interpreti: Colin Firth capace di dare corpo ad una Re Giorgio spaventato dalle sue responsabilità ma allo stesso tempo dal forte temperamento, o l'eccentrico e risoluto logopedista interpretato da un sempre bravo Geoffrey Rush. Se di certo il film pone l' attenzione sui due personaggi maschili e sul rapporto di fiducia e profonda amicizia che si instaura tra loro, non è certo di minore importanza il principale ruolo femminile, quello di Helena Bonham Carter e della sua Regina Elisabetta, moglie di Giorgio, figura forte e di sostegno fondamentale, quasi a ribadire il concetto che "dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna".Labels: Cinema Thoughts and Reviews



































